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In ogni caso, ho detto che fregarsene non è il termine più felice, e comunque Ray sopra a ben descritto la differenza, volendola trovare, tra fregarsene e non essere realmente condizionati. Ho spiegato che secondo me si tratti di non farsi condizionare, quindi penserei che forse ampliavi. Io penso che sia abbastanza utopico pensare di mettersi al Lavoro e dire: adesso non mi faccio più condizionare! Molto più realistico è iniziare a fregarsene, si diceva, e vedere certe cose in un modo maggiormente distaccato per quanto ci sia possibile. Fregarsene è un lavoraccio, non è per niente semplice, basta provare per verificarlo, se non lo si prova non lo si sa. Si crea attrito. Un attrito che si può reggere o meno ma se si regge ti permette di fare quello che vuoi e di verificare gli effetti. Effetti che a lungo andare danno risultati che si stanno cercando, l'indipendenza. Il cinismo... anche una persona imperturbabile spesso e volentieri vien presa per cinica... |
provo a fare un esempio pratico che secondo me serve a chiarire la chiamiamola "procedura".
Io dipendo da ciò ceh pensa mio padre di me. Faccio di tutto per dire la cosa giusta e colpirlo. Mi accorgo. Non posso con il solo accorgermi illudermi di essere indipendente devo applicarmi tantissimo affinchè la mia volontà mi sia chiara rispetto a ciò che vorrei lui vedesse e pensasse di me. Quella volontà devo applicare. Come poso fare se bramo la sua approvazione e desidero fare qualcosa che so disapproverebbe? Me ne frego e lo faccio lo stesso mettendomi sotto pressione, creandomi uno stress emotivo molto forte senza esagerare, nei limiti delle proprie tolleranze. Soffro come una bestia (perchè sono nei miei limiti) la prima volta e poi la seconda meno e la terza meno e via così. Sacrifico la brama alla volontà di quello che voglio fare davvero. Da quel sacrificio me ne viene energia/tensione sotto forma di attrito che mi può portare a non essere più condizionata da ciò che mio padre pensa di me. Lui continuerà a pensarlo e per me non sarà un problema. Chiaro che negli esempi di Luke non c'è nulla di tutto questo, ma c'è una dipendenza forse ancora maggiore, come diceva lui stesso. Secondo me fregarsene altro non è che fare quello che vogliamo fare e basta. Se all'inizo per farlo si ha bisogno di non farlo sapere agli altri che ci condizionano, va bene... successivamente, assaporato l'effetto di aver fatto qualcosa che si voleva, si troverà la forza di fregarsene un tot di più anche comunicandolo. Rispettare i limiti che si possono sopportare e via via si fa. |
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Fregarsene e' un atteggiamento piu' che un effetto negativo rispetto una dipendenza . Corrisponde a prendere un fenomeno e a far finta che non ci sia , in termini psico rimuoverlo . L'atteggiamento positivo e' invece affrontarlo il fenomeno , accettarlo e quindi trasformarlo in qualcosa di diverso che e' poi un valore che deve essere in me e non fuori di me perche' non proiettato all'esterno . Perche' il malessere nasce dalla distanza tra quello che noi aspiriamo ad essere o vorremmo essere e come ci considera o com'e' l'oggetto su cui proiettiamo . Se dipendo dal giudizio di qualcuno e' perche' quel qualcuno e' cio' che vorrei esssere ma se quel quacuno non mi da' la giusta importanza o non mi valorizza affatto ecco che io scado ad essere niente . Non dipendere pero' e' impossibile perche' anche l'itrovertere deve partire da una tendenza a dipendere . Allora fregarsene e' solo rimandare l'alienazione che proviene dalla dipendenza e che prima o poi arrivera' e con forza anche maggiore . |
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Cerchiamo di far luce su sto buco nero. La dipendenza dall'altrui opinione (perchè di questo si stà parlando ora) genera attaccamento. Nella persona che accoglie questo nostro bisogno (e che come abbiamo visto ne ha uno che collima col nostro...al che si spiegherebbe pure perchè i gesti di dipendenza provocano istintivo e naturale allontanamento in chi non ha questo tipo di bisogno...muble muble....) e nel bisogno stesso. Riflettevo prima su un fatto curioso, non esiste un momento di stabilità nella dipendenza, non c'è un momento in cui, ok, mi approva, tutto bene...c'è una continua ricerca dell'approvazione. Una cosa sfiancante (anche per chi non desidera impegolarsi nel giochetto e cerca di non essere brutale..scusa.gif ). Mi sono chiesta perchè (sisamaichemisiasfuggitoqualcosa..vero?8-) abbraccio: ) In realtà la paura di non ricevere l'approvazione è persino più forte del riceverla. La mente è sempre protesa verso la possibilità che non accada come se la cosa non accadesse mai, non potesse accadere, e paradossalmente quando l'approvazione arriva il bisogno non diminuisce ma aumenta :wow: Come se ci fosse una dogma di fondo, nessuno mi approva (Calimero docet icon_mrgr: ) per la quale nessun tipo di approvazione da nessuna persona possibile può risolvere la questione. Perchè si cercano le situazioni che confermano i nostri pensieri, non è vero? Meccanicamente intendo. Fina a quando.....ecco forse qui entra in campo il discorso delle dipendenze positive. Io aggiungo anche che delle volte si ha fisicamente bisogno di approvazione, ma dico fisicamente come abbracciosamente o coccolosamente, sublimare questa parte non è robetta di due minuti, lo vedo persino nei miei figli, quando stabilisco un contatto fisico e verbale allora ok, ci siamo, sennò...ciao. Citazione:
La cosa che mi colpisce di più di questo tuo scritto è il verbo intralciarci. leggo.gif ps Ma fregarsene deriva da fregare? Fregare nel senso di approfittare, prendere in giro o di sfregamento? |
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Ormai non avendo più rapporto come ha detto Uno devo lasciarla andare quindi non mi rapporto più a lei. Ma mi sono accorta di aver ricostruito quel rapporto insano con l'uomo con cui vivo. Altra mazzata! Faccio un esempio mi sono accorta una sera che andavo a letto in punta di piedi per non far vedere che andavo a letto tardi perchè lui mi controlla! Altra mazzata! beh ora vado a letto come e quando voglio e accendo pure la luce beh cerco di non fare tanto rumore ma questa volta per un motivo diverso: rispetto! Ma come dice Luke devo vedere tante cose e scoprirne altre. Io non riesco a fare una cosa solo perchè me l'hanno detta io devo capire il perchè se no ciccia! La cosa importante è vedere a cosa sono dipendente. Quando sono arrivata qui non capivo perchè qualcuno rideva quando dicevo: "mio marito dice che...."ora lo so! E un'altra persona mi disse:" Non sono tuo marito" ora penso volesse sottolineare che non dovevo diventare dipendente da lui.:) Ah dimenticavo fare quello che voglio o fregarmene come dici tu Ray e Daf secondo me vuol dire anche calpestare l'altro e se l'altro è inconsapevole non è che è un delinquente come mi ha fatto capire Uno nel thread sull'ipnsosi, fa quello che fa inconsciamente, io mi devo difendere ma non ucciderlo o rompere il rapporto che ho con questa persona ferendola continuamente solo perchè lei non è alla mia "altezza" devo cercare di stare libera io senza ammazzare l'altro secondo te è possibile? |
Io credo che è opportuno parlare di distacco, che è il polo positivo dell'indifferenza. L'esempio di Sole è calzante, io so che mio padre mi disapprova, raziolalmente valuto anche se può avere delle ragioni, oppure si tratta di un suo limite. Nel primo caso con distacco posso avere l'apertura mentale di considerare che c'è del buono e del vero in quello che dice, ma ho comunque sempre la facolta di scegliere. Nel secondo caso mi accorgo invece che è un suo limite, e che è utopia fare qualcosa, quindi rimane un dispiacere di fondo, ma posso anche contrariarlo con distacco, facendo le scelte che sono più giuste per me.
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Ho riletto qanto appena scritto e mi sono resa conto che sono ancora a guardare le conseguenze e imbastir giustificazioni. Comunico con gli altri in questo modo, stabilisco dei contatti in questo modo. Non sempre grazie al cielo, ogni tanto mi sbaglio manata.gif e mi comporto come una persona adulta che sa di cosa parlare e se non sa di cosa parlare riesce a reggere anche o doscorsi altrui o i silenzi. Il distacco, bravo Astral, il contrario dell'attaccamento. Muble muble La rabbia e la recriminazione impediscono di fatto che questa condizione si possa verificare....giusto? stosvegli: |
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Per me fregarsene non è fare finta che non ci sia (l'opinione altrui), ma sapere che c'è e fare lo stesso (come ci pare). |
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Però potrebbe anche accadere, ad esempio, che , dopo aver scoperto che sono dipendente, che faccio ciò che lui dice e non va bene, provo a fare altro. Prima di nascosto , poi in modo palese, ma ogni volta che lo faccio dentro cresce il senso di colpa, cosa assai probabile con genitori di un certo tipo. Provo a fare questo a fare quello, alla fine scopro che niente mi ha soddisfatto davvero, che non sono mai stato naturale e spontaneo come altri , che sensi di colpa ecc mi hanno portato a fare molte scelte dannose. Sono andato avanti anni a credere che me ne stessi fregando poi in realtà era solo una forma posticcia ed effimera, perchè in profondità assolutamente nulla è stato scalfito , il desiderio di approvazione, di sostegno o quel che sia non l'ho mai affrontato sul serio e quindi è ancora lì bello intonso da tutta una vita, vita che nel frattempo è scorsa mettendoti in situzioni che avresti assolutamente voluto evitare, mentre invece ci sei finito con tutte le scarpe, perchè fondamentalmente ciò che ti ha guidato è quella parte intonsa, che nonostante i 10-100-1000 "me ne frego" non è arretrata di un centimetro. A quesot punto magari scendere in profondità , affrontare quella parte sapendo che ciò che ti serve, a questo punto quasi per una necessità vitale, è solo una vittoria definitiva e completa, a costo di starci addosso 24 ore al giorno, di analizzarne ogni singolo milllimetro, fino a sapere davvero ciò che TU vuoi/devi /puoi fare, fino a che, da quel punto di vista, niente ti potrà più "tangere " o "infastidire", sensa se e senza ma , perchè ormai di credere di star facendo e di ritrovarsi a scoprire di non aver fatto , nonostante gli oceani di energia buttati, ne hai davvero le scatole strapiene. |
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Senza ciò mi lasciavo andare avevo bisogno di quel nutrimento per poter essere qualcosa senza non esistevo (uso volontariamente questo verbo perchè voglio disperatametne uscire da questa prigione) Grazie Nike fiori.gif |
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Esatto dipendo da chi è indipendente o almeno lo è per quelle cose in cui io non lo sono o comunque io lo vedo in questi termini. Al contrario mi pare di osservare un avversione da parte di chi è dipendente proprio verso chi lo è e peggio se lo è in misura maggiore alla propria come la paura di un contagio |
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Io voglio mangiare una bistecca. Tu pensi che non dovrei farlo e mi comunichi che se lo faccio mi disapprovi. Io prendo atto del fatto che pensi non dovrei farlo, me ne frego della tua approvazione (ne faccio a meno) e mi mangio la bistecca lo stesso. Alla fin fine non mi pare così complicato... il concetto intendo. |
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Non e' importante che tu riesca o meno a fare quello che vuoi quanto la condizione in cui matura la tua volonta' di fare o non fare . Perche' non saprai mai se effettivamente hai avuto liberta' di fare o se invece hai fatto quello che hai fatto per condizionamento . Non saprai mai se hai fatto una scelta veramente libera o sei sei stato costretto a quella scelta anche solo perche' ti sei opposto ad un condizionamento . L'unica cosa che puoi fare e' accettare un condizionamento rispetto ad un altro una dipendenza rispetto ad un'altra sulla base di determinate valutazioni . Anche il distacco e' una scelta che dipende da un attaccamento possibile sicche' e' a sua volta condizionato dal suo contrario . |
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Scherzi a parte ho capito come usi la parola ho solo detto che la parola stessa non mi piace, non mi pare così complicato nemmeno a me diavolo.g: |
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Quindi a quel punto deve subentrare un equilibrio tra essere distaccati, e rimanere centrati obbiettivamente, su quali messaggi ci da l'altro e avere la possibilità di scegliere se fregarsene, oppure se cogliere qualche spunto interessante. |
Uhm...il concetto di Ray è chiarissimo, allora perchè mi areno?
Ecco, c'è un problema di movimento mi pare. Metto in sequenza alcune cose che ho pensato. .Più sù Luke diceva che ci vorrebbe una direzione interiore da seguire. .Il giudizio degli altri se è negativo ci blocca, ci frena. .La necessità dell'approvazione in genere non dipende dai contenuti dell'approvazione in sè ma dal gesto, dall'energia che ne traiamo. (quanto poco mi soffermo su quanto mi vien detto, l'importante è che mi sia stato detto...) Il fregarsene di Ray non è impossibile, anche se io stessa lo considero un pò utopico se non si è illuminatoni...e la fregatura è qui, penso, quando facciamo attrito dentro invece di farlo fuori , per buona parte perchè abbiamo imparato ad ignorarci. Penso che sapere se si è sati liberi di scegliere o meno sia un passo dopo, prima c'è la ribellione, una seconda adolescenza ( o una prima mai risolta:H ) che forse con il concorrere dell'età può assumeretoni più pacati, forse no. Eh si, mi sà che il taglio netto, almeno dentro, è sostanzialmente necessario, checchè succeda, anche se si innalza un muro di sbarramento. Si può girarci intorno, si? :@@ L'importante è muoversi. Altrimenti per recuperare energia si torna nel giochino.. Qualcuno mi può approvare o disapprovare per favore? icon_mrgr: icon_mrgr: icon_mrgr: grazie |
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:wow: strabuzza: strabuzza: Nooo dai, dimmi di no, non sempre, non può essere, ti prego ...... adesso si che mi gira la testa davvero. |
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va bene se correggo e dico che vorresti essere COME lui :quello di cui il giudizio ti interessa e non Lui? |
Scusa Daf se non quoto ma volevo dirti: vogliamo parlare di quanto è bello essere approvati?
No perchè non ce lo nascondiamo è una cosa stratosferica! E' il nonplusultra per la mia pigrizia: se mi approvano non devo fare niente! Pensa che c...o diavolo.g: Invece se mi disapprovano ho da fatica' 8-) E niente benessere!:( Se poi è una persona a cui tieni parecchio, perchè ti piace o perchè la stimi, o perchè la vorresti conquistare ad approvarti: è come mangiare il cioccolato da la stessa intensità, anzi di più mi si ingrassa l'IP ed è goduriosa la cosa. diavolo.g: Ti da una sorta di energia per star bene dentro forse scarica anche qualche droga endogena perchè stai bene, ti senti bene e non devi neppure muoverti pensa un po'! Vai bene così come sei! :wow: Un vuoto che si riempie senza muoversi è piacevole. Ecco li a cosa bisogna andare contro! manata.gif Il guaio è stato diventare dipendente da questa goduria martello.: è come una droga la vuoi e la rivuoi, devi riempire e per riempire continui a vuotare e quindi ti trovi sempre vuota.piango.gif Il guio è quando ti stai disintossicando ed arriva dell'approvazione non cercata è come uno che si sta disintossicando ed è puliito questa cosa è peggiore di prima, non sai bene cosa fare con questa cosa un po' entra automaticamente l'altra la tieni lì quasi sentendi in colpa: "no, non posso prenderla non posso ho deciso che non devo più! E sei li ferma con in mano sta approvazione che scotta quasi immobile.....strabuzza: Melodrammatica eh icon_mrgr: |
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No m'inquieta uguale icon_mrgr: perchè io come Lei non voglio essere, nè come Lui, ma in parte si, o forse no...ecchepp..atate bollite Hahaha Ma forse questa è la prima volta che lo vedo, ho sempre considerato la dipendenza nei meri confini dell'appagazione. Si Gri, l'approvazione è un crescendo di goduria, mica per niente le chiamano pippe...diavolo.g: icon_mrgr: Credo inoltre che un modo per ottenerla si trova sempre, anche se con dei surrogati, minori sono e maggiori probabilità hai di arrivare al nocciolo della questione. Anche perchè questo tipo di dipendenza, correggetemi se sbaglio, viaggia sempre insieme a qualcos'altro, che sia abbandono o controllo o ansia da prestazione (ahah sempre in tema..) e via dicendo per cui i confini si sfumano comodamente togliendo visuale. leggo.gif |
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Questo non lo so...mi irrita il giudizio negativo ricevuto da persone delle quali non apprezzo granchè... In me stesso ho notato che la maggior o minore dipendenza dai giudizi, quindi la maggior o minor fatica a staccarmene dipende da: -utilità concreta che una persona mi può dare, tipo il giudizio dei genitori, come se una loro non approvazione mi facesse venir fuori una paura atavica di essere abbandonato da loro a morire di fame. - capacità del giudizio, critica, non approvazione di "vivificare" in me la presenza di una o più parti che sarebbero volute esistere e non hanno potuto, alcune in particolare. In questi casi più che la persona che mi dà il giudizio è l'effetto dentro di me, dentro alcuni me non manifesti che guardo e quindi anche la persona di cui ho meno stima in assoluto potrebbe essere in grado di colpirmi là. |
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In prima battuta pero' è importantissimo quell'attrito (fregarsene), perchè ci aiuta a cambiare, a diventare un po' più indipendenti. E come ha notato Edera, non è indolore, si sente tensione (ma è sana anche se tocca reggerla :D)soprattutto se si è abituati a dipendere dall'opinione altrui. Un esempio potrebbe essere: voglio fare un lavoro che mi piace, tutti lo reputano strano, e nessuno mi appoggia, anzi mi sconsigliano, ma io sono certa che sia il lavoro che voglio fare... vado avanti e magari dopo qualche tempo quel lavoro inizia a fruttare... e faccio un lavoro che mi piace! La dipendenza dall'opinione altrui porta a mollare il desiderio e a seguire quello che dicono gli altri, anche se non è la cosa giusta per me. Citazione:
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Sisi, hai ragione, qualche piccolo passetto l'ho anche fatto ma ci sono dei momenti, magari di maggior stanchezza o sfiducia in cui si è meno protetti e c'è la fiammata di ritorno non prevista che bruciazza le aluzze. Allora ricomincio a pensare che sia utopico ma mi consola avere la conferma da quello che scrivete che non è un passaggio tipo "e bon, risolto, daci un occhio ogni tanto ma sei a posto" :sornione: anzi, tendenzialmente la tensione và ad aumentare e quindi và maggiormente gestita, e fà più male...come per la dieta diavolo.g: diavolo.g: Il che mi pone di nuovo di fronte al solito quesito. Ma lo voglio davvero? martello.: |
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Ray una volta ha scritto che bisognerebbe chiedersi se sono persone che frequenteremmo, non avevo capito bene il senso della cosa ma adesso mi pare un pò più chiara. Se non ci sentissimo vincolati per nascita e necessità da queste persone (io poi che ne ho uno assente...hai voglia...gli corro dietro da una vita..ma corro dietro ad un'immagine che non è per nulla reale) gli correremmo così dietro? Perchè desiderare l'approvazione di persone che a un livello superficiale non riteniamo "degne" indica che comunque in qualche parte una certa stima c'è, non fosse che perchè ci fanno vivere. Non ne siamo distaccati. Forse perchè sono gli unici riferimenti forti che abbiamo incontrato. Citazione:
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Una piccola domanda: la dipendenza ha che fare con il controllo?
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Se dipendi da qualcuno sicuramente questi ha un controllo su di me, ma non saprei risponderti se in qualche modo cerchiamo di dipendere da qualcuno per avere un controllo dall'altro, spesso lo vedo in alcuni casi come il cercare una forma di protezione. Sono dipendente, ma ho meno responsabilità...
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Bisogna proprio volersi sacrificare. Quote:
L'accettazione ed il distacco sono un sentire non un fare. Non posso decidere di accettare, è un sentire che nasce come conseguenza di un lavoro di smaltimento. Non è quindi l'unica cosa che posso fare, prima che ce sono altre di cose da fare per evitare che una dipendenza si trasferisca a favore di un'altra che viene in quel caso solo repressa. Insomma non smetto realmente di fumare se inizio a mangiare il doppio di prima o se mi metto una liquirizia in bocca a vita. |
Abbiamo detto che l'attrito è generato da questo fregamento, però non vive di luce propria, ha bisogno per essere mantenuta viva la fiamma della nostra attenzione. Quindi se da una parte ci da una spinta iniale l'opposizione ad un meccanismo di dipendenza, poi deve essere mantenuta con l'impegno a voler solvere. Per cui è un ottimo modo per svegliarsi e rimanere svegli.
Gurdi li chiamava Shock coscienti. Ecco perchè, molti lo riconosceranno, spessissimo accade che ci creiamo attriti e tensioni (litigi o semplici dissapori) con chicchesia proprio per destarci, per crearci tensioni, la tensione è elettricità. Stessa cosa il fregarsene. E' una tensione autogenerata al fine di, andando alla sostanza, Vivere davvero ed essere noi stessi. Sarà forse utile riprendere la discussione sulle tensioni. |
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Dissento che chi se ne frega vive davvero e vive se stesso : vive una reazione di rigetto che e' in se stesso e strettamente legata al condizionamento che ha . C'e' tutta una parte del lavoro che manca col '' fregarsene'' che sta nell'accettazione e nel confronto con l'altro che poi e' l'altro in noi stessi. Ma se si vuole partire dal fregarsene per , intanto , uscire da situazioni di assoggettamento psicologico potrebbe forse andare ma questo e' un altro discorso ,e' un rompere vecchi schemi per formarne di nuovi . Vedi le contestazioni degli adolescenti che oggi arrivano ben piu' avanti nell'eta' , non sono mica manifestazioni di indipendenza anzi . |
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Anzi prima mi domando se vi è una differenza tra quanto andrò a raccontare e invece se lo facessi adesso. In pratica dopo aver avuto l'infanzia e l'adolescenza che ho avuto mi è venuto spontaneo fregarmene degli altri, c'era prima di tutto il mio benessere psicofisico, c'era c'era tensione ma stavo bene. Beh dopo tanti anni che è successo? Si sono generati sensi di colpa che non avevo mai avuto ma tali da farmi fare un bel booom. Ora tu dirai dovevi distaccarti da i sensi di colpa, ma non so perchè se prima c'ero riuscita da quel momento non è più stato possibile anzi è avvenunto un crescendo inarrestabile. Alla luce della mia esperienza di vita, ho smesso di vivere fregandomene degli altri che è vero che genera attrito tanto al punto che poi puoi fare booom, perchè mi si è generato dentro qualcosa che me lo impedisce è come se quella parte di me non esistesse più, la realizzatrice di quel modo di essere. Io ho smesso di fumare ed era una dipendenza inizialmente per un paio di mesi mi sono gettata sul cibo come anestetico al dolore alla frustrazione ma che ti posso assicurare non passava comunque ma era un modo di provarci tant'è che poi sono ritornata a mangiare come poco come prima, ma nn dimagrisco uguale perchè è come se avessi fatto un baratto. Invece l'altro non è stata una scelta è avvenuto da se, automaticamente. |
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Vista dal punto di vista in cui lo guardi anche io dissentirei, ma sto esponendo un modo completamente diverso. Diciamo, anche se non è correttissimo, che possono esserci due aspetti del fregarsene. Il primo è quello che esponi tu, e anche Luke, con una contestazione adolescenziale che altro non fa che mostrare il condizionamento e non altro. Questo è vero, ma quando si attua questo meccanismo non c'è nessunissimo attrito, c'è anzi una enorme dispersione energetica. Niente fuoco, solo rabbia espressa come tale. Io, e non solo io, invece parlo di altro che genera energia e tensione positiva (anche se non è corretto per niente). E' un aspetto molto più profondo, che deriva ed è figlio di una osservazione e di tutto quel lavoro che dici deve esserci. Cioè ammetto, passo fondamentale per accettare, di essere dipendente e non potendo illudermi di risolvere solo così inizio a creare un contromeccanismo per cui faccio ciò che mi piacerebbe davvero. Devo indagare cosa voglio davvero... e farlo, e poi che si pensi di me quello pare: chissenefrega! Solo che mi farà un male boia che si pensi male di me, perchè dipendo da questo aspetto. A quello dovrò resistere e riuscire ad osservare cosa genera, che sentimenti, che emozioni, che pensieri e Lavorare, Lavorare per restare ferma in ciò che io voglio e non i miei piccoli io. . E' un sacrificio. E' assolutamente Attivo. Ecco, forse questo fa capire meglio la differenza sostanziale, il fregarsene che intendi tu è del tutto passivo e quindi una contestazione che asserve un bisogno meccanicistico. Quello che intendo/iamo è attivo, viene generato allo scopo di riuscire a fare realemtne ciò che si vuole ed è quindi una via per vivere davvero e non essere vissuti. Quindi per capirci credo proprio che distinguere i due aspetti tra attivo e passivo sia chiarificatore. Quote:
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Comunque vorrei aggiungere che è stressante... per cui ci vuole cautela. Se va bene, se non va pazienza, sarà per la prossima. |
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Quando ho provato sulla mia pelle il male che ha provato l'altro e non sto qui a dire come è perchè da quel momento mi sono riappropriata di qualcosa che forse mi era stato strappato via quando ero piccina. Ho come la sensazione di essermi riappropriata di una parte di me che avevo perso. Se vivi quanto male fa subire una certa cosa, ma viverlo eh non immaginarlo, non puoi più farla. E condivido anche il fatto che se l'altro sei tu non puoi fregartene dell'altro di quella parte di te che invece devi inglobare. |
Grii, io non ho mai detto che bisogna fregarsene degli altri. E neppure gli altri lo hanno detto.
In verità, a volerla dire tutta, e dei nostri piccoli meccanismi che ci andiamo a fregare. |
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Invece potremmo ancora approfondire l'altra questione e cioe' che io dico che si passa sempre da un condizionamento ad un altro ma comprendendo anche condizionamenti positivi . |
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