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La seconda cosa che poi è anche peggio non mi hanno sospinta almeno ad impararlo ma se non riuscivo venivo denigrata ed è quello che dentro tendo a fare io pensa che bello. Ora che lo so però non voglio più permettermelo :) Mi hanno (mia madre) sempre "castrata" nel senso di: guai a te se combini guai! Guai a te se litighi! Guai a te se mi fai litigare! Sembra la sagra del non puoi difenderti devi subire! Il tutto per non venir coinvolti per non accettare la responsabilità di un figlio che esiste sperimenta e cresce. Ma per via dell'ansia e della paura degli altri di doverli affrontare di trovarsi in situazioni che non sapevano gestire non per cattiveria ora lo so. (ed ho anche imparato a giustificare tutto perchè se no non potevo vivere in quel contesto) E dall'altra c'e stata anche la possibilità di fuga dal prendermi le responsabilità di quel che ero perchè fino agli otto anni o forse nove mio padre mi copriva e difendeva a spada tratta ma da mia madre e quindi mi ha insegnato a proteggermi da quel che invece mi sarebbe servito per crescere manata.gif Per poi mollare la protezione nel bel mezzo del cammin di ...mio inizio vita. Troppo tardi per impare troppo presto per lasciarmi in balia di me stessa Quote:
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Però non so se prima bisogna imparare a fare le altre due Quote:
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Il terzo modo forse ce lo ha indicato Sole altrove, e non solo lei :H , quando suggeriva di cercar di capire cosa si sente.
Spesso provo qualcosa che associo a rabbia ma non sempre è quella. Soffermarsi e cercare di sentire per bene e con calma cosa si stà provando aiuta moltissimo. Peccato che non me lo ricordo quasi mai... La domanda poi dovrebbe essere come imparare a difendersi, che modelli assumere? ma siamo OT qui mi sà :C: . |
Fretta e mancanza di totalità->rabbia
Ho visto quanto mi arrabbio se cade un qualcosa mentre ne sto prendendo un'altra, a me sola però agli altri non mi importa anzi li rassicuro che non è successo nulla :@@
Mi sa che siamo in due anhce qui icon_mrgr: Infatti so che mi dava i nervi quando mi sgridavano se avevo fatto cadere qualcosa...e difatti non sgrido gli altri perchè so che può succedere Allora perchè a me non può succedere? Non è che non mi può succedere ma perchè non deve succedere blink.gif non è che voglio essere perfetta è che voglio andare di fretta e non accetto intralci blink.gif Ora che l'ho scritto mi viene in mente anche per la strada se uno mi rallenta davanti potendo andare più forte mi scatta la rabbia ingrano la terza e lo supero ($) :@@ Ma chi l'ha detto che devo andare così veloce? Che non posso perdere tempo? :@@ Ok che ora come ora il tempo è prezioso però manco farsi salire il fuoco alle stelle Si questa fretta deriva dalla pigrite acuta se cade devo anche piegarmi e raccoglierlo perdo tempo che potrei dedicare a ciò che mi piace fare....accc! Eccolo lì però vuol dire che non stavo facendo con tutta me stessa ok |
Come raccontarsela e crederci :D
In questi ultimi tempi, mi sono convinta che non mi frega niente se nessuno si interessa a me, se nessuno mi bada perchè ce la faccio uguale sono io l'unica che conta e degli altri me ne frego.
Balle! (non è ancora così ) Basta il pensiero che qualcuno di quelli di cui me ne frego, possa pensare male di me, e per cui non è vero che me ne frego ma me la racconto che mi scatta la giustificazione sulla giustificazione. icon_mrgr: Il tutto che mi tira se cerco di fregarmene e mi fa sudare letteralmente l'oppormici. Cercando naturalmente di fregarmene rido1.gif A me il pensiero che tizio mi creda anche se non mi frega niente di lei/lui una certa cosa mi fa incaxxare da matti, sta paura di perdere cosa poi? Quel che non ho? Se l'avessi non mi importerebbe il fatto è che non l'ho. E' sempre quel cavolo di mancato ritorno che non mi permette di essere quel sono sento e provo. Ah caro R, Kipling quanto avevi ragione! :D |
Le sveglie rotte
Sarà che sono presa dalla salute nel senso che non mi ci stacco o cerco di non pensarci per non aver paura oppure sono in una fase peggiore di prima nel senso che non solo dormo ma sono disordinata disattenta e il peggio manco di rispetto cosa tra l'altro che non transigo io per prima. Mah!
Almeno fossi come tante persone che conosco e vedo nel momento in cui vengono prese "in castagna" chiedono scusa ed è finita lì. Niente sensi di colpa solo una registrazione del fatto punto finito. Io no. Non ci riesco. Ho provato scusarmi con me stessa, ho provato a dirmi che non era grave ho provato a dirmi che avendolo visto e conscendo come sono che sono ligia alle regole poteva essere un modo per stare più attenta. Ho provato a non disperdere....a trovare un motivo perchè era successo l'ho anche trovato e ho cercato ancora di mettere a tacere il senso di colpa e il fastidio dicendomi che sono così, che non sono per niente perfetta anzi meno che meno ma che ognuno si deve accontentare di quello che è senza doversene vergognare, questo sono e questo passa, quindi perchè scacciarlo da sè. Anche perchè mi conosco e so che non lo faccio per cattiveria ma per il sonno, ma mi sono anche detta che sarei stata come al solito più attenta e che certe cose servono per rendersi conto di dove si sta camminando e sopratutto se in avanti o all'indietro. Ed io in questo momento ero al contrario. Ma il punto non è questa razionalizzazione è l'emotivo che è partito via come un razzo facendomi stare malissimo e anche se non volevo le lacrime scendevano anche se non volevo ci stavo male e lo starci male mi faceva stare ancora più male perchè mi faceva sentire anormale. Anormale perchè mi veniva da piangere perchè piangere è sintomo di debolezza perchè piangere è da femminuccie inutili perchè a piangere ci si deve vergognare. E tutti questi giudizi mi si accavallavano nella mente arrivando da lontano. Ascoltavo tutto e piangevo ugualmente nonostante tutto. Dopo un po' mi sono staccata dal pc ho fatto altro e la cosa sembrava rientrata o per lo meno non ci pensavo più mentalmente avevo chiesto scusa con il cuore e avevo deciso di perdonarmi, anche se non potevo quasi credere ancora di aver fatto quello che avevo fatto. Ma ancora non mi rendevo conto di come stavo ingigantendo la cosa che poteva finire lì per una persona normale. Poi leggo un giudizio uguale al mio sul rispetto cosa a cui più tengo a quanto pare a riceverlo ma a darlo meno. E la sensazione che ho provato era di essere una merdbip di mostrare il motivo per il quale le persone hanno ragione di non volermi di non amarmi di non volermi bene e di essere una nullità che non sa stare in mezzo agli altri e di non sapermi comportare come si deve. E addosso la sensazione di aver rovinato tutto di essere messa alla gogna per aver fatto una cosa che mai nella vita si deve fare mancare di rispetto a.....di dover essere messa al bando, di dover essere da un momento all'altra esiliata per essere quel che sono. E di non poter più far parte di ............... Ora mi dico: ma si può vivere in queste condizioni? Si può non permettersi l'errore in qeusto modo? Si può autopunirsi in questo modo atroce? Ecco che se qualcuno ci prova io do i numeri perchè dentro ho già un torquemada che mi smebra pezzo per pezzo e se lo proietto fuori vorrei distruggerlo perchè quello dentro non riesco. Se qualcuno vuole fare un giro si accomodi pure offre la casa |
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C'è un passaggio di un post di Uno che secondo me val la pena rileggere: (thread originale : dipendenza da musica, post 8 ) Citazione:
Se in qualche modo hai mancato di rispetto, non lo hai fatto di proposito, e questa è l'occasione giusta per vedere dove hai mancato e per ricordartelo la prossima volta, se vuoi, perchè ora lo hai visto. Sbagliare è umano Grii, nessuno di noi, (e nessuno in questo mondo) è esente dall'errore, possiamo solo lavorare per migliorare noi stessi. Forza e coraggio.. dai...fiori.gif |
Grazie Red del tuo affetto e della spinta lo apprezzo molto abbraccio: e te ne sono riconoscente.
E' tutto vero quello che hai detto. Non solo. Stanotte pensavo a Uno a quanto tempo deve spendere dietro a noi. A scegliere i tempi....a decidere i quando i come e i perchè....che manco me lo sogno ma lo sento, e sento sempre che quel che fa è Giusto. Ma non per partito preso...perchè così è... basta vivere le cose per sentirlo. Infatti mica l'ho o l'ho avuta con lui. Posso dire che per quel che mi riguarda che ha centrato il momento e io ne avevo bisogno. Niente di più niente di meno e senza tanti fronzoli. E so pure che se riuscissi a Lavorare meglio lui non avrebbe bisogno di svegliarmi. Stanotte dicevo, pensavo a quanto è bello dire e scrivere che non bisogna giudicare non bisogna avere attaccamento non bisogna cercare approvazione...belle parole poi al lato pratico nisba. Se smettessi di giudicare smetterei di farmi male. Se smettessi di cercare approvazione potrei darmela. Se smettessi di cercare fuori.....che se Uno mi dice brava mi mette l'abbraccio ma io non sto facendo quel che mi serve, perchè alla fine serve a me quel che devo, voglio e mi serve fare. Perchè non riesco a ricordare che ho solo questa vita...anzi quel che ne resta muovermi? Invece mi esce una sorta di infantilismo, che è già un giudizio lo so bene, anche se è una costatazione ma giudicarlo bene o male lo è. Ed io ogni volta che lo vedo lo aborro non sopporto di diventare infantile e di piangere. E poi dirmi che questa cosa arriva dalla mia infanzia....potrei scrivere romanzi sulle volte che mi hanno fatta sentire così e presa in giro o irrisa o umiliata perchè piangevo tanto che oggi non lo sopporto ma non porta a nulla non conduce a nulla anche se mi sono ricordata che tutti gli anni facevano di tutto per farmi piangere il primo dell'anno per poi dirmi così subito dopo: ecco anche quest'anno non ce l'hai fatta a non piangere così piangerai tutto l'anno. E questo era il buon augurio e anche se loro si divertivano a sfottermi io ci soffrivo tantissimo. O quando mi rifugiamo a piangere sotto il lettone...c'era chi veniva trascinarmi fuori tirandomi dai piedi per sfottermi ancora. Ne potrei menzionare a iosa ma la cosa importate è che non riesco a sentire l'emozione a fissarla e a farmi portare dove deve e a liberarmi che poi è questa la cosa importante: il fare quel che ho capito, e che tento di fare da anni. E che dovrebbero darmi il premio per la cocciutaggine si perchè oramai più che impegno è diventata cocciutaggine e prima o poi sono sicura che arriverà perchè non mollo. E tornando al fulcro del discorso e alla bambina che c'è in me e che quando capita non riesco a calmare e a gestire ho anche pensato tanto dicendomi che è ego che è IP che è sa la miseria buona....ma sta difatto che non gestisco il momento. Ma non è che mi ci faccio fermare io continuo ugualmente ma chiaro in quel momento mi sento uno straccio. Sarà che ultimamente sono le uniche emozioni che mi concedo per cui devo ringraziare Uno anche per questo. Bon non so se sono riuscita a tirar fuori tutto quel che volevo dire ma termino qui. :C: |
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Quindi tu dici di seguire quel che dice Sole ...quando sentiamo l'emozione rimanere sulla stessa. Il problema mio è che non la riesco a sentire spesso se ci penso sono già distratta e la perdo altre volte non so cosa guardare altre ancora non sento niente solo un bruciore che va su fino al viso. Quest'ultimo credo che si IP o Ego almeno nel mio caso. Poi invece c'è un'emozione che mi provoca dolore che parte da sopra l'ombelico e arriva alla gola ogni volta che mi viene fatto un appunto* è come se nonostante il mio impegno non va mai bene quel che faccio l'emozione è quella brutta sensazione che ho descritto prima, poi razionalmente so che non è così e ci vado contro, ma di primo acchitto mi viene da scappare mollare andarmene interrompere quella sensazione di non farne una giusta, di essere sempre al di sotto di un metro che mi fa sentire piccola e inadeguata, tensione che mi da quella sensazione tagliente in profondità adesso ci sono sopra e la sto cercando di tenere e provarla vediamo che ne esce Lo spazio che mi sono presa qui non è mio e anche se è disorganizzato nel senso che pare un baule a me serve per trovare le cose che se sparpaglio in giro poi con la non memoria che mi trovo allo stato attuale è come non essermel appuntate. Lo sto usando come post it. *No ci stavo pensando non è per l'appunto ho sbagliato definizione è per un attenersi dentro ad un certo range o dentro una regola o dentro un limite uff non è perfetto nemmeno ora dover restare dentro a un qualcosa ad una misurazione dentro e non sforare che poi è non dover sbagliare insomma ecco siamo sempre lì Io cerco di starci costantemente dentro ma se poi si aggiunge altro mi sale quella sensazione di taglio....ferita....che sale come un'altra richiesta...ancora....e mi viene una frase....: eh non "ti" basta mai! ($) piango.gif Il "ti" è relativo a chi continua a chiedere a pretendere da me ed io a vedere di non riuscire a mai a colmare il buco dell'altro la sua aspettativa e la mia frustrazione ufff no è tutto razionale e così non lo piglio lo lascio ma non va bene così :C: |
Mi sto domandando se il modo giusto di comportarmi in questo caso del sentirmi così strappata lacerata tagliata dentro sia quello di smettere di cercare quella perfezione che allora cercavo perchè ero bambina e volevo quell'amore che non riprenderò oggi e mai più, ma cercare quando lo sento di lenire quella ferita di metterci sopra tutto l'amore che posso, come fosse una sfida alla salvaguardia di me stessa non all'odio verso chi me la fa riprovare o farmi prendere dall'ansia e dalla disperazione che non si confanno più ad un oggi adulto (icon_mrgr: dicevo così per dire:D)
Uscire da questo schema: tu continui a chiedere ma io mica mi posso strappare dentro per accontentarti anche se quello che chiedi è il giusto io posso solo fare quel che riesco con tutto l'impegno che ho il resto è brama oggi ieri era ricerca di amore. Se mi vuoi sono così, prendere o lasciare. E se non mi lasci ma mi fai degli appunti o mi domandi altro anche io devo scegliere senza incavolarmi di prendere o lasciare e poi fare del mio meglio se decido di prendere e con la presa anche la responsabilità di un appunto sull'operato, che per l'inciso sopra dovrà essere lenito e non lasciato lì senza nessuna attenzione al recupero. Qualcuno se la sente di dirmi se può andare bene o no prometto di non mordere diavolo.g: |
Io vorrei provare a risponderti in un modo magari che può non sembrare diretto ma che secondo me può entrarci. Poi chiaramtne valuterai tu se ho preso una cantonata o se può esserti utile.
Riporto qui i post per non fare confusione dillà e perchè qui mi sembrano più utili. Citazione:
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La mia frase non era un volerti caricare delle responsabilità che inevitabilmente tu hai verso te stessa... le hai ( non mi riferisco al afatto in se accaduto, ma in generale), non te le dò io, ma era un ricordarti che puoi sostenerle perchè niente la vita ci da che non siamo in grado di affrontare. In quel momento forse volevi scappare, ed io volevo dirti "resta, che puoi farcela" e sei qui. Volevo dirti: non instauriamo i vecchi meccanismi, fermiamoci in tempo ricordati di te e di ciò che vuoi. C'era anche: vai, viviti la cosa e non cercare fuori ciò che è dentro di te. ... Beh si ho fatto un pò di sistesi... Le aspettative che temiamo di deludere sono nostre paure e insicurezze che ci fanno davvero crollare sotto il peso di ciò che noi ci aspettiamo da noi stessi ma che pensiamo gli altri si aspettino da noi... e solo perchè nei gesti e nelle parole degli altri vorremmo vedere una certa immagine di noi. |
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Per quando riguarda il carico da novanta, intendevo dire che ad un ansioso come me se dici: "ce la puoi fare" diventa: se non ce la fai sei una merdbip e quindi scatta l'ansia da prestazione. Ma avendola vista non mi è scattato niente ma volevo solo avvisarti che può succedere ma magari tu lo sai già in questo caso non serviva. Io non l'ho con te nemmeno un po' spero sia così anche per te in caso sono qui abbraccio: |
Mi aveva dato fastidio la tua risposta, ma era finita li dove era nata. fiori.gif
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Poi mentre stavo cercando di analizzare altro e altro ancora mi sono soffermata al mio pianto disperato e che mi ha lasciata esterefatta manco mi avessero detto chissà cosa, era qualcosa di esagerato, ma non finto eh, perchè era sentito fino all'ultima lacrima, ma esagerato non so spiegarlo meglio, era di dolore mica azzi icon_mrgr: Bon a parte che mi è servito a sciogliere altro abbraccio: Ma stasera ritornando qui a cercare altro ancora (ho talmente tante cose da sciogliere che il filo di Arianna mi servirebbe davvero) ho riletto il pezzo che mi ha scritto e ho dentro fatto match. Quando non conosco qualcosa di me, ma probabilmente perchè per me è insopportabile vedermi così, me lo nascondo. E se mi viene mostrato all'improvviso mi toglie l'impalcatura e cado nel vuoto, in pratica mi toglie quel velo che ho messo io per illudermi per sopportare quel che faccio fatica a mandar giù. Ma certo che se però non lo osservo non lo vedo non potrò mai provare a tenerlo a bada. Difatti tornando ancora alle tue parole non è che deludo caio tizo o sempronio deludo me che in quel modo non voglio vedermi ma anche invece prenderne atto è già abbastanza per poter decidere di o piacersi o provare a cambiare. Mi ripeto queste cose perchè ho bisogno che i miei piccoli io si aggiornino tutti, si sa mai che qualcuno sia disattento. :) E devo davvero imparare che è meglio essere rossi subito che smorti dopo. Vedersi per quello che si è e smettere di vivere nell'illusione di quello che non siamo. fiori.gif p.s. chissà se dietro ad ogni bastione di difesa c'è qualcosa di nascosto e che difendiamo perchè abbiamo paura di vedere |
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