![]() |
Citazione:
Spazio vitale...dipende dal tipo di persona che ho di fronte, da quello che devo fare e da quanto sono stanca. Quando sono molto stanca il mio spazio per sopravvivere si dilata molto( nel senso che me ne serve di più) mentre se non lo sono accetto più facilmete ingerenze esterne. E' quasi come se quando sono a posto potessi farmi avvicinare dalle cose senza farmi toccare, come se avessi intorno una membrana gommosa che quando sono stanca, invece, si lacera facilmente...oppure diventa porosa non saprei. Il mio spazio vitale minimo comunque lo lego sia allo spazio (la vicinanza fisica intendo) sia al tempo che alle intenzioni, forse anche agli odori e al mio stato fisico o psichico. A tutto in pratica icon_mrgr: volevo dire solo che è suscettibile di cambiamenti. Dici che le abitudini potrebbero essere strumenti di qualcosa di cui non siamo coscienti (se c'è il non di troppo diavolo.g: ) ma per tutte le piccole abitudini? Come strofinarsi il lobo se si è sovrappensiero, arricciarsi una ciocca, lasciare bottiglie o tubetti sempre aperti interrompere sempre prima che l'altro abbia terminato un periodo ecc? (aspetto la risposta prima di fare fiume di paroleicon_mrgr: ) |
Citazione:
|
Citazione:
|
Per quanto riguarda il pelo e gli animali posso dire che l'ho constatato nel tempo, il mio gatto ad esempio quando dorme se mi avvicino per dargli un bacino e toccarlo con un dito, mi percepisce molto prima che io arrivi a toccarlo, io mi diverto diavolo.g: perchè ad un centimetro da lui lancia già quel vrrr che mi dice: beccata! icon_mrgr: Anche con baffi e orecchie.
Io ho dei problemi a stare in un posto piccolo con una persona con cui ho degli irrisolti, tipo ad esempio in auto, inizio a sbadigliare e a dover continuamente allargare il diaframma come se fossi in bisogno di ossigeno. Inoltre non riesco ad accettare, quella che per me è un'invasione del mio spazio privato, in pratica quando le persone mi parlano molto vicino, o mi toccano senza che io "abbia dato loro il consenso". Luoghi invece dove sto male sono, come Diam, i supermercati, il più delle volte esco con il mal di testa. A meno che di ricordarmi che devo stare attenta. (anche se a cosa non lo so :D Quando invece lavoro in posti angusti o mi muovo velocemente vicino a spigoli sento un formicolio nelle sopraciglia, non chiedetemi perchè, perchè non lo so. icon_mrgr: Adesso che ho scritto mi è venuto in mente che spesso mi tocco le sopraciglia e mi si sono allungate parecchio, ecche è? :U:@@ |
Citazione:
Capelli troppo lunghi spingono verso il basso? Citazione:
Per quel che riguarda lo spazio vitale minimo non ho ancora osservato bene la cosa, ma deve sempre esserci sufficiente spazio tra me e gli estranei, mi danno fastidio per esempio quelle persone che gesticolano molto allungando le mani su di me (senza doppi sensi ma ci son persone che sembra che abbiano il bisogno di toccare gli altri, magari sul viso o mettono le mani sulle spalle etc)... diverso è se sono con persone a cui voglio bene, con cui mi piace sentire il contatto fisico, in quel caso lo spazio vitale si riduce di molto... sto osservando in questi giorni, se trovo altro lo aggiungo, è molto interessante questo discorso ... :D |
In questo periodo sento il mio spazio vitale messo fortemente a rischio, mi disturbano persino le voci manata.gif in certi momenti, la tentazione folle è di prendermeli a forza certi spazi più ampi, che sia litigando con i clienti (quindi rimettendoli al loro posto) che sbraitando con le maestre sia lasciando al doposcuola i figli fino a tardi sia non rispondendo al cellulare ecc
Sento il bisogno di allontanare tutto come se sentissi un senso di pressione, di soffocamento. E' curioso come sia esattamente l'opposto di quello che ti capita Red, io amerei spazi aperti,mi piace non sentirmi, sentirmi spersa in giro.. ma alla fine il risultato risulta sempre lo stesso. Che cos'è che mi sento venire addosso come se fosse un'invasore, che cosa mi toglie? Perchè il soffocamento parte dal trattenere il fiato, dal non respirare, dal non avere ossigeno e mi sale la rabbia e mi vien voglia di distruggere tutto...forse quell'ipotetica ragantela che sembra strangolarmi..uhm toni da melodramma lo sò ma così forse mi rimangono un pò più impressi. leggo.gif |
Di quanto spazio vitale ho bisogno? Dipende dalle persone e dal mio umore
Se si tratta di estranei ho bisogno di parecchio spazio! Ma non è sempre stato così, è così ora. Amici e familiari... dipende. Per esempio mia madre non riesco ad accettare che mi si avvicini troppo, mi irrigidisco. Unica eccezione è quando sono giù, allora rastrello coccole ovunque! Mia figlia invece ha sempre libero accesso nel mio spazio vitale, tranne quando sono nervosa: allora l'unica presenza che accetto è la gatta Soffro tanto sugli autobus molto affollati, mi manca l'aria, ho la sensazione di essere lì-lì per svenire: allora cerco di respirare e non fissarmici troppo, così controllo e poi passa. Negli spazi aperti e nella natura sto benone, ho una sensazione di... espansione bellissima |
Citazione:
I capelli... si seduzione, si controllo... che poi sono collegati, se seduco anche ho maggior controllo sull'ambiente. Ma la parte interessante è il controllare se funzionano e cosa percepiscono. Si sa che i capelli sono "elettrici", nel senso che è molto facile si carichino elettrostaticamente, anche tanto da stare per aria. Poi per scaricare è sufficiente toccarseli... il contatto con la massa scarica a terra. I capelli in effetti, così come i peli, essendo sottili hanno molta superficie per poca massa/peso e quindi manifestano più facilmente le reazioni alle tensioni che ci sono nell'aria/ambiente. In realtà si dovrebbe dire, come per tutto ciò che percepisce, da un apparecchio a un organo di perezione, che reagiscono alla variazione dell'ambiente. Quindi percepiscono i cambiamenti di tensione/vibrazione... come appunto la presenza di un pericolo, magari rappresentato da qualche belva affamata se vogliamo portare la cosa all'ambito prettamente naturale da cui ci siamo scollegati quasi del tutto. Essendo la vibrazione viaggiante nella mia direzione la percepiscono anche se qualcosa in mezzo mi impedisce di vedere. Chiaramente oltre a percepire dall'ambiente esterno percepiscono anche da quello interno e manifestano il nostro stato vibrazionale. Noi non siamo capaci di farlo volontariamente, ma pensiamo ai gatti che quando vogliono comunicare tensione si fanno rizzare i peli, tutti o solo della coda. Non ridurrei il tutto ad un cercare di sembrare più grossi... |
Mi par di capire che i capelli ci danno dei segnali importanti.
Dalla percezione dei miei capelli posso dire che quando sono depressa perdono il tono e non tengono la piega, mentre se sono nervosa o eccitata montano come la panna, quando sto bene e sono carica di energia pulita mi spuntano fuori dei riccioli perfetti morbidi e vaporosi, mentre quando percepisco una sottile paura di qualcosa che non vedo nè odo con le orecchie allora sento la pelle d'oca nella testa e i capelli si drizzano alla radice, li sento muovere impercettibilmente e spesso si caricano di elettricità e poi sudore freddo. |
Stamattina il parrucchiere si è accorto di una macchia di alopecia sulla mia bella testolina riccioluta!!!
Mi è venuto un colpo, è la seconda volta che succede. Lui dice troppo stress, e che quando succede una volta poi tende a riaccadere quando si ripresenta il forte stress. La prima volta i capelli sono ricresciuti subito, stavolta la chiazza è più grossa, cmq spero di si, dovrò andare dal dermatologo per farmi dare la cura e questo mi stressa ulteriormente. Per fortuna è in un punto ben coperto dal volume e dalla massa lunga dei capelli. Se sapete di qualche significato esoterico particolare che possa aiutarmi vi prego ditemelo subito. scusa.gif |
Citazione:
|
E' morto un'altra volta il discorso....
Sopra ho accennato agli spazi ma anche le posizioni sono importanti. La Pnl le studia, ma si limita ad una osservazione causa-effetto di tipo quasi psicologico. Essendo in esoterismo dovremmo analizzare la cosa in questo ambito. Una persona sempre contratta, gambe e braccia sempre incrociate fronte corrugata ha dei problemi energetici. Muoversi avanti e indietro (presente la lupa del campidoglio?) non tenere una o entrambe le gambe ferme da seduti indica che in quel momento non si ha abbastanza energia per passare su un livello di lavoro superiore, ma si ha dell'energia non utilizzata che non si riesce a sopportare. Stessa cosa nella scelta dei movimenti, delle posizioni per fare un lavoro etc.. Ci sono persone che se non faticano per ogni cosa che fanno non sono contente, ci sono persone che ottimizzano e fanno il minimo sforzo pur facendo bene il lavoro, quasi sempre meglio degli altri. Osservarsi in queste "piccole" cose (e altre, continuiamo se non vi viene in mente nulla) può aiutare a capire come si è messi, dove si è e dove puntare. |
Citazione:
|
Personalmente le mie abitudini più frequenti che ho osservato sono:
quando sono teso non riesco a stare fermo, vado su e giù per casa, mi siedo e poco dopo mi alzo di scatto. sin da bambino ho il vizio di stropicciarmi il labbro inferiore con la mano destra. a volte,specie se sono assorto nei miei pensieri, tendo a "sgrullare" le mani verso il basso, a scuoterle un pò come se fossero bagnate e volessi asciugarle. quando sono seduto al pc tiro le gambe verso il petto, poggiando i piedi vicino al sedere ed assumendo una posizione raccolta, tipo bambino nell'utero o tipo quella di certe mummie. ehm avrei pure un altro gesto caratteristico, ma eventualmente su questo chiedo lumi in privato icon_mrgr: |
Citazione:
|
Citazione:
Un'altra cosa che ho notato in questi giorni ho poca voglia di lavorare e la risposta del corpo è che sbadiglio spesso pur non avendo particolarmente sonno... e quando sto così assumo anche delle posizioni scomposte... Citazione:
|
Io sono una bruxista incallita. La notte spesso mi sveglio per il dolore alla mascella. Mi succede comunque più di inverno che d'estate.
Quando sono contrariata e seria serro la mascella, dilato le narici e stringo un pò gli occhi come per focalizzare meglio l'azione. Se rifletto nervosamente e ansiosamente mi scosto i capelli dalla fronte e mi liscio le sopracciaglia come per allargare il pensiero e il campo visivo. Se mi annoio comincio a sbadigliare e se devo resistere alla noia e mi innervosisco mi gratto la testa, da seduta tiro pure di schiena. Se ho sonno e devo resistere mi vengono i crampi in tutto il corpo. Il corpo è quasi sempre in posizione aperta, tranne se ho freddo, e mi tolgo le scarpe appena posso. Tengo le mani spesso una sul ventre e una sul seno, comunque una mano protegge e accarezza sempre il davanti, oppure tengo il braccio attorno allo stomaco sotto il seno comprimendolo un pò. Dimenticavo la risposta difensiva istantanea del mio corpo quando qualcuno si avvicina troppo a me e magari allunga le mani anche solo pacificamente |
Alcune volte provo a scrivere o ad usare il mouse con la mano sinistra.
La posizione che assumo è parecchio contratta, se sto scrivendo la mano destra mi va in modo quasi automatico vicino alla mano sinistra che scrive, se me ne accorgo e la sposto dopo un pò ci torna. Col mouse invece, sento la mano ed il braccio fino alla spalla non sciolto e questo è abbastanza naturale credo, però mentre muovo il mouse mi si contrae la bocca e le labbra in particolare. |
Citazione:
La bocca che si contrae può essere anch'essa una reazione alla concentrazione che devi assumere. |
Mi mangio le unghie ancora, e spesso passeggio da un posto all'altro senza metà, quando penso.
|
Citazione:
|
Io faccio molto di quanto è stato detto più su , anche se non posso dire di ritrovare quei comportamenti tra le mie abitudini ..... intendo dire che mi pare vi sia una differenza tra il dire sono abituato a pensare camminando su è giù e dire che "spesso " cammino su e giù mentre penso...
|
Mentre cammino su e giù, in realtà non penso, a volte è più preciso dire fantastico, e certe volte bisogna appoggiare le mani al muro per evitare di finirci col viso contro. :)
Ho un po' enfatizzato, ma è per rendere il concetto. Credo che sia l'impazienza di dover stare dove non si vuole stare, e quindi si vorrebbe uscire fuori, e siccome non lo si può fare fisicamente, lo si fa con la mente, che vorrebbe coinvolgere il corpo, e lo coinvolge. |
Osservandomi ho notato che non riesco a cominiciare e finire un lavoro , ovvero finisco quasi sempre quello che inizio , ma non nell'ordine perchè mi perdo in una serie di attività che nulla hanno a che vedere con quella iniziale che comunque alla fine recupero , come in una una specie di rewind .....esempio : sto lavando i piatti e squilla il telefono per cui sospendo il lavoro al secchiaio , rispondo alla chiamata e mentre sono al telefono leggo un appunto che mi ricorda che devo cercare una cosa che si trova in lavanderia dove vedo che non ho tolto la biancheria dalla lavatrice ....allora scarico la macchina , mentre recupero quello era indicato nella nota , piccolo dubbio nel decidere se dare la precedenza alla biancheria che va stesa o alla sistemazione di quello che ho preso e che va rimesso nel cassetto della scrivania e così via ........Presente il gioco enigmistico del
bersaglio dove una parola è collegata ad un altra fin che si giunge al centro dal quale si può ripartire per giungere alla parola d'inizio? Uguale e mi perdo , nel senso più letterale del termine, in questo ventaglio di cose che , fatte in questo modo , mi procura un bel dispendio di energia ....vero che se ci sono cinque lavori da fare alla fine in un modo o nell'altro sempre quelli ho fatto , forse mi stanca la confusione e lo sforzo per tenere a mente quello che devo finire .... Ho accennato la cosa ad un amico che mi ha suggerito la possibilità che questa dispersione sia causata dal "fissarsi" sulle cose : nel caso che ho descritto , una volta visto l'appunto , la mia mente anzichè momentaneamente archiviare e tornare a lavare i piatti , si fissa sull'appunto , come se questo non potesse attendere per poi rifissarsi sulla biancheria ecc.... ($) |
Succede anche a me Gibbi, mentre faccio una cosa me ne viene in mente un'altra e mi diventa difficile poi restare concentrata su quel che sto facendo. Alla fine anche io faccio tutto il programmato ma con un dispendio davvero maggiore di energia. Questo dispendio ho notato che mi deriva dall'ansia che tutto questo macchinoso "correre dietro alle cose che vengono in mente" mi causa.
La soluzione che adotto è restare concentrata su quello che devo finire, cercando di gestire anche l'ansia che ne deriva, e archiviare tipo postit la cosa successiva da fare. Un certo retro gusto di voler finire in fretta per via dell'ansia lo sento, ma se son presente riesco a gestire, appena mi addormento mollo la presa e vado a fare l'altra cosa non finendo ciò che stavo facendo. |
Mal comune, mi aggiungo.
Le strateggie man mano le cambio. Vado per priorità, ma una certa fretta visto le altre cose che attendono mette fatica appunto, perchè mente fissata altrove non è tutta disponibile. Poi ho provato a fare quella che mi piace di più, peggio di prima. Così diventa un perenne tollerare. Conque mi concendo con maggiore libertà adesso di passare dall'una all'altra cosa, dove posso, accettando di completare ognuna di esse in tempi dilazionati, e mi va meglio. E' lo standard che si ha in testa rispetto alle possibilità secondo me è uno dei problemi. |
Ho notato che a volte, quando finisco una cosa , magari sistemo degli oggetti al proprio posto, emetto una specie di fischio in modo automatico, breve ed appena percettibile, uno movimento involontario delle labbra, e di emissione di una piccolissima quantità di aria, quanto basta ad emettere questo fischio/soffio che dura due decimi di secondo....:U
|
Citazione:
A me capita di fare le cose trattenendo un po' li respiro per via della tensione e il rilassarmi successivo a fine lavoro mi fa rilasciare anche quell'aria che trattenevo mentre facevo |
Citazione:
|
Citazione:
|
| Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 09.30.57. |
Powered by vBulletin Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Questo sito non è, nè può ritenersi assimilabile ad una testata giornalistica, viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità del materiale. Pertanto, non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina della l. n. 62 del 2001. Il materiale pubblicato è sotto la responsabilità dei rispettivi autori, tutti i diritti sono di Ermopoli.it che incoraggia la diffusione dei contenuti, purchè siano rispettati i seguenti principi: sia citata la fonte, non sia alterato il contenuto e non siano usati a scopo di lucro. P.iva 02268700271