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Riprendo questo argomento che allora è rimasto in aria per me.
Non avevo idee molto chiare, non che ora lo siamo ma vorrei fare qualche considerazione. Qui si parla di ego, di tornare come bambini ecc... Pensavo al bianco dell'innocenza e se i bambini nascono nel bianco, ma poi mi è venuto in mente il peccato originale, ciò vuol dire che anche il bambino innocente, ha già la macchia del peccato, potremo forse dire del nero. Si potrebbe affermare che nascendo con la colpa originale il male nasce già con noi. Male che lo chiamiamo Karma? indole? Non viene dall'esterno ma è insito nella natura umana, compresa quella del bambino in età innocente ma potenzialmente con la sua dose di male che rivelerà man mano che cresce, in misura diversa, con esperienze diverse, ma di certo non potrà esimersi dal manifestarlo. Pensavo che anelare al bianco fosse come il ricordo dell'innocenza originaria che si vuol recuperare ma tenendo conto del peccato originale abbiamo già l'ombra. Il bambino non ne è cosciente e per questo è innocente, nel senso che fa senza sapere di fare. Ho riletto tutto il 3d e meriterebbe di essere citato più volte in diversi punti ma mi limito a dire che dopo l'ultimo diciamo travaglio prendo atto che il male è dentro di me come dentro tutti perchè così dev'essere, l'ego è presente ma posso imparare a dominarlo, forse con l'opera del nero? non so, non voglio spingermi troppo oltre in un argomento che intuisco vagamente ma non riesco a padroneggiare e non voglio entrarci con troppa testa (tutta non riesco a eliminarla) come dice Uno, per questo riprendo da qui. Sono lontana dal salto forse, ed anche dal Regno dei Cieli, ma un passo alla volta mi sembra che questo messaggio di usare e non farmi usare lo sto percependo. Non sarà accendendo la luce, o usare la candeggina che torno candida come alla nascita perchè è solo illusoria, avevo già l'ombra solo che non lo sapevo. Avevo bisogno di dare la colpa a qualcuno per sentirmi innocente, giustificare così la catena, il battesimo al male, indicare l'uomo nero per vestirmi di bianco io, almeno penso di farlo. Sono nella fase dell'accettazione della macchia, utilizzarla consciamente accettandola, invece di rifiutarla facendomi usare inconsciamente. Mi fermo, vediamo cosa ne pensate. |
Jung dice che il bambino alla nascita non è "tabula rasa" bensì nasce con una mappa, un potenziale inscritto geneticamente che dovrebbe svilupparsi se si concede al bambino di manifestarsi secondo la sua natura. Direi che ogni bambino nasce con un suo Progetto se è corretto dire così, Uno qualche volta lo ha menzionato anche se forse in circostanze diverse.
Se si vedessero queste inclinazioni innate correggendo solo il necessario si eviterebbero poi atteggiamenti nevrotici derivati dalla psiche che si difende da una certa pressione esterna che minaccia di compromettere il processo identitario. Quel che accade è che l'adulto corregge le inclinazioni del bambino secondo un modello socialmente convalidato in un certo ambiente storico e sociale da cui derivano anche le conseguenti nevrosi o disattattamenti. Trasformazione vuol dire realizzare ciò che si è nati per essere, diventare ciò che ciascuno veremente è, realizzare il Sè innato. Trasformazione non vuol dire cambiare verso un Sè ideale ma tornare indietro al Sè innato, originale, quello previsto nel nostro Progetto. E' probabile che Dio abbia avuto un Progetto di sviluppo diverso per ognuno di noi, come un seme che deve dare un frutto. Lo scopo del processo di crescita è scoprire e poi diventare quel che il nostro seme contiene, ci destina ad essere ma che l'ego o l'ambiente ci ha portato fuori strada, fuori natura. Tutta questa premessa per dire che forse diventare come bambini vuol dire riappropriarsi del proprio Progetto, come bambini cioè nel potenziale come da piccoli quando si era nella possibilità di realizzarsi se non si avessero incontrato quelle pressioni esterne che ci hanno distolto dal nostro Progetto. Solo diventando come bambini, cioè nella dimensione di poter realizzare il nostro vero Sè possiamo entrare nel Regno dei Cieli. Piccoli quanto un nucleo, il nostro nucleo individuale. Si può tornare piccoli forse seguendo quel senso nostalgico a quando si è preso coscienza di quel che si intuiva di voler diventare o desiderare di essere prima che le pressioni esterne prendessero il sopravvento. |
Che cosa rende piccolo l'ego? Come si sfina l'ego? Forse sarebbe più corretto verificare che cosa alimenta lega, e notare che se si tagliano queste alimentazioni, l'ego dovrebbe rimpiccolirsi, e si "raggiunge" l'obbiettivo di diventare piccoli.
Mi viene in mente che l'ego è nutrito dall'importanza persole, dalla vanità, dalla superbia, ma mi sembra troppo poco per essere solo questo... |
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