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Però se abbiamo fatto lo stesso errore o abbiamo subito la stessa sorte confrontarci può aiutare a vedere meglio. A trovare soluzioni magari diverse e soggettive ma che partono dall'aver condiviso. |
Quindi mi pare che siamo concordi nel dire che l'esperienza non si può passare, ne ricevere in maniera integrale e conforme all'originale.
Siamo pure concordi nel dire che comunque qualcosa di una esperienza può essere veicolato verso altri, e qui entra il discorso in oggetto. Ci sono due soggetti: colui che racconta e colui che ascolta. Quello che ascolta sempre raffronterà a se stesso ciò che sente, è nella natura umana. Se io dico a Caio che il sole scalda e Caio abita al polo nord è un discorso, se Caio abita ai tropici è un altro discorso. Quindi colui (Tizio) che racconta può veicolare che da una certa sensazione di temperatura sul suo corpo, lui ha verificato che al sole questa temperatura aumenta. questa è l'unica cosa oggettiva che può essere veicolata e che tutti a prescindere da dove si trovano possono riscontrare in se, che abbiano già avuto una esperienza simile o che debbano ancora farla. Se poi Tizio aggiunge che era ai tropici e si è preso una insolazione, o che era al polo e non essendo vestito abbastanza si è comunque preso un congelamento.... questo non sarà valido per tutti e non sarà assimilabile da tutti... anzi Caio ai tropici potrebbe voler sperimentare il congelamento, ma non poterci riuscire mai, in ogni caso non avrà colto il fulcro. Detta in sintesi, parafrasando la famosa storia del dito e della Luna, se uno si fissa a guardare il dito non ci puoi fare nulla, ma se gli ficchi un dito nell'occhio potrà vedere solo quello per forza. In quel caso non gli stai mostrando la Luna, ma gli stai mostrando te stesso. Viceversa se quello che osserva si imbambola a guardare il tuo dito anche se cerchi di nasconderlo il più possibile, è lui che vuole vedere te e non gli interessa nulla della Luna. Tutto questo quando c'è già una Luna vista. Se invece parliamo di esperienze parziali, per esempio di chi sta imparando ad alzare il dito per puntare lo sguardo alla Luna, il discorso cambia. In quel caso anche vedere il dito e come si muove può essere di aiuto sia per chi parla che per chi ascolta. |
Quindi c'è una sorta di fulcro, di succo del'esperienza che e ciò che dovremmo in ogni caso cercare di cogliere, anche se le caratteristiche e le peculiarità della persona che l'ha vissuta sono diverse dalle nostre.
Una volta colto il succo allora poi potremmo "cucinarcelo" come siamo in grado di fare grazie alle nostre caratteristiche. Forse è meno facile di quanto sembri, compiere un'analisi che apparentemente generalizza l'esperienza, ma che poi in realtà entra dritta nel vivo. |
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