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Ray 29-07-2009 17.17.47

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 71754)
Io non la vedo questa differenza e soprattutto non vedo uno che vuole essere approvato che scambia, ma piuttosto impone perchè il bisogno di approvazione è taltmente tanto da non poter cambiare idea ... però vedo che uno che vuole essere approvato ed accettato in un gruppo può assumenre comportamenti idonei.. ma in ogni caso non è libero.
Se voglio approvazione la voglio così come sono: mi devi accettare come sono e se mi accetti mi approvi. Se non approvi le mie scelte non accetti che sono fatto così. Frasi comuni nei giovani figli.. che fanno sentire in colpa i genitori.

Forse non hai capito cosa intendevo, d'altra parte rileggendo non è così chiaro.

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 71740)
Voler essere accettati è voler avere rapporti, voler scambiare, voler essere approvati un po' nasconde un desiderio di non cambiamento. Mentre se scambio sono disposto anche un po' a cambiare (pur restando me stesso).

Voler essere accettati = voler avere rapporti, voler scambiare
voler essere approvati = nasconde desiderio di non cambiamento.

Nella frase le due cose le intendevo contrapposte.

In effetti posso venir accettato e non approvato. Se però non vengo accettato non c'è rapporto (anche di disapprovazione) e quindi non c'è scambio.
Voler venire approvati è più che voler venire accettati... è voler essere accettati e anche approvati. Se mi basta l'accettazione non sto imponendo, chiedo. Se c'è bene, se no peccato... mi dispiace ma amen.

Sole 29-07-2009 17.24.45

Vediamo se ho percepito cosa intendi, perchè mi suona difficile.

Per essere accettato posso adeguarmi e cercare un dialogo anche se in ogni caso anche il desiderio di accettazione nasconde un bisogno, una insicurezza, una non accettazione di se.
Se voglio essere approvato chiaramente non mi frega niente di adeguarmi sono così e basta.

Se mi approvi mi accetti in automatico ma se mi accetti mentre io mi sono adeguato in realtà non puoi approvarmi perchè sono come te.. per cui approvi te stesso. Quindi alla fin fine quando si cerca approvazione si pretende di controllare.
Che caos.. forse diciamo la stessa cosa, ma da parti diverse.

stefano 29-07-2009 17.42.43

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 71755)
Giusto oggi ho avuto modo di osservare un altro meccanismo, che toglie dignità a chi lo mette in pratica più di altri che posso esaminare, di come si controlla l'ambiente: il pettegolezzo.
Riportare fatti confidati o magari solo parlati o valutati ad altri secondo però il proprio comodo e versione allo scopo di controllare a proprio vantaggio l'ambiente, lavorativo in questo caso.
Per proprio comodo non vuol dire a livello di tornaconto fisico, materiale o lavorativo ma proprio esercitare un atto di vittimismo mascherato da integretà morale e lealtà verso gli altri... abbastanza schifoso... eppure lo vedo fare da molto tempo e funziona benissimo.
A questo livello è falsità. Il pettegolezzo o il riortare fatti con lo scopo di fare la vittima o di manipolare il pensiero altrui verso una direzione per averne in cambio un sollievo emotivo, momentaneo certo perchè poi dovrà continuamente rinnovarsi, è un controllo aggressivo applicato dalla vittima.


Se vogliamo possiamo continuare specificatamte su questa discussione la falsità:
http://ermopoli.it/portale/showthrea...ight=falsit%E0


personalmente considero il pettegolezzo una delle decadenze umane peggiori e dagli effetti a volte davvero brutti.
ci sarebbe da osservare come mai la cronaca rosa è così amata dalle persone...così come la cronaca nera.
invece di stimolare l'amore reciproco e per la vita... si stimola la paura e l'isolamento a mio parere

filoumenanike 30-07-2009 00.28.12

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 71726)
Così dovrebbe essere, eppure... purtroppo.......

A parte casi limite,l'errore del genitore è di non voler accettare la personalità del figlio/a, non riflettendo sul fatto che quando un figlio diventa grande, diventa una persona come le altre e può capitare che non sia in sintonia con il proprio genitore. Inoltre il genitore non accetta soprattutto la crescita di suo figlio e sempre pensa di poterlo rimproverare, riprendere, insomma continua a dargli quelle cure che andavano bene quando aveva di fronte un bambino, per mio padre ero sempre la sua bambina e come tale mi rendeva la vita impossibile, niente di quanto facevo gli andava bene, eppure so che mi amava, visceralmente, profondamente, nonostante scontri durissimi, fino alla fine, quando il silenzio che subentra è grave, insopportabile, opprimente più di tutte quelle tensioni che non riuscivamo mai a dipanare

RedWitch 30-07-2009 11.39.26

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 71740)
Voler essere accettati e cercare approvazione non sono proprio la stessa cosa, anche se si assomigliano per molti versi.
Tendenzialmente cerco approvazione quando non sono così sicuro di approvarmi da solo, e soprattutto (che poi è la stessa cosa) quando voglio prendere qualcosa, nutrirmi, dell'approvazione.
Voler essere accettati è voler avere rapporti, voler scambiare, voler essere approvati un po' nasconde un desiderio di non cambiamento. Mentre se scambio sono disposto anche un po' a cambiare (pur restando me stesso).

Si penso che la resa alla poossibilità del rifiuto sia poossibile anche se non si è integri del tutto, e che aiuti nel processo di integrazione. Poi è una cosa che va di pari passo comunque.

Grazie della precisazione, confondevo le due cose in effetti, adesso è più chiaro. Ribaltando la cosa e semplificando al massimo se mi accetti puoi essere mio amico e volermi bene ma non per questo approvarmi in tutto quel che dico e faccio (e ne possiamo discutere, magari cambiando i rispettivi punti di vista). Nonostante questo non smetti di essermi amico. Se non mi accetti non prendi nemmeno in considerazione quel che dico e faccio. Dal mio punto di vista se desidero essere accettata da te vorrei che tu mi fossi amico e mi volessi bene, poi se ho punti di vista diversi dai tuoi, possiamo parlare (scambiare) ed entrambi modificare.. Se voglio la tua approvazione in tutto quel che dico e faccio non mi sta bene se tu mi contesti qualcosa o non sei d'accordo con me.. ci rimango male, mi impunto e voglio convincerti (o anche no, ma sento il rifiuto) perchè se non mi approvi non mi ami e quindi non mi sento accettata, (anche se in realtà non è così).. facevo confusione in questo punto, perchè c'è del mio qui.. il trovarmi davanti un rifiuto, una contestazione (anche se giusto) mi fa sentire non accettata.... ma è roba mia (su cui devo sicuramente lavorare ancora).

E' vero che la differenza è sottile, però finalmente la vedo, grazie fiori.gif

Uno 30-07-2009 12.02.18

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 71774)
A parte casi limite,l'errore del genitore è di non voler accettare la personalità del figlio/a, non riflettendo sul fatto che quando un figlio diventa grande, diventa una persona come le altre e può capitare che non sia in sintonia con il proprio genitore. Inoltre il genitore non accetta soprattutto la crescita di suo figlio e sempre pensa di poterlo rimproverare, riprendere, insomma continua a dargli quelle cure che andavano bene quando aveva di fronte un bambino, per mio padre ero sempre la sua bambina e come tale mi rendeva la vita impossibile, niente di quanto facevo gli andava bene, eppure so che mi amava, visceralmente, profondamente, nonostante scontri durissimi, fino alla fine, quando il silenzio che subentra è grave, insopportabile, opprimente più di tutte quelle tensioni che non riuscivamo mai a dipanare

Non vorrei parlare di te per non entrare sul tuo personale, però mi viene facile usare l'esempio che hai fatto, facciamo finta che stiamo parlando in generale e non del tuo caso specifico, anzi parliamo di me vah....
Nella vita mi sono capitati alcuni rapporti con persone dure, che con il senno del poi ho compreso cosa mi hanno dato, ma appunto qualcosa ha lavorato e ho visto che non hanno cercato di invadere i miei territori interni, di controllarmi a puntino quanto di darmi degli strumenti che oggi utilizzo con soddisfazione. Oggi con queste persone non è rimasto, naturalmente, nulla in sospeso.
Con altre persone invece è successo il contrario hanno cercato di invadermi, magari ci sono pure riuscite per dei periodi (eoni fa, ma i fatti sono successi) e poi sono rimaste cose in sospeso finchè non ho imparato a perdonare.
Con le persone del primo tipo le tensioni (in quel caso proficue) che potevano crearsi poi si dipanavano naturalmente, inevitabilmente. Queste persone sono ferme (giustamente) nei loro principi ma non hanno mai tentato di invadere la mia personalità anche qualora per ruolo (per esempio una di queste persone è stato un mio maestro delle elementari... e poi altri maestri...) dovevano impormi qualcosa.

Non so se si capisce quello che volevo far notare, è ciò che rimane dopo (non l'eventuale nostalgia però) che determina cosa è successo.

nikelise 30-07-2009 12.13.12

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 71782)
Non vorrei parlare di te per non entrare sul tuo personale, però mi viene facile usare l'esempio che hai fatto, facciamo finta che stiamo parlando in generale e non del tuo caso specifico, anzi parliamo di me vah....
Nella vita mi sono capitati alcuni rapporti con persone dure, che con il senno del poi ho compreso cosa mi hanno dato, ma appunto qualcosa ha lavorato e ho visto che non hanno cercato di invadere i miei territori interni, di controllarmi a puntino quanto di darmi degli strumenti che oggi utilizzo con soddisfazione. Oggi con queste persone non è rimasto, naturalmente, nulla in sospeso.
Con altre persone invece è successo il contrario hanno cercato di invadermi, magari ci sono pure riuscite per dei periodi (eoni fa, ma i fatti sono successi) e poi sono rimaste cose in sospeso finchè non ho imparato a perdonare.
Con le persone del primo tipo le tensioni (in quel caso proficue) che potevano crearsi poi si dipanavano naturalmente, inevitabilmente. Queste persone sono ferme (giustamente) nei loro principi ma non hanno mai tentato di invadere la mia personalità anche qualora per ruolo (per esempio una di queste persone è stato un mio maestro delle elementari... e poi altri maestri...) dovevano impormi qualcosa.

Non so se si capisce quello che volevo far notare, è ciò che rimane dopo (non l'eventuale nostalgia però) che determina cosa è successo.

Ma quello che rimane dopo non e' legato a come sono andati i fatti prima?
Voglio dire , se c'e' stata durezza ma con rispetto qualcosa di buono inevitabilmente resta .
Ma se si cerca di approfittare dell'altro come dici tu non resta nulla .

Uno 30-07-2009 15.47.36

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 71785)
Ma quello che rimane dopo non e' legato a come sono andati i fatti prima?
Si, e che ho detto io?
Quote:


Voglio dire , se c'e' stata durezza ma con rispetto qualcosa di buono inevitabilmente resta .
Ma se si cerca di approfittare dell'altro come dici tu non resta nulla .
Nulla di buono, ma rimane quel retrogusto di cose lasciate in sospeso, al limite anche di soprusi subiti (dipende da quanto profondo è il rapporto), cose che si possono risolvere solo con il perdono univoco o con un reale cambiamento di entrambi ed un nuovo approccio chiarificatore ed equilibratore.


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