Ermopoli

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'ayn soph 15-04-2010 17.32.29

Citazione:

Originalmente inviato da Ombra (Messaggio 84021)
Credo che il matto non lasci nessuna tradizione, perché agli altri non può essere utile e chi è uguale a lui, farà comunque lo stesso percorso. Insomma è superfluo lasciare una via del genere, visto che chi la può usare ci arriva lo stesso e gli altri non la possono usare.

Lasciare significa pure tramandare a chi sta vicino e allora in questo caso forse per affinità qualcuno riesce a seguirlo e poi non è mai detto che non possa lasciare qualcosa di duraturo, nel tempo che so un tipo di ricerca attraverso un modo, un gruppo, altro..

Ombra 15-04-2010 18.15.46

Non credo.. Proprio per affinità vengono tramandate vie. Essendo il matto, maestro di sè stesso, sà bene che chi gli è affine farà lo stesso. Forse in modo indiretto qualcosa possa rimanere (allievi, persone che sono entrate in contatto con lui), ma non credo che volontariamente possa lasciare qualcosa.
Sono dubbioso sul fatto che possa avere allievi. Può un uomo, che è giunto alla verità in un modo così tortuoso, riuscire a spiegare in maniera comprensibile a persone diverse da lui (non affini) la via da fare?

'ayn soph 15-04-2010 20.11.53

Citazione:

Originalmente inviato da Ombra (Messaggio 84046)
Può un uomo, che è giunto alla verità in un modo così tortuoso, riuscire a spiegare in maniera comprensibile a persone diverse da lui (non affini) la via da fare?

Certo in fin dei conti contiene in se tutte le caratteristiche del percorso o degli altri Arcani, quindi è anche comprensibile a diversi livelli.

Ray 15-04-2010 22.54.44

Citazione:

Originalmente inviato da Ombra (Messaggio 84046)
Può un uomo, che è giunto alla verità in un modo così tortuoso, riuscire a spiegare in maniera comprensibile a persone diverse da lui (non affini) la via da fare?

Un uomo che è giunto alla verità ci è giunto, non importa in che modo. Ha la verità a disposizione e quindi è in grado di indicare la Via a chicchessia, quella che fa per lui. Dall'alto del monte vedi tutti i sentieri, non solo quello che ha usato lui.
Certo che il sentiero che ha usato il matto, che non è un sentiero ma una via che si è scavato nelle fronde per richiudersi dopo il suo passaggio, non è percorribile da altri. Semmai altri "matti" possono usare lo stesso modo ma ognuno di questi farà diverso e per conto suo.

'ayn soph 15-04-2010 23.06.38

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 84086)
Un uomo che è giunto alla verità ci è giunto, non importa in che modo. Ha la verità a disposizione e quindi è in grado di indicare la Via a chicchessia, quella che fa per lui. Dall'alto del monte vedi tutti i sentieri, non solo quello che hai usato tu.

Giusto mi era mancata l'integrazione

Il Folle 07-05-2011 16.54.07

Citazione:

"Lavorare per un padrone inflessibile è una cosa dura; ma non avere alcun padrone per il quale lavorare è una cosa più dura ancora."
In home mi è capitato questo aforisma e l'ho subito collegato alla via del Matto.

Io vedo il Matto come colui che sperimenta sulla propria pelle e con i propri metodi (che poi è sempre lo stesso, quello sperimentale del grande Galileo[???]), a diffirenza di chi segue altre Vie e viene seguito da un Maestro.

Il fatto di non avere un Maestro o comunque di non riconoscerne uno in modo ufficiale, mette il Matto nella condizione di doversi spianare da solo la strada affinchè possa essere raggiunta la vetta del monte da cui si vedono tutte le Vie.

Questo tipo di percorso è il più rischioso, il più incerto, il più dispendioso. E' facile perdersi nella selva, le insidie sono ovunque, nessuno ha spianato quella strada in precedenza, non ci sono indicazioni lampeggianti che indirizzano nella giusta direzione, ma occulti segnali che vanno cercati a proprie spese.

Si può dire che il matto ha un ego talmente tanto forte che non si piega alla volontà di nessuno e che lo spinge verso l'ignoto in solitaria consapevole del rischio?

Un'altra domanda che vorrei porvi è per essere Iniziato egli dovrà per forza affidarsi ad Maestro o può attivare un processo di auto-Iniziazione? E se può auto-Iniziarsi diviene dunque un Maestro? Ma di chi? Solo di se?

I grandi artisti tipo Van Gogh hanno seguito questa via?

luke 07-05-2011 17.52.43

Citazione:

Originalmente inviato da Il Folle (Messaggio 99338)
In home mi è capitato questo aforisma e l'ho subito collegato alla via del Matto.

Io vedo il Matto come colui che sperimenta sulla propria pelle e con i propri metodi (che poi è sempre lo stesso, quello sperimentale del grande Galileo[???]), a diffirenza di chi segue altre Vie e viene seguito da un Maestro.

Il fatto di non avere un Maestro o comunque di non riconoscerne uno in modo ufficiale, mette il Matto nella condizione di doversi spianare da solo la strada affinchè possa essere raggiunta la vetta del monte da cui si vedono tutte le Vie.

Questo tipo di percorso è il più rischioso, il più incerto, il più dispendioso. E' facile perdersi nella selva, le insidie sono ovunque, nessuno ha spianato quella strada in precedenza, non ci sono indicazioni lampeggianti che indirizzano nella giusta direzione, ma occulti segnali che vanno cercati a proprie spese.

Si può dire che il matto ha un ego talmente tanto forte che non si piega alla volontà di nessuno e che lo spinge verso l'ignoto in solitaria consapevole del rischio?

Un'altra domanda che vorrei porvi è per essere Iniziato egli dovrà per forza affidarsi ad Maestro o può attivare un processo di auto-Iniziazione? E se può auto-Iniziarsi diviene dunque un Maestro? Ma di chi? Solo di se?

I grandi artisti tipo Van Gogh hanno seguito questa via?

Provo a rispondere visto che anche a me interessano i discorsi sulla VIa del Matto, in giro non si trova molto e forse anche giustamente, essendo una strada un pò "sui generis"evidentemente si debbono cercare spunti qua e là tipo puzzle.
Non credo che i grandi artisti , Van Gogh o altri simili tipo Caravaggio, abbiano seguito Vie di nessun genere, forse lo avessero fatto potevano essere meglio predisposti a quella del Matto rispetto ad altri, ma è solo una mia sensazione, per quanto posso dire non credo che nei loro casi si possa parlar di VIe seguite con relativi risvegli o specifici risultati nell'ambito della Ricerca.

Sull'Iniziazione del Matto penso sia illuminante il post di Uno in cui dice :

"Alla fine del percorso iniziatico comunque si arriva ad un punto dove in qualche maniera al Matto viene trasmesso ciò che si può solo ricevere e non attirare.
Questo qualcosa che trasmette l'ultimo passaggio può anche essere un Maestro di un'altra Tradizione... in ogni caso il Matto non abbandona il suo sentiero "semplicemente" diventa un Iniziato, non è più un Matto, non abbraccia altre Tradizioni anche se come tutti gli Iniziati le comprende tutte."

Faltea 08-05-2011 11.03.25

Ma c'è qualcuno che ha seguito questa via? Un nome tanto per capire meglio o un po' meglio?

Pensavo, la via del Matto può essere definita anche per chi segue una via precisa rifiutando un maestro (tipo lo sciamanesimo, esempio)?
Oppure è una via a se stante senza affiancamento ad altre tradizioni?

Kael 08-05-2011 11.32.12

Citazione:

Originalmente inviato da Il Folle (Messaggio 99338)
Io vedo il Matto come colui che sperimenta sulla propria pelle e con i propri metodi (che poi è sempre lo stesso, quello sperimentale del grande Galileo[???]), a diffirenza di chi segue altre Vie e viene seguito da un Maestro.
Sperimentare sulla propria pelle lo fanno tutti, anche chi è seguito da un Maestro (che non può sperimentare lui per te). La differenza sostanziale è che un Matto è capace di auto provocarsi la tensione necessaria, nelle altre Vie è il Maestro che dà una spintarella o che frena a seconda dei casi, inducendo stati che normalmente non si è in grado di produrre da soli. Una volta però indotto uno stato (ad esempio una tensione accresciuta da 10 a 15) potenzialmente l'allievo deve poterci tornare da solo, a comando, avendolo già sperimentato, il Maestro dovrebbe "solo" indurre stati mai sperimentati prima, e lasciare che l'allievo torni da solo a stati a cui lo ha già "iniziato".
Quote:

Si può dire che il matto ha un ego talmente tanto forte che non si piega alla volontà di nessuno e che lo spinge verso l'ignoto in solitaria consapevole del rischio?
Si chiama matto perchè appunto agli occhi degli altri può apparire come tale, fare sciocchezze, cose "senza senso", ma questo non vuol dire che lo sia veramente e che ricerchi il pericolo solo per soddisfare il proprio ego. Al contrario direi che il Matto ha una tal sete di conoscenza che mette la sua stessa persona in secondo piano, se ne frega se agli occhi degli altri può apparire ridicolo o incosciente. Tutta la sua vita è un continuo investigare anche laddove la ragione umana comune direbbe, per paura o per morale, che non si fa, che non conviene o non sta bene...

Citazione:

Originalmente inviato da Faltea (Messaggio 99355)
Pensavo, la via del Matto può essere definita anche per chi segue una via precisa rifiutando un maestro (tipo lo sciamanesimo, esempio)?
Oppure è una via a se stante senza affiancamento ad altre tradizioni?

Non è che il Matto rifiuta un maestro a priori, il fatto è che per la sua costituzione psicofisica è sempre in movimento, un maestro lo farebbe "rallentare" e lui è sempre alla ricerca di nuove cose, in una sorta di "cambiamento continuo".


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