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dafne 17-12-2010 09.18.36

Ieri ho conosciuto una persona molto particolare, una signora che ha fatto anche psicologia da strada e che gestisce una casa famiglia con annesso maneggio.

Una persona di una certa età ma di una bella forza, pacata ma decisa.

Ha inquadrato la sottoscritta in facciamo 15 minuti icon_mrgr: e alla domanda fatidica "dipende da quello che vuole lei signora" volevo buttarmi ai suoi piedi e dirle "fai tuuuuuu" laughing7:

Poi ho cercato un pò di contegno e le ho espresso quello che sentivo, Purtroppo il suo intervento in forma privata è oltremodo oneroso, non saprei come cavarmela, siamo rimaste d'accordo che provo a sentire la mia famiglia per vedere di far fare ai ragazzi una settimana da lei, uno e l'altro a giorni alterni e un giorno assieme in attività diurne, visto che comunque apre il maneggio e le attività al pubblico durante le feste di Natale.

All'inizio di gennaio poi ho delle visite specialistiche e mettendo insieme il tutto dovremmo poter riuscire a definire una strategia d'iontervento che non sia un tamponare l'emergenza ma che ci porti da qualche parte.

Mio papà stà facendo la sua parte, devo dire che perlomeno i toni e i danni materiali sono quasi tornati normali, a scuola ci vanno ma mi rimane che se appena esce con mia mamma due ore io mi ritrovo il problema tale e quale.
Certo, mi rendo conto che la costanza e i tempi lunghi daranno comunque frutto, se non altro disabituandoci dal gridare e arrabbiarci all'istante, ma il sistema va cambiato più in profondità, io percepisco fortissimi gli attriti dentro me e mi rendo conto che li sto sfogando in altre direzioni, tipo uscendo a camminare o mangiando ecc, non ho ancora affrontato il problema davvero....

Perchè come mi è stato detto ieri "non sono i ragazzi, è la mamma che deve ritrovarsi".......

dafne 25-12-2010 00.17.08

Sono un disastro icon_mrgr: mio papà oggi mi ha detto che dovrei vedermi per capire che c'è qualcosa che non và bene e mia mamma gli ha ribattuto che sono "solo" rimasta piccola.

Che stress, però qualcosa di vero pure c'è, mio padre è decisamente più sull'autoritario che sull'autorevole ma l'abisso che inizio a percepire tra le sue modalità e le nostre è enorme.

Certo, rispetto alle donne di casa io sono più disordinata e scostante...ma allora che ho di buono, niente?

Questa è una notte che dovrebbe essere magica, credo che quel che dovrebbe nascere nel mio cuore assieme al Bambino è il desiderio di capirci qualcosa di questa cosa che sono o che mi stò arrabattando ad essere da tutta la vita. Se potessi giuro che ci andrei io all'affido diurno da questa signora per imparare a vivere. Perchè dalla mia famiglia non riesco più ad assorbire nulla. Nulla di positivo perlomeno.

Perchè sono così refrattaria all'obbedienza? Me lo sono chiesto troppe volte e troppe volte mi son dimenticata di cercare una risposta.

E' pigrizia, rabbia, insofferenza, recriminazione, stupidità?
Che è?

Perchè anche per sentirsi strumento di una Saggezza più grande bisogna saper obbedire.....

Comunque una delle accuse feroci che mi ha fatto mia sorella, la cosa che la fà più imbestiare, è che secondo lei quando mi metto in testa una cosa non c'è dio che tenga riesco ad ottenerla.

Mah

Ma qualcosetta in me sussurra che c'è da monitorare quel "quando" più di quanto non creda....

dafne 25-12-2010 20.49.01

Farò più attenzione a quando esprimo un desiderio nelle notti magiche :sornione:
Avevo parlato con mia sorella di quella setimana di osservazione della signora e mi aveva detto ok, ci penso io, le avevo detto di parlarne col papà ma mi aveva detto facciamo così, è ok.
Seh
Oggi è venuto fuori, in buona pratica, che per i nonni noin ha alcun senso questa settimana "in campeggio" e, molto direttamente, mio padre mi ha detto che è qui per aiutarmi, che non è d'accordo con questa cosa e che sono liberissima di decidere che fare, tranne che per il dettaglio che se lo faccio lui prende, se ne và, e io poi mi arrangio. :U

Scusate, un piccolo sfogo questo, ho bisogno di sfiatare un pò questa giornata così pesante.

Comunque una cosa è certa, voglia o no stavolta mi devo piegare all'obbedienza, c'è una piccolissima parte di me che pensa che mio papà ha ragione, d'altra parte sapevo che avrei dovuto chiedergli cosa ne pensava ma ho lasciato che mi bastasse l'accordo preso con mia sorella per fare quello che io personalmente ritenevo giusto.

Bon, mio padre mi ha anche detto che la questione va risolta in casa e non fuori, qualcosa di vero c'è, rimane che mi sento uno straccio sbattuto e strapazzato in una lavatrice industriale, che pena che mi faccio, a che punto sono arrivata, davvero in basso.

Allora stop a tutto ciò che non è decisione strettamente personale, mi adatterò a questa convivenza forzata cercando di trarne maggior profitto possibile anche se rimango della mia idea, cioè che non sò gestire questa situazione e che avere un nonno a tappare il buco è ottimo (è di certo una fortuna, lo sò) ma rimane pur sempre un buco rattoppato.

Qualcosa negli ultimi tempi di obiettivo per il futuro è emerso, un progetto in embrione ma c'è, mio padre mi ha detto "fai un programma" e cercherò questa cosa assolutamente nuova.

Di fondo c'è una mia radicata convinzione, la stò vedendo negli ultimi tempi, di non potercela fare.
C'è, è lì, un pò come il certificato per la patente. Posso provare a cambiare punto di vista e dire SI, ce la posso fare, posso gestire da sola questi due figli turbolenti e SI, SI!, mi posso liberare di questa devastante dipendenza da bambina indifesa.


C'è qualcosa nel mio inconscio che frena, frena paurosamente e sono oramai certa di non averlo ancora visto, forse di striscio ma forse no, devo recuperare quel nodo e poi fare il salto di qualità.

E io che credevo di aver fatto un sacco di lavoro sporco...è come se avessi svasato un cactus credendo di aver ripulito il giardino manata.gif icon_mrgr:

dafne 29-12-2010 01.14.11

Mi hanno spiegato che defìciente derivava da defìcere, cioè mancare :sornione:


In una scaramuccia familiare le solite dinamiche con figlio maggiore e sorella e mamma...stavolta c'era il papà però, il mio...e stavolta quel no detto e cercato di scavalcare da una delle femmine (per fichismo? manie di protagonismo? abitudine al controllo? mahhh!!) è rimasto no anche se la figona di turno ha fatto fare al bimbo la cosa per cui era stato già punito senza appello....e io mi sono ritrovata a guardare stupita a questa cosa, a questo no immutato, mentre mi riempivo in ogni fibra di gratidutine. (avevo inizialmente detto no io)

Ho scoperto che l'autorità è costrittiva, fastidiosa, a volte faticosa, ma quello che ti rende indietro nel senso della giustizia non ha eguali.

Eh si

Sono proprio deficiente.

dafne 13-01-2011 00.41.56

Stanno capitando una serie di cose e noto con curiosità che non ho voglia di raccontarle, o meglio, voglia c'è ma sono come scarica di parole (Sole non esultare che ti vedo diavolo.g: abbraccio: )

Da notare come l'unica cosa sensata che mi sta rimanendo addosso è il bisogno di trasformare i tanti non voglio in voglio. E' strano ma appena trasformate in voglio moltissime cose diventano insostenibili, faccio meno fatica a mollarle.

Ho avuto un attacco di sonno feroce ieri, avevo la visita prenotata per il piccolo dal neuropsichiatra infantile, mi sono messa nella posizione di far emergere delle cose che potevano tranquillamente passare sotto tono, sono ancora molto a disagio per questo e stò riflettendo sul conflitto che c'è in me tra questo passato burrascoso che non voglio rivivere ma non riesco ancora del tutto a mollare.

Mio padre stà facendo da catalizzatore mi sà, rarissimamente esprime giudizi anche se sò che ne ha e questo mi stà aiutando moltissimo. E' come se avessi campo libero per sperimentare pur sapendo di avere un aiuto contenitivo quando serve. Una serie di cose stanno trovando terreno fertile per emergere e qesta botta di sonno spero mi aiuti come un'altra pessima esperienza, sempre di coma profondo martello.: , che ho vissuto tre settimane fà.

Ho come la sensazione di essere grassa, ma fisicamente è solo di qualche anno, sono invasiva, pesante, saturo. E poi alla stessa maniera sfuggo, evaporo,mi estraneo come un ectoplasma.
Forse i ragazzi hanno percepito questo mio essere ancora prima che il mio fisico si adeguasse, non è facile vivere con una madre così, che non c'è ma se c'è schiaccia.
Uffa.
E io che mi credevo originale, sensibile, intuitiva, affettiva....icon_mrgr: ... facciamo affettante?

leggo.gif

dafne 13-01-2011 23.30.36

Una riflessione riguardante mio padre e il suo vivere con me.

E' una cosa di cui avevo avuto sentore già tempo fà ma che avevo opportunamente ignorato diavolo.g:

Spesso mi ero detta che era ben strano come cambiavo quando c'era mia mamma o qualche amico che girava per casa. Ero più ordinata, attenta, attiva.

In quest giorni ho osservato mio papà e mi sono di nuovo resa conto che non mi stà dicendo nulla, nè fai così nè fai cosà. Nè mi dice cosa pensa di me, apparte qualche battutina ogni tanto icon_mrgr:

Qesto mi ha permesso di sperimentare, di fare e provare quello che trovavo giusto trovando magari poi conferma nel suo atteggiamento. O contenimento se i figli non mi rispettano.

C'è qualcuno che mi tiene d'occhio, ma non solo, io stò tenendo d'occhio lui. Il sapere che c'è, che quello che farò di sbagliato non passerà inosservato (bon, sbagliato in tutte le sue possibili accezioni, anche solo sciocco e inutile o sbagliato per ignoranza) mi fà muovere diversamente.

Mi sono ritrovata a chiedermi se questo può essere l'anticamera di quel "essere più auterevoli con se stessi".
All'inizio mi vergognavo un pò di dover ammettere di aver bisogno di un guardiano a tempo pieno ma anche quello è un giustificarsi, una scusa per non cambiare.

Naturalmente mi chiedo anche se riuscirò a fare come se mi stessero controllando senza che ci sia davvero qualcuno che lo fà (di esterno dico) ma se ci penso troppo poi mi ci perdo e mi vengono i sensi di inferiorità (figurati se ce la farai mai) quindi evito.

Comunque è una cosa che mi piace, non solo il contenimento, che non è di dipendenza quindi molto pulito ma anche la sensazione fuggevole di star imparando qualcosa di importante. Quel tenermi d'occhio che prima neanche sapevo dove stava di casa dry.gif

La settimana prossima torna a casa per qualche giorno per sistemare delle cose poi torna, vedremo come sarà senza, per i ragazzi una festa icon_mrgr: per me un buon momento per tirare un pò di somme effettive 8-)

dafne 27-01-2011 23.36.55

Stò cercando di capie che cos'è che mi tiene così lontano dal prendee una forma, una consistenza, una determinazione certa.

Ieri sera c'è stata la pizzata della classe del grande. Ho sempre evitato quelle riunioni come la peste, sono sempre l'esclusa di turno, non conosco nessuno e non riesco a legare con nessuno.
Una serie di riflessioni su questa cosa me le devo.
C'è un fattore superbia dry.gif parto già col piede che ci saranno solo chiacchierate sterili su argomenti futili, di puro pettegolezzo.
Troppo in basso per potersi mescolare....

Poi comunque anche volendo pettegolare non conosco le persone e non trattengo le informazioni utili per poter almeno capire di chi si parla., Al punto di non conoscere neanche il nome dei compagni di classe.

Alla fine però è pigrizia mista a superbia, Ieri sera ho fatto da seggiolino per un pò e per un pò mi sono fatta tira dentro a una discussione di una di quelle mame sempre incazzose col le professoresse...
Poi mi sono resa conto che non m'interessava cosa diceva e che se non se la filava nessun alto non era un problema mio.
L'atra mamma che conosco e che in genere traina era con le ragazzine a chiacchierare e per un pò mi ha ignorata. Invece di slecchinare mi sono rivolta a chi non conoscevo, mi sono fatta forza del mio ruolo di rappresentante e ho iniziato a dialogare.

Purtroppo ad un certo punto ho sconfinato nel fiume, non invadente ma pur sempre fiume ma bon, un pò alla volta imparerò.
Ho avuto un buon momemto di simpatia con una mamma che non conoscevo e a me per adesso questo pare già buona cosa.

Ho cuciti addosso una serie di comportamenti che non mi accontentano più, non mi sono più funzionali e devo pian piano convincermi che ce ne sono di nuovi che funzionano molto meglio.

Per i miei ragazzi è lo stesso, vista la mamma tranquilla e serena anche il ragazzo si è rilassato e ha giocato con gli altri senza chiedermi come al solito dopo mezz'ora, se si poteva andare a casa.

Stò cercando di dare un senso alla parola famiglia, un senso che sia quello di squadra, di unione e compattezza, di sostegno e io per prima mi rendo conto che ne sono lontana anni luce ma sono disposta a mettere le mani nel guano e lavorarci su anche se ne esce un mio ritratto che, osti, altro che Dorian Gray dry.gif

dafne 13-02-2011 20.35.29

Perchè migrare?
Di tutto questo popò di parole il titolo della discussione è sempre stato una spina nel ditone a cui ogni tanto prestavo attenzione ma non troppo.

Certo, quando l'ho aperto il senso di non appartenenza alla città, come un'emigrante che torna dopo tanti anni, era forte...ma poi la cosa m'è passata in secondo piano e superato il farlocco distacco il senso del titolo è andato a farsi benedire...credevo...

Invece no, ecco che torna prepotente a battere sulla porta perchè da ragazzina nel profondo mi crogiolavo quando la mia adorata insegnante mi chiamava vagabonda...senso di libertà forse, di scoperta, di mancanza di legami..

Posso consolarmi pensando che, almeno, da vagabondo (in genere senza meta) a emigrante almeno il secondo è alla ricerca di qualcosa che gli serve lontano dal luogo dove vive.
Ma ho la spiacevole sensazione che migrare sia diventato un vagabondare e non mi và più bene.

Oggi leggevo Sole e mentre associavo il suo racconto ai sogni che aveva fatto sul lavoro mi son detta "vedi che magari il suo inconscio già conosceva il problema e anche la risposta" dopo un pò m'è venuto il nervoso e solo dopo un pò ho catalizzato su quel Losà la percezione del disagio. (scusa Sole se ti tiro in mezzo ma ti ringrazio tanto abbraccio:)

E se anch'io sapessi cosa devo fare? E se riuscissi a migrare tra i miei modi di fare invece di vagabondarci potrei trovare quello che non trovo nel solito atteggiamento?

Andando sul pratico,perchè dopo la migrazione e il ritorno non svuoto la valigia e ci guardo dentro? Per poter ripartire di nuovo, è ovvio, ma è una cosa che a costi vale abbastanza?

Io lo sò che cosa devo fare, magari fosse la volta che stà rabbia si direziona giusta e mi dò un altro sonoro ceffone e mi arrendo a quest'ovvia cosa.
Poi magari il risultato non è eccelso e devo provare un alto modo ma non c'è modo di scoprirlo senza ritentare.

Certo, se faccio la valigia e riparto..ciao...va tutto daccapo e senza colpa neanche perchè, si sà, non potevo che fare così.manata.gif

Tutto stò farneticare per dirmi, sperando che la carta canti davvero, che io posso cambiare. Posso fare quel che c'è da fare, provare, riprendermi, cadere, ecc ecc ecc tutto il cucuzzaro, posso, e posso magari nel tempo decidermi e potendo muovermi fare il turista icon_mrgr:

Non sò ancora bene che cos'è sta colla che mi trattiene, leggera come un velo ma solida come la plastica di certe confezioni, che tiri tiri tiri e si alliunga, si deforma, ma mentre l'allunghi diventa ancora più forte, più difficile da lacerare.

Sarà superbia, sicuramente, ma la mia incapacità di ammettere di avere torto è tale da essere riuscita a dire ho sbagliato in alcune occasioni proprio come giustificazione per non ammetere nel profondo che ho sbagliato e visto l'errore ho perseguito cercando scuse.

Orgoglio? Crededvo che la mia bestia nera fosse la pigrizia ma forse ho sbagliato tutto.

Grazie città abbraccio:

dafne 27-02-2011 19.02.28

cheek to cheek
 
Martedi scorso mio papà è tornato a casa per sistemare delle sue cose. E' tornato oggi.
Martedi mattina mi sono chiesta come sarebbe andata a tornare noi tre soli, alla sera è scoppiato il delirio e mi sono sentita come se fossimo tornati indietro di 4 mesi piango.gif un vero flop...

Poi però per metterli a dormire, riusciti a placare gli animi, ad asciugare le lacrime e riprendere toni normali ci siamo detti che NO, le cose non dovevano andare in quel modo e che il giorno dopo sarebbe andato sicuramente meglio!

Mercoledi abbiamo fatto squadra e io ho mandato nella testa come un mantra la frase "l'adulto sono io". Mi sono resa conto di tante piccolissime cose in questi giorni e pur facendo squadra ho cercato di vivermi come fulcro e non come piatto della bilancia, non era un loro vs me nè un noi vs tutti, eravamo mamma e figli e quando ho stabilito delle cose le ho portate fino in fondo e...è andato tutto benissimo! :wow:

Un piacevole e proficuo eqilibrio, la cosa curiosa è che con equlibrati noi si sono completamente squilibrati i rapporti nel resto della famiglia d'origine con una mega litigata tra mio padre e mia sorella :U mah

Comunque ce l'ho fatta, ce l'abbiamo fatta, adesso devo fissare per bene le cose che mi hanno permesso di riuscirci.

dafne 02-03-2011 00.23.55

icon_mrgr: ma perchè parlo io che auto-gufo? icon_mrgr:
Pare che io abbia ostentato eccessiva fiducia, ma non mi demoralizzo.
Ho notato una cosa, appena riavuto il pc in mano mi sono mesa a legggere e ho fatto alcuni interventi. Troppi.
Mi spiego, non troppi nel senso che non erano giustificati ma nel senso che mi sono immersa in questa parte di realtà trascurando molto (evidentemente più di quanto non avessi idea di fare) la vita familiare.

In realtà è una cosa che mi era già stata detta e che avevo notato anch'io ma solo nell'ambito dello spostare i discorsi spiacevoli su altro.

In realtà ho la tendenza anche nel positivo a non rimanere mai abbastanza focalizzata ma a riversare ettenzioni a blocchi su cose diverse.

Uff, adesso che cerco di scriverla diventa più complicata di come l'ho percepita.

A casa tutto ok, poteva andare? Na, appena ripreso una cosa piacevole interrotta mi ci sono fiondata ma la verità è che ho scaricato qui una dosa di tensione e di attenzione che invece avrebbe potuto servirmi per continuare a mantenere costante (e cosciente) un certo atteggiamwnto. Col risultato che le dinamiche ne hanno subito risentito.

Perchè?
Ho delle idee, delle tracce, ci torno su, ci dormo sopra :H

dafne 12-03-2011 00.05.31

Concentranzione. Questa sconosciuta...

mio padre stà progressivamente diventando più intollerante, e in parte lo capisco, in parte no, è come se da una parte dovessi imparare a fare mio un certo modo di fare maschile e allo stesso tempo concedermi di negare fino in fondo il lato maschile aggressivo.

Mi chiedo se troverò mai nella vita un uomo capace di scostarsi dall'essere schivo o eccessivamente infiammabile..che poi sono due opposti no? Quindi qualcosa che ancora abita in me li veicola fortemente.
Hai voglia a dire mi son rotta....c'è e c'è e c'è e ci devo fare i conti.

dafne 17-03-2011 16.56.48

Il tutoraggio paterno è agli sgoccioli mi sà...e anche questa discussione. Ci ho messo dentro di tutto un pò e penso di essere cambiata un pochetto dal suo inizio ad adesso.

L'amaro in bocca è aumentato, una famiglia anafettiva per la quale i figli sono solo questioni di cui occuparsi e di cui pare sia impossibile disfarsi dry.gif assenza di comunicazione verbale costruttiva, relazioni di interdipendenza generate dal ricatto e valutazione del bene in base alla gratificazione data e/o ricevuta.

C'è anche del buono, c'è di sicuro, ma l'amore è qualcosa che lambisce qualche momento e qualche membro a turno, quasi mai tutti insieme. Non mi amano. Io non amo loro. Non amare è quello che stò trasmettendo...in parte...in parte c'è anche altro.
La voglia di farlo, di scovarlo e di ricucire quel vecchio strappo.

Purtroppo la realtà è esattamente come me l'hanno sempre raccontata. Non puoi avere indietro quello che non hai avuto nel passato. Non c'era allora, non c'è adesso. Provare rancore è stupido perchè genitori anaffettivi sono figli privati d'amore, così come io che non ne ho ricevuto a sufficienza non ne stò trasmettendo a sufficienza. Allora il senso del parlar di colpe casca completamente.

La cosa nuova è, si, che non sono tenuti a darmi nulla ma anche che la stessa cosa vale per me. Loro non mi devono niente, io non devo niente a loro, debito azzerato.

Non cammino con le mia gambe ancora...perchè mi sono seduta :( ed è normale che riacquistare la mobilità dopo tanto tempo sia doloroso ma ho fiducia in me.

Mi hanno detto che non posso farcela da sola, è verissimo, adesso lo sò, ma sò anche di non esserlo. La famosa differenza tra essere sola e sentirsi sola. L'ancor più famosa differenza tra ascoltare e sentire.
Le persone che mi vogliono bene non mi hanno mai lasciata sola, sono io che ho smesso di ascoltarle quando quello che mi dicevano non mi piaceva, mi faceva star male, amare non è "far star bene", si amano le persone anche quando non fanno quello che vogliamo o non sono come le vogliamo.
Concetto altissimo, ci arriverò per gradi, era solo per dire che mi sento un pò stupidona per le mie lacrime di solitudine spese a vanvera.(anche per quelle future, non m'illudo di smantellare la pippa in un post)

Nessuna promessa, farò che ci sia la differenza, e che mio papà resti o se ne vada il mio obiettivo è divenire regina della mia vita. lasciando perdere la clausola del principeadognicosto icon_mrgr: per poterlo essere.

Nella lista delle priorità non ci sono per primi i figli, forse a pari merito ma per prima ci sono io, perchè se non mi sistemo io col ciuffo che si sistemano loro.

Cavolo, vuoi vedere che essere vecchia finisce che mi piace davvero?


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