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La follia non può essere un atteggiamento, è qualcosa che si sprigiona spontaneamente, altrimenti sarebbe un atto premeditato e dunque razionale...
per follia non patologica, come quella di chi è prigioniero di un tunnel senza via di uscita, posso pensare ad un motus liberatorio, creativo, che può portarci anche alla felicità! di seguito ho riportato un brano da un post di Gibbi di ottobre 2009, forse è OT ma penso che si possa meditare sull'accostamento del sentimento irrazionale dell'Amore con l'altrettanto aspetto irrazionale della Follia: La Follia non sapeva cosa fare , si scusò per avere organizzato un gioco così stupido, implorò l'Amore per ottenere il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreversibile , arrivò al punto di promettergli che l'avrebbe assistito per sempre . L'Amore , rincuorato, accettò la promessa e quelle scuse così sincere ....e così , da allora ....l'Amore è cieco e la Follia l'accompagna sempre ... fiori.gif |
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Onestamente non ho chiaro cosa sia veramente la follia, l'ho sempre associata ai casi clinici, o a quelli che vogliono essere eccentrici per stupire a tutti i costi, per far vedere che se ne fregano del parere altrui ma magari alla fine sotto sotto gli importa tantissimo.
Personalmente sono sempre stato sobrio e moderato, almeno verso l'esterno anche se poi all'interno magari si scatenano terremoti emotivi, per esempio nel vestire, citato da Uno, o mi vesto di scuro o con colori pastello, sarei a disagio nell'indossare capi molto colorati e sgargianti, forse perchè rientro nella tipologia educativa che impone di non osare, ecc. Non so quanto può essere attinente al discorso, ma alle volte mi è capitato di sentire la mente più sciolta, disposta a muoversi con più facilità e veramente meno frenata dall'ambiente esterno in casi di leggera ebbrezza alcolica, non parlo di sbornie, magari dopo un paio di bicchieri di vinello durante qualche cena in allegria, c'è una fase in cui c'è ancora un pò di lucidità a guidare e subentra contemporaneamente un pò di euforia, poi a seconda di come si prosegue sparisce una o l'altra... |
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La follia non è libertà, non è nemmeno felicità. E' detta anche alienazione, che significa non avere più il dominio di sè, non si hanno più rapporti sociali, si è come prigionieri al contrario di quello che può sembrare dall'esterno come di uno stato liberatorio. Bella l'immagine della follia che assiste l'amore dopo averlo reso cieco col suo gioco, ma questa senz'altro è una follia diversa, che eleva, al contrario di quella che aliena, e che non ha la possibilità di chiedere perdono. |
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Ma questo è già un comportamento attivo seppur involontario o incoscio, nel discorso di parla di una dinamica passiva più o meno volontaria o conscia. Citazione:
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La follia, papale papale, serve solo per "stappare", se parliamo di follia reale. Non peschiamo nella follia, ma peschiamo attraverso ciò che la follia modifica in noi e che riusciamo a ricordare se torniamo. Metaforicamente potremmo vedere un pezzo di ferro (la nostra mente prima), lo mettiamo dentro il fuoco (follia) e poi tirandolo fuori lo battiamo (ricordiamo) affilandolo come una lama. A quel punto la nostra mente tagliente è in grado di lavorare diversamente ed attingere in altri territori. Nella metafora potremmo dire che anche solo avvicinando al fuoco un metallo può diventare "tagliente" finchè rimane rovente, questi sono gli estri artistici casuali, ma a parte alimentare l'ego non ci danno altro realmente. A volte può servire come percorso preparatorio... ma non può essere casuale. Citazione:
Bastano esperimenti stupidissimi per accorgersene, per esempio prendi quel 3d in cui Era raccontava di una cena bendati. Ma te ne posso proporre a migliaia, solo che vanno fatti al momento giusto e nell'ambiente giusto, altrimenti non rendono. Citazione:
Conosco molte persone che hanno avuto un barlume di follia, sono riuscite ad uscire da sole, ma non hanno completato il processo perchè non avevano nessuno e/o non erano pronte. Si credono illuminate, ma lo sono nel senso passivo che dicevo sopra, hanno preso una scottata insomma... come la cotta di una amore, qualcosa destinato a terminare ma che si può prolungare irrealmente all'infinito. |
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il conscio lo sottovalutiamo e l'inconscio non lo facciamo emergere per apprezzarne i contenuti . Una ben misera condizione la nostra ! Il conscio lavora cio' che l'inconscio gli sottopone . La temperanza ha dunque a che fare col conscio e col ritorno alla coscienza . Tuttavia ci servirebbero e forse possiamo trovarli esempi che dimostrino quanto conscio ed inconscio siano in grado di equivalere . La psicologia ritiene molto piu' ricco l'incoscio ma questo non vuol dire ancora niente : e' come chiedere all'oste se il suo vino e' buono . Bisogna che si dimostri sia l'una cosa che l'altra cioe' che si equivalgono per importanza conscio ed inconscio . Un po' come dar piu' o uguale importanza all'uva o alla lavorazione dell'enologo nel fare un buon vino OT Aggiungi per favore una n a condanna nel titolo? grazie |
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Qualcosa del genere? |
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E' diverso dall'inconscio anche se ci sta insieme spesso, praticamente per la massa sempre, questo che dicevo si può portare fuori, l'inconscio vero e proprio no, non direttamente almeno se no non sarebbe inconscio appunto. Nike ti rispondo domani, adesso correggo il titolo |
devo dire che sinceramente in questo thread non ci si capisce nulla, ma sono punti di vista.
Più che parlare della follia mi sembra un inno alla bablilonia |
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Oppure prova chiedere quello che ti e' oscuro perche' si possa far chiarezza a te e nel contempo far ordine in noi stessi se necessario . |
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Intanto parlerei non di follia intesa ad personam, nel senso che non stiamo parlando di "matti" o "pazzi" dato che mi sembra ci siano già altri post. Quindi il pensiero dovrebbe orientarsi su quello che di noi riteniamo corrisponda alla follia, all'inconscio, alla ragione o al conscio. Se ammettessimo di avere, per un istante, tutte queste componenti e altri ancora (che non sono utili ora al fine del discorso) e una volta preso visione dei significati o dei simboli in essi contenuti forse avremmo esaurito tutte le domande e ci troveremmo con i nostri pre-concetti sciolti, come una prima neve che si scioglie al sole. Capisco però che non è così facile realizzare questo concetto per chi è molto strutturato, infatti Gesù dice che il modello da adottare è quello che hanno già e usano "i bambini", altrimenti avrebbe detto studiate e diventate scribi, farisei, pubblicani o dottori della legge e per voi la salvezza sarà garantita, invece incita a ritornare come bambini, un motivo ci deve pur essere.:@@ |
Prima di tutto debbo dire che sto pensando di spostare la discussione in psicologia. Per ora la lascio qui in esoterismo vediamo se in seguito prende una connotazione eso-spirituale.
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Rido perchè comunque le possibilità di riscatto (o salvifiche) ci sono Citazione:
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Potremmo usare come metafora un pc. Ho dei documenti nell'hard disk. Io apro uno di questi documenti e ci lavoro. Non lavoro con il documento sull'hard disk anche se la percezione è questa. Io lavoro con una sua copia in ram, se lo stampo ecco che porto fuori l'essenza di quel documento nel materiale anche se in realtà l'originale rimane nell'hard disk e praticamente neanche lo tocco quasi Citazione:
(ci sono anche altri stati di coscienza che nella psicologia sono si è no appena studiati e comunque rimessi nel calderone, tranne qualche accenno al superconscio) Proviamo ad andare sul pratico che magari riusciamo a semplificare alcuni concetti. Stiamo camminando, a seconda della nostra coscienza corporea e dello sviluppo dei nostri sensi possiamo vedere avanti con un certo angolo di visuale, riusciamo a percepire un certo spettro di colori, annusiamo degli odori, sentiamo dei rumori etc... Nella vista pur senza indossare alcun strumento (occhiali, binocoli etc) potremmo allungare o accorciare il campo visivo, per esempio strizzando gli occhi o anche chiudendoli e riposandoli un istante. Cioè ciò di cui siamo consci con la vista può variare, aumentare o diminuire. Pur tuttavia non potremmo mai vedere dietro la testa (senza strumenti indiretti tipo uno specchio). Eppure sappiamo da esperimenti di ipnosi che dei soggetti utilizzando gli altri sensi hanno percepito anche quello che c'era dietro, cosa che però in una situazione conscia normale non potrà mai essere. Se valutiamo questo semplice esempio già possiamo vedere che conscio (effettivo e potenziale) e incoscio hanno un territorio pressochè simile, anzi, quello dell'incoscio reale alla fine è minore. Voglio far notare che stiamo andando un pò fuori tema. Il discorso è interessante però.... vediamo magari in caso modificherò un pò almeno il titolo |
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Questo per dire che la rinascita prevede uno stato completamente rinnovato. Aggiungo, anche se non perfettamente bilanciato con il resto, che quello che viene considerato follia (e non mi riferisco ad uno stato patologico) per la maggior parte degli uomini, non è detto che lo sia realmente.:@@ |
Ayn ma che stai a dì? :@@
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Hai bisogno del traduttore?
cosa vorresti dire con "che stai a di"? |
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dicevo che se non hai capito posso tradurre poi, la frase virgolettata denoterebbe ironia reiterata nonchè un voler racchiudere geograficamente attraverso un dialetto e avere dei punti di riferimento per poter procedere......... questo si traduce, se invece è tutt'altro basta dirlo.:@@ |
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Cos te disi Ayn? Lo sai bene che non ho bisogno di giochetti, neanche dei tuoi però. Dacci un taglio, grazie. |
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intendo interpretare in altro modo. Es. in tema, se io volessi fare una critica alla follia, di certo dovrei sapere cosa essa è e poi cmq dovrei ammettere che quel folle che vedo al di fuori di me (a meno che non sono tutte chiacchiere allora è altro) fa parte anche di me in misura diversa, dato che l'unità è composta da tante piccole altre unità interne, e il macro è l'immagine del micro come viceversa. allora se invece sento parlare di discorsi a senso unico e giudicanti allora forse penso che si stia giocando, tutto qui prego. |
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Oppure prova chiedere quello che ti e' oscuro perche' si possa far chiarezza a te e nel contempo far ordine in noi stessi se necessario . Citazione:
Allora l'argomento gia' lo conosci , perche' dici di non capirci nulla? E' una critica a chi ha tentato di affrontare il problema e lo ha fatto male in modo confuso o confusionario ? |
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Credo di aver capito e sono d'accordo, le persone connesse davvero col tutto o con qualcosa in più rispetto alla media non sono affatto appariscenti, almeno non fanno niente per cercare di apparire tali. Ho sotto gli occhi l'esempio di mia sorella che pur essendo artista si veste nella maniera più normale del mondo. Per rispondere alla domanda, se sono nuda in giro per casa e suonano alla porta mi vesto.:) questo che la persona alla porta sia 'sveglia' o meno. .. In spiaggia se c'è altra gente porto il due pezzi e nel vestire credo di essere fin troppo classica. Il mio è un atteggiamento interiore non esteriore e qualche prezzo purtroppo lo pago, proprio in termini di struttura neuronale. Ma questa affermazione è da prendere con le pinze infatti non tutti quelli 'fallati' a livello biologico dimostrano estro artistico anche se spesso chi ha estro artistico ha qualche falla più o meno seria, chissà come mai. Per l'ultima domanda... Secondo me le follie non si cercano appositamente, non sono studiate a tavolino, altrimenti non sono più follie ma comune voglia di apparire e di ricevere attenzione, in televisione ne mostrano di continuo nei vari reality. Scusate l'intervento superficiale ora che il topic ha preso una piega più profonda non ci stava proprio ma ho preferito rispondere. Seguo con interesse.:) |
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Ma volevo dire che si sente quando si sta per divantare folli per via di...ognuno è soggetto alle proprie follie credo, c'è un'alterazione successivamente come se venisse iniettato qualcosa nelle vene, il corpo rilascia qualcosa che altera la percezione del normale vivere e quel qualcosa fa agire sconsideratamente, o comunque come fosse un'ubricatura addormenta la ragione, il buon senso, e fa agire come sotto trance, ecco la definirei così e a lungo andare diventa come un qualcosa da cui non si può più prescindere ed ancora peggio si accetta come normale consuetudine, la follia di aver accettato una cosa del genere senza avere nulla più che ci si oppone. Credo che a lungo andare attrofizzi qualche parte della coscienza, che non le permette più di fare il suo lavoro |
Per andare un po' avanti , ricordo che nell'antichita' ma credo anche oggi se si tiene conto di esperienze in campi analoghi , il divinatore era persona diversa dal profeta .
Colui che trasmetteva i segni dall'oltre non era in grado di profetare cioe' di interpretarli . Lo steso accade in noi credo : la parte che entra in contatto con l'inconscio attingendo al numinoso che li' risiede e che ci fornisce dei contenuti a cui il conscio non puo' accedere non puo' poi compiere l'opera di interpretazione o di integrazione o di moderazione . Questo compito spetta ad un'altra parte di noi . Il fatto e' che spesso quest'altra parte non rispetta i contenuti dell'inconscio e li perde . |
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