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luke 14-10-2009 00.51.20

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 75358)
Personalmente (mi posso infilare nel discorso, si?) per quanto trovo corretto tutto quello che dite mi risulta piuttosto complicato capire il come.
Voglio dire, per esempio nell'ultimo episodio che m'è capitato, quel briciolo di osservazione che ho avuto non mi ha comunque impedito di cascare nel circolo.

E' un lavoro che va oltre alla razionalizzazione secondo me e che prevede un certo numero di fallimenti anche (sigh) prima di venire perlomeno controllato un pò.

Non sono neanche tanto d'accordo su quel rinunciare del tutto a quel che abbiamo perso (forse perchè non ci riesco) perchè se rinunciamo a quanto abbiamo desiderato rinunciamo a una parte di vita.

Quel pò di cambiamento che riesco ad operare è mantenere cosciente il bisogno di essere coccolata o considerata, osservare come ogni volta che posso ricerco la situazione di scambio (si, è oltremodo penoso viversi in quello stato) e cercare altro, meno pericoloso, per compensare quel vuoto.

Ognuno ha la sua formula temo, ma fintantochè si ragiona non si sente e non si vive un qualcosa che prende potere dall'emozionalità e non dalla ragione.

Chissà se si capisce qualcosa..bon, ce provamo, ogni tanto penso che dovrebbe essere come smettere di bere per davvero. Taglio secco e controllo severissimo e costante. Fintantochè anche solo una briciolina del mio essere giustifica o asseconda quel desiderio perverso io sarò sempre in "pericolo".

Sicuramente sono necessarie molte prove e fallimenti.
Osservarlo non vuol dire farlo sparire, solo sentirlo appieno per capirlo: oggi per esempio mi è capitato di subire una risposta piutosto sgarbata di una collega, su di un problema su cui tra l'altro avevo ragioneio, e sono rimasto alterato e piuttosto scosso per un pò. A mio modo di vedere non poteva essere la mia una reazione normale di un individuo adulto ma era forse uno dei piccoli io che veniva a galla chissà da dove, magari dalle risposte nervose e rimproveri esagerati subiti anni fa, che non ho acora "digerito".

Sul rinunciare aquanto desiderato ti dico come la penso in questo periodo: ci sono cose a cui enevamo, nelle are eà che abbiamo avuto e che per un motivo o per l'altro no abbiamo ottenuto, che sia l'affetto dei genitori da bambino, il senirsi preso in considerazione dai coetanei , la ragazza che ci piaceva a scuola ecc. Di alcune di quste cose ce ne facciamo ben presto una ragione, di altre no, forse perchè ritenevamo di meritarle veramente o che non siamo riusciti nell'intento prefisso perchè altri ci avevano messo osacoli troppo grossi sulla strada.

Alcuni di questi desideri ormai non potremo più soddisfarli nel modo in cui avevamo previsto, ma non possiamo passare la vita a roderci dentro, ma dobbiamo fare in modo di dimosrare di aver capito la lezione, di non ricadere nuovamente negli stessi errori, magari manifestati in altro modo...così facendo si potrà, a mio avviso, puntare adesso a cose realmente importanti, probabilmente più belle di quelle perse, e apporteranno gioia non solo al nostro io attuale ma costituiranno anche un "premio" per tutti i piccoli nostri io passati, che avranno collaborato con noi , smettendola di succhiarci energie, ma contribuendo alla "causa comune" coll'apporto di esperienza e consapevolezza che possono arrecarci, quindi anche loro non rimarranno a vita con l'amaro in bocca, ma potranno essere ugualmente felici quando faranno parte dell'IO più grande che stiamo costruendo.

Kael 14-10-2009 00.55.53

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 75363)
Allora ti giro una domanda che mi faccio spesso :@@ se non hai avuto una cosa, come fai a sentirne la mancanza?

Esistono gli archetipi che agiscono a vari livelli. Quello della mamma ad esempio è forse il più potente, un orfanello poverino potrebbe andare in giro per il mondo per anni a cercarla, anche se non c'è, se non l'ha mai avuta, e poi da adulto continuare comunque a farlo in altre maniere (anche inconscie) finchè non riesce ad accettare quello che è stato. Solo allora potrà rinunciarci per sempre, altrimenti in un modo o nell'altro continuerà a cercarla invano.

dafne 14-10-2009 01.05.07

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 75362)
Siamo corsi un po' avanti col discorso teorico rispetto al tuo lavoro di osservazione, qui il topic è una tua esperienza. Però se dai un occhio a qualcos'altro che hai già sistemato e ripercorri tutto il processo forse vedi che ti torna di più (oppure anche no, per carità).


Grazie per l'incoraggiamento.8-) icon_mrgr:

Se mi danno un biscotto invece di dieci comunque qualcosa ho avuto.

Comunque, prima di finire a campi a raccogliere nuvole quello che cercavo di dire è che messa con "devi rinuciare a quello che non hai avuto" in realtà restringi un movimento alle fasi finali.
Messa cos' a tavolino non fà una piega ma poi se ti tocca di viverti e di cuccarti il meccanismo non è che puoi dire "ok sono grande, adesso sono cresciuta, mi trovo altri interessi e la cosa è finita"

Per me perlomeno non funziona, forse perchè ho ancora da vedere l'insieme, forse perchè lego moltissimo la rinucia a un processo razionale di analisi, comparazione ed eliminazione.

Emozionalmente rinunciare a qualcosa mi è oltremodo difficile. Bon, altro discorso fatto è che m'incasino sull'utilizzo delle varie..nonsocomechiamarle..attività, mentali emozionali e fisiche.

Ma a leggervi pare un pò comeun.. un-due-tre...stella! icon_mrgr: mentre poi non è sempre così. Soprattutto in questioni vischiose e invalidanti come la perdita della dignità (perchè quello alla fine è).

Mi ritiro in meditazione leggo.gif

Kael 14-10-2009 01.22.28

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 75367)
Ma a leggervi pare un pò comeun.. un-due-tre...stella! icon_mrgr: mentre poi non è sempre così. Soprattutto in questioni vischiose e invalidanti come la perdita della dignità (perchè quello alla fine è).

Pare? A chi pare? diavolo.g: Perchè a me non pare. abbraccio:

Edera 14-10-2009 10.11.07

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 75319)
rinunciare totalmente e per sempre (dopo averne preso coscienza ovvio) a quel che non abbiamo avuto quando ne avevamo bisogno e rendersi conseguentemente conto che adesso non ne abbiamo realmente bisogno. Ma finchè non si rinuncia non si può rendersi conto ed è come se avessimo bisogno.

A livello razionale è molto chiaro. Ma a livello emotivo che poi è quello che conta..Come si fa?piango.gif

dafne 14-10-2009 10.43.47

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 75374)
A livello razionale è molto chiaro. Ma a livello emotivo che poi è quello che conta..Come si fa?piango.gif

Ecco, meno male, perchè cominciavo a sentirmi un filo scema icon_mrgr: icon_mrgr:

fiori.gif

stefano 14-10-2009 10.59.17

penso che un'attenzione costante alle emozioni possa essere un inizio.
e soprattutto notare quanto queste emozioni siano influenzate da altro oppure "libere" in un certo momento.

Ray 14-10-2009 12.55.38

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 75374)
A livello razionale è molto chiaro. Ma a livello emotivo che poi è quello che conta..Come si fa?piango.gif

Non è razionale il livello "che conta" (anche se ha il suo peso), ma neanche emotivo, anche se pure questo è il suo peso. Il livello funzionale riguarda la coscienza tutta e il suo rapporto con la volontà e il suo innesco.

Non basta prendere coscienza del bisogno, ad esempio di affetto, e della mancanza strutturale in cui quel bisogno si è sviluppato. Occorre anche prendere coscienza dell'attaccamento al bisogno e dell'attaccamento alla condizione di bisogno (forse non si vede la differenza ma per ora non so dirlo meglio, ci proverò).
Questo può innescare una scelta... perchè è a tutte quelle cose che occorre rinunciare.
Il che quindi va a modificare tutto l'insieme.

dafne 15-10-2009 11.57.19

Devo chiedere scusa, anzi, vorrei chiedere scusa per i toni che ho usato e per la velata (ma neanche tanto) vena di polemica.
Avevo la biscia in movimento dry.gif e non me ne sono voluta render conto.

Così ho cercato di provocare, vi ringrazio per non avermi offerto una spalla, la biscia è esplosa comunque (purtoppo) il che è stato comunque alla fine una buona occasione per vedere cosa la muove.

Il giudizio, ne farò una discussione a parte ma nelle parole di Ray e Kael ho voluto vedere un certo "eh ma è così ovvio" che portava a un conseguente giudizio su di me.
Posto che non posso sapere che giudizi si facciano, o non facciano, gli altri, quindi quello che avete voi, questo ha innescato una bomba sempre pronta ad esplodere in me.

Una successiva riflessione mi ha portato a vedere un giudizio che non era il vostro su di me ma che è mio e che io credo di vedere in voi. La proiezione ha un senso diverso adesso, adesso che la vedo intendo.

Successivo ancora è, sarà, cercare di definire il giudzio che ho di me andando finalmente a vedere come in realtà io mi vedo (la famosa super idea di me non consapevole) o meglio come dovrei essere per essere ok dry.gif

Vabbeh mi fermo, scusatemi ancora ragazzi e grazie per la pazienza fiori.gif

Sole 18-10-2009 00.40.37

Volevo aggiungere una cosa sul concetto di complessi di cui si parlava prima, una specie di semplificazione.
Parlare di complessi vuol dire identificare un gruppo di io che si muove verso una certa direzione ma questo non vuol dire necessariamente che se non lo si identifica non è possibile lavorare verso.... ma anzi, man mano che si lavora su ogni singolo io si può arrivare a comprendere quanti piccoletti fanno parte di un complesso. Per cui lavorare su un io (una reazione, una proiezione) apre le porte ad un io gemello e via così fino al complesso che a quel punto, il complesso identificato, potrebbe anche essere isolato.


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