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Luke, un bel lavoro di sintesi chiaro.
Mi calza il tipo estroverso. Mi viene da pensare che i tipi che "non sanno dire di no" di cui ne faccio parte siano estroversi. Si lasciano assorbire dalle richieste esterne non sentendo le proprie, il corpo somatizza nel tentativo di richiamare verso l'interno. Questa cosa su di me la posso vedere benissimo, nel passato ho fatto spesso così. Ora è un pò diverso, il mio corpo mi stava massacrando inducendomi a pensarci più volte prima di accettare qualcosa richiesta dall'esterno. Un altro sintomo è l'eterna indecisione o conflitto fra ciò che vuole la mente e ciò che vuole il corpo. Anche qui mi prendo tempo per sentire cosa è meglio per me fare. Spesso vedo l'orco uscire fuori proprio per impedirmi a lasciarmi trascinare dalle richieste esterne, nell'attimo in cui dico un si forzato sento il calore della rabbia che sta per montarmi dentro, così rivaluto la provenienza di quel si. Un esercizio che mi sta aiutando in questo periodo è mangiare quando ho fame e ciò che che il corpo mi richiede. Sto scoprendo che le mie vere esigenze alimentari sono minime, fatte di cibo semplice e genuino, e non voglio il pesce, cosa stranissima perchè mi è sempre piaciuto. Ai miei figli naturalmente mi tocca cucinare a parte. Mi spiego anche perchè ho sempre pensato di essere un tipo estroversa all'esterno come maschera ma poi in realtà timida e introversa all'interno. Anche il mio compagno la pensa così, tanto che è diventata quasi una farsa la mia dolce timidezza. Probabilmente la mia timidezza è l'incapacità di ascoltare me stessa e darle soddisfazione così come l'interno mi richiede ma sono così impegnata a soddisfare l'esterno che non mi resta tempo ed energia per darmi ascolto. Spesso rinuncio ad esprimere i miei veri bisogni rimandando ad un altro momento, migliore del presente che non arriva mai! |
Grazie Luke, dalla tua descrizione penso di poter rientrare nella categoria estroversi, attenzione e coscienza rivolta principalmente verso l'esterno con conseguente ribellioni somatiche varie ed eventuali. Credo che il percorso da seguire per questo tipo sia quello del sentire, sentire che si fa fatica a percepire all'inizio a perché la mente è ben addestrata a coprire tutto...
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Ottimo Luke grazie , era un punto di partenza necessario .
Se vogliamo usare dei termini tecnici che usa jung e accostarli a quelli usati da altri ( Gurdjeff) L'estroverso compie un'operazione di dissimilazione cioe' di straniamento del soggetto da se' stesso quella che comunemente e' detta identificazione con l'oggetto cosi' deleteria e pericolosa ma che ha il pregio di essere una via per conoscere la realta' e quindi se' stessi . Al contrario l'introverso compie un'operazione di assimilazione cioe' di adeguamento dell'oggetto al soggetto in questo modo l'introverso crea una realta' tutta sua .Il soggetto non e' vicino alla comprensione della realta' come lo e' invece l'estroverso . L'introverso salva pero' se stesso caricandosi di altri problemi . |
Prego :)
Al più presto cerco di postare qualche tipo particolare , si era parlato prima dell'estroverso pensiero, e uno di tipo introverso, magari quello più simile a me appena capito quale sia icon_mrgr: |
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Questo dovrebbe consentirci di provare a continuare l'analisi degli altri tipi , il tutto magari arricchito dalle nostre esperienze ,intuizioni personali ec. C'e' poi il particolare che pare sia estremamente difficile per ciascuno individuare il proprio tipo , molto piu' facile lo e' per gli altri . Ecco perche' il controllo dell'uno sull'altro in questo lavoro e' indispensabile . Speriamo di farcela . |
Io ho già detto di riconoscermi nell'estroverso sentimento, mi offro volontaria :@@
Oggi ho riflettuto parecchio sulla questione. Intanto la prima domanda è ma come si diventa un tipo? Immagino abbiamo una predisposizione alla nascita, un bagaglio che l'educazione, l'ambiente e le esperienze ci portano a sviluppare il carattere. Quando ero bambina ero madama tempesta a casa ma fuori ero una mummia. Mia madre ci teneva molto all'apparire, lei diceva cosa dovevo dire o fare, come vestirmi, se sorridere o essere seria... spontaneità zero. Le mie esigenze? un optional. Ma anche la nonna ci teneva molto all'educazione. I miei parlavano con gli occhi non con le mani o la bocca tenuti di riserva all'occorrenza. La cosa peggiore per me era quando mi obbligavano a dare il bacetto agli estranei o porgere la guancia sempre per il bacio. Magari qualche mano che testava le mie coscette tonde e non solo... Questo fu una tortura: oh che bella bambina, mi dai un bacio? Ed io no! e mia madre: certo che glielo da, su dai un bacio alla signora! ricordo solo visi sudati e maleodoranti, quanto schifo mi faceva e come mi pulivo il viso dopo, ma la mamma mi diceva di non farlo davanti la signora così dovevo pure aspettare che andasse via... Sorridi, saluta, stai zitta, siediti, fatti una passeggiata, metti un pò di rossetto, no ne hai messo troppo... ordini a cui bisognava obbedire. Quello che volevo io era inutile e senza valore, veniva represso con il disprezzo. Quando ebbi l'età giusta smisi pure di dare la mano, altro che bacio! Non ho permesso a nessun estraneo di toccare e baciare i miei figli piccoli, e da grandi contro la loro volontà. Il mondo esterno mi faceva paura fin da piccola. C'era l'orco mangia bambini, ma pure le maestre che picchiavano duro i bambini, lo scherno per ogni piccolo errore a scuola, lo sbandieramento delle mie cose agli altri. Come sono diventata tipo estroverso non lo so. Ho dovuto faticare molto per aprirmi ed esprimermi ed accettare questo mondo minaccioso. Ho dovuto accontentare molte richieste esterne per essere accettata, rinunciando alle mie che mettevo in coda se restava tempo, sviluppando grande rancore e rabbia. Ho dovuto imparare a tirar fuori l'orco per dire di no e affermare me stessa, l'esterno sembrava sordo alla mie richieste, o forse non mettevo abbastanza voce nel farle non so. La tensione che mi ha portato più stress è stato il dire di no. Non si può dire di no in eterno specie al partner, quando il problema non si riesce a risolvere, prima o poi si deve dire di sì e questo distrugge il corpo la mente e l'anima. Per ora voglio bene al mio orco diavolo.g: |
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Ho i tuoi stessi dubbi sul come si diventa un tipo estroverso piuttosto che introverso, se si nasca così o se la cosa assuma una forma crescendo. Ad esempio ricordo di essere stata molto più attenta al mio sentire interiore quand'ero piccola e via via crescendo ho coperto tutto, credo per essere accettata come dici anche tu. Ma in infanzia era diverso... |
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Ma facciamo finta che lo sia . Sulla premessa Diam che quando vuoi che si smetta se ti sembra troppo quello che si dice NON HAI CHE DA CHIEDERLO . Poi ripeto non e' detto che che tu sia questo tipo ....c'e' anche quello introverso sentimento che ....te lo raccomando . Sei pronta Diam ? Allora innanzitutto il tipo estroverso sentimento e' uno dei due tipi RAZIONALI ( COL TIPO ESTR PENSIERO ) . Contrariamente al comune pensare il sentimento come irrazionale , questo tipo con funzione prevalente sentimento e' razionale perche' porta a livello cosciente il primato del sentimento sicche vi e' l' esclusione razionale dell'accidentale e dell'irrazionale . E gia' questa sara' una sorpresa per Diam . Non solo ma poiche' nel tipo estroverso prevale l'oggetto , anche in conformita' all'educazione ricevuta che ha fatto propria , sara' sempre questo ad orientare il sentimento e poiche' l'oggetto di norma concorda con i valori obbiettivi , con quei valori che sono comunemente accettati dalla societa' . Abbiamo infatti piu' volte detto che la funzione prevalente e' quella che serve all'adattamento sociale cioe' al relazionarsi con gli altri . Si tratta di un sentimento sempre agganciato ai valori tradizionali e generalmente riconosciuti mai dunque A LIVELLO COSCIENTE trasgressivi . Questo non vale soltanto nella scelta dell'uomo ma anche in tutte le attivita' dove e' coinvolto il sentimento chiesa teatro moda ecc. tutto e' vissuto perche' conforme a quello che e' bene fare secondo la morale corrente .Per quello si va a teatro in chiesa o ci si veste in quel dato modo non perche' nasca da una propria esigenza soggettiva . E qui la bomba : questo tipo non ama un uomo qualunque ma quello che conviene e questa scelta avviene con piena consapevolezza e coscienza , e' proprio una sua scelta . Non ama l'uomo che risponde alle sue esigenze soggettive delle quali neppure s'accorge per come e' strutturata ma l'uomo che conviene all'adattamento sociale . Il classico matrimonio di convenienza in cui sara' ottima madre e moglie purche' l'uomo corrisponda anch'esso nei comportamenti alla morale corrente . Ovvio che il pensiero in questo tipo dovra' essere rimosso nell'inconscio perche' nulla turba piu' il sentimento dell'opposta funzione pensiero . Pensiero che abbiamo detto pur rimosso non sta li' a non far nulla anzi . Mi fermo per il momento . |
Nike, sono aperta a tutto. E' possibile che non abbia centrato bene il tipo, non è un problema scoprire che sia un altro, anzi... bene fare chiarezza.
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E' la necessità di essere inserita in un contesto sociale di accettazione. Citazione:
Se è così mi potrebbe stare. Il fatto è che il convenzionale mi stanca, non riesco a seguirlo a lungo, mi piace più il non convenzionale o trasgressivo ma senza minare le mie certezze. Citazione:
Da questo punto di vista sono molto libera. Citazione:
Il secondo era perfetto. In apparenza un professionista, perbene, colto ecc ma era molto trasgressivo ed era quello che cercavo inconsciamente io, non mancava una virgola, tranne poi il finale che non avevo messo in conto, non avevo alcuna esperienza. Il mio ex successivo era un uomo convenzionale ma voleva osare qualche trasgressione, solo non era nella sua natura, di sicuro non corrispondeva alle mie esigenze soggettive. Il mio attuale compagno non è convenzionale per niente, soprattutto è troppo giovane, un difetto che mal digerisco perchè socialmente non accettato, e poi troppo distante da me nel vissuto ed esperienza, tuttavia soddisfa alcune mie esigenze. Certo lui a volte mi sembra uno scherzo del destino, avrei messo le mani sul fuoco che non sarei mai stata con uno più giovane, a me solo l'uomo maturo mi attirava, e tutta una serie di stereotipi del caso. Invece questo giovane uomo mi mette davanti ad una realtà che non avevo previsto e con cui devo farci i conti. Insomma non posso scalpitare più di tanto, devo frenare ed essere sempre consapevole e "più grande di lui". Mi piace questo lavoro, puoi continuare, sono come le pentole dure, bisogna batterle a lungo icon_mrgr: |
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Tuttavia anche quando si emettono giudizi positivi si può infastidire l'altro o investire con troppa energia da mettere in imbarazzo. A volte anche un giudizio positivo quando è esagerato o eccessivo o quando è troppo invadente, vuoi per lo sguardo di compiacimento, vuoi per i vocaboli usati, stimola la reazione dell'orco. Insomma la giusta misura nell'uno e nell'altro campo. |
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Jung ammette i casi in cui vi sia un'inversione della funzione, per motivi gravi, traumatici e tutto questo porta alla nevrosi, all'esaurimento. Occorre far ritornare alla funzione naturale per ripristinare lo stato di benessere. |
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opportuno . Se dico ad uno che e' un cretino forse ad una valutazione piu' approfondita sarebbe stato meglio che gli avessi detto che e' distratto che poteva applicarsi di piu' oppure avrei potuto comprendere che in quel momento non poteva fare di piu' per motivi che non sono immediatamente evidenti . Tuttavia una volta rimosso il pensiero non puo' che emergere in forma grossolana e quindi imprecisa poco approfondita . |
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Più che farli uscire consciamente escono dice Jung dalla parte inconscia meno differenziata e quindi meno controllata dalla coscienza. Le funzioni meno differenziate sono quelle che succedono, come i lapsus o altre "sviste" o l'esternazioni parziali delle proprie intenzioni. "E' tipico del tipo estroverso affettivo esprimere ogni tanto giudizi di una estrema improntitudine. Questi giudizi nascono dal suo pensiero meno differenziato e meno conscio, che egli controlla solo in parte e che per giunta è insufficientemente rapportato all'oggetto, per cui possono suonare sommamente irrispettosi." Riporto fedelmente la frase per meglio analizzarla. Per quel che io ho capito, il giudizio esagerato che offende non nasce per il dato oggetto che si ha davanti, ma esso diventa solo un stimolo per tirare fuori una parte non differenziata e non conscia che dovrebbe richiamare attenzione. Il lapsus o lo scambiare il telecomando con un altro oggetto sembra richiamare alla funzione meno differenziata che evidentemente vuole emergere. Ma aspetto di sentire cosa ne pensiate voi. |
Ho letto questo tread solo adesso (ferie). Bello! Però Nike, tutto sto grande lavoro e ancora non hai capito che tipo sei icon_mrgr: ... che poi è il vero scopo nel tread diavolo.g:
Scherzi a parte, è interessante veramente e cercherò di dare anch'io un contributo. Quello che consiglio, quando si parla di maschile e femminile, è di non separarli troppo. E' inevitabile per un discorso razionale però poi ci si deve ricordare che coesistono in ogni individuo e che si scambiano continuamente cose... il maschile da il femminile elabora e restituisce diverso e via così. Citazione:
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Magari se ti va, potresti aggiungere qualcos'altro... :@@ Intuisco di striscio a cosa ti vuoi riferire ma sarebbe bene avere qualche segnale più... elefantiaco! icon_mrgr: |
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Poi mi ci hai fatto pensare con maggiore intensita' ed un'idea mi e' venuta andando per esclusione delle funzioni prevalenti che in me non vedo . Si ho visto delle ''possibilita' '' in questo metodo o in questa descrizione della psiche che fa jung perche' consente di capire come si muove la psiche nel tentativo di aggregare le varie funzioni o come viene disturbata se questa aggregazione manca . Volendo fare un parallelismo ulteriore con Gurdjeff gia' ho detto che l'identificazione corrisponderebbe alla dissimilazione dell'estroverso cioe' allo straniarsi del soggetto nell'oggetto . Ancora si puo' dire che l'immaginazione , ugualmente dannosa per Gurdjeff , potrebbe essere proprio l'assimilazione dell'oggetto da parte dell'introverso che opera astraendo l'oggetto per introiettarlo dentro di se' . Cosi' facendo lo altera e lo plasma con tutti gli effetti che ne derivano . Ancora , tutti gli io di cui parla Gurdjeff altro non sarebbero che le funzioni differenziate dotate di grande unilateralita' e le reazioni inconsce delle funzioni rimaste indiferenziate con il conseguente caos di spinte e controspinte verso l'oggetto e verso il soggetto . Ora mentre Gurdjeff propone un'intensissimo sforzo della mente col ricordarsi di se' che avrebbe l'effetto di arrestare questo processo di avanti ed indietro del soggetto e dell'oggetto l'uno verso l'altro , sforzo che alla fine sembra essere sovrumano , Jung invece non contrasta questo fenomeno di oggetto e soggetto ma lo governa al fine di armonizzare le funzioni cioe' i vari io , introducendo i concetti di incoscio ,inconscio collettivo , coscienza , differenziato indifferenziato ecc.che danno ai movimenti dei vari io di Gurdjef quasi una regola . Questo alla fine propone di fare jung attraverso la funzione trascendente o l'imaginazione attiva . Ecco questo mi pare e per questo vedo nel metodo delle ''possibilita' ''. Virgoletto la parola possibilita' perche' e' quella che caratterizza la funzione intuizione magari propria del tipo estroverso . Questo tipo , dice jung , nel suo stato puro lascia nell'indifferenziato tutte le 3 funzioni sensazione , pensiero ,sentimento con un bell'effetto sorpresa di tanto in tanto quando emergono di cui se verra' tempo parleremo . Con questo ho risposto alla tua domanda iniziale pur con 10.000 riserve . |
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Sono difficili i paragoni tra gurdy e jung... il secondo ha certamente un gran merito e ha fatto un gran lavoro utile a molti, trasportando la psicologia ad un livello di dignità mai raggiunto nella modernità e aprendo innumerevoli porte di ricerca. Purtroppo, per contro, molti credendo di seguire queste porte ci infilano e si infilano in argomenti esoterici e tradizionali senza conoscerli granchè e pretendono di fare parallelismi quando i livelli di indagine sono diversi. In pratica pretendono che jung abbia la stessa valenza di una via, ma non è così. Gurdy invece riporta una Tradizione e la adatta ai tempi, anche se non ha esposto che la prima parte dell'opera, cosa che rende l'equivoco assimilativo di cui parlavo prima più semplice. Ma ricordiamoci che, se proprio vogliamo fare un parallelo, l'individuato di Jung è l'uomo5 di Gurdy e neanche completo. Citazione:
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Correggiamo dai e' troppo brutta scusa.gif . Comunque mi conforta il fatto che questa cosa conferma che la mia funzione pensiero non e' la prevalente o la differenziata . icon_mrgr: |
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Sforzo della mente attraverso la volonta' . Volonta' e mente non sono sullo stesso piano , la prima non esclude l'altra ma la comprende . Il paragone e' solo uno strumento per comprendere meglio non appena esaurita questa funzione bisogna abbandonarlo in questo concordo . Sensazione ? Chissa forse , io leggendo le caratteristiche dell'intuizione estroversa mi ci vedevo meglio . Ad esempio spiega l'incapacita' di arrestarsi in situazioni stabili ma senza prospettive ulteriori . L'opposto e' invece per la sensazione che si arresta sull'oggetto che percepisce . Ma puo' essere vedremo . |
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Comunque i complessi vengono percepiti dall'io come disturbanti ma sono solo l'indizio di una limitazione dell'io, della sua distanza dall'Io. Citazione:
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Vorrei porre l'accento su un dato che caratterizza il tipo estroverso in generale che è il nocciolo del problema: il conformismo.
Il tipo estroverso si conforma all'oggetto fino quasi ad imitarlo. Il soggetto vedrà questo conformarsi come perfetto adattamento. Il chè è l'autentico pericolo dell'estroverso in quanto egli conformandosi all'oggetto se quest'ultimo è sano avrà una vita sana, viceversa se non è sano rovinerà con tutto se stesso senza accorgersene. L'estroverso può farsi fagocitare dall'oggetto se diventa prioritario al punto da oggettivare anche gli instinti primordiali che poi spingono verso l'introversione. I sintomi fisici che compaiono sempre più evidenti derivano dall'inconscio che tenta di richiamare l'attenzione sui propri bisogni. Maggiore la coscienza reprime l'inconscio maggiore sarà la spinta di funzioni arcaiche e primordiali che quando verranno fuori avranno una forza distruttiva. E' importante sottolineare che gli istinti primordiali sono sono i più arcaici, infantili e pericolosi che fanno sfociare nelle nevrosi e nelle devianze. Sono i bisogni primordiali che mantengono sempre una piccola quantità di energia che la coscienza non riesce a sottrarre relegandoli nell'inconscio e che rappresentano comunque una forza non contrastabile del tutto. I pericoli di una estremizzazione della coscienza estroversa sono l'isteria, suggestionabilità, influenzabilità e menzogna isterica, la forte tendenza a fantasticare. Qui mi viene in mente la fiammiferaia... La bambina non sente più il freddo, la fame, la sofferenza, si conforma alle fantasie date dalla fiammella fino a perdere se stessa e morire. La tendenza alla perfezione è qui fisiologica in quanto specialmente nella funzione sentimento il pensiero non deve disturbare il sentimento per cui il pensiero verrà rimosso mentre il conformarsi dovrà diventare quanto più perfetto all'oggetto per non far interferire il pensiero soggettivo con i suoi bisogni opposti. Occorre dare l'impressione che l'oggetto è perfetto tanto da conformarvisi totalmente fino al punto di perdere la propria identità. Il pensiero diventa elemento di disturbo inquanto con il raziocinio richiama ai difetti della situazione che non sta realmente realizzanso i bisogni soggettivi. Mi fermo per ora. Il discorso è molto complesso. |
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Questo tipo , anticipo , passera' da un assecondare senza alcun giudizio critico il sentimento per quell'oggetto , ad un'improvvisa ipercriticita' rispetto allo stesso oggetto ( vale a dire per quel povero diavolo che c'e' capitato per sua disgrazia in mezzo ) che si manifesta in una sua puntuale , precisa demolizione con pensieri negativi che emergono improvvisamente allo stato cosciente con l'effetto di distruggere lo strapotere del sentimento . Il tutto passando attraverso una stadio intermedio in cui il sentimento lentamente ma inesorabilmente comincia a slegarsi dall'oggetto ed a sopravvivere solo perche' si giustifica per se stesso come sentimento per lo stesso sentimento . Si passa da un sentimento incondizionatamente legato all'oggetto senza alcuna conferma del pensiero , ormai rimosso , ad un sentimento che vive per se' stesso slegato dall'oggetto , ad un finale pirotecnico in cui l'oggetto , venerato fino a poco prima ,viene demolito dal pensiero arcaico ed infantile che emerge con assoluta coazione improvisa . Non ci vuol molto a riconoscere questo tipo di donna isterica , sottolineando che il pensiero inconscio si carica della forza degli archetipi andandoli a pescare nell'incoscio collettivo . Il pensiero ,come tutto cio' che si immerge nell'inconscio, si carica come una molla della forza che proviene dalle immagini primordiali in questo caso negative che servono a smontare l'oggetto del sentimento . Come avvengono queste trasformazioni : nel primo stadio finche' l'io mantiene una certa prevalenza come importanza sull'oggetto , il pensiero e' solo parzialmente inconscio perche' rimane debole e poco sviluppato come servo del sentimento esistente . Nel secondo stadio , all'aumentare dell'importanza dell'oggetto l'io perde consistenza e svanisce e con cio' svanisce una corretta relazione con l'oggetto , in altre parole rimane solo il sentimento che appare nelle sue manifestazioni dapprima finto e posticcio e poi liberamente trasferibile a qualsiasi diverso oggetto capiti a tiro . L'effetto e' la dissociazione dell'io con quella realta' conformista che al tipo in questione interessa molto . Il malessere che a questo punto si manifesta impone il superamento del complesso , superamento che avviene con la sistematica distruzione dell'oggetto , rectius , di quel poveretto a cui di colpo viene dato ingiustificatamente un calcio nel sedere icon_mrgr: . A voi care signore del forum il disvelamento delle immagini primordiali (archetipi ) di cui vi servite per caricare a molla il pensiero demolitore . |
Citazione:
Si chiama "nient'altro che" l'opera di demolizione di un inconscio che interviene per riportare attenzione all'interno. Quando l'oggetto assume tanta importanza da conformare totalmente il soggetto all'oggetto subentra il pensiero razionale. E' interessante capire che il pensiero razionale disturba la funzione affettiva e per questo viene rimossa, viceversa la funzione affettiva disturba il pensiero razionale e per questo che avviene l'alienazione dell'affettività in quanto il pensiero per subentrare non deve sentire la pressione affettiva. Le donne con questa funzione hanno una grande capacità di pensare con intelligenza purchè si eviti di toccare il sentimento. Proprio per questa dote di raziocinio anche se repressa e precipitata nell'inconscio, attraverso l'ausilio delle altre funzioni irrazionali che suggeriscono una logica e deduzioni giuste che non possono essere rifiutate in eterno, la funzione pensiero esce fuori distruggendo ciò che di conforme si è creato mettendo a nudo una realtà che non si vuole o può vedere. Il pensiero negativo si servirà di pregiudizi infantili e paragoni capaci di vuotare di ogni significato positivo l'oggetto riducendo tutto a "nient'altro che". E' il tentativo del pensiero di riportare al soggetto. Più il soggetto è in stretto rapporto affettivo, più si conforma all'oggetto più tenta di reprimere il pensiero, più il pensiero diventa distruttivo attingendo appunto dalle forme pensiero giudizi arcaici. Mi pare che qui funzioni come con le somatizzazioni, solo la privazione del valore dell'oggetto smonta il meccanismo di conformità di un oggetto che per il soggetto è deleterio. L'oggetto in questione non ha una colpa diretta in quanto è stato enfatizzato dal soggetto ma sicuramente ha delle imperfezioni che gravano sul soggetto conformato e se non smontato positivamente l'oggetto si adagia su un falso valore di sè, quindi prende consapevolezza del suo limite in una relazione fondata su aspettative false anche se sincere perchè inconsapevoli. Citazione:
Voglio aggiungere come opinione personale alla luce di quanto emerso che nella nostra società il tipo razionale affettivo appartiene soprattutto alle donne, le quali si sono sempre annullate nel matrimonio perdendo la loro indentità. Questo ha provocato nell'uomo la convinzione di un alto valore di sè fondato più che altro nello scarso valore della donna conformandosi in esso. Mi pare che lo sviluppo delle funzioni secondarie vero toccasana risolutivo abbia messo in moto la differenziazione della funzione repressa che fa vedere le parti in difetto che non meritano l'annulamento di se stesse. E' una logica positiva che fa evolvere la relazione in una coscienza più consapevole. |
Isteria, imitazione, conformazione... tutti meccanismi che conosco.
Quello che per ora mi può aiutare è sapere che il tipo estroverso trova l'imput nello stimolo esterno. Qesto mi spiega la mia continua ricerca di stimoli, o il parere altrui, o la richiesta esterna per mettere in moto la creatività. Anche pulire la casa può derivare da un motivo esterno, ad es devo ricevere una visita... Scrivo una poesia o una frase perchè c'è un anniversario o è morto qualcuno e faccio una dedica. In questo non c'è nulla di male ma anzi il tipo estroverso sentimento è quello che mantiene i contatti affettivi con la famiglia o le associazioni non profit o tramanda le tradizioni. I sentimenti sono autentici. Quello che devo ora evitare è che il pensiero diventa rivale del sentimento portandomi allo svuotamento periodico del valore di chi mi sta attorno negli affetti. Mi spiega anche il perchè mi sento razionale e intelligente oltre che sentimentale. L'empasse in cui mi trovo credo consista nel processo di differenziazione della funzione pensiero in competizione con la funzione primaria affettiva e che tale deve rimanere. Devo fare appello alle funzioni secondarie dell'intuito e delle sensazioni per ancorarmi al concreto. La menzogna isterica in positivo diventa arte recitativa. Devo stare attenta a non lasciarmi divorare dall'oggetto con periodiche revisioni del pensiero razionale attraverso la funzione intuizione. Questo è quello che in atto mi sembra utile per sbloccarmi. |
Citazione:
Che ti sembra , il metodo di jung da' delle buone possibilita' di sviluppo futuro vero ? |
Citazione:
E' importante per me capire a livello razionale, mi smorza il carico emotivo e la tentazione alla demolizione di ciò che di positivo ho costruito a fatica nella mia vita. Per ora mi sto dedicando a me ma sono disponibile anche per approfondire il tuo o quello di qualcun altro che ne faccia richiesta. Ci sono talmente tanti aspetti da sviscerare... Intanto ti sei meritato un altro bacio bacini.gif |
Citazione:
Adesso tocca ad altri ...chi si offre all'analisi di un altro tipo . |
Citazione:
Visto che dipendo molto dall'oggetto e da ciò che pensa e tu giustamente non mi rinforzi il tema do la mia spiegazione al tuo stimolo, poi se vuoi puoi dire che ne pensi, ora sono consapevole che io ci tengo molto al tuo parere. Non so cosa vuoi dire ma dico cosa mi ha fatto pensare. In fondo lo sapevo dall'inizio che sarebbe finita così ma non credevo potessi legarmi e soffrire in modo così profondo. Lo sapeva la parte razionale che è stata messa a tacere dalla quasi totale conformazione all'oggetto. Il tipo era uno non conforme alle regole sociali, non era il tipo da matrimonio o famiglia. Quello che mi colpì fu a livello sensoriale, rappresentava l'opposto della mia funzione primaria, cioè il non convenzionale. Inoltre passavo da un distacco di contatto con il corpo nel matrimonio ad una situazione di massima sensazione. Posso ipotizzare che siano subentrate le funzioni ausiliarie che erano scevre dal sentimento e dal pensiero. E' chiaro che mi sono innamorata e conformata all'oggetto ma ciò che mi legava a lui non era il bisogno di conformità sociale, anzi questa consapevolezza fece sì che mantenni un barlume di razionalità che mi servì a non sottostare proprio a tutte le sue richieste. Il fatto di non credere nella mia possibilità di legarmi e soffrire è stato un fattore positivo in quanto mi sono misurata con le mie potenzialità, sia nel provare la profondità del mio sentire affetto che di provare la sofferenza. Il corpo divenne protagonista assoluto, prima nell'estasi della gioia poi nel tormento del dolore anche fisico. E' una fase di conoscenza del corpo. E visto che lui mi fece anche da mestro, tirando fuori molte delle mie potenzialità nascoste, mi diede uno strumento per far fronte alla difficoltà della mente e dello spirito, utilizzai le immagini archetipiche nella circostanza superandole. Non nascondo che mi vennero in mente i pensieri più negativi con piani di vendetta da brivido, ma non mi lasciai mai travolgere da questi pensieri, mantenendo come obiettivo principale la mia autonomia e la crescita spirituale. Volevo trasformare un'esperienza che conteneva il bene e il male solo in uno stimolo per crescere. Certo sacrificai molto di me perchè chiusi alcune stanze del palazzo ma questo mi servì a non lasciarmi assorbire totalmente da nessuno altro mantenendo la mia rotta. Ho mantenuto la mia autonomia rinunciando alla convivenza. Mi lasciai assorbire più tardi dal lavoro ma poi ripresi le giuste distanze per non farmi fagocitare del tutto. Dopo andai a rifugiarmi in una storia sentimentale regolare che finì nel solito modo come il matrimonio. Questo mi fa capire che non è quello che cerco. La mia attuale storia non convenzionale mi tiene lontano dalla tentazione di conformità. Devo solo trovare un punto di maggiore accettazione che non mi renda demolitiva, insomma che trasformi l'orco in principe e mi sa che ci vuole qualcosa di più di un bacio al rospo icon_mrgr: |
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Ovviamente l'introverso si orienta in base al fattore soggettivo, i fatti esterni non sono nè causa nè obiettivo di questo tipo, ma i pensieri cominciano e tornano nel soggetto, dopo incursioni anche ampie nella realtà esterna. I fatti costituiscono esempi illustrativi , materiale di prova ma non giungono mai a prevalere, l'importanza dominante la hanno lo sviluppo e l'esposizione dell'idea soggettiva, dell'immagine simbolica originaria che è sempre presente al suo sguardo interiore. Il suo scopo non è la ricostruzione intellettuale della realtà concreta, ma una trasmutazione dell'immagine oscura in idea chiara. Il tipo in questione spesso costruisce teorie per amore della teoria con un riferimento solo apparente a fatti reali, ma con il chiaro scopo di passare dall'idea alla pura immagine, creando concezioni dalle molte possibilità che però quasi mai si concretizzano, ma restano simboli mistici di ciò che è inconoscibile, grazie anche al florilegio di entità magiche e irrazionali provenienti dall'inconscio . Il rapporto diretto con l'oggetto esterno è quasi sempre difettoso e poco intenso , ad esempio nei rapporti interpersonali spesso il tipo IP avverte di essere superfluo o addirittura un disturbo, e di conseguenza l'oggetto viene un pò trascurato o circondato da inutili misure precauzionali. Nella costruzione del suo mondo di idee non indietreggia di fronte a niente, non rinuncia ad alcun pensiero sia esso pericoloso, eretico , sovvertitore ecc, ma si lascia cogliere dalla più grande ansietà qualora il rischio dovesse assumere il volto della realtà esterna, in tal caso i propri pensieri vengono abbandonati a se stessi e debbono trovare da soli la via per affermarsi, irritandosi molto, l'IP, qualora ciò non dovesse avvenire, cosa probabile viste anche le scarse capacità pratiche o la sua ripugnanza per ogni specie di pubblicità o "accaparramento " del favore di qualcuno. Agli estranei appare scontroso, inavvicinabile ed altezzoso, spesso anche aspro, ma più lo si conosce da vicino, migliore è il giudizio che si dà di lui. Le influenze esterne vengono respinte bruscamente, ma si fanno strada dall'interno, dall'inconscio, trovandosi nella necessità di accumulare argomentazioni contro di esse, e la sua tendenza alla solitudine lo conduce sempre più nel vivo del conflitto che lo consuma ed esaurisce interiormente. Le funzioni inconsce del sentimento, dell'intuizione e della sensazione hanno carattere primitivo ed estroverso cui sono da attribuire tutte le moleste influenze che l'IP subisce dall'oggetto. Le misure ed i dispositivi di difesa messi in campo (che Jung dice essere sufficientemente noti , io però non li conosco), servono a proteggersi dalle influenze magiche inconsce. DI queste misure difensive fa parte anche la paura del sesso femminile. Queste le cose a mio avviso più significative, a breve alcune considerazioni rispetto alla mia situazione personale. |
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Più che dire con quali immagini carichiamo a molla il pensiero demolitore forse potrei dire cosa accade quando il malessere che inevitabilmente a un certo punto si manifesta, viene represso... Ma penso si possa ben immaginare. |
Non conosco quasi per niente Jung ma devo dire che con le poche ma buone notiziei di questo thread (davvero bello ed interessante) anche io ci vedo dei brevi e semplici parallelismi con Gurdi. Ad esempio i 4 tipi con i tre tipi di Gurdi che sono l'uomo istintivo, emotivo ed intellettuale ed i relativi passaggi tra i vari centri inferiori.
Per quanto riguarda quello ceh ci si chiedeva sopra sulla possibilità di passare da un tipo ad un altro, non so ripeto la teoria e l'esperienza di Jung, ma io credo che sia del tutto plausibile nel percorso di crescita. Uno shock (cosciente per Gurdi) dà la possibilità di svegliarsi su un altro livello orizzontale della nostra personalità ad esempio e sperimentarlo, per Jung tale shock è incosciente ma accade, meno frequentemente. Mi piacerebbe "giocare" e offrirmi volontaria soprattutto per capire meglio questa distinzione tra intro ed estro. Non mi è chiara affatto anche perchè la trovo forse troppo assolutistica, ma probabilmente la visione deriva proprio da una caratteristica che vado a dire. Io ritengo di rientrare nella pensiero estroversa e introversa. Estroversa per via della dedizione all'esterno e nell'adattamento praticamente a qualsiasi situazione con relativa sofferenza che spesso ne vien fuori e nell'osservazione a volte eccessiva del fuori. Introversa per via delle "invasioni barbariche" e della conseguente paura delle suggestioni, molto molto meno che in passato a dire il vero. Sicuramente molto più estro che intro comunque. Forse che non ci si può identificare completamente in un tipo ma bisogna in ogni caso valutarne gli eccessi? Cioè si è tutti i tipi in entrambi le maniere ma solo uno prevale? |
Citazione:
Ma non scambiate questo per analisi. Analisi non è infilare se stessi in una categoria, è sentire (più un sacco di altre cose). Infilare se stessi in una categoria può avere delle utilità iniziali per acquistare un'idea sommaria di funzionamenti meccanici che ci caratterizzano, ma non si deve mai dimenticare che siamo unici e complessi. O sta cosa rischia di fare la fine dell'astrologia... o sono toro o scorpione... ma allora com'è che ho anche qualche caratteristica dei gemelli? Detto questo Diam, che facciamo? Ti interessa il mio spunto? Bene. Io ho parlato di non-problema. Tu in quel post avevi spiegato come l'esperienza di quella relazione aveva influito sui tuoi approcci successivi e i dubbi che aveva generato. Adesso mi rispondi con una spiegazione iper-razionale tutta bella accomodata in un sistema teorico. Per me però la tua spiegazione non spiega nulla. A meno che non risolva il conflitto... lo fa? |
In effetti come accennavo sopra mi appare troppo assolutistica la classificazione così fatta. Inevitabilmente ci devono essere tutti i tipi con la prevalenza o la dominanza di uno in particolare ma questo Nike lo dice più su. Solo che mi pare vengano a mancare le infinite sfumature dell'uomo. Forse è il limite dell'esposizione. Più che altro c'è anche la voglia di autoclassificarsi in un limite di appartenenza, il che è pericoloso perchè ci si perde tutto il resto.
Detto ciò trovo comunque utile indagare tenendo però presente di non restare per sempre con l'abito che abbiamo trovato adatto a noi. E' un piccolo spunto anche divertente da cui fare un certo percorso. La psicoanalisi ad oggi non è ancora una scienza esatta. |
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Il mio obbiettivo e' quello di spiegare un meccanismo di dinamica dell'inconscio che almeno a me era sconosciuto , come si trattasse di un contenitore da riempire . Il lavoro poi dovrebbe proseguire sia nel senso di riempire con le nostre esperienze lo schema sia di assimilare le dinamiche di rimozione e compensazione . La descrizione che jung fa dei tipi e delle principali dinamiche attiene all'ipotesi di tipi puri ma l'individuo e' un'infinita commistione di tendenze .Poi nel libro Jung fa degli esempi di dinamiche per ogni tipo puro che sono solo una traccia pratica su come lavorare su di se' . Nessuna pretesa di completezza ne' di indottrinamento pertanto ma solo di un tentativo di arricchimento attraverso il vostro coinvolgimento che come ho gia' detto e' assolutamente necessario perche' l'esposizione sia produttiva di qualcosa . Vedasi il mio post 11 a conferma : ''Provo a risponderti prendendola alla lontana : Anticipo che e' assai difficile fare una sintesi utile di un tema cosi' complesso sicche' non so se saro' in grado di adattarlo al 3d . Chiedo pertanto aiuto e comprensione . Riportero' una descrizione del tipo estroverso pensiero senza alcuna pretesa di pensare che corrisponda al tipo di Diam , sara' lei che dovra' , se vorra' , prenderne le distanze magari collocandosi in altro schema tipologico . Cio' che conta e' la descrizione della dinamica degli atteggiamenti psichici per inserire poi delle nostre considerazioni .'' |
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dovrebbe valere il proverbio cinese : quando torni a casa picchia la moglie tu non sai perche' lei si pero' .icon_mrgr: icon_mrgr: Il problema e' che neppure lei sa perche' .icon_mrgr: icon_mrgr: forse bisognerebbe spiegarlielo . Comunque vedrete che se riusciremo a sviluppare il tipo estroverso pensiero sarete ampiamente soddisfatte e giustificate . |
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