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A me succede che quando mi dico che ho raggiunto il limite oppure sono vicina al limite di guardia, capita che mi trovo oltre ma non per aver deciso io così ma per avvenimenti di cui non si ha più il controllo, e stranamente mentre anni fa per molto meno sarei andata nel panico, oggi mi trovo a cavalcare lo stress, come se ogni volta che dico sono al limite questo limite si spostasse.... |
Io penso che il limite sia il punto che conosciamo entro cui possiamo sopportare e tollerare una qualsiasi cosa. Oltre c'è l'ignoto. però dopo anni in cui ci limitiamo al nostro recinto, il limite, quella tolleranza è ben consolidata e la vita ci pone davanti ad porticina del recinto. Se si apre la porta magari si scopre che possiamo sopportare un pochino di più, che avevamo risorse che prima non sfruttavamo, ma se la tolleranza del recinto non fosse stata ben consolidata allora la porta non si sarebbe dovuta aprire.
Però quello che volevo dire con quell'intervento esulava, ed è difficile da rendere evidente, dal comune modo di vedere situazioni stressanti. Lo stress vissuto in certo modo aumenta le prestazioni, fosse altro perchè aumenta la lucidità. Ma bisogna sempre distinguere situazione da situazione. Se sono sul lavoro e devo fare una cosa con una scadenza, se non sto li a rimuginare e a lamentarmi, lo stress dettatomi dalla scadenza genera una tensione tale da aumentare la mia capacità di concentrazione e la mia velocità nel risolvere il problema. In questo modo ho varcato un limite e cose che generalmente faccio in una decina di giorni posso farle in 5 giorni e paradossalmente meglio. Ma questo tenore di velocità non può essere tenuto a lungo perchè il mio corpo e la mia mente e il mio stato emotivo è abituato al recinto di cui sopra, per cui sarebbe uno stress eccessivo tentare di rimanere fuori dal recinto che potrebbe causare danni nel senso di dispersione enregetica o sanchezza eccessiva o altro. Per cui per un attimo apro la porta sfrutto l'occasione di uscire dal recinto, vedo che posso uscire fuori, varcare il limite e rendermi conto che non è che non posso ma solo che non mi alleno abbastanza per farlo. E' chiaro che dopo saremo stanchi, non siamo abituati abbiamo utilizzato più risorse di quanto siamo abituati a fare e l'uomo tende a risparmiare invece che impiegare ed investire per cui se non costrettissimo non lo rifarà. Eppure quante volte sul lavoro abbiamo vissuto una simile situazione? Lo abbiamo fatto. Mi domando se sia in fondo tutto solo una questione di fiducia nei propri mezzi. Ho una domanda. Il fatto di accettare serenamente e sinceramente una situazione anche molto difficile, parlo di vita quotidiana, di per se annulla lo stress? Oppure l'accettazione libera a dismisura la capacità di tolleranza? Oppure altro? |
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Ci dici , se si puo' , dov'era questo posto al mare cosi' bello ? |
Isola delle Correnti, Portopalo di Capo Passero in provincia di Siracusa.
E' un posto stupendo soprattutto per gli appassionati di windsurf e surf dove gareggiano quasi tutto l'anno, è una zona di vento, è la punta estrema della Sicilia a Sud, dove si incontrano i due mari, lo Ionio e il Mediterraneo creando le due spiaggie che si scontrano nel limite di confine. Oggi facilmente raggiungibile con l'autostrada nuova che collega Messina Noto. La spiaggia è sabbiosa, fa molto caldo e proprio sulla punta c'è questo campeggio gestito da un fiorentino da 25 anni che praticamente vive là tutto l'anno da solo. Sul lato Ionio a Est c'è un mio amico maestro di windsur e sur che affitta le tavole e ha pure un lido carino e vive pure lui in quel posto desertico ed estremo tutto l'anno proprio per godere del vento e del sole. Anche io a miei tempi ho cavalcato l'onda con il surf... che emozione indimenticabile. Insomma io sono innamorata di questo posto e come me tantissima gente soprattutto catanesi che lo frequentano sin da ragazzi dai tempi di canne e tamburi sulla spiaggia. Dal tuo avatar immagino tu ami il vento, se capiti dalle mie parti quello è il posto giusto per te. |
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Comunque ho visto che in entrambi i Portopalo (col web riguardo al tuo)ci sono spiagge bellissime che mi ricordano quelle della mia infanzia in Calabria . Considera che io vivo all'altro capo a nord dell'Italia :C: . |
Ai tempi ho fatto il giro della Sicilia in moto, conosco tutta la zona. Ogni luogo ti lascia qualcosa per la sua diversità e ricchezza di paesaggi, di storia. Ma poi c'è sempre un luogo dove si vuol ritornare sempre...fiori.gif
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Tanto per concludere con l'argomento alopecia, elefanti, dita tagliate, la ciliegina dello stress...
Mi stressa rivedere alla festa di mio figlio la sua famiglia al completo. Non voglio rivedere la mia ex famiglia che tra l'altro apertamente qualcuno di loro non mi saluta, e non sono mai venuti in altre occasioni di ricorrenze dei miei figli. Ed ora mio figlio il grande desidera che io li accolga nel locale e faccia gli onori di casa come si conviene in questi casi, come so fare così bene... Bene, io gli ho detto che ora sarà lui che è il fratello maggiore ad accogliere insieme a suo padre i suoi parenti. Se vorranno salutarmi verranno loro da me ed io sarò educata e gentile altrimenti ognuno nel suo tavolo, io guarderò da un'altra parte. Mi dispiace deludere mio figlio ma è una questione di rispetto nei miei confronti. Loro dimenticano che in tutti questi anni li ho cresciuti da sola ed a loro non ho mai mancato di rispetto nè ho chiesto mai nulla. I problemi con mio marito sono stati nostri non loro. Non so, voi che ne pensate? |
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Mi eviterei un dispiacere (inutile stante i parenti che hai descritto ) e starei accanto al figlio maggiore mentre fa gli onori di casa e questo proprio perchè ci sei sempre stata per loro due , perchè mancare ora? |
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Certo mi si torce lo stomaco. Il grande parla poco ma quando lo fa dice ciò che desidera veramente. Lui non ha una grande vicinanza con questi parenti, padre compreso. Però ci tiene che li inviti e sia sempre pronta in ogni situazione, forse con me vicino si sente più forte, più sicuro, avverte la presenza della famiglia...ma anche il piccolo però. Ci sono ancora due giorni, rifletterò, tenendomi stretti i capelli...piango.gif |
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Siamo noi a stabilire il limite, siamo noi a spostarlo, siamo noi a decidere di fermarci a riposare etc... In via teorica non esistono limiti reali ma solo mentali, in via pratica la mente costruisce prima la struttura e poi le dinamiche che debbono adeguarsi alla prima. Quindi in soldoni, normalmente, se ho un corpo con una certa forza anche se ipoteticamente potrei alzare 1 tonnellata (e capita in momenti di pericolo soprattutto di cari) se lo facessi tutti i giorni il mio corpo non sarebbe adeguato e si romperebbe. Con lo stress il discorso è uguale, un minimo può essere anche formativo, una sorta di allenamento. Esagerare e sottoporsi a stress più del necessario e/o più di quello che il resto della nostra struttura sopporta è dannoso. Dobbiamo prima lavorare sulla struttura e poi aumentare il livello di stress a cui sottoporci se vogliamo fare lavori sempre più complessi e produttivi. |
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Quindi mi domando se la mente costruisce la struttura su cui si basa il mio limite e lo gestisce allora è sempre su dei processi mentali che bisogna lavorare? Cioè il corpo di suo ha già una tolleranza che ha come un freno dato da quella struttura. Come un'automobile che ha il controlo elettronico della velocità. Il fatto che in certe circostanze la gestione mentale salta immagino sia dato dall'emotività di quel momento. Come dire che le risorse del cuore sono più forti. |
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