Ermopoli

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stefano 27-05-2010 11.49.16

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 86401)
Una domanda, forse non dovrei farla qui ma bon, intanto provo a fissarla.

E' da un pò di tempo che nella mia testa non entra nulla che sia..diciamo..difficile, serio, da ragionarci su.

Faccio un esempio vah, la discussione sul libro dei 24 filosofi..non riesco a leggere più di 3 righe piango.gif
E' una cosa pazzesca è come se mi andasse in blocco il cervello al punto che devo persino distogliere lo sguardo e questo mi capita con quasi tutte le dioscussioni che richiedono una rielaborazione, una forte dose di concentrazione.

Mi sono detta che è un periodo, capita, ma stà diventando lunghetto e mi chiedevo se in questo caso possiamo parlare di secchio pieno.

Pieno di fango evidentemente visto il peso, si diceva che bisognerebbe cambiare l'acqua ma quando non si riesce ad avvicinarsi al rubinetto?

leggo.gif uff

saturazione, che può darsi arrivi a farti saggiare il silenzio (mentale) secondo me

Ray 28-05-2010 08.16.34

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86317)
Se avete capito la dinamica, è interessante pensare che volendo si può anche volontariamente attirare pensieri sporchi per pulire l'ambiente... ma non è una cosa facile da fare, ci vuole moltissima volontà ed energia, il rischio di farsi prendere nella ruota è molto alto

E lo sporco dove va?

Sole 28-05-2010 12.26.21

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86317)
Che cosa è il centro magnetico che attira pensieri?
Sono i pensieri che già stazionano nel secchio.
La cosa può sembrare un pò contorta, in realtà è molto lineare. Se ho nel secchio (semplifico per esposizione) due pensieri di arrabbiatura, il primo pensiero di arrabbiatura che mi passa vicino lo becco e attiro al volo.
I simili attirano i simili etc...

Come possiamo influire sul contenuto del secchio e quindi ciò che attiriamo?
In due modi, o pensando veramente qualcosa e quindi scegliendo cosa attirare (cosa difficile) oppure elaborando quello che ci arriva. Un pensiero sporco si può ripulire un pò, attirerà un pensiero appena appena più pulito ma che puliremo ancora un pò etc....
Ma questa elaborazione come può esser fatta? Io mi accorgo che il più delle volte questi pensieri di arrabbiatura arrivano in automatico, cioè mi pensano in pieno, montando qualcosa che è oltremodo eccessivo rispetto all'evento scatenante oggettivo, il che mi conferma senza dubbio che accendono il fondo depositato del secchio ma che a bruciare sono le mie energie e non i residui del secchio. Quei pensieri sono inconscienti nel fondo del secchio ma in ogni caso ricapitolare almeno l'ultimo episodio di rabbia è elaborare in parte anche quei pensieri incoscienti?
Mi interessa moltissimo riuscire a capire questa parte.
Quote:


Il pensiero una volta che arriva è quello che è e lavora. Scordiamoci l'idea dello scacciare i pensieri, quando arrivano ormai sono arrivati. Però possiamo scacciare quelli dopo elaborando quello che già c'è al massimo di quello che possiamo.
Quando provo a scacciarli li sento lavorare anche peggio.
Con la frase sopra dici che se elaboro ora ciò che so esserci di rabbioso nel secchio, se lo rendo più pulito che posso, poi il prossimo pensiero che arriva dello stesso genere posso cacciarlo essendo sicura di non reprimerlo ma di respingerlo davvero? E come faccio ad essere sicura di respingerlo e non reprimerlo, il fatto di riconoscerlo e riuscire a gestirlo prima che crei un'emozione? L'emozione è la cartina di tornasole?
Quote:



Se avete capito la dinamica, è interessante pensare che volendo si può anche volontariamente attirare pensieri sporchi per pulire l'ambiente... ma non è una cosa facile da fare, ci vuole moltissima volontà ed energia, il rischio di farsi prendere nella ruota è molto alto
Io ho provato qualche volta e mi divora... non riesco ad arrivare fino in fondo mi devo fermare.


Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86367)
Non intendevo questo. Comunque se ti osservi scopri che quando ti maceri stai utilizzando il chiodo scaccia chiodo, usi la sofferenza per attirare i pensieri negativi e pesanti. Con la sofferenza porti quei pensieri in una dimensione più "palpabile" (non è esatto ma dovrebbe rendere l'idea) e quindi riesci meglio a riconoscerli e percepirli.
A questo proposito io ho notato che arrivare alla macerazione arriva a far emergere dall'inconscio il reale motivo che scatena l'attrazione, può essere? Come se, tenendo l'esempio della rabbia, la rabbia annullasse ad un certo punto la mnete razionale ed emergesse da sotto tutta la melma. E' questo il senso dell'elaborazione? Ma a me costa una fatica enorme. Usare l'energia della rabbia è far questo? Si ma come si usa... non lo so. Direzionandola verso il punto... non so come potrebbe essre fattibile... mollando la razio restando ancorati a se...
Quote:


Mi aiutate a capire meglio "elaborazione"?
Scusate se sono andata un pò troppo su psico.

Sole 28-05-2010 12.28.28

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 86431)
E lo sporco dove va?

Potrebbe essere trasformata in energia.

griselda 28-05-2010 12.53.29

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 86443)
E come faccio ad essere sicura di respingerlo e non reprimerlo, il fatto di riconoscerlo e riuscire a gestirlo prima che crei un'emozione? L'emozione è la cartina di tornasole?

Questo che dice qui Sole per me è un problema, perchè se non riconosco il mio problema, automaticamente reprimo e poi svuoto automaticamente il secchio.
Sono intervenuta su questa tua frase Sole perchè recentemente, l'ho anche scritto in un 3D, riconoscendo in me di avere problemi con l'autorità e avendone avuto uno di recente che mi ha messa sul chi vive di questo mio modo di essere, quando dopo qualche giorno ho rivisto in anticipo, quel che sapevo avrebbe potuto farmi rivivere un episodio analogo, ecco che al primo pensiero ho stoppato, proprio come dici tu prima che l'emozione prendesse il sopravvento sulla ragione e mi facesse agire in automatico.
Questo però se fosse il modo, che tra l'altro mi ha ricordato un post di Uno quando parlava di "slalomare" certe cose, se riconosco in anticipo il mio meccanismo posso svicolare e non farmi prendere come al solito alle spalle e cadere nella trappola.
In questo caso i pensieri non li ho messi nel secchio e dopo la risata comica del vedermi in quel modo ha interrotto i pensieri che altrimenti mi avrebbero come al solito sovrastata.
Insomma tutte queste parole per chiedere se è così che bisogna fare, conoscendosi, riconoscere anticipatamente un meccanismo che genera di solito pensieri che fanno svuotare il secchio. E forse poi cercare anche nel passato, fondo del secchio, altri episodi di quel genere e ricapitolarli

griselda 28-05-2010 13.10.19

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 86443)

Il tuo post Sole è per me come uno scrigno pieno di perlefiori.gif anzi di cose buone da mangiare con la mia mente:)

Come se, tenendo l'esempio della rabbia, la rabbia annullasse ad un certo punto la mnete razionale ed emergesse da sotto tutta la melma. E' questo il senso dell'elaborazione? Ma a me costa una fatica enorme. Usare l'energia della rabbia è far questo?

L'altro giorno aspettavo una risposta da una persona e questa risposta non arrivava, mentre vedevo sempre questa persona che si dava un gran da fare con altri.
Ecco, quel giorno ho provato a reggere, di solito la rabbia mi fa dare in numeri ed inveisco contro tutto e tutti mentalmente, reggere il dolore, era il dolore che produceva rabbia e quel dolore mi ha portato a piangere singhiozzando, dietro quella persona c'era mia mamma e i suoi silenzi punitivi, o la sua non voglia di darmi retta o il dedicare il suo tempo ad altri mentre io la desideravo. Per non ciucciarmi il dolore che ancora provo, ho visto che di solito mi salgono pensieri di rabbia, perchè il dolore è ancora la e non volendolo provare, lo ricaccio addosso a tutti quelli che me lo fanno rivivere.
Forse il segreto è tutte le volte ciucciarselo farsi portare dentro e accettandolo piangere tutte le lacrime che si sono trattenute in passato :)

stefano 28-05-2010 16.58.59

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 86447)
L'altro giorno aspettavo una risposta da una persona e questa risposta non arrivava, mentre vedevo sempre questa persona che si dava un gran da fare con altri.
Ecco, quel giorno ho provato a reggere, di solito la rabbia mi fa dare in numeri ed inveisco contro tutto e tutti mentalmente, reggere il dolore, era il dolore che produceva rabbia e quel dolore mi ha portato a piangere singhiozzando, dietro quella persona c'era mia mamma e i suoi silenzi punitivi, o la sua non voglia di darmi retta o il dedicare il suo tempo ad altri mentre io la desideravo. Per non ciucciarmi il dolore che ancora provo, ho visto che di solito mi salgono pensieri di rabbia, perchè il dolore è ancora la e non volendolo provare, lo ricaccio addosso a tutti quelli che me lo fanno rivivere.
Forse il segreto è tutte le volte ciucciarselo farsi portare dentro e accettandolo piangere tutte le lacrime che si sono trattenute in passato :)

un abbraccio griselda

Edera 28-05-2010 17.33.48

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 86447)
Forse il segreto è tutte le volte ciucciarselo farsi portare dentro e accettandolo piangere tutte le lacrime che si sono trattenute in passato :)

Anch'io sono arrivata più o meno a questa conclusione e sto provando a fare così. Mi accodo a Sole sulla domanda del come elaborare i pensieri negativi soprattutto sul come essere certi che non si sta reprimendo.. Io mi accorgo che trattengo ... trattengo e tento di elaborare ma in un modo o nell'altro comunque sfiata fuori tutto, magari in modo più garbato e pacato ma comunque si riversa fuori.

Sole 28-05-2010 17.38.16

Stavo elaborando la parola elaborare icon_mrgr:

Un elaboratore elettronico esamina i dati, li scandaglia per metterli insieme e fare un unico sistema. In effetti si elaborano i dati che vengono presi uno per uno esaminati per poi essere riprocessati nel generale. Elaborare è dunque spezzettare, taglire il capello in 4 per poi ricomporlo verificato e archiviato?

RedWitch 28-05-2010 18.17.36

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 86381)
Per quel che ho capito io, l'attirare, magari in modo involontario, inconscio o comunque non molto consapevole, i pensieri sporchi e pesanti è una fase che precede l'elaborazione, e serve per percepirli il più possibile, farseli arrivare fin dentro le ossa quasi, in modo che la successiva ed eventuale elaborazione possa svolgersi su un materiale bello "corposo" e significativo.

Se l'elaborazione ha successo, magari anche parziale, saremo in grado di lavorare su pensieri un pò meno sporchi , attireremo dunque pensieri un pò più puliti e così via, il tutto all'inizio in modo inconscio e poi in modo più volontario.

Grazie per il chiarimento Luke, ho riletto, e credo che tu abbia ragione, il chiodo scaccia chiodo è antecedente all'elaborazione.. ma allora dovremmo attrarre pensieri negativi finchè questi non diventano "palpabili" per poterli meglio elaborare...

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 86388)
......... Credo inoltre ci sia il rischio di 'impegolarcisi' dentro.

infatti credo anche io che alla fine ci si puo' crogiolare dentro questi pensieri e ritardare la pulizia... insomma indugiare e farsi trasportare via senza elaborarli... l'elaborazione dovrebbe dunque essere il fulcro, pre trasformare quello che arriva in qualcosadi "nostro", o comunque in qualcosa di un po' più pulito...

Citazione:

Originalmente inviato da Griselda
.............dietro quella persona c'era mia mamma e i suoi silenzi punitivi, o la sua non voglia di darmi retta o il dedicare il suo tempo ad altri mentre io la desideravo.

Vado sicuramente Ot, pero' Gri ti quoto un pezzettino che ti aveva scritto Uno nel thread del "vizietto", perchè penso fosse molto, molto importante... abbraccio:

Citazione:

Originalmente inviato da Uno
Non funziona così, lasciala andare dato che non hai gli strumenti per affrontarla direttamente. Quello che dovevi risolvere con lei la vita te lo ripresenterà in altro modo, altre persone che però non devi vedere come copie anche quando ti ricordassero delle cose di lei, o meglio del tuo modo di approcciarti a lei


*******


Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 86459)
Stavo elaborando la parola elaborare icon_mrgr:

Un elaboratore elettronico esamina i dati, li scandaglia per metterli insieme e fare un unico sistema. In effetti si elaborano i dati che vengono presi uno per uno esaminati per poi essere riprocessati nel generale. Elaborare è dunque spezzettare, taglire il capello in 4 per poi ricomporlo verificato e archiviato?

elaboriamo icon_mrgr:

Credo che ordinariamente siamo abituati a farci passare i pensieri per la mente subendoli passivamente, un pensiero ne attira un altro, poi un altro ancora etc... se invece di lasciarli passare li fermassimo un momento, e ci lavorassimo sopra, esaminadoli, cercando di guradarne più prospettive possibili? forse elaborare dati a nostra disposizione significa in un certo modo anche poterli modificare e farli un po' più "nostri" rispetto al pensiero che ci arriva preconfezionato..

griselda 31-05-2010 10.36.17

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 86461)


Vado sicuramente Ot, pero' Gri ti quoto un pezzettino che ti aveva scritto Uno nel thread del "vizietto", perchè penso fosse molto, molto importante... abbraccio:

*******

Vuoi dire che è quello che mi aveva detto Uno che mi sarebbe successo? Non l'avrei mica collegato piango.gif
abbraccio:

RedWitch 31-05-2010 16.41.32

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 86522)
Vuoi dire che è quello che mi aveva detto Uno che mi sarebbe successo? Non l'avrei mica collegato piango.gif
abbraccio:

Volevo riportare alla tua attenzione le parole di Uno, che mi sembrano molto importanti, lui diceva di lasciare andare tua mamma, dato che non hai gli strumenti per risolvere direttamente con lei le vecchie questioni e che la vita ti avrebbe riproposto quel che devi risolvere in altri modi e altre persone che pero' non devi vedere come sue copie .. cosa che invece mi pare che tu dalle tue parole faccia (dietro quella persona c'era mia mamma etc).. Io credo che la chiave di quel che ti diceva Uno fosse il "lasciarla andare..." fiori.gif

griselda 31-05-2010 16.49.39

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 86534)
Volevo riportare alla tua attenzione le parole di Uno, che mi sembrano molto importanti, lui diceva di lasciare andare tua mamma, dato che non hai gli strumenti per risolvere direttamente con lei le vecchie questioni e che la vita ti avrebbe riproposto quel che devi risolvere in altri modi e altre persone che pero' non devi vedere come sue copie .. cosa che invece mi pare che tu dalle tue parole faccia (dietro quella persona c'era mia mamma etc).. Io credo che la chiave di quel che ti diceva Uno fosse il "lasciarla andare..." fiori.gif

Eh non ho mica capito come si fa a lasciarla andare?
Tu me lo sai spiegare?
Cosa avrei dovuto fare invece di quel che ho fatto?
fiori.gif

stefano 01-06-2010 09.37.03

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 86535)
Eh non ho mica capito come si fa a lasciarla andare?
Tu me lo sai spiegare?
Cosa avrei dovuto fare invece di quel che ho fatto?
fiori.gif

nelle situazioni ove la "meccanica" legata al tuo rapporto con tua madre riemerge, cerca di non ricadere nel meccanismo.
nel momento in cui percepisci la tensione salire prova ad osservare la reazione della tua mente, fatti magari forza con frasi ripetute che ti permettono di rimanere ferma nel tuo proposito

griselda 01-06-2010 09.56.53

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 86556)
nelle situazioni ove la "meccanica" legata al tuo rapporto con tua madre riemerge, cerca di non ricadere nel meccanismo.
nel momento in cui percepisci la tensione salire prova ad osservare la reazione della tua mente, fatti magari forza con frasi ripetute che ti permettono di rimanere ferma nel tuo proposito

abbraccio:

Uno 01-06-2010 10.43.50

Citazione:

Originalmente inviato da Ovidio (Messaggio 86369)
Mi faresti un esempio?
Se io ho un pensiero di odio verso qualcuno, come faccio nel concreto a ripulirlo?
E ancora una domanda: l'odio è sempre un pensiero sporco, o esiste anche l'odio pulito, cristallino?

Riprendo da qui, cercando di rispondere implicitamente anche ad altre domande.

I nostri pensieri non possiamo pulirli, quando partono partono... chi ha avuto ha avuto, chi ha dato etc....
Pensare di pulire un pensiero già partito sarebbe come tentare di deviare una freccia che abbiamo già fatto scoccare dal nostro arco. Dovremmo essere più veloci della freccia, o lanciarla pianissimo, ma a quel punto perchè mai l'avremmo lanciata?

Essendo bravi e/o veloci invece si potrebbe deviare ciò che parte da altri.
Qualcosa parte da qualcuno (che sia roba sua o no) risuona verso di noi e invece che riemetterla facendogli continuare la curva la raddrizziamo. (definendo la cosa esotericamente ma anche secondo la fisica moderna, anche se può sembrare newage, è aumentando l'intensità della luce che si raddrizza il vettore)

In realtà pochi sono quelli che fanno, in piena coscienza, partire pensieri cattivi (come anche quelli buoni) continuiamo a passarci e a rigirare sempre gli stessi pensieri, quindi il principale lavoro allo stato medio dell'umanità è praticamente solo imparare a far cambiare rotta ai pensieri che facciamo risuonare.

Odio o amore il discorso non cambia, alle fonti esce acqua pura sebbene in base alla fonte ci saranno più minerali di un tipo o di un'altro e altre cose non visibili. Quindi esiste odio o amore più pulito e più sporco.

Ricapitoliamo un pò... possiamo deviare la curva di questi pensieri, ma per attirare questi pensieri dobbiamo risuonare con essi. Quindi non c'è scampo, la sofferenza, la provocazione intelligente, anche infliggere piccoli dolori sono strumenti utili per attirare pensieri non buoni e lavorarli.
Vorrei che su questo ci si riflettesse parecchio, perchè è facile fraintendere quello che sto scrivendo, basta un niente.
Quando dico infliggere piccoli dolori non sto parlando di sadismo, quando parlo di provocazione intelligente non sto parlando di saccenza, di supponenza etc... in realtà l'unico strumento accessibile a tutti indistintamente (anche se non viene usata bene spesso) è la sofferenza. Gli altri due diventano strumenti reali solo con una certa esperienza.
Un genitore che da una sberla, al momento giusto, con la giusta forza, se un rimprovero non basta, se comunque è in quel momento quella sberla fa fermare il/la figlio/a, attira su di se del male del figlio e potrebbe (se riesce) cambiarne la rotta (del male e del figlio).
Se un violento picchia una persona per sadismo si fa uscire del male dal malcapitato ma questo continuerà a girare, tornerà anche da dove esce e per strada prenderà altri.

Lo so che non è chiaro ma per ora non riesco ad aggiungere altro, provate ad elaborare se vi riesce.

diamantea 01-06-2010 19.49.34

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86562)
Quindi non c'è scampo, la sofferenza, la provocazione intelligente, anche infliggere piccoli dolori sono strumenti utili per attirare pensieri non buoni e lavorarli.

Facciamo un esempio pratico a carne viva, la mia!:o

Quando è successo quella discussione sul dito puntato, salsicce a merenda ecc... ecc... sono entrata in una situazione la chiamo di autoincaprettamento. Dal fondo del secchio salivano solo pensieri negativi da cui non sapevo più uscire. Ero come una lucertola dentro il un barattolo di vetro, scivolavo da tutte le parti.
Così ho deciso di parlare apertamente del mio disagio, anzi della mia sofferenza profonda.
Tu mi hai dato una risposta che equivaleva buttarmi in mezzo al mare senza saper nuotare, ma... mi hai buttato pure un salvagente "tutte paranoie" che io stessa avevo suggerito.
Quella risposta fredda, in neretto, che non mi tratteneva nessuno mi ha inizialmente fermato la mente, si è bloccato il fluire dei pensieri, poi ho letto la salvezza nelle paranoie e come un clic dentro è cambiata l'energia, mi son messa a ridere di gusto per la situazione paradossale che si era venuta a creare.

Adesso ti chiedo se è questo un esempio di provocazione intelligente attraverso la sofferenza.
E se la risposta è affermativa, vale per tutti i soggetti o va scelta in base alla reale possibilità del soggetto di capire, di recepire e risolvere oppure se è un rischio, se va bene, se non va pazienza.

Magari in quella situazione potevi liberarti di me invece mi sono inchiodata meglio!!!icon_mrgr:

Sole 02-06-2010 21.59.45

Purtroppo continuo a non trovare il come si fa.
Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86562)
Essendo bravi e/o veloci invece si potrebbe deviare ciò che parte da altri.
Qualcosa parte da qualcuno (che sia roba sua o no) risuona verso di noi e invece che riemetterla facendogli continuare la curva la raddrizziamo. (definendo la cosa esotericamente ma anche secondo la fisica moderna, anche se può sembrare newage, è aumentando l'intensità della luce che si raddrizza il vettore)

Dicendo che lo si raddrizza umentandone la luce, io interpreto pensando che maggiore coscienza diamo ad un pensiero che convibra con noi e meglio riusciamo a pulirlo. Si ma come?
Se io ho una serie di schifezze nel secchio che convibrano con un pensiero che parte e mi arriva, già rendendomi conto che l'ho preso perchè ho alla base il magnete è qualcosa.. ma poi per pulirlo, raddrizzarlo dovrei renderlo cosciente? Cioè prenderlo rigirarlo, vedere cosa mi muove dentro, farlo vivere e poi "oggettivizzarlo" il meglio che riesco? Cioè cambiargli per come posso il vettore o l'effetto?

Ray 03-06-2010 00.07.37

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86562)
Essendo bravi e/o veloci invece si potrebbe deviare ciò che parte da altri.
Qualcosa parte da qualcuno (che sia roba sua o no) risuona verso di noi e invece che riemetterla facendogli continuare la curva la raddrizziamo. (definendo la cosa esotericamente ma anche secondo la fisica moderna, anche se può sembrare newage, è aumentando l'intensità della luce che si raddrizza il vettore)

Come Sole, anch'io non capisco sta cosa. Quindi la domanda è: ma come sono fatti i pensieri? Che cosa determina la loro qualità? Solo l'intensità della vibrazione incide sulla direzione o c'è anche un verso o che?


Capisco, o forse mi pare di capire, un po' meglio l'esempio dello schiaffo al bambino, che ha l'effetto di attirare su di se il suo male. Anche qui però, come avevo chiesto in precedenza, ammettendo di riuscire a deviare, dove va lo sporco?

stefano 03-06-2010 01.03.25

lo sporco lo lavori tu e lo "raddrizzi" nel senso che lo trasformi in altro.
se parte un pensiero negativo penso si intenda che lo capto e caricandomelo su di me (attirandolo) non gli faccio continuare la curva poichè lo tramuto in un pensiero più pulito.
non so spiegarlo meglio ma penso sia questo il significato.
provo a fare un esempio.
da ray parte un pensiero negativo, stefano lo capta, lo lavora e lo trasforma tramutandolo in uno più luminoso.
in sostanza lo sporco lo lavora chi è capace di lavorarlo altrimenti continua a correre nell'etere colpendo a destra e a manca.

Ray 03-06-2010 01.06.14

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 86610)
lo sporco lo lavori tu e lo "raddrizzi" nel senso che lo trasformi in altro.
se parte un pensiero negativo penso si intenda che lo capto e caricandomelo su di me (attirandolo) non gli faccio continuare la curva poichè lo tramuto in un pensiero più pulito.
non so spiegarlo meglio ma penso sia questo il significato.
provo a fare un esempio.
da ray parte un pensiero negativo, stefano lo capta, lo lavora e lo trasforma tramutandolo in uno più luminoso.
in sostanza lo sporco lo lavora chi è capace di lavorarlo altrimenti continua a correre nell'etere colpendo a destra e a manca.

Quindi sai anche spiegare a me e a Sole come si fa a lavorarlo sto pensiero sporco.

griselda 03-06-2010 09.20.20

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 86610)
lo sporco lo lavori tu e lo "raddrizzi" nel senso che lo trasformi in altro.
se parte un pensiero negativo penso si intenda che lo capto e caricandomelo su di me (attirandolo) non gli faccio continuare la curva poichè lo tramuto in un pensiero più pulito.
non so spiegarlo meglio ma penso sia questo il significato.
provo a fare un esempio.
da ray parte un pensiero negativo, stefano lo capta, lo lavora e lo trasforma tramutandolo in uno più luminoso.
in sostanza lo sporco lo lavora chi è capace di lavorarlo altrimenti continua a correre nell'etere colpendo a destra e a manca.

Come fai Ste', come con la ballerina, lo fai vuoto e poi lo riempi con un'emozione bella?nonso.gif

stella 04-06-2010 19.05.00

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 86607)
Come Sole, anch'io non capisco sta cosa. Quindi la domanda è: ma come sono fatti i pensieri? Che cosa determina la loro qualità? Solo l'intensità della vibrazione incide sulla direzione o c'è anche un verso o che?

Secondo me i pensieri li attiriamo noi con le nostre vibrazioni, più sono intense più li attiriamo. Penso anche che i pensieri abbiano delle qualità energetiche, alcuni pensieri ci elettrizzano, altri ci scaricano, altri sono pensieri che ci ronzano intorno e più cerchiamo di scacciarli più ritornano.
Mi sono fatta l'idea che proprio questo ultimo tipo di pensieri, anche se non è bello dirlo, sono proprio quello che vorremmo accadesse anche se ci spaventa.
E' come quando sognamo, in fondo anche i sogni sono pensieri ma senza filtro, solo nei sogni le cose accadono realmente mentre nei pensieri quasi mai, a meno che non entri in gioco la volontà che accadano o di evitare che quella cosa accada.

Per la direzione direi che spesso viaggiano nella nostra direzione, cioè ci pensiamo da soli, altre volte verso gli altri ma sempre riferito a noi e in base a come vibriamo in quel momento.

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 86607)
Capisco, o forse mi pare di capire, un po' meglio l'esempio dello schiaffo al bambino, che ha l'effetto di attirare su di se il suo male. Anche qui però, come avevo chiesto in precedenza, ammettendo di riuscire a deviare, dove va lo sporco?

Se con un piccolo male (uno schiaffo) riusciamo a deviare lo sporco questo forse muterà le vibrazioni di chi dà lo schiaffo e di chi lo riceve, quest'ultimo in quel momento non avrà pensieri tanto favorevoli verso di noi che in quel momento li attiriamo, ma se siamo forti questo non ci fa del male perchè dovremmo sapere reggerli e neutralizzarli.

In generale i pensieri sporchi (rivolti al male) lo sono per il nostro giudizio che ci dice che certe cose non si devono fare e nemmeno pensare, ma tant'è certi pensieri vengono lo stesso...
Questi pensieri possono avere anche abbastanza forza e forse non basta immettere nel secchio pensieri puliti, anche perchè una cosa sono i pensieri spontanei, altra è farci una specie di autocensura e cercare di pensare a cose belle illudendoci di farli sparire mentre ristagnano sul fondo....
Io penso che l'unica cosa per liberarci dai pensieri sporchi sia cambiare le nostre vibrazioni, oppure chiederci perchè in quel momento vibriamo in quel modo... se ce l'abbiamo con noi stessi o con qualcuno, se abbiamo dei bisogni che reprimiamo, e in un certo senso accettare di avere questi pensieri, digerirli, alborarli, come fanno certi detersivi a base di enzimi che in un certo senso si mangiano lo sporco...
In teoria penso che sia così ma in pratica non so come si fa, una volta accettato un pensiero forse questo perderà forza se solo proveremmo a immaginare che succederebbe se questo pensiero si realizzasse.
Magari si ripresenterà in qualche sogno e lì lo smaltiremo senza danneggiare veramente nessuno....

Uno 06-06-2010 11.57.02

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 86582)
Facciamo un esempio pratico a carne viva, la mia!:o

Quando è successo quella discussione sul dito puntato, salsicce a merenda ecc... ecc... sono entrata in una situazione la chiamo di autoincaprettamento. Dal fondo del secchio salivano solo pensieri negativi da cui non sapevo più uscire. Ero come una lucertola dentro il un barattolo di vetro, scivolavo da tutte le parti.
Così ho deciso di parlare apertamente del mio disagio, anzi della mia sofferenza profonda.
Tu mi hai dato una risposta che equivaleva buttarmi in mezzo al mare senza saper nuotare, ma... mi hai buttato pure un salvagente "tutte paranoie" che io stessa avevo suggerito.
Quella risposta fredda, in neretto, che non mi tratteneva nessuno mi ha inizialmente fermato la mente, si è bloccato il fluire dei pensieri, poi ho letto la salvezza nelle paranoie e come un clic dentro è cambiata l'energia, mi son messa a ridere di gusto per la situazione paradossale che si era venuta a creare.

Adesso ti chiedo se è questo un esempio di provocazione intelligente attraverso la sofferenza.
E se la risposta è affermativa, vale per tutti i soggetti o va scelta in base alla reale possibilità del soggetto di capire, di recepire e risolvere oppure se è un rischio, se va bene, se non va pazienza.

Magari in quella situazione potevi liberarti di me invece mi sono inchiodata meglio!!!icon_mrgr:

Si l'esempio è calzante, non ti ho fatto del male per il gusto di farlo, ma per far uscire quello che c'era già e a quanto pare ha funzionato. Paradossalmente se tu fossi stata un'apparente pacifica avresti re-presso (pressato) il tutto, al contrario se fossi stata una rivoluzionaria irrazionale avresti fatto uscire il tutto continuando ad attirare altra porcheria.
Non è è detto che tu sia perfettamente al centro delle due cose, però già non essere proprio negli estremi consente di lavorare.

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 86601)
Purtroppo continuo a non trovare il come si fa.
[........]
Se io ho una serie di schifezze nel secchio che convibrano con un pensiero che parte e mi arriva, già rendendomi conto che l'ho preso perchè ho alla base il magnete è qualcosa.. ma poi per pulirlo, raddrizzarlo dovrei renderlo cosciente? Cioè prenderlo rigirarlo, vedere cosa mi muove dentro, farlo vivere e poi "oggettivizzarlo" il meglio che riesco? Cioè cambiargli per come posso il vettore o l'effetto?

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 86607)
Come Sole, anch'io non capisco sta cosa. Quindi la domanda è: ma come sono fatti i pensieri? Che cosa determina la loro qualità? Solo l'intensità della vibrazione incide sulla direzione o c'è anche un verso o che?


Capisco, o forse mi pare di capire, un po' meglio l'esempio dello schiaffo al bambino, che ha l'effetto di attirare su di se il suo male. Anche qui però, come avevo chiesto in precedenza, ammettendo di riuscire a deviare, dove va lo sporco?

Prima di tutto distinguiamo (forse sopra non l'ho fatto esplicitamente) il lavoro su di noi e quello che si potrebbe fare nell'ambiente comprese altre persone.
Su di noi non possiamo pulire direttamente i pensieri. Possiamo utilizzando fonti pulite cercare di riempire il secchio di sempre maggiore acqua pulita.
Per capirci, se con il secchio da una parte spandiamo acqua sporca e poi per riempirlo usiamo melma che troviamo in terra sarà un circolo vizioso. Se osserviamo l'acqua sporca che esce (senza tentare di fermarla, tanto è impossibile e se ci riusciamo ci facciamo solo del male) e ne prendiamo coscienza pienamente, da li abbiamo idea di cosa contiene il nostro secchio.
Attraverso una fonte pulita non è che cambiamo per magia tutto ciò che contiene il secchio, si potrebbe anche fare ma è cosa per pochissimi e comunque con secchi che già non contengono proprio melma ma solo acqua non proprio cristallina.
Provate a figurarvi la cosa in pratica, un secchio pieno di melma anche se lo svuoti quante volte devi riempirlo di acqua pulita per pulirlo per bene?

Poter intervenire direttamente sui pensieri significa avere già in noi una fonte pulita, significa già riuscire a pensare realmente. Se ho un secchio di acqua pulita, una fonte che versa acqua pulita in esso costantemente (la "mia" fonte) a quel punto versare nel mio secchio (volontariamente) un pò di acqua sporca non è un problema.
Certo questo discorso farà pensare che mentre per sporcare 10 litri di acqua ne basta un bicchiere di sporca, per ripulire un secchio di acqua sporca occorrono non dico centinaia di litri ma insomma....

Lo sporco dove va finire? Si risolve... torna ad essere elemento primordiale tutto e niente in potenza. Se su un secchio di melma togliamo l'acqua cosa rimane? Terra ed elementi minerali. L'acqua è vita, ma in percentuali troppo alte la impedisce, perfino gli abitanti del mare nella loro costituzione non superano una certa percentuale.

Mi rifermo perchè ho scritto un altro papirone...

diamantea 06-06-2010 12.01.46

Stanotte alle 3 sono stata svegliata dal mio cell. Non faccio in tempo ad alzarmi per rispondere che aveva già smesso di suonare. ll numero era a me sconosciuto. Ho provato a richiamarlo ma non mi ha risposto nessuno.
Sono tornata a letto razionalizzando sul fatto che avevano sbagliato numero. Ma l'ansia ha iniziato ad impadronirsi di me. Stavolta con molta consapevolezza ho potuto osservare come dal fondo del secchio risalivano i pensieri più cupi e angoscianti, cercavo di razionalizzare, di padroneggiare l'ansia ripetendomi che di notte tutto è amplificato ma niente da fare, il pensiero costante era che a mio figlio fosse successo qualcosa e voleva avvisarmi con un cell non suo o qualcuno per lui.
Mio figlio finisce molto tardi di lavorare poi fa un giro con gli amici prima di tornare a casa, tutto regolare ma io alla fine ho dovuto chiamarlo per sentire che stava bene e non gli era successo nulla di grave.
Lui è abituato alle mie ansiose telefonate, anche se ormai non succede più tanto spesso, e devo dire che questo è un raro caso in cui mostra sempre molta pazienza nel rassicurami senza fretta fino a quando sento l'ansia placarsi.
Poi sono stata di sicuro un'altra ora sveglia a rimettere a posto tutti i pensieri che erano saliti e mi davano angoscia. Ho potuto vedere che la mia serenità di questo periodo che mi fa sentire tanto forte e sicura potrebbe sgretolarsi in un attimo se succedesse qualcosa ai miei figli. Sono emotivamente provata dalle tante vicissitudini con i miei figli e mi rendo conto che non sono più in grado di sopportare forti stress emotivi che riguardano loro. E' il mio tallone d'Achille.
Mi sono chiesta se la mia forza è tutta apparente visto che è bastata una telefonata per mandarmi in tilt. Se mio figlio fosse stato a letto me ne sarei fregata.
O forse è una normale ansia di madre sola che ha paura di perdere i figli? Ma una volta appurato che lui stava bene perchè il continuo turbinio di pensieri?

Di certo nelle ore notturne si amplifica tutto soprattutto quando appena svegli si è ancora con la guardia abbassata, i pensieri prendono subito il sopravvento senza riuscire nell'immediato a dominarli.

Vorrei sapere in questo caso se sono pensieri miei, o se anche questi sono attirati dall'esterno, o forse è una causa esterna che attira i miei pensieri o le mie paure di cose che potrebbero accadere veramente per poterle elaborare.

RedWitch 06-06-2010 15.18.52

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86668)
Prima di tutto distinguiamo (forse sopra non l'ho fatto esplicitamente) il lavoro su di noi e quello che si potrebbe fare nell'ambiente comprese altre persone.
Su di noi non possiamo pulire direttamente i pensieri. Possiamo utilizzando fonti pulite cercare di riempire il secchio di sempre maggiore acqua pulita.
Per capirci, se con il secchio da una parte spandiamo acqua sporca e poi per riempirlo usiamo melma che troviamo in terra sarà un circolo vizioso. Se osserviamo l'acqua sporca che esce (senza tentare di fermarla, tanto è impossibile e se ci riusciamo ci facciamo solo del male) e ne prendiamo coscienza pienamente, da li abbiamo idea di cosa contiene il nostro secchio.

Dunque, l'unica cosa che si puo' fare su sè stessi, è osservare (ed imparare a conoscere?) i pensieri sporchi che partono e riempire il secchio avvalendoci di fonti di acqua pulita, gli esempi che facevi qualche post fa, passando del tempo parlando con persone di buoni argomenti, o facendo una sana risata etc? In pratica man mano che verso i pensieri sporchi, se riesco a riempire il secchio con acqua pulita, e continuare a versare l'acqua sporca prima o poi il ricircolo sarà di acqua pulita? Un lavoro lungo ma non impossibile dunque.. Le fonti rimangono comunque fondamentali, almeno fin quando non si diventa in grado di pensare realmente...


Mentre sull'ambiente e sugli altri si puo' intervenire in qualche odo, sempre che si sia in grado di farlo, senza andare a fare male gratuitamente agli altri, con il discorso che facevi sopra sulla sofferenza...

Citazione:

Originalmente inviato da Uno
...
Essendo bravi e/o veloci invece si potrebbe deviare ciò che parte da altri.
Qualcosa parte da qualcuno (che sia roba sua o no) risuona verso di noi e invece che riemetterla facendogli continuare la curva la raddrizziamo. (definendo la cosa esotericamente ma anche secondo la fisica moderna, anche se può sembrare newage, è aumentando l'intensità della luce che si raddrizza il vettore)

Se parlo con una persona è arrabbiata e dice male di qualcuno, se invece che continuare a parlarne male, dandole corda, e alimentando il pensiero sporco, se per esempio taglio il discorso, anche facendo rimanere male per un attimo l'altro che si sta sfogando, in questo modo gli do una mano?

O ancora se ho dei pensieri sporchi, se mi viene da vuotare il mio secchio parlando male di qualcuno con un interlocutore, e non lo faccio (sebbene il pensero sia partito), in qualche modo evito almeno un minimo di contaminare l'ambiente?

Ray 18-06-2010 12.45.35

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 86668)
Lo sporco dove va finire? Si risolve... torna ad essere elemento primordiale tutto e niente in potenza.

Elemento primordiale della materia dei pensieri?

Mi rendo conto che l'argomento "pensiero" è talmente ampio da non poter essere inquadrato da un'unica metafora e che qui stiamo parlando di una parte specifica di questo argomento, però purtroppo ci sono cose che non mi battono.

So per esperienza che possiamo fare dei pensieri, per quanto deboli e di breve durata siano. L'interpretazione che io do della mia esperienza mi dice che quando facciamo dei pensieri utilizziamo una specie di materia prima, grezza, molto accogliente le forme. Noi con la volontà in-formiamo questa materia e ne esce un prodotto... per altro molto difficile da trattenere, spesso se ne va subito. A me sembra che quando lo molliamo esso si risolve nella sua materia di base, ossia la forma si dissolve e la materia torna nella matrice. Quello che non so è se questa matrice che utilizziamo è personale oppure no, ma forse per adesso questo non c'entra. Se invece siamo in grado di trattenere il pensiero formato a lungo e lo intensifichiamo allora la forma si stabilizza e possiamo "lanciarlo", mollarlo in giro.
Il tutto richiede molta concentrazione, ma chiunque può verificare quanto dico con uno di quei semplici giochetti che accennavo, come fare delle forme geometriche, colorarle eccetera.

Ora, quando opero in questo modo in che relazione sto col secchio di cui stiamo parlando e che contiene la roba varia che pigliamo attorno? Mi trovo in un'alta zona della mente? Interagisco in qualche modo col contenuto del secchio? A me pare di si... l'impressione è che per via dellla spinta su quello che stiamo facendo molta roba che non c'entra esca. Però non sono sicuro... inoltre mi viene da ritenere plausibile che concentrandomi per in-formare, per conseguenza mi metto ad attirare roba simile, anche se forse lavoro su una zona molto piccola (per via della concentrazione) e abbastanza chiusa.

diamantea 18-07-2010 21.07.12

Oggi pomeriggio mentre ero in acqua intenta a nuotare disperatamente contro corrente mi è arrivato all'improvviso un pensiero: potevo essere di lì a poco urticata dalla medusa.
Non c'era alcun motivo perchè potessi pensarlo visto che non c'era stato alcun allarme in merito, nè potevo vederla perchè il mare agitato assume un colore denso che impossibilita di vedere il fondale, eppure qualche bracciata dopo ecco che urto la medusa con il piede.
Classico gridolino femminile e subito donne e bambini escono dall'acqua. Ho generato l'allarme.
Forse sono OT ma mi chiedo come mai questo pensiero premonitore, da dove è venuto. Ero in collegamento radar con la medusa che si trovava sulla traiettoria del mio piede?
Ho avuto episodi simili ma con persone e posso pensare che persone pensanti come me mi contattano con la mente, ma episodi con cose inanimate o animali che proprio non mi pensano?

Uno 26-07-2010 15.42.18

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 86669)
Mi sono chiesta se la mia forza è tutta apparente visto che è bastata una telefonata per mandarmi in tilt.

Eh... la forza ed il tilt non sono proprio complementari ma sono molto connessi. Più forte sei realmente e meno in tilt vai, ma perfino il figlio di un Dio aveva un tallone debole, quindi... lavora senza fartene una malattia.
Citazione:

Ma una volta appurato che lui stava bene perchè il continuo turbinio di pensieri?
Anche se spegni un fuoco quello che è bruciato ed annerito rimane così finchè non pulisci, quello che si è scaldato deve raffreddarsi etc...
Citazione:

Di certo nelle ore notturne si amplifica tutto soprattutto quando appena svegli si è ancora con la guardia abbassata, i pensieri prendono subito il sopravvento senza riuscire nell'immediato a dominarli.
Più che amplificarsi cadono i filtri
Citazione:

Vorrei sapere in questo caso se sono pensieri miei, o se anche questi sono attirati dall'esterno, o forse è una causa esterna che attira i miei pensieri o le mie paure di cose che potrebbero accadere veramente per poterle elaborare.
Una combinazione di roba tua e condizionamenti del bombardamento di notizie e simili

Uno 26-07-2010 15.53.20

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 86671)
Dunque, l'unica cosa che si puo' fare su sè stessi, è osservare (ed imparare a conoscere?) i pensieri sporchi che partono e riempire il secchio avvalendoci di fonti di acqua pulita, gli esempi che facevi qualche post fa, passando del tempo parlando con persone di buoni argomenti, o facendo una sana risata etc? In pratica man mano che verso i pensieri sporchi, se riesco a riempire il secchio con acqua pulita, e continuare a versare l'acqua sporca prima o poi il ricircolo sarà di acqua pulita? Un lavoro lungo ma non impossibile dunque.. Le fonti rimangono comunque fondamentali, almeno fin quando non si diventa in grado di pensare realmente...

Esatto, volendo c'è un altro metodo, ma anche se così pare non è tanto semplice.
Se si riesce a portare la porcheria in superficie si può cercare con una paletta di togliere il grosso.
La porcheria grossolana si può togliere anche con una retina...

Ma questi metodi non ci porteranno mai ad avere il secchio con sola acqua pura. Possono comunque aiutare a sgrezzare per poi finire il lavoro con acqua pulita da fonte pura. Se non altro occorrerà molta meno acqua pura
Citazione:

Se parlo con una persona è arrabbiata e dice male di qualcuno, se invece che continuare a parlarne male, dandole corda, e alimentando il pensiero sporco, se per esempio taglio il discorso, anche facendo rimanere male per un attimo l'altro che si sta sfogando, in questo modo gli do una mano?
No, non alimenti la porcheria ed è già un bene, ma non è proprio un aiuto attivo. Bisognerebbe cercare di far vedere alla persona arrabbiata cose che non vede, magari buone di quell'altra persona.
Comunque, anche se quello che dirò ora può sembrare cinico e/o crudele, non sempre dobbiamo tentare di aiutare chi ci sta di fronte, vuoi perchè a volte non ne siamo capaci e facciamo più danni che altro, vuoi perchè la cosa potrebbe non essere il nostro bene. A volte si imparano delle lezioni anche non facendo qualcosa che ci pare di voler fare con tutta la nostra forza, in sostanza quando ci ostiniamo.
Citazione:

O ancora se ho dei pensieri sporchi, se mi viene da vuotare il mio secchio parlando male di qualcuno con un interlocutore, e non lo faccio (sebbene il pensero sia partito), in qualche modo evito almeno un minimo di contaminare l'ambiente?
Si, un pò si... il pensiero ormai risuona, ma non lo alimenti e morirà prima.

Uno 26-07-2010 16.06.50

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 86997)
Elemento primordiale della materia dei pensieri?

Si, ma il confine, a quel livello, tra pensiero e non pensiero non è così palpabile
Citazione:

Mi rendo conto che l'argomento "pensiero" è talmente ampio da non poter essere inquadrato da un'unica metafora e che qui stiamo parlando di una parte specifica di questo argomento, però purtroppo ci sono cose che non mi battono.

So per esperienza che possiamo fare dei pensieri, per quanto deboli e di breve durata siano. L'interpretazione che io do della mia esperienza mi dice che quando facciamo dei pensieri utilizziamo una specie di materia prima, grezza, molto accogliente le forme. Noi con la volontà in-formiamo questa materia e ne esce un prodotto... per altro molto difficile da trattenere, spesso se ne va subito. A me sembra che quando lo molliamo esso si risolve nella sua materia di base, ossia la forma si dissolve e la materia torna nella matrice. Quello che non so è se questa matrice che utilizziamo è personale oppure no, ma forse per adesso questo non c'entra. Se invece siamo in grado di trattenere il pensiero formato a lungo e lo intensifichiamo allora la forma si stabilizza e possiamo "lanciarlo", mollarlo in giro.
Il tutto richiede molta concentrazione, ma chiunque può verificare quanto dico con uno di quei semplici giochetti che accennavo, come fare delle forme geometriche, colorarle eccetera.

Ora, quando opero in questo modo in che relazione sto col secchio di cui stiamo parlando e che contiene la roba varia che pigliamo attorno? Mi trovo in un'alta zona della mente? Interagisco in qualche modo col contenuto del secchio? A me pare di si... l'impressione è che per via dellla spinta su quello che stiamo facendo molta roba che non c'entra esca. Però non sono sicuro... inoltre mi viene da ritenere plausibile che concentrandomi per in-formare, per conseguenza mi metto ad attirare roba simile, anche se forse lavoro su una zona molto piccola (per via della concentrazione) e abbastanza chiusa.
Volendo rimanere in metafora, potremmo dire che oltre al secchio possiamo acquisire man mano altri strumenti. Per esempio la paletta e la retina che dicevo prima, dei mestoli, delle caraffe, dei filtri... etc..
Sono i metodi che impariamo ad usare, la cultura, il nostro sapere e conoscere, l'esperienza... tanto per accennare.
Il secchio stesso è uno strumento, la mente è uno strumento, anche se da un certo punto di vista non c'è nulla fuori della mente e da un'altro c'è l'universo.

Comunque anche chi non ha strumenti extra (solo il secchio dotazione di nascita) può riuscire a pulire e/o a tenere pulita l'acqua del medesimo.
E' chiaro che le cose potrebbero essere più ricche ed interessanti per chi avendo più strumenti può permettersi anche di sporcarsi l'acqua e di ripulirla velocemente.
Può interagire con altre realtà (che siano altre persone/secchi, ambienti, filosofie etc) senza il timore di dover rimanere in quarantena spesso e a lungo, quindi maggiori esperienze etc...

Se non ti batte ancora continuiamo.... e se no prima o poi continuiamo lo stesso

diamantea 06-08-2010 20.12.25

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 88129)
Una combinazione di roba tua e condizionamenti del bombardamento di notizie e simili

L'altra sera tornando a casa non ho trovato la cagnolina. L'ho chiamata a lungo ma visto che lei non mi "rispondeva" sono andata in tilt, ho pensato che me l'avesse uccisa il giardiniere con il tagliaerba nel pomeriggio mentre ripuliva il frutteto dalle folte erbacce!!!

Pomeriggio riflettendoci bene ho capito che il bombardamento continuo di notizie lo ricevo da anni da mia madre.
E' una donna nefasta, tutte le disgrazie del mondo le pensa lei, le ascolta in tv ogni mattina e poi mi telefona alle 7,00 per raccontarmele, nel momento in cui mi sono svegliata da poco, ho la guardia abbassata, mi racconta di incidenti raccapriccianti, mariti che hanno ucciso mogli, gente che si schianta dopo voli pindarici da grattacieli, interventi chirurgici andati male, bambini nati malformati, seviziati ecc... il tutto poi ribaltato su di me come possibilità che possono accadermi.
Anche durante i rari pranzi insieme, sembra una forma di sadismo il suo con dovizia di particolari.
C'è stato un periodo che si era accanita sui miei figli, mi angustiava con la sua ansia per il grande che usciva con il motorino, che andava a lavorare, pensava si facesse male con i coltelli, che si stancasse e gli venisse l'ernia e poi gli scoppiava e dovevo operarlo d'urgenza (ci ha sofferto da bambino), e la notte me lo ammazzavano con la macchina e poi io non avrei vissuto più senza di lui con i sensi di colpa per averlo mandato in giro... e il piccolo con la sua malattia con tutte le notizie su casi simili...
Da anni ho smesso di lamentarmi con lei anche di un semplice mal di testa, se devo viaggiare dico che sono sempre a 10 km da casa altrimenti mi racconta di tutti gli aerei che cadono o i treni che deragliano o le macchine accartocciate con intere famiglie dentro... AIUTO! :o

Una donna che si lascia prendere dal panico in situazioni di emergenza, non sa reagire, sa solo urlare e fare stare male chi le sta accanto.

Ho dovuto "maltrattarla" martello.: un bel pò prima che la smettesse di torturarmi così.
Il suo mi sembra pure un tentativo di controllo per farmi stare a casa nel suo raggio visivo... newbie.gif
Mi rendo conto che in situazioni di incertezza le sue paure mi vengono a galla nella mente prepotenti malgrado io sia una persona coraggiosa e difficilmente si lascia prendere dal panico. Io in situazioni di emergenza reagisco bene, con i nervi saldi e la mente lucida, mi attivo per risolvere, dopo magari sto male, mi cedono le forze ma sul momento reagisco adeguatamente alla situazione che si presenta.
Il problema è fintanto che non so cosa succede, tutte le sue nefaste fantasie si impadroniscono di me.

Ci dovrò fare caso la prossima volta che si ripresenta una simile occasione e pensare che non sono pensieri miei...

Ray 06-08-2010 21.48.38

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 88131)
Si, ma il confine, a quel livello, tra pensiero e non pensiero non è così palpabile


Volendo rimanere in metafora, potremmo dire che oltre al secchio possiamo acquisire man mano altri strumenti. Per esempio la paletta e la retina che dicevo prima, dei mestoli, delle caraffe, dei filtri... etc..
Sono i metodi che impariamo ad usare, la cultura, il nostro sapere e conoscere, l'esperienza... tanto per accennare.
Il secchio stesso è uno strumento, la mente è uno strumento, anche se da un certo punto di vista non c'è nulla fuori della mente e da un'altro c'è l'universo.

Comunque anche chi non ha strumenti extra (solo il secchio dotazione di nascita) può riuscire a pulire e/o a tenere pulita l'acqua del medesimo.
E' chiaro che le cose potrebbero essere più ricche ed interessanti per chi avendo più strumenti può permettersi anche di sporcarsi l'acqua e di ripulirla velocemente.
Può interagire con altre realtà (che siano altre persone/secchi, ambienti, filosofie etc) senza il timore di dover rimanere in quarantena spesso e a lungo, quindi maggiori esperienze etc...

Se non ti batte ancora continuiamo.... e se no prima o poi continuiamo lo stesso

Ci ho pensato e non è che non mi batte quanto dici, più che altro non mi basta. Come dicevo prima, forse l'argomento è troppo ampio e la metafora che usi per il tuo discorso parte da un'altra parte di dove parto io e non si sono ancora incontrate del tutto, oppure ancora non capisco, non vedo gli aspetti della tua metafora.

O meglio, il tuo discorso iniziale lo vedo: il secchio, l'acqua, la roba che arriva e si mescola e sporca ok, sta nella mia esperienza. Ma la mia impressione è che ci sta anche altro che non so infilare nella metafora.

Ok, la materia prima dei pensieri non è così differenziata dalla materia prima in genere e fin qui mi pare di esserci.
Quando muovo la mente per fare una forma attiro materia... questa la mia impressione, anche se si può vederla che io mi muovo verso di lei. Forse avvengono entrambe le cose. Tuttavia a me sembra che mi avvicino alla matrice e tiro su un po' di materia dall'indifferenziato e le impongo (per quel che mi riesce) di conformarsi.
Ora, da dove viene la forma? Io la posso tirar fuori dalla memoria, ma è solo un passaggio di comodo, probabilmente indiretto. Direi che la forma, dietro dietro, è un archetipo o comunque qualcosa che è da qualche parte, forse un'idea.
Se giocassi con la sabbia direi che è una di quelle formine di plastica che compri... nella tua metafora è uno dei filtri? Passo materia attraverso di esso e il filtro ferma solo quella che riempie quella forma?

Avrei altre domande... tipo perchè è più facile muovere le forme che tenerle ferme, ma credo sia per via del fatto che attirandola ho eccitato la materia e quindi ha una sua (mia) energia. Ma bon, intanto vediamo se mi riesce di capire questo.

Sole 26-08-2010 00.00.05

Esco un attimo dalle domande di ray perchè vorrei capire la differenza tra un pensiero reale e un'idea.
Da etimo idea è affine a vedere, conoscere e sapere. Mi piace la derivazione di vedere perchè da proprio l'impressione che un'idea sia velocissima e fulminea come un lampo.. di genio. Ma per poter far spazio ad un'idea bisogna concentrarsi, cercarla... e attirare materia affinchè arrivi. Per cui non capisco la differenza tra attirare un pensiero reale e un'idea.

Edit: nell'altro thread Uno parla di idee spontanee, ma non bisogna comunque avere un buon terreno affinchè arrivino?

Kael 26-08-2010 01.36.26

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 88962)
Per cui non capisco la differenza tra attirare un pensiero reale e un'idea.

Un pensiero, perchè sia reale, lo devi creare, non attirare.

Telemaco 27-08-2010 16.05.48

Mi intrometto brevemente nella discussione, anche se ho fatto fatica a seguirvi, con tutti quei secchi di acqua sporca...($)

Quando si parla di pensieri non se ne verrà mai fuori finchè non si chiariscono prima alcune semplici domande:

Chi è che pensa ?
Li creiamo noi i pensieri o li riceviamo ?
Chi indichiamo quando diciamo noi ?

E' inutile farsi altre domande finchè non si chiariscono questi punti.
Sarebbe come costruire una casa senza le fondamenta.

Come possiamo interessarci all'acqua se non sappiamo come è fatto il secchio ?

webetina 27-08-2010 16.58.16

Citazione:

Originalmente inviato da Telemaco (Messaggio 89025)

Chi è che pensa ?
Li creiamo noi i pensieri o li riceviamo ?
Chi indichiamo quando diciamo noi ?

Scusa Telemaco la battuta, di sicuro devi essere cugino di quel Maestro gallese che teneva il mio cervello direttamente con tutt'e cinque le dita affondate dentro, su queste note. Penso che tu abbia fatto la scoperta da poco e ti abbia lasciato completamente senza più domande, anzi... la domanda, "chi".
Potessi tu in un sol colpo far comprenderlo a me "chi" .

Scusate ma ho la testa che mi va nuovamente in fumo, tanto mi arrovellai un tempo senza che un barlume di luce potesse esser fatto martello.:

diamantea 27-08-2010 17.56.33

Telemaco, sei reale o sei un sogno? Chi ha posto le domande sotto questo nik? Un sogno?

Sono un tipo curiosa io, per cui ti chiedo a titolo di curiosità se le tue domande sono rivolte per avere da qualcuno delle risposte oppure conosci la risposta e poni le domande per vedere se gli altri la conoscono.
Io non conosco la risposta altrimenti non sarei qui a frastornare il cervello mio e di quelli che leggono e con pazienza mi rispondono.
Tra l'altro mi sono fatta già martellare la mente da queste domande quando leggevo al riguardo e le risposte dalla mente non mi sono mai arrivate, e nessun dicasi Risvegliato mi ha mai saputo rispondere se non dicendo che è tutto un sogno, è maya, illusione di essere svegli, ma dormiamo tutti, è un disco che conosco a memoria tanto che anche io ho inserito nel mio catalogo questi argomenti icon_mrgr:

Citazione:

Originalmente inviato da Telemaco (Messaggio 89025)
E' inutile farsi altre domande finchè non si chiariscono questi punti.
Sarebbe come costruire una casa senza le fondamenta.
Come possiamo interessarci all'acqua se non sappiamo come è fatto il secchio ?

Io ti invito formalmente a non cercare di fermare un lavoro già avviato da tempo invalidando la fatica e la volontà di ognuno di noi nel cercare le risposte alle domande che poni.
Se tu ci sei arrivato sii generoso e comunicale senza tanti giri di parole, oppure parla delle tue esperienze, almeno so che sei vivo, non sei un sogno...boccaccia:

nikelise 27-08-2010 18.09.56

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 89028)
Telemaco, sei reale o sei un sogno? Chi ha posto le domande sotto questo nik? Un sogno?

Sono un tipo curiosa io, per cui ti chiedo a titolo di curiosità se le tue domande sono rivolte per avere da qualcuno delle risposte oppure conosci la risposta e poni le domande per vedere se gli altri la conoscono.
Io non conosco la risposta altrimenti non sarei qui a frastornare il cervello mio e di quelli che leggono e con pazienza mi rispondono.
Tra l'altro mi sono fatta già martellare la mente da queste domande quando leggevo al riguardo e le risposte dalla mente non mi sono mai arrivate, e nessun dicasi Risvegliato mi ha mai saputo rispondere se non dicendo che è tutto un sogno, è maya, illusione di essere svegli, ma dormiamo tutti, è un disco che conosco a memoria tanto che anche io ho inserito nel mio catalogo questi argomenti icon_mrgr:



Io ti invito formalmente a non cercare di fermare un lavoro già avviato da tempo invalidando la fatica e la volontà di ognuno di noi nel cercare le risposte alle domande che poni.
Se tu ci sei arrivato sii generoso e comunicale senza tanti giri di parole, oppure parla delle tue esperienze, almeno so che sei vivo, non sei un sogno...boccaccia:


OT
'Mazza Diam ecco l'orco che si muove boccaccia: te lo dice uno che se ne intende di questa specie .

diamantea 27-08-2010 18.27.10

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 89029)
OT
'Mazza Diam ecco l'orco che si muove boccaccia: te lo dice uno che se ne intende di questa specie .

Scusa mi è scappato l'elefante...
risata.gifrisata.gifrisata.gif


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