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Il motivo che spinge alla ricapitolazione e che ne determina il valore di guarigione. :U Spe che forse ci sono. Il fatto traumatico, non accettato (non fatto a pezzi con l'accetta direi dopo lo spunto del capo), che poi viene proiettato sugli altri in modo continuato (il famoso "scelgo sempre l'uomo sbagliato" ci può stare?) è determinato da quella partre di noi che in ombra anela ad essere conosciuta ed accettata ma viene costantemente rifiutata. Se è giusto invertivo, come sempre, la causa con la conseguenza... leggo.gif |
Mi parlo sopra ma se fosse così; parte d'ombra--fatto negativo--proiezione del lato d'ombra in successivi simili fatti negativi, potrei capire perchè sono riuscita così poche volte a ricapitolare (forse solo una a sto punto..).
Mi fermavo al fatto accaduto, magari al massimo alle emozioni coinvolte, soprattutto quelle successive ma non risalivo mai alla partenza, non potevo, avrei dovuto riconoscere come mie le cause (le emozioni, le spinte, non so come chiamarle) di tali conseguenze, riprendendomi certe spiacevoli proiezioni. Che non sapevo dove mettere. La patata bollente è quella, proiettare si proietta, eh bon, sapendolo dovremmo ritirarla permettendoci di far entrare quello che l'altro è davvero, che ci dice mentre ci teniamo la nostra proiezione ben conscia, in modo da non rispedirla in fondo a macchinare altri modi per risalir a galla...stosvegli: |
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Si può dire che si tratta di oggettivarla in modo da renderla altro da noi? A me sembra un po' così, mediante l'osservazione si arriva ad oggettivare ciò che inevitabilmente proiettiamo in modo da non esserne posseduti, creando quel minimo di distanza che ci permette di distinguerci da essa |
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Nella mia minima esperienza ho notato che all'inizio mi accorgevo della proiezione solo quando oramai era tornata indietro e questo perchè conoscevo le persone che in quel momento mi stavano dando noia e mi son resa conto di colpo che le due immagini, quella che mi stava deludendo e quella della persona in questione non collimavano. :wow: E' stato fondamentale il passaggio che ho fatto quando mi sono resa conto che avevo a che fare con le persone nel mio mondo personale, le vivevo come un prolungamento di me, come mie idee e non come persone reali, non sempre. Libera moltissima energia in effetti smettere di controllare le immagini che abbiamo sugli altri e posizionarci sulle nostre. Ma è un lavoro lunghetto mi sà... |
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