Ermopoli

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Astral 30-11-2011 20.13.12

Diam non copiare le frasi Ray Uno l'ho inventato io :P

Credo che uno intendesse far capire che la bigotta in questione aveva notato quei due, perchè stava spiando sull'armadio.
In ogni caso se ti può aiutare mi è successo con me, una che nel lavoro mi giudicava sempre e parlava male del capo, vedeva il male dovunque, si lamentava se spostavano dei crocifissi, poi sono venuto a sapere che era rimasta incinta e abbandonata.

diamantea 30-11-2011 20.35.07

Certo che sei un capolavoro Astral!!!
Metti la corda in casa dell'impiccato... ma dico io! icon_mrgr:

Grey Owl 30-11-2011 22.26.30

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106699)
In che senso, puoi spiegare?

Difficile per me capire cosa rielaborare per rendere il senso, già... ma il senso di che poi?

Potrebbe tornare utile osservare il busto del Giano bifronte il quale ha due visioni e due facce ma un capo unico. Esso osserva e si rapporta con una faccia su un lato e con l'altra dall'altro lato. Le due facce non si vedono mai e il Giano non vede se stesso per quello che è. E' quindi attraverso un movimento da un lato all'altro che riesce a portare sintesi e soluzione alla sua ambiguità.

Perchè il bigotto è ambiguo a se stesso e a quello che trasmette. Egli è mittente e destinatario di un messaggio ambiguo.

Quel movimento è quindi la manifesta intenzione di lavorare sulla duplicità agendo in umile analisi verso se stesso. Eliminando quelle forme ambigue che deformano il messaggio.

Spero di essere stato più chiaro e di aver dato più senso al mio pensiero, nel caso posso cercare di spiegare meglio.

Astral 30-11-2011 22.33.31

Tengo però a dire una cosa, a favore di Diamantea: non è sbagliato avere dei principi o degli ideali. A me la pornografia non fa schifo, però sicuramente la trovo vuota e poco edificante e sopratutto non mi piace quello che c'è dietro.
Il problema del bigotto è l'attaccamento e la rigidità di quel pensiero, dovuto per i motivi che già hanno detto gli altri, però c'è sempre da riflettere sul perchè.

Qui forse ci viene in aiuto Gesù, che di certo non ha detto a Maddalena che era una mign...a, ma gli ha dato modo di redimersi o comunque ha avuto una comprensione, però si ha condannato il peccato.
Io ora non so come stanno i fatti, però vedo questo meccanismo con mia madre, che condanna senza pietà il tradimento, ma da quando è vedova invece non lo fa più?

Perchè? Forse avrebbe voluto farlo, ma la sua imposizione religiosa, il suo forte senso del matrimonio e di colpa gli impediva di essere una potenziale adultera e quindi proiettava tutto all'esterno.

Anche io sono stato bigotto, in passato, ma anche in altri termini. Per esempio a volte mi sono arrabbiato perchè qualcuno ha preso dei voti più di me, avendo copiato invece tutto. In realtà forse potevo essere invidioso del fatto che io ho sacrificato del tempo per studiare e qualcun'altro no.

Sti meccanismi st'hanno dapertutto, non solo sulle cose di chiesa.

griselda 30-11-2011 22.58.34

Citazione:

Originalmente inviato da Grey Owl (Messaggio 106719)
Difficile per me capire cosa rielaborare per rendere il senso, già... ma il senso di che poi?
Del giano?
Quote:

Potrebbe tornare utile osservare il busto del Giano bifronte il quale ha due visioni e due facce ma un capo unico. Esso osserva e si rapporta con una faccia su un lato e con l'altra dall'altro lato. Le due facce non si vedono mai e il Giano non vede se stesso per quello che è. E' quindi attraverso un movimento da un lato all'altro che riesce a portare sintesi e soluzione alla sua ambiguità.

Perchè il bigotto è ambiguo a se stesso e a quello che trasmette. Egli è mittente e destinatario di un messaggio ambiguo.

Quel movimento è quindi la manifesta intenzione di lavorare sulla duplicità agendo in umile analisi verso se stesso. Eliminando quelle forme ambigue che deformano il messaggio.

Spero di essere stato più chiaro e di aver dato più senso al mio pensiero, nel caso posso cercare di spiegare meglio.
Ti ringrazio dell'impegno ma mi domando se solo io scrivo terra terra con gli esempi pratici :@@
A me sto giano mi sta un po' poco antipatico icon_mrgr:
Senti ma non puoi fare un esempio di quelli che faceva Uno una volta che capiva anche un sasso?
Dici che trovi quel che è, quel che sei ed io ci ho pensato ho anche messo giù quel che veniva ma non mi è chiaro in che senso?
Io trovo quel che sono e quel che ho in ombra e che devo integrare (sempre se ho capito cosa vuol dire) è questo quel che è oppure mi devo ritrovare davanti il giano antipatico? icon_mrgr:

Ray 30-11-2011 23.09.44

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106709)
L'integrazione sarebbe non provare più disappunto verso chi tradisce non per questo devo iniziare a tradire.

Ma certo che non occorre iniziare a tradire, altrimenti dovremmo compiere ogni nefandezza solo per conoscerci.
Basta fare pace con la parte di noi che tradirebbe (anche se il tutto non lo fa) e smettere di giudicare.

Ray 30-11-2011 23.13.27

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106710)
Quello che non piace a me non deve farlo nessun altro? E' una questione di controllo o sono veramente bigotta?

Beh, son cose connesse... la bigotta vorrebbe controllare. Possibilmente i pensieri altui, dato che non controlla i propri.
In ogni caso l'idea che mi son fatto è che questa tua difficoltà in realazione alla pornografia e annessi sia connessa alla questione che hai raccontato di quando eri ragazzina (faceva schifo però guardavate). Non integrata quell'esperienza (e annessi) vai in reazione... il meccanismo è lo stesso come per tutto.

diamantea 01-12-2011 10.44.10

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106725)
Beh, son cose connesse... la bigotta vorrebbe controllare. Possibilmente i pensieri altui, dato che non controlla i propri.
In ogni caso l'idea che mi son fatto è che questa tua difficoltà in realazione alla pornografia e annessi sia connessa alla questione che hai raccontato di quando eri ragazzina (faceva schifo però guardavate). Non integrata quell'esperienza (e annessi) vai in reazione... il meccanismo è lo stesso come per tutto.

Mi tolgo sto dente, stamattina il dolore fisso è sparito ma si è spostato nelle pareti addominali alte e non mi da pace.

Vivo in una cittadina di provincia e quando ero ragazzina si era nel passaggio generazionale, ma ancora si usava che i maschi insultavano le femmine per strada con epiteti e gesti volgari che facevano vergognare.
Dopo i dieci anni cominciai a cambiare nell'aspetto, mi preparavo a diventare signorina, come si usava dire. Così toccò anche a me sentirmi lanciare parole e gesti poco piacevoli. Il punto è che non capivo i riferimenti ma la percezione energetica del suo significato la ricevevo lo stesso. Avevo sensazioni sgradevoli a cui non sapevo dare spiegazioni razionali.
Finchè divevano "che bel c...lo che hai" passava, ma quando nominavano altre parti, seno, bocca, passava la sgradevolezza ma non il riferimento sessuale.
Quando entrai a contatto con quelle immagini si aprì un altro scenario. Ero già signorina, quindi avevo le mie pulsioni, la natura segue il suo corso, volente o nolente, ma cominciai a dare corpo, significato, a gesti, parole, allusioni. Quello che capii era che mi vedevano in quel modo, fare quelle cose che mi provocavano quelle percezioni sgradevoli, che già conoscevo tra l'altro senza conoscerne la provenienza, ma allo stesso tempo mi attiravano, l'istinto era quello. Iniziò la lotta interna, come conciliare le due cose che erano ora mescolate?
Certo negli anni ci lavorai, superai certi tabù, madre natura mi ha aiutata ma quello di cui soffro è la sovrapposizione di immagini, di sensazioni sgradevoli che arrivano all'improvviso, perchè l'altro mi suscita (o mi sembra così) se per caso sta pensando o desiderando qualcosa che tocca qualche nervo, e qui scattano la ritrosìa, il giudizio, la condanna: come ti permetti di desiderare questo che non ho controllato? non ti ho autorizzato? non hai avuto il mio permesso? non l'ho passato ai raggi X... non gli ho fatto una tac... da dove proviene? l'hai visto fare? o so sono io che originalmente ti suscito questa immagine? e come mai? Mi ami o mi vuoi solo per questo?
Ecco l'altra faccia di Giano, il sangue mi si gela all'istante.
L'altro si confonde naturalmente, se per caso e giustamente non rende nella prestazione, inizia l'accusa, il contro interrogatorio.

Da un lato vorrei cancellare tutto questo e reimbiancare lo sfondo, vorrei poter fare come desideravo io, scoprire senza vedere le cose degli altri, e non parlo solo di immagini P ma anche del desiderio di estranei che manifestano mentre mi guardano, perchè in quel momento non vedono la mia persona, la mia essenza, ma il mio corpo in un certo modo e questo mi fa imbestialire.

Voi potete chiedermi "ma tu non lo hai fatto mai?". Certo che l'ho fatto, ma stranamente la mia sfrontatezza nel guardare negli occhi la gente come solitamente faccio, davanti un uomo che mi piace veramente distolgo lo sguardo, non voglio investire con le mie immagini il malcapitato nel caso dovesse sentirsi invaso o autorizzato da quel che sto solo immaginando ma non ho intenzione di realizzare.
Ci sto attenta, come non piace a me penso non piaccia nemmeno all'altro. Guardata e desiderata si, ma non da tutte le menti.
Vorrei controllare, scegliere da chi si e da chi no, ma non posso certo farlo. Se oggi mi vesto in modo provocante ed esco in strada mi espongo al pubblico, non posso bacchettare chi non mi piace e accettare solo chi mi piace.
Ma a volte non basta coprirsi, mimetizzarsi sotto false spoglie, il temperamento sessuale di una persona si vede. Io lo vedo, distinguo le persone, le sento energeticamente.

Nel lavoro questa esperienza mi aiuta perchè mi regolo subito con chi ho da fare, so dove sta di casa chi mi sta davanti e riesco a cavarmela in situazioni sgradevoli anche se non mi riguardano direttamente. Non è la prima volta che vado da un utente a domicilio a dirgli di tenere le mani a posto con le mie assistenti. E la mia severità è molto convincente.

Da un altro lato vorrei rinnegare quella parte di me che prova piacere dalle stesse cose che mi fa schifo vederle fare agli altri. Allora anche io faccio schifo nella stessa situazione!
Ecco come la mente, il giudizio mi distrugge.

Allore è un cattivo imprinting, ha creato un conflitto che non trova ancora soluzione, non posso mica fare la guerra con il mondo intero, è più semplice fare pace con me stessa, smettere di giudicare, integrare l'esperienza.
Ma nel concreto come si fa? E' da anni che tento questa impresa titanica, quando penso di averla compiuta ecco che si ripresenta, basta un sogno a mandare in tilt il mio stomaco per giorni!

diamantea 02-12-2011 08.51.43

Ieri sera a yoga mi è accaduto qualcosa che non mi era successo mai. Seduta a gambe incrociate avevo raggiunto un bello spazio di silenzio dopo l'allineamento della colonna. I pensieri che mi hanno tormentato in questi giorni erano cessati per qualche momento. Appena realizzo questo sento che il mio piede destro si è addormentato, ho fatto qualche movimento per svegliarlo ma si è addormentata tutta la gamba destra con forte dolore, specie un punto lombare che mi ha dato molto fastidio da un paio di mesi, ma soprattutto in questi giorni, che è stato fisso. Dolore acuto e la gamba che non ne vuol sapere di svegliarsi per un tempo più lungo di come accade di solito. Di solito si addormenta solo il piede, la gamba mai. Mi doleva forte anche la caviglia, me la sono distorta tante volte.
Poi la crisi di pianto, ero un pò spaventata ma soprattutto avevo molta compassione per me stessa, per quella parte che ancora soffre, non guarisce, non si acquieta. Poi sento svanire il dolore lombare, come sciolto, si sveglia la gamba, riprendo la pratica e trovo nel mio corpo una maggiore flessibilità della colonna, un'apertura delle anche ancora più ampia che mi permette una totale distensione sul pavimento dove trovo refrigerio, sollievo. Mi sarei fusa con il parquet.
Stanotte riesco a girarmi nel letto senza troppa difficoltà, mi sento il bacino libero, ma quando mi alzo ricompare il dolore lombare spostato a sinistra, nello stesso punto simmetrico. L'altra faccia di Giano.
Mi sento molto depressa.

Sole 02-12-2011 09.36.31

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106770)
Mi sento molto depressa.

Ma no... qualcosa è successo, non ti abbattere, anzi... fiori.gif

diamantea 02-12-2011 14.37.39

Grazie Sole, ho proprio bisogno di una forte dose di fiducia.
Il mio corpo sta reagendo male. Stamattina ho faticato molto per concentrarmi nel lavoro. A un certo punto sono uscita a piedi, dovevo sbrigare una commissione, mi faceva male il menisco destro, due denti, uno sopra e uno sotto, troppo sensibili all'aria.
Non gli ho dato retta, mi sono rimessa al lavoro ed ecco il polso destro addormentato, il bruciore di stomaco. Ora ho mangiato e sono pentita di averlo fatto, sto faticando per tenere il cibo nello stomaco, ho la tentazione di andare in bagno e usare le due dita, ma penso che non devo farlo, mi rovinerei le corde vocali per qualche giorno e poi non voglio dare retta a questi sintomi, la mia volontà è più forte, sono abituata a controllare le pulsioni deleterie come questa. Fra un pò so che passerà come gli altri sintomi, sperando che non ne spuntano altri fino a mettermi in ginocchio. E' già accaduto in passato.
Sto somatizzando forte eh!
Non so che fare, sono qui a usare la volontà per continuare la giornata, ho ancora molte cose da fare.
Almeno capire perchè, contro cosa il corpo si sta ribellando, cosa posso fare di concreto per uscire da questo vicolo cieco.

diamantea 03-12-2011 17.13.27

Dura giornata ieri, mi sono buttata a capofitto nel lavoro, poi a casa il resto. Avevo bisogno di fare, qualsiasi cosa pur di tenermi impegnata.
Sto meglio, le tensione allo stomaco c'è ancora ma più sopportabile.
Ho pensato alle esperienze, a dove le mettiamo. Si parla di trattenere, contenere, spingere, integrare, di organi bersaglio. Ma dove? in che punto? A che livello?
Sto sperimentando che parlarne non basta, occorre altro.
Ho visto che nel mio stomaco ci sono tante cose conservate, tenute nascoste da anni, piccole e grandi cose. Ora lo stomaco si ribella, dice che è ora di fare spazio ad altro.
Il trattenuto è diventato ristagno che ora va ripulito, svuotato, altrimenti crea ostacoli a non capisco bene cosa ma è quello che avverto.

Lo stomaco corrisponde più o meno al plesso solare e rappresenta l'elemento fuoco.
In effetti lo stomaco è il forno dove i cibi vengono trasformati, centro alchemico di trasformazione, di digestione di ciò che viene ingerito, per cui anche le esperienze negative ristagnano maggiormente in questo plesso in attesa della loro digestione, trasformazione.
Ho sempre pensato di avere un problema con il fuoco, con la gestione del fuoco. O mi infiammo troppo, o non riesco a raggiungere quella temperatura adeguata per la trasformazione.
L'argomento di questo topic mi fa infiammare, per poi raffreddarmi nel suo corrispondente.
Pensandoci bene, fin da ragazzina, già alle medie, soffrivo molto di queste tensioni insopportabili allo stomaco. A scuola a un certo punto chiedevo di stare in piedi. Mi saliva un fuoco ingestibile, mi soffocava per cui dovevo alzarmi e seguire la lezione così. Fino a qualche anno fa ci soffrivo. Per anni portai un simbolo giallo al collo, per equilibrare il fuoco.
Anche in questi giorni mi sono sentita salire questo fuoco ma lo blocco, mi spaventa, non so cosa sia.
Anni fa ero in auto, andavo a comprare una madonna per la comunità, a un certo punto senza una ragione particolare mi è salito un grande fuoco nel petto e nella schiena, mi sentivo le fiamme brucianti dentro, mi sono spogliata, ho aperto i finestrini malgrado era inverno, gridavo e piangevo e mi soffiavo con le mani finchè non è passata.

Insomma, sono ai fornelli, sto cercando di trovare il modo di integrare questa esperienza.

diamantea 03-12-2011 21.43.03

Citazione:

Originalmente inviato da Grey Owl (Messaggio 106682)
A me la parola bigotto fa pensare al due-volte-dio che è come il giano bifronte il quale non vede mai la sua duplicità (la doppia faccia) eppure è parte della stessa testa. E' altresì simbolicamente l'inizio e la fine di un percorso di ricerca di se stesso, è il partire da un aspetto per giungere all'altro, magari opposto.

Giano è considerato una divinità marina, protettore dei mari e delle navigazioni, a lui era affibiato il potere di far zampillare l'acqua da qualsiasi terreno, mi sembra interessante questo riferimento all'elemento acqua.
Inoltre simboleggia si, inizio/fine, ma il suo nome ianua vuol dire porta, era infatti il guardiano della città, egli proteggeva l'interno della città ma senza perdere di vista quello che accadeva fuori, per questo è rappresentato con due facce, la porta fra dentro e fuori, passato e futuro, il presente non si può rappresentare. Porta la associo con quanto ho detto sull'integrazione.
La sua simbologia merita un approfondimento nella sezione miti.

Il mio gatto nero si chiamava Jano, e anche il parente del sogno di Tina si chiama così...

diamantea 05-12-2011 15.05.43

Stamattina, durante un resoconto di verifica di un servizio è saltato fuori che un utente con lieve disabilità psichica in età scolare, ha raccontato confidenzialmente che il padre era stato arrestato, (era su tutti i giornali la notizia), giusto il giorno dopo che il padre lo aveva portato in una strada a conoscere una signora che lo aspettava. strabuzza:
Il ragazzo sapeva che era un segreto e non doveva raccontarlo a nessuno ma sentiva il bisogno di confidarsi con l'autista che considera suo amico, il quale lo accompagna ogni giorno nel periodo scolastico da tre anni.
Gli ha raccontato nei particolari cosa la signora gli ha fatto, mentre lui non ha fatto nulla. Era sorpreso ma contento, ha provato cose piacevoli, forse ci tornerà ancora se papà torna presto a casa...

Ho guardato dentro di me naturalmente, nel mio spazio privato, quello dedicato ai giudizi/proiettili che in situazioni professionali non manifesto ma dentro macino, per vedere cosa trovavo di appropriato per l'episodio. Ebbene, ancora nemmeno io ci credo, non ho trovato nulla, nemmeno uno spillino, solo vuoto.
Ho cercato ancora per essere sicura che non vi fosse nulla ma è così, nulla.
Non che abbia cambiato idea sulla questione, soprattutto per un soggetto disabile psichico che potrebbe non saper gestire la cosa, avere delle turbe, magari in presenza di ragazze a scuola, non è la prima volta che accade. Ma è la prima volta che accade di io non trovare giudizi, accanimenti moralistici, sconcerto. Mi sono dispiaciuta per il ragazzo, per me non è mai un buon imprinting, ma mi sono soprattutto limitata ad ascoltare senza molto commentare invitando al riserbo per il rispetto della privacy, non è un servizio che gestisco in equipe, non mi competono questo tipo di valutazioni, mi occupo solo di trasporto.
Io penso che in una situazione analoga non porterei mai mio figlio da una prostituta, ma poi non so, non mi sono trovata in questa circostanza per fortuna e non posso giudicare.
Pazzesco, lo sto dicendo proprio io???
E' possibile che mi sia liberata da questo giudizio? oppure sono così svuotata da non avere la forza di accanirmi?
Forse quel tanto soffrire è stata una lotta per vincere il mio demone del giudizio su questo argomento?
Io mi sento serena e contenta per me stessa.

Uno 05-12-2011 15.47.42

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106836)
Stamattina, durante un resoconto di verifica di un servizio è saltato fuori che un utente con lieve disabilità psichica......

Non conosco la situazione specifica ne a cosa corrisponde il "lieve" quindi parlo in generale e vorrei che le mie parole siano prese tenendo questo in considerazione.
Un ragazzo sano, cresciuto in maniera equilibrata etc... è perfettamente in grado di fare le proprie esperienze sessuali in maniera sana, civili e rispettosa della donna.
Per un ragazzo (e non mi riferisco solo ai disabili) non sano, anche magari perchè cresciuto con certi principi o meglio con la mancanza di certi principi... chiamiamoli principi negativi, forse non è il male maggiore indirizzargli certe pulsioni in un certo ambito controllato.
Quando ero ragazzo nel condominio dove vivevo c'era un mio coetaneo con problemi psichici abbastanza pronunciati, non faceva male ad una mosca però nel periodo della pubertà iniziò ad avere comportamenti che misero in allarme le donne ed i genitori delle ragazze del posto. Avendo lui una certa forza... etc....
Che io sappia per fortuna non è successo mai nulla ne possiamo sapere se utilizzando dei metodi come quello di cui parliamo sarebbe stato meglio o magari pure peggio, però il dubbio viene.
Anche in ambito extradisabilità è innegabile che l'escalation di violenze sessuali da parte di ragazzi verso altre ragazze è cresciuto con la graduale fine di certi rituali di iniziazione, è sicuramente solo una concausa... però....

Per eliminare certi rituali si doveva anche eliminare un certo tipo di educazione. I ragazzi di quei tempi distinguevano la brava ragazza con cui certe cose non si facevano dalla donna che si vendeva appositamente. Oggi qualsiasi donna (e di qualsiasi età) va bene per loro.
Abbiamo eliminato un pò di violenza incestuosa in famiglia (meno male) ma ci troviamo le strade, le scuole, magari pure le parrocchie, piene di potenziali stupratori. Chiuso i casini e riempito le strade....

Non sto incitando alla prostituzione o a certe pratiche sia chiaro, ma sto dicendo quello che dico in modo diverso in diversi aspetti della vita, non si può cambiare solo quello che appare, bisogna cambiare tutto altrimenti si ottengono risultati peggiori

nikelise 05-12-2011 20.05.30

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106836)
E' possibile che mi sia liberata da questo giudizio? oppure sono così svuotata da non avere la forza di accanirmi?
Forse quel tanto soffrire è stata una lotta per vincere il mio demone del giudizio su questo argomento?
Io mi sento serena e contenta per me stessa.

Forse la tua intuizione ti ha guidato con saggezza al sentire migliore .

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 106838)
Non sto incitando alla prostituzione o a certe pratiche sia chiaro, ma sto dicendo quello che dico in modo diverso in diversi aspetti della vita, non si può cambiare solo quello che appare, bisogna cambiare tutto altrimenti si ottengono risultati peggiori

In effetti se a noi cosiddetti normali e' data la possibilita' di dar sfogo agli impulsi naturali ed a darne il significato di cui ciascuno e' capace perche' a questi cosiddetti '' diversi '' non deve essere data una possibilita' , a qualsiasi livello la possano vivere , di dar sfogo ai propri impulsi anche se si trattasse solo di canalizzare l'energia nella sessualita' ?
In quale lager vorremmo collocare queste persone quando la maggior parte dei nostri atti di norma non si discosta di molto dai loro ?
E poi posso io attribuire significati sublimi ad esperienze quali quelle sessuali senza che queste abbiano prima acquisito il carattere della '' normalita' '' senza caricare il sesso della forza eccessiva che deriva dalla repressione , dal perbenismo , dalla morale comune ?
Io credo di no .
Piu' reprimo , meno vivo con naturalezza e piu' mi sara' difficile sublimare e dare sostanza e significato alla sessualita' vissuta come incontro tra persone e non tra corpi .
E' come si dice nel 3d sull'integrazione , il sesso , la natura, va prima vissuta poi integrata per farne un valore acquisito della nostra esperienza .
Dunque che si normalizzi la questione della sessualita' in qualche modo .

diamantea 05-12-2011 20.51.53

Alla fin fine posso capire la funzione della prostituta, come la mette Uno, quasi una funzione sociale. Quanto meno è una esperienza, bella o brutta, ma esperienza diretta, un vissuto, al livello che si è pronti o predisposti.
Invece la pornografia non è un'esperienza, è un'induzione passiva di immagini di un sesso fatto di prestazioni che al 90 % non si realizzeranno mai, è una stimolazione mentale oltre che fisica, si creano aspettative di prestazione destinate a rimanere deluse, con l'effetto deleterio che vengono proiettate su qualsiasi corpo ci sta accanto, può dare vita a vera e propria dipendenza.

Uno 06-12-2011 09.56.24

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106847)
Alla fin fine posso capire la funzione della prostituta, come la mette Uno, quasi una funzione sociale. Quanto meno è una esperienza, bella o brutta, ma esperienza diretta, un vissuto, al livello che si è pronti o predisposti.
Invece la pornografia non è un'esperienza, è un'induzione passiva di immagini di un sesso fatto di prestazioni che al 90 % non si realizzeranno mai, è una stimolazione mentale oltre che fisica, si creano aspettative di prestazione destinate a rimanere deluse, con l'effetto deleterio che vengono proiettate su qualsiasi corpo ci sta accanto, può dare vita a vera e propria dipendenza.

Sopra infatti ho scritto che la fine di certi rituali può essere (io dico che lo è) una concausa, di certo non è la sola causa, la pornografia e molte altre cose sono altre cause.
Ti dirò che cause ben più preponderante di pornografia, prostituzione etc.... sono il diminuito valore dei matrimoni e/o comunque delle responsabilità di un rapporto di coppia mentre non sono cambiati certi tipi di educazione che istruisce i maschi futuri uomini in un certo modo (e sono le mamme per la maggior parte, non i papà). Altra causa è la scala di valori sociali che rende un uomo affermato se possiede la donna che non solo è bella e/o intelligente ma che riesce in qualche modo a mettersi in evidenza sfruttando modifiche fisiche più o meno permanenti ma quasi mai naturali. In sostanza sto usando un modo complicato per dire che il traguardo per molti è avere molti soldi per comprare la velina o equivalente alla sua portata. Se non si trova il modo di "fare" quei soldi ci si accontenta di quello che capita ma allora non si è disposti a pagare in nessun senso, neanche con un pò di impegno.
Cinico e diretto lo so, ma questa è la realtà togliendo il rosa artificiale dei condizionamenti tesi a consumismo e rimbambimento sociale.
Le femministe hanno fatto battaglie per cambiare le cose ma alla fin fine hanno semplicemente messo le cose sotto il tappeto come la polvere.
Tutte queste cose ed altro portano ad incrementare le violenze in ambiti che fino a qualche decennio fa erano abbastanza off limits.
E le vere bigotte, per tornare in tema sono accumunabili alle femministe o a certe correnti politiche, guardano il capello e non vedono le funi del giogo (maschile e femminile)

diamantea 06-12-2011 11.51.06

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 106845)
In effetti se a noi cosiddetti normali e' data la possibilita' di dar sfogo agli impulsi naturali ed a darne il significato di cui ciascuno e' capace perche' a questi cosiddetti '' diversi '' non deve essere data una possibilita' , a qualsiasi livello la possano vivere , di dar sfogo ai propri impulsi anche se si trattasse solo di canalizzare l'energia nella sessualita' ?
In quale lager vorremmo collocare queste persone quando la maggior parte dei nostri atti di norma non si discosta di molto dai loro ?

Nike, non pensare alle veline costose e bellissime, sesso liberatorio da fiaba, idee progressiste per il diritto all'attività sessuale di tutti. Per avere questo ci vogliono molti soldi, come descrive bene Uno.
Tanto per continuare sul tono cinico ma realistico, forse non sai che per questi soggetti è difficile trovare la donna che concede la prestazione, la maggior parte rifiuta per diversi motivi che se interessa posso pure elencare.
Questo significa che la maggior parte delle volte trovi persone che "lavorano" poco. Da un lato si accontentano di una cifra modesta, dall'altro non offrono garanzie di igiene come ci si aspetterebbe forse maggiore per un disabile.
Qui non si parla di altoborgo, ma di bassissimo borgo.
Il cambio lenzuola avviene ogni tot clienti, se viene a domicilio vuole il doppio, perchè perde tempo per il tragitto. Meno di tutto costa in auto a rischio pattuglia.
Ognuno fa il proprio mestiere con la speculazione del caso.
Quindi a meno che non parliamo di disabile molto ricco cosa vuoi offrirgli come esperienza? Ogni quanto vorresti accontentarlo?
Secondo te il ragazzo di cui sopra dove è stato portato? in albergo 5 stelle? conosco la zona da lui descritta, ti garantisco che di romantico ed edificante non c'è nulla.

nikelise 06-12-2011 13.11.41

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106855)
Nike, non pensare alle veline costose e bellissime, sesso liberatorio da fiaba, idee progressiste per il diritto all'attività sessuale di tutti. Per avere questo ci vogliono molti soldi, come descrive bene Uno.
Tanto per continuare sul tono cinico ma realistico, forse non sai che per questi soggetti è difficile trovare la donna che concede la prestazione, la maggior parte rifiuta per diversi motivi che se interessa posso pure elencare.
Questo significa che la maggior parte delle volte trovi persone che "lavorano" poco. Da un lato si accontentano di una cifra modesta, dall'altro non offrono garanzie di igiene come ci si aspetterebbe forse maggiore per un disabile.
Qui non si parla di altoborgo, ma di bassissimo borgo.
Il cambio lenzuola avviene ogni tot clienti, se viene a domicilio vuole il doppio, perchè perde tempo per il tragitto. Meno di tutto costa in auto a rischio pattuglia.
Ognuno fa il proprio mestiere con la speculazione del caso.
Quindi a meno che non parliamo di disabile molto ricco cosa vuoi offrirgli come esperienza? Ogni quanto vorresti accontentarlo?
Secondo te il ragazzo di cui sopra dove è stato portato? in albergo 5 stelle? conosco la zona da lui descritta, ti garantisco che di romantico ed edificante non c'è nulla.

Tea , Ok capisco , ma come si risolve il problema del disabile , che ha anche lui , ne converrai , il diritto ad una vita sessuale come a tutte le altre dimensioni della vita ?

Uno 06-12-2011 13.17.46

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 106858)
Tea , Ok capisco , ma come si risolve il problema del disabile , che ha anche lui , ne converrai , il diritto ad una vita sessuale come a tutte le altre dimensioni della vita ?

Non ne farei però una questione di diritto che tutto sommato nessuno ha.

nikelise 06-12-2011 13.21.44

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 106859)
Non ne farei però una questione di diritto che tutto sommato nessuno ha.

No non diritto inteso in senso giuridico ma esigenza naturale talmente primaria da essere assimilabile al mangiare ed al bere .

Ray 06-12-2011 13.34.39

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 106861)
No non diritto inteso in senso giuridico ma esigenza naturale talmente primaria da essere assimilabile al mangiare ed al bere .

Molti fanno questa assimilazione, e c'è una tendenza generale che la sostiene, però io ci starei attento. Intanto biologicamente non è così: siamo forse l'unica specie che può sottrarsi al sesso, mentre non possiamo sottrarci al mangiare e bere, pena la sopravvivenza. Sarò dietrologo ma c'è a chi fa comodo assimilare le cose e spingere la nostra animalità. E in effetti vedo che molti hanno l'atteggiamento della vita sessuale come diritto. Invece io la vedo più come un bene, per la persona e chi la circonda.

griselda 06-12-2011 14.31.49

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 106861)
No non diritto inteso in senso giuridico ma esigenza naturale talmente primaria da essere assimilabile al mangiare ed al bere .

Questa frase mi pare general generica scusa Nike perchè per me può essere così ma non lo è per tutti certamente ma dipende dall'imprinting che uno ha con esso.
Certo che la funzione distaccata dall'aspetto psicologico e vista sotto l'aspetto puramente fisico è un canale che fa uscire in sfogo ciò che entra l'ho letto su degli scritti in cui si parla di Gurdjiieff ma data la non normalità vissuta in generale e della non libertà in cui è stato rinchiuso direi che la tua frase così non è accettabile. :)

griselda 06-12-2011 14.32.59

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106863)
Invece io la vedo più come un bene, per la persona e chi la circonda.

Questa cosa mi pare bellissima Ray potresti farmi capire cosa intendi? :)

diamantea 06-12-2011 15.36.10

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 106858)
Tea , Ok capisco , ma come si risolve il problema del disabile , che ha anche lui , ne converrai , il diritto ad una vita sessuale come a tutte le altre dimensioni della vita ?

In molti paesi europei esistono figure professionali chiamate "operatrici del sesso per disabili", legalizzate, con tanto di titolo e di formazione professionale. Forse mettono anche il cartellino, camice e guanti!
E' un problema grosso difficilmente generalizzabile. Occorre distinguere nella specificità del caso.
Tu dici vita sessuale, ma quella di cui parliamo è pulsione sessuale, perchè la vita sessuale per me include il rapporto con una persona, la conoscenza, il sentimento, il rispetto, il dialogo, un progetto, qualcosa che si costruisce in due anche se poi finisce.
E se ti chiede il diritto al rapporto tutte le sere? come fai a decidere quando è il suo turno e quando no? pianifichi la spesa come per le bollette di casa?
Ci sono disabili in trattamento farmacologico che hanno totale o parziale incapacità di approcciare un rapporto, la loro pulsione è soprattutto mentale, spesso necessitano di un farmaco, per "concludere felicemente" la prestazione.
Io sono per le alternative, incanalare, o polarizzare se uso bene il termine, l'energia sessuale diversamente e prima di creare dipendenze difficili da estirpare. Il primo caso da me citato usava ormai un linguaggio scandaloso, la sua mente era ormai guastata dalle continue immagini pornografiche di cui si nutriva giornalmente. Volgare, malizioso, cattivo.
La colpa maggiore la do alla famiglia e tutto il contorno sociale che ci ha "marciato" sopra, stava lì il vero marciume.
Disabile o meno non puoi nutrirti sempre di quel cibo tutta la vita o diventi aberrante come persona.
Le iniziazioni dovevano servire appunto per iniziare qualcosa che poi proseguiva in altre direzioni, in una coppia, un rapporto vero.

Ray 06-12-2011 15.41.17

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106867)
Questa cosa mi pare bellissima Ray potresti farmi capire cosa intendi? :)

Mi riferivo a quello che diceva Uno sull'incanalare certe pulsioni, cosa che preserva un po' tutti e che quindi può diventare una sorta di bene collettivo.

Ray 06-12-2011 15.42.26

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106869)
Tu dici vita sessuale, ma quella di cui parliamo è pulsione sessuale, perchè la vita sessuale per me include il rapporto con una persona, la conoscenza, il sentimento, il rispetto, il dialogo, un progetto, qualcosa che si costruisce in due anche se poi finisce.

Una persona può anche decidere di avere una vita sessuale promiscua, senza per questo che sia insana o faccia male a qualcuno. Anzi, ci sono tipologie di persone che stanno bene così.

nikelise 06-12-2011 15.58.04

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106863)
Molti fanno questa assimilazione, e c'è una tendenza generale che la sostiene, però io ci starei attento. Intanto biologicamente non è così: siamo forse l'unica specie che può sottrarsi al sesso, mentre non possiamo sottrarci al mangiare e bere, pena la sopravvivenza. Sarò dietrologo ma c'è a chi fa comodo assimilare le cose e spingere la nostra animalità. E in effetti vedo che molti hanno l'atteggiamento della vita sessuale come diritto. Invece io la vedo più come un bene, per la persona e chi la circonda.

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106866)
Questa frase mi pare general generica scusa Nike perchè per me può essere così ma non lo è per tutti certamente ma dipende dall'imprinting che uno ha con esso.
Certo che la funzione distaccata dall'aspetto psicologico e vista sotto l'aspetto puramente fisico è un canale che fa uscire in sfogo ciò che entra l'ho letto su degli scritti in cui si parla di Gurdjiieff ma data la non normalità vissuta in generale e della non libertà in cui è stato rinchiuso direi che la tua frase così non è accettabile. :)

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106867)
Questa cosa mi pare bellissima Ray potresti farmi capire cosa intendi? :)

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106869)
In molti paesi europei esistono figure professionali chiamate "operatrici del sesso per disabili", legalizzate, con tanto di titolo e di formazione professionale. Forse mettono anche il cartellino, camice e guanti!
E' un problema grosso difficilmente generalizzabile. Occorre distinguere nella specificità del caso.
Tu dici vita sessuale, ma quella di cui parliamo è pulsione sessuale, perchè la vita sessuale per me include il rapporto con una persona, la conoscenza, il sentimento, il rispetto, il dialogo, un progetto, qualcosa che si costruisce in due anche se poi finisce.
E se ti chiede il diritto al rapporto tutte le sere? come fai a decidere quando è il suo turno e quando no? pianifichi la spesa come per le bollette di casa?
Ci sono disabili in trattamento farmacologico che hanno totale o parziale incapacità di approcciare un rapporto, la loro pulsione è soprattutto mentale, spesso necessitano di un farmaco, per "concludere felicemente" la prestazione.
Io sono per le alternative, incanalare, o polarizzare se uso bene il termine, l'energia sessuale diversamente e prima di creare dipendenze difficili da estirpare. Il primo caso da me citato usava ormai un linguaggio scandaloso, la sua mente era ormai guastata dalle continue immagini pornografiche di cui si nutriva giornalmente. Volgare, malizioso, cattivo.
La colpa maggiore la do alla famiglia e tutto il contorno sociale che ci ha "marciato" sopra, stava lì il vero marciume.
Disabile o meno non puoi nutrirti sempre di quel cibo tutta la vita o diventi aberrante come persona.
Le iniziazioni dovevano servire appunto per iniziare qualcosa che poi proseguiva in altre direzioni, in una coppia, un rapporto vero.

Mi piace questa levata di scudi :
forse e' stato mosso qualcosa , eppure la sessualita' fa parte di noi e ciascuno la vive e la deve vivere al livello che gli e' proprio e nel modo che gli e' proprio .
C'e' chi la vive anche astenendosi ma a breve postero' un aforisma di Nietsche che parla dei dispregiatori del corpo da cui si puo' trarre qualcosa .
Non tutto ma qualcosa .
Io ho sempre parlato di rapporti tra persone e non tra corpi ma a ciascuno il suo a suo modo e nel modo che ritiene .
Anche nel rapporto piu' consumistico puo' nascondersi un rapporto tra persone e non tra corpi anzi spessissimo lo e' cosi' specie se si pensa che lo puo' essere solo da una parte e non da entrambe .

La sessualita' e' quella cosa di cui puoi fare a meno se ce l'hai a portata ma che se non puoi raggiungere per vari motivi diventa essenziale o oggetto di mania o addirittura dannosa .
Da qui il problema dei disabili ma anche di tanti cd. normali .

diamantea 06-12-2011 16.05.06

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106871)
Una persona può anche decidere di avere una vita sessuale promiscua, senza per questo che sia insana o faccia male a qualcuno. Anzi, ci sono tipologie di persone che stanno bene così.

Loro si, chi gli sta accanto non sempre!

griselda 06-12-2011 16.17.10

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106870)
Mi riferivo a quello che diceva Uno sull'incanalare certe pulsioni, cosa che preserva un po' tutti e che quindi può diventare una sorta di bene collettivo.

Ecco, qui siamo d'accordo e condivido sentitamente questo punto, perchè dopo si corre ai ripari si cerca di gestire di ridimensionare di ...di...di...ma l'imprinting è quello che conta il condizionamento è li a premere

griselda 06-12-2011 16.37.25

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 106872)
Mi piace questa levata di scudi :
forse e' stato mosso qualcosa , eppure la sessualita' fa parte di noi e ciascuno la vive e la deve vivere al livello che gli e' proprio e nel modo che gli e' proprio .
C'e' chi la vive anche astenendosi ma a breve postero' un aforisma di Nietsche che parla dei dispregiatori del corpo da cui si puo' trarre qualcosa .
Non tutto ma qualcosa .
Io ho sempre parlato di rapporti tra persone e non tra corpi ma a ciascuno il suo a suo modo e nel modo che ritiene .
Anche nel rapporto piu' consumistico puo' nascondersi un rapporto tra persone e non tra corpi anzi spessissimo lo e' cosi' specie se si pensa che lo puo' essere solo da una parte e non da entrambe .

La sessualita' e' quella cosa di cui puoi fare a meno se ce l'hai a portata ma che se non puoi raggiungere per vari motivi diventa essenziale o oggetto di mania o addirittura dannosa .
Da qui il problema dei disabili ma anche di tanti cd. normali .

Dovremmo iniziare a parlare di come viene educato al sesso nella divesità l'uomo e la donna anzi di come non sono accettate la pulsioni da parte dei genitori in primis ... dalla permissività e normalità a cui si disigna il maschio e in cui si frena la femmina è una ruota no?
Dove una brava ragazza non fa sesso dove un ragazzo è fico prima lo fa.
(questo ai miei tempi oggi forse è peggio anche se diversissimo per capovolgimento)
Ad un'educazione in cui si dice che le immagini fanno bene alla comprensione.......alla fisiologia bisogna comprendere tuttissimo, senza tenere conto che hanno un età in cui vanno date da guardare senza "violentare" chi non è pronto a riceverle.
E la pornografia è la punta di diamante di ciò e fa si che chi la guarda venga ultrastimolato asetticamente senza coinvolgimento di altro fuor che la mente e di riflesso il corpo senza sentimento, vuoto ginnastica del sesso la chiamo io.
E' interessante quel che ha scritto Uno non lo avevo mai pensato ma è vero se non sei disposto a pagare non sei disposto neppure a dare in altro senso ed io che la vedevo al contrario io ho sempre pensato che chi andava con le prostitute era chi non voleva spendere altro che soldi per avere una donna voleva il piacere del corpo ma altro non avrebbe mai conosciuto, perchè la sessualità non è il sesso il sesso lo fa il mio gatto quando la natura lo chiama. E quello che è puro istinto per la riproduzione della specie.
L'altro è sentimento contatto conoscenza e mescolanza di tutte le nostre parti niente a che vedere con il sesso anche se è comprenso anzi è il mezzo per....
Stavo per scrivere che la religione....diciamo che essa cerca in qualche modo di mettere in guardia anche se non è il modo giusto ma almeno dovrebbe aiutare ma secondo me ha fallito perchè ha creato il moralismo che genera mostri e mostruosità.

Per quanto riguarda i disabili...come dice Diamantea ognuno ha la sua storia generalizzare è difficile ed è un errore per cui adrebbe vagliato caso per caso come è stato detto e poi decidere senza moralismi ma nel bene massimo del paziente.

griselda 06-12-2011 16.41.43

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106871)
Una persona può anche decidere di avere una vita sessuale promiscua, senza per questo che sia insana o faccia male a qualcuno. Anzi, ci sono tipologie di persone che stanno bene così.

Cosa intendi, Ray scusa, per promiscua?
Il vocabolario mi da nel matrimonio misto di razze diverse o tra persone diverse. :@@

Ray 06-12-2011 16.58.10

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 106873)
Loro si, chi gli sta accanto non sempre!

Vabbeh, non scadiamo in banalità. Ognuno sta vicino a chi gli pare e se non sta bene non è obbligato a starci. Io facevo un discorso generico, ed è indubbio che esistano persone che hanno una sessualità promiscua e stiano bene così perchè ne conosco. Di entrambi i sessi.
Ovviamente ci sono anche quelli che sono promiscui e non stanno bene, d'altronde ci sono anche i monogami che non stanno bene.

Ray 06-12-2011 16.58.48

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106878)
Cosa intendi, Ray scusa, per promiscua?
Il vocabolario mi da nel matrimonio misto di razze diverse o tra persone diverse. :@@

Intendevo persone che hanno rapporti non con un solo partner.

Uno 06-12-2011 17.03.41

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 106861)
No non diritto inteso in senso giuridico ma esigenza naturale talmente primaria da essere assimilabile al mangiare ed al bere .


Ci sono diverse scuole di pensiero. Ad un estremo c'è chi dice che non abbiamo diritto neanche all'aria (e non parlo delle fabbriche :D) e che l'Universo o Dio ce ne fa un regalo, all'altro estremo c'è chi dice che visto che l'Universo o Dio ci ha creati, direttamente o indirettamente, abbiamo dei diritti e lui dei doveri nei nostri confronti.
Io dico che c'è del vero in entrambi ma dire che la verità sta in mezzo, in questo caso in particolare, è troppo limitante.
Il bello è che questa stessa cosa la possiamo applicare anche ai nostri genitori e a tutti i passaggi intermedi tra noi e l'ente supremo quale che sia.
Che cosa ci regalano per magnanimità i nostri genitori e di cosa abbiamo diritto?
E come diventiamo adulti?

Uno 06-12-2011 17.08.02

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106876)
E' interessante quel che ha scritto Uno non lo avevo mai pensato ma è vero se non sei disposto a pagare non sei disposto neppure a dare in altro senso

Non ho detto questo. Ho scritto che se non hanno i soldi sufficienti non sono disposti a pagare diversamente.

nikelise 06-12-2011 17.27.54

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 106881)
Che cosa ci regalano per magnanimità i nostri genitori e di cosa abbiamo diritto?
E come diventiamo adulti?

Vediamo se ho capito :
alla prima domanda rispondo nulla , nulla mi regala il genitore , neppure la vita che e' il frutto, si spera , almeno di un loro atto d'amore .
A me capita come a tanti che i genitori rinfaccino di averci messo al mondo e non c'e' niente di piu' sbagliato .
Al contrario potrei addirittura dire che io sono un dono , in prestito , fatto a loro e cosi' i miei figli per me .

Alla seconda domanda rispondo :
Da soli , diventiamo adulti da soli .

Quindi vuoi dire : non abbiamo alcun diritto ma solo il dovere di crescere ed integrare polarizzando nel modo migliore possibile ed in questo sono d'accordo .

Ma prima di questo auspicabile livello quanti danni fa la non integrazione di questo aspetto del corpo e della materia .
E quanto di impedimento ad affrontare la nostra ombra il fatto che l'ombra ce la tolgono di mezzo perche' neppure dovrebbe esistere nel pensiero .
Salvo vederla invece ovunque come un fantasma in mille forme che disorientano .

griselda 06-12-2011 18.08.35

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106871)
Una persona può anche decidere di avere una vita sessuale promiscua, senza per questo che sia insana o faccia male a qualcuno. Anzi, ci sono tipologie di persone che stanno bene così.

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106879)
Vabbeh, non scadiamo in banalità. Ognuno sta vicino a chi gli pare e se non sta bene non è obbligato a starci. Io facevo un discorso generico, ed è indubbio che esistano persone che hanno una sessualità promiscua e stiano bene così perchè ne conosco. Di entrambi i sessi.
Ovviamente ci sono anche quelli che sono promiscui e non stanno bene, d'altronde ci sono anche i monogami che non stanno bene.

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 106880)
Intendevo persone che hanno rapporti non con un solo partner.

L'ultima tua frase mi ha gettato nel vuoto e sto ancora rotolando ed ho persino perso il senso del 3d e non so bene cosa mi è successo :@@

Ma Ray stanno bene anche spiritualmente? Perchè da un discorso fatto da Uno altrove non mi ricordo dove ( e se anche stavolta ho frainteso meglio che mi compro davvero un traduttore :D ) diceva che stare con un piede in due scarpe non è poi il meglio è denota mancanza... se così fosse come ho capito io sarebbe solo uno stare bene apparente o no?

gibbi 06-12-2011 19.01.26

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 106884)
L'ultima tua frase mi ha gettato nel vuoto e sto ancora rotolando ed ho persino perso il senso del 3d e non so bene cosa mi è successo :@@

Ma Ray stanno bene anche spiritualmente? Perchè da un discorso fatto da Uno altrove non mi ricordo dove ( e se anche stavolta ho frainteso meglio che mi compro davvero un traduttore :D ) diceva che stare con un piede in due scarpe non è poi il meglio è denota mancanza... se così fosse come ho capito io sarebbe solo uno stare bene apparente o no?

In attesa che risponda Ray ,vi sono persone che fanno sesso promiscuo perchè hanno rapporti con vari parterns senza legami con alcuno di essi ....


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