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Si dovrebbe essermi chiaro, magari sperimento un pò anche io...non avevo considerato che le cose piccole possono avere un "circuito" più rapido di quelle grandi, e quindi sono riscontrabili più facilmente, mentre per le grandi il giro è più lungo, anche se il meccanismo di fondo dovrebbe essere lo stesso...(è lo stesso si?) |
Grazie Ray per le spiegazioni, ma forse non è proprio il momento per capire, magari osservando maggiormente capirò. Quindi per ogni cosa c'è sempre un prezzo da pagare, ma se io ho sempre pagato e non ho ricevuto molto, cosa può significare che riceverò tutto insieme?
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La cosa me la spiego, al limite, con differenze tra quanto si è dato e quanto si poteva dare, con discorsi sul destino che ti tocca, su influssi astrali che per alcuni sembrano quantomeno curiosi , su esperienze da fare che ti toccano per forza anche se fai di tutto per evitarle però devi per qualche motivo passarci. Non serve molto a placarmi la rabbia che ho in molti frangenti, è anche vero che i conti si dovrebbero fare alla fine dei giochi basandosi solo sul proprio percorso, e non durante, però magari uno pensa che a quel punto ormai quel che è fatto è fatto, che se non ti torna qualcosa ti attacchi.... Invece a lamentarsi ora cosa si ottiene? Niente, ti attacchi lo stesso...icon_mrgr: , però in tal modo ti dai più la sensazione di averci provato, anche se in realtà così facendo sottrai solo energie che potevano servire per cose più utili. |
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E' consigliabile partire dal presupposto contrario: l'universo equilibra sempre (a meno appunto di picccole nostre interferenze) e quindi dedurre il proprio stato dei debiti/crediti da ciò che succede (anche l'atteggiamento conta, ma complicheremo quando si potrà complicare). D'altronde, se si vuole studiare questo meccanismo di cui stiamo parlando sarebbe opportuno disfarsi di tutte le inferenze emotive legate a sta cosa... tutto quello che crediamo di dover ottenere, aspettative varie eccetera. Altro motivo per studiare le cose piccole... |
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L'idea che mi son fatta, essendo pressocchè impossibile stabilirlo a priori è quella di darsi una regolamentazione sul come e quando accettare. Rifiuto se è nelle mie possibilità riuscire a fare una cosa senza aiuti esterni nonostante le difficoltà (vedi la tua salita con motorino annesso). Accetto senza ostinazione se mi serve davvero e non è futile. Inoltre tenterò di dare sempre il mio aiuto senza insistere dopo il primo no e sforzandomi di insinuare in me il meccanismo di non aspettativa di un ritorno, cosa fondamentale per non bruciare all'istante quel che ho appena dato. Quote:
Ma ok, al tempo. |
Ray dice:
D'altronde, se si vuole studiare questo meccanismo di cui stiamo parlando sarebbe opportuno disfarsi di tutte le inferenze emotive legate a sta cosa... tutto quello che crediamo di dover ottenere, aspettative varie eccetera. Altro motivo per studiare le cose piccole... Citazione:
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Tempo fa avevo comprato dei libri in una grande libreria, e mi hanno fatto tipo 5 euro in più di resto. Mentre me ne sono accorto si era già riformata la fila davanti alla cassa , ho atteso un attimo e poi mi sono rivolto al cassiere per ridargli i soldi , e lui se li riprende quasi stupito "grazie...che ragazzo onesto..." Abbozzo un mezzo sorriso e me ne vado , però dentro ero piuttosto gongolante per il complimento ricevuto, in quel caso penso di aver già "bruciato" un eventuale credito, anche se poi non è che avessi fatto niente oltre il giusto dovuto. A livello di risposta verso l'altra persona non credo ci si possa inventare chissà cosa, è sul nostro atteggiamento interiore che si dovrebbe lavorare...tipo "se voglio e chiedo altro, questo non mi serve" |
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Può darsi che dal tuo punto di vista restituire i soldi sia il "dovuto", ed è sicuramente giusto, d'altronde noi non possiamo sapere se quei 5 euri il cassiere non li stava restituendo e il fatto di magari doverli mettere lui a fine giornata non fosse un riequilibrio di qualcosa d'altro suo. Quindi restituendoglieli gli avresti condonato, e il suo grazie pagherebbe magari questo e non i 5 euri, e inoltre c'è l'energia che hai messo nell'aspettare. Ma potrei complicare molto di più... Cosa voglio dire? Voglio dire che le nostre piccole dinamiche si mescolano con le piccole innumerevoli dinamiche di tutti gli altri, passati presenti e futuri, e che l'universo reagisce immediatamente a tutte queste direzioni diverse che poi sono possibilità (prendi i 5 euri e vai in un universo dove le cose si pagano in un modo, tu, il ragazzo della libreria, quello a cui lui li ha non restituiti eccetera, li restituisci e vai in un altro dove l'universo compensa in modo diverso) e nella sua immensa saggezza risistema sempre tutto. Motivo in più per dedurre le cose dal Suo comportamento n(se siamo capaci) e non dedurre dalle nostre impressioni quello che Lui dovrebbe fare, dovrebbe darci eccetera. E motivo in più per non preoccuparci troppo di tutti i meccanismi ma limitarsi ad osservarli nelle piccole cose e sperimentare come e quanto (poco cmq) possiamo interferire. Che poi è uno dei micro primi passetti per imparare a collaborare con Lui... |
Si infatti,all'inizio è meglio non complicare troppo i meccanismi se no vado in paranoia col primo che mi vuole offrire un caffè ($)
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Stamattina ho usato molta buona volontà per uscire con mia madre. Sono stata gentile e servizievole nascondendo il mio disappunto perchè non ne avevo voglia nemmeno un grammo ma lei aveva bisogno, di uscire e di tante altre cose, di ricevere da me.
Sono sincera, l'ho fatto di malavoglia ma l'ho fatto senza farglielo pesare, solo perchè avevo preso l'impegno ieri pomeriggio. Questo mi fa accumulare crediti? Nel senso che prima o poi qualcuno mi farà un favore di malavoglia ma senza farmelo pesare? |
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Nel frattempo ho visto come il ringraziamento da parte mia parte in automatico a meno che sto attenta ad ogni possibilità di ringraziamento nel senso che anticipo. Ecco perchè sto provando questo, penso che se sono così abituata devo togliermi l'abitudine prima di farlo e quindi per riflesso di desiderarlo ricambiato. Oltretutto non ringraziare crea tensione l'unica cosa che non so se è corretto non ringraziare booh.gif |
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Al limite non accettiamo la cosa offertaci, ma grazie presumo si possa sempre dire...poi la ricezione del grazie sono affari dell'altro. |
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Non ringraziare? Ma se la base di molti percorsi parte proprio dal ringraziamento e la gratitudine, persino Cristo voleva essere ringraziato!
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Beh se si ringrazia sempre solo per riflesso condizionato non dico che sia proprio bene non ringraziare, sarebbe meglio capire il riflesso, però potrebbe essere brevemente necessario per dis-automatizzarsi.
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Non intendevo ringraziare per educazione, ma per un atteggiamento interiore sentito, che è difficile sentire ogni volta, perchè spesso quando è qualcosa di nuovo ringraziamo, poi dopo diventa tutto dovuto. |
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Cosa provi tu se non ti ringraziano? Fine OT |
Dipende molto dal contesto, in genere non provo nulla, perchè penso che non ho fatto niente per meritarmi di essere ringraziato, certo se quando compro vedo che non c'è cortesia e ringraziamento, magari penso che sta gente non c'ha il senso del commercio.
Comunque c'è gente che ringrazia, pure se non dice nulla, e si sente. |
Allora... sperimentando, sperimentando...
Esco dal supermercato, c'è un ragazzo di colore che mi chiede il carrello. Glielo do. (per ritirare l'euro che c'è dentro) Parto con l'auto e lui mi ringrazia ancora, con tanto di sbracciamenti e grazie, grazie e buona giornata. Mi sono sentita in credito, poi ho fatto passare una signora fermandomi sulle strisce, altro credito altre grazie grazie. Il resto del ritorno a casa è stato un'inferno! Uno mi ha sorpassato facendomi un pelo alla macchina da galera, un'altro su una stradina stretta era tutto in mezzo alla strada, un gruppo di persone che non sapevano nemmeno dell'esistenza dei marciapiediarrabbiat: Insomma... io non ci ho capito nullamanata.gif , alla fine sono arrivata a casa furiosanonono.gif .. Non mi torna qualcosa... |
beh ma sulle strisce hai il dovere di fermarti non hai mica fatto un favore alle signore icon_mrgr:
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Da qua nasce tutto in un senso e nell'altro. |
Allo stesso modo ci sono doveri che pensiamo dobbiamo fare, quando invece sono facoltativi e non ci riscattano di certo.
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Davanti a noi un camioncino con ribaltabile scoperto e un piccolo carico di bangali ma non legati in sicurezza. Uno di questi vola in strada a pochi metri da noi, fortuna non ci è arrivato addosso. Ci ho pensato su qualche secondo, ho preso numero di targa e chiamato il 113 per la segnalazione. Strada facendo pochi chilometri dopo vedo già la pattuglia in senso contrario recarsi immagino sul luogo dell'accaduto. Sinceramente mi sono passati dentro tanti pensieri, quasi sensi di colpa all'inizio per la multa che prenderà il tipo. Poi subito ho pensato che la sua incuria sulla sicurezza poteva costare la vita a qualcuno su mezzo a due ruote o anche automobilista. Il fatto che non sia successo nulla non vuol dire che dovevo lasciar perdere. Ho pensato che poteva tornarmi male in qualche modo per aver fatto la denuncia. Tutti pregiudizi di una cultura omertosa che rallenta la coscienza civica. Mi sento nel giusto anche se non riesco a gioirne, o sentirmi orgogliosa di aver fatto il mio dovere di cittadina, non mi aspettavo un premio, forse un gastigo. Tornando a casa ho trovato un messagio su FB di persona non amica mia ma di interposta persona. Non importa il motivo, mi ha offesa sulla base di un falso e voglio sporgere denuncia, anche solo diffida. Ho sempre avuto paura di questi ritorni, della punizione del cielo, vivi e lascia vivere, ma devess'ere questo il momento della verità, delle azioni e dei segnali forti. Spero avere la forza di affrontare tutto questo vortice che mi sto attirando. |
Posso comprendere, se vuoi un consiglio posso riportare l'esperienza di mio padre, al quale ha subito un torto da mio zio, nell 1983 si è vendicato giudizialmente e dopo molti anni è riuscito a rifarsi su un bene immobile, ma appena ne entrato in possesso, nel 1994, è entrato in causa e ha fatto guerra fino al 2008 che è morto.
Stiamo quasi nel 2012 e noi in un modo nell'altro stiamo ancora pagando le conseguenze negative (ma anche positive) della casa. Ora non voglio dire che mio padre abbia sbagliato a difendersi, ma sicuramente l'odio e la vendetta che c'ha messo, ha attirato gente come lui. Ora per me non è facile, perchè devo placare sto odio, senza però subire o farmi fregare, e sicuramente ripristinare 20 anni di lotte ed odio non sarà facile. Stiamo attenti alle denuncie su possibili danni morali, o voler risarcimenti, perchè potrebbero un giorno coi tempi della giustizia italiana, ricadere su figli e nipoti. Nella maggiorparte dei casi, bisogna ignorare, e soltanto in certe occassioni, difendersi, altrimenti si rischia che per una ripicca, si perda la serenità per anni. |
Si AStral per certi versi hai ragione, intanto voglio consultare un avvocato e ignorare la persona che tanto sana di mente non è, prende psicofarmaci, e seconde me ha turbe sessuali. Io non voglio risarcimento danni, non mi interessa speculare su questo, soltanto voglio diffidarlo dall'avvicinarsi a me o alla mia famiglia. Nel passato ha già disturbato mia sorella e siamo stati zitti per amore di pace della sua famiglia, ma eccolo ora rispuntare e non va bene. In qualche modo bisogna stopparlo.
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Beh in questo caso è diverso, sicuramente è meglio prendere precauzioni;)
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Rispondevo a Diam.
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Ma se anche non gioco con le parole: in realtà per ogni cosa, persona, situazione etc che arriva addosso, ci taglia la strada etc... abbiamo il dovere di fare qualcosa. Anche se fosse fare il non fare. L'importante è non ignorare o essere indifferenti. Invece purtroppo spesso facciamo finta di non vedere, ma non esiste il facoltativo. |
mmm qui mi scontro un po' con il discorso che se qualcosa non senti di farla, non dovresti farla. Esempio se non mi va di aiutare un amico, e l'aiuto per forza, poi dentro di me glielo rinfaccio se non lo faccio con vero amore.
Se so che il mio dovere è pulire casa lo faccio, ma se penso che il mio dovere è dover far splendere ogni singolo maiolica, altrimenti non l'ho fatto, si entra in un brutto meccanismo. In psicologia si chiama il meccanismo del "devo" ed è pericoloso. Comunque forse, tu intendevi il fatto, che nel nostro piccolo, davanti a determinate situazioni qualcosa possiamo fare sempre. Penso che come esistono i veri piaceri e i falsi piaceri, esistono i doveri e i doveri che ci siamo autoimposti o che ci hanno imposto, ma che non sempre appunto siamo dovuti a fare. p.s Scommetto che poi se quando faccio un dovere, mi sento gratificato, non dovrei incassare ;) |
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E così con tutto quello che ti capita davanti. Una posizione dovresti prenderla. |
A ho capito, meglio grazie: il vostro parlare sia si o no tutto il resto viene dal maligno.
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Questa non l'ho capita! blink.gif |
E' una frase del Vangelo Diamantea la diceva Gesù, ma non so se è attinente a quello che intendeva Uno.
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Però dalla mia parte c'è che le strisce erano dietro ad una curva ed ho dovuto frenare di colpo.... appositamente per far passare la signora (con il cagnolino.. forse è più x lui che mi sono fermata?:@@ ) vabbé poco importa.. Proseguo la lettura dei vostri post. |
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Personalmente chiedere giustizia oltre ad un diritto è un dovere, vedi che se cominciassimo a farlo tutti le cose andrebbero meglio per cui HAI FATTO BENISSIMO. Sul discorso di Astral, del padre, ha effettivamente ragione, va ponderato bene un'atto che potrebbe poi prolungarsi a tal punto da diventare un problema dei figli o dei nipoti. In sostanza, reagire per un comune senso civico più forte.. Sono andata un po' OT? ($) |
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Io manderei due proteste. Una al comune che invece che mettere delle strisce pedonali dietro alla curva doveva mettere un segnale di pericolo per i pedoni, la seconda protesta la manderei alla signora: non lo sa che non si devono mai usare le strisce dopo la curva? Robe da matti.... icon_mrgr: |
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