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il daimon da origine alle egregore ?
o sono la stessa cosa fondamentalmente? |
Scendendo nell'uomo, l'archetipo si può definire come la struttura, il potenziale di un singolo uomo e i daimon come ciò che si muove dentro la struttura girando da un polo positivo ad uno negativo?
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Ok TI RINGRAZIO . Siamo arrivati al tema dei temi , quello che ci spinge anche a stare in Ermopoli :il processo di individuazione. Non solo ma mi incuriosisce molto quel :'' nei termini a te piu' consoni'' . Vediamo come altri hanno affrontato il tema. Io aprirei una discussione ''il processo di individuazione e processi analoghi'' pero' per non farti lavorare troppo tu dovresti dare l'imput sugli analoghi e noi cerchiamo di approfondire Ok? |
Beh tutto quello di cui parliamo (direttamente o indirettamente) qui in Ermopoli è inerente a tale processo, riunire in un solo 3d è un pò complicato, si può fare uno specchietto ma a quel punto perderemmo molto per strada e non so se avrebbe senso, forse per qualcuno, ma non per molti.
Io direi che sarebbe meglio prendere singoli parti del processo e fare delle analogie con percorsi e termini diversi. Se vuoi iniziare da ciò che conosci meglio, qualcuno integrerà..... E' giusto che è il tema dei temi, ma non sottovaluterei il singolo mattono di fronte alla casa, se non piazziamo bene i mattoni tireremo su una casa o qualcosa che sembra una casa, ma il risultato sappiamo qual'è.... quella che io definirò individuazione sbilenca, quella che rende gli uomini (come genere) appena passata una certa età (anche molto fresca spesso) cristallizzati in una serie di atteggiamenti che apparentemente può farli autoritenere realizzati, o anche farli ritenere dalla massa ma nel profondo rimane l'insoddisfazione che culmina poi nel momento della morte. E lo so già che sei d'accordo su questa cosa, lo hai visto, forse pure troppo. |
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e questo e' in effetti solo un mio interesse per continuare ... . Tuttavia come incominciare questa strada e dove trovarla parlando dei singoli tratti da percorrere, cioe' della soluzione di singoli specifici piccoli-GROSSI problemi quotidiani o anche non quotidiani ma che inaridiscono e rendono sofferente il quotidiano puo' essere utile anzi forse e' piu' che sufficente per gioire. A me pare sia emersa in questa discussione questa esigenza . Cominciamo come dici tu ....tanto poi chissa dove andremo a finire. Pero' se vuoi ogni tanto prova ad estendere o allargare. |
mi sono ripippata il film, è una sorta di buona dose di coccole abbraccio: e ci stava proprio oggi..fatta questa premessa mi sono anche soffermata un pò di più ad analizzare la trama e i personaggi e devo essere sincera che più che nella mamma alla ricerca del figlio perduto m'immedesimo molto nel bimbo. Ora, quello che mi stò chiedendo è se è possibile avere in sè due archetipi opposti, o se è lo stesso archetipo che genera demoni diversi. Tento di spiegarmi, se da una parte ho visto il mio atteggiamento da "mamma chioccia" dall'altra mi accorgo, proprio nel vedere questo film, che mi sento molto bimba abbandonata. Tanti anni fà la mia insegnante di ginnastica mi disse che soffrivo della sindrome dell'abbandono e il dott. Dimitri tra le righe delle mani ha trovato il mio sentirmi orfana, anche se con una motivazione piuttosto curiosa ( secondo la sua esperienza le mie mani raccontano che alla nascita ero morta per qualche secondo...mah)
Ora, come posso essere mamma e allo stesso tempo bimba sola? Perchè se il mio farmi controllare dall'achetipo mamma premurosa diventa essere una madre asfissiante allora il sentirsi orfana non c'entra nulla. Oppure questo secondo sentire non è un demone nè un archetipo. Insomma credevo d'aver capito che tutte le nostre manifestazioni, le nostre "maschere" abituali originassero da un demone a suo volta originato da un preciso archetipo. Ma credevo ci fosse una sorta d'equilibrio, sennò è come se un archetipo guerriero convivesse con un mammone...vabbuò, compito per casa andare a cercare gli archetipi di Jung, secondo passo rileggere tutti gli interventi qui e sull'altra discussione, terzo...darmi all'ippica? icon_mrgr: |
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O, se preferisci, come può una bimba abbandonata non diventare una mamma chioccia? O, se preferisci, come una mamma potrebbe diventare chioccia se non contenesse una bimba abbandonata? Io non ci vedo due archetipi diversi... ci vedo lo stesso in due tempi diversi. |
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O se preferisci, come può una mamma chioccia non contenere una bambina abbandonata molto chioccia fin da piccola? E venne il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò... e venne il cane..... |
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spè che ti spiego (e mò sò 'azzi tui come si suol dire ..fiori.gif ) Dunque, nella mia idea di mamma chioccia c'è una donna molto attenta ai suoi cuccioli, sempre presente e attenta a quanto accade loro (e abbiam detto che a seconda del grado di potere del demone posso essere più o meno spacc.ops..asfissiante). Ecco, lo vedo come un darsi e un impiegare tutte le proprie risorse per star dietro ai cuccioli (in pratica mi sono appena detta che stò nella sfera asfissiante martello.: ) mentre quando penso, o sono, la bimba abbandonata stò tutta accartocciata su me stessa, e se mi volgo verso l'esterno lo faccio alla ricerca di qualcuno che mi coccoli e mi consoli..di un chioccio insomma icon_mrgr: (che puntualmente non trovo mai..bon una paturnia alla volta..) vabbè battute a parte se faccio la mamma posso essere equilibrata (giuro a volte capita) oppure pesante ma lo vivo come un momento totalmente diverso dall'essere bambina a mia volta..a meno che ..a meno che io non sia talmente perversa da cercare nel dare attenzioni ai miei figli/altri-soggetti-disponibili non tanto di gratificare la mamma che è in me ma quanto la bimba che cerca affetto? Ti curo, ti proteggo e poi tu lo farai con me? (perchè onestamente non credo di aver mai formulato un pensiero del tipo "devo dar loro quello che non ho avuto io..credo) No dai è troppo elucubratica stà cosa anche per me... piango.gif |
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ecco e adesso magari saltasse fuori che quando mi capita di disinteressarmi totalmente di figli nonchè mondo in generale è sempre un pezzo di questo rincorrersi la coda? Non ho quello che voglio (ma cosa voglio?) quindi mi offendo e mi isolo ma poi mi sento troppo sola e ricomincio daccapo? Così come scegliersi uomini padri-padroni in guerra col mondo con invece un'incredibile insicurezza di fondo,? Sempre lo stesso giro di giostra? e come ne esco? piango.gif |
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Se prendiamo il concetto di mamma chioccia come una che da eccessive cure, ovvero che ne da di più di quelle che servono, come se ne servissero di più... e se prendiamo questo comportamento come un meccanismo che scatta automatico e magari non voluto, dovrà avere una causa. La domanda potrebbe essere: quelle cure eccessive, quelle che sono in più, a chi sono destinate in realtà? |
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La figlia e' nascosta dal prevalente ruolo della madre ma emerge al momento giusto ripetendo la ricerca di affetto di ogni bambino. Come se ne esce ? E' difficile, forse mai ma e' il compito della vita asegnatoci , diventare se' stessi , anche solo uscendo , scappando dalla famiglia d'origine , meglio da quei ruoli impostici dal destino. |
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In automatico al volo ti direi, a me! Ma non ne sono poi così sicura, voglio dire, anche al di là del rapporto con i figli il desiderio di metter sempre pace tra due litiganti,che è tipico della chioccia, potrebbe essere la campanella per altro. Voglio dire, siamo, pardon, sono un'essere profondamente egoista (sisi senza buttarmi nel melodrammatico scenico è così) quindi quell'energia che metto nelle cure in più mi sarebbe molto più funzionale piazzarla a crogiolarmi in me stessa eppure non lo faccio, non sempre, e forse (stò assolutamente tirando fuori a caso i pensieri me ne rendo conto) quando lo faccio è quando salta fuori la bimba abbandonata. Forse. Stasera più di altre riconosco la grandissima capacità della mente di costruire fantastici castelli di nulla, ve li ricordate Zuzzurro e Gaspare? Quando partivano da una domanda tipo perchè il cielo è blu e per associazioni di parole assolutamente libere (l'altro per rispondere partiva dal gatto che dorme sulla stufa e la stufa era della nonne e la nonna faceva le conserve ecc ecc)arrivavano a spiegare. Ma in reltà arrivavano alla risposta senza aver dato alcuna spiegazione. Ecco io mi sento un pò così, vaglio tutte le molteplici possibilità che la mente mi propone e cerco di avvicinarmi più possibile o al punto in cui qualcuno mi dice "esatto!" oppure al momento in cui sento di esserci vicina. Curiosamente la verità suona sempre male all'inizio..dry.gif Dopo questo volo pindarico (gratuito icon_mrgr: ) perchè mai un essere che si sente solo e triste dovrebbe consumare delle energie che gli servono come oro per coccolare qualcun'altro? Ciò che scrive Nikelise sui poli m'incuriosisce molto, un polo positivo che coccola dona e uno negativo che risucchia e chiede? E in questo gazzabuglio di situazioni la donna provocante e sempre ..ehm..diciamo a disposizione e la donna tutta coccole e priva di desideri fisici perchè immersa nella sua vita spirituale sono anche questi poli opposti si? (lo so che la domanda è cretina ma mi tocca passar per tutti i punti..pazienza) Quello che non mi quadra molto è che non riesco a capire se tutti questi poli sono a sè, quindi ognuno generato da un archetipo diverso o se in realtà i poli sono generati da un demone ma questi demoni hanno origine da un unico archetipo o da più?..un pò come il post di Ray sugli insiemi..queste azioni , mamma chioccia, bimba abbandonata, donna sensuale, donna distaccata ecc sono insiemi finiti o sono sottoinsiemi di qualcos'altro? Che mi cambia non lo so ancora manata.gif però forse se queste manifestazioni fossero polarizzazioni diverse di demoni però provenienti dallo stesso arechetipo invece di correre dietro a ogni polo potrei, forse eh, concentrarmi sull'archetipo e cercare di capire perchè si è scisso così. :U stò delirando vero? Sempre restando legati al film che ha scatenato tutto questo, mi sento molto identificata con il bambino. Per la verità non è solo l'essere orfano ma anche perchè tutti lo prendono per matto e quando non lo prendono in giro lo isolano. Lui è "strano", anche in questo mi ci ritrovo moltissimo, c'è un punto del film dove mi commuove l'anima perchè dice "io credo nella musica come qualcuno crede nella favole", è questo credere che mi lega al film fino alla fine in modo indissolubile. Quel credere che lo spinge e che alla fine lo premia. Io non credo, cioè, non sempre,non in modo incondizionato sono discontinua in questo e questi "buchi neri" in cui sono caduta quando ho mollato la presa mi hanno fatto smarrire la strada. Ora mi chiedo se quel smarrirmi si può leggere come il momento in cui i miei demoni hanno preso il controllo su di me? Me. Anche questo comincia a farmi pensare. Se ogni gesto è dettato da un demone diverso, più o meno controllato, più o meno positivo non esiste un me.Ma non riesco nemmeno a pensare a più me, nel senso di più Dafne che prendono vita e controllo a seconda del momento, quello credo che sia definito "nevrosi dissociativa" in psicologia, o qualcos del genere, voglio dire, ci DEVE essere un qualcosa che lega queste differenti daf e le tiene assieme, altrimenti come nella discussione dei vettori ogni daf, con il suo polo opposto ovviamente, tirerebbe in una direzione diversa e questo porterebbe allo smembramento se i vettori sono verso l'esterno e alla collisione se fossero verso l'interno. Insomma, mica posso eliminare ste daf (anche se mi fà un senso pensare a tante piccole daffine:wow: ) ma non posso nemmeno lasciarle fare... Un momento. ma, e dico ma, se fosse davvero vero che molte manifestazioni diverse sono riconducibili ad un unico archetipo e se fosse possibile non posizionare quel qualcosa che tiene unite tutte le daf (che non ho minima idea di cosa sia) su una polarizzazione, tipo mamma chioccia ma ad eguale distanza o sopra i poli (piango.gif fermatemi....) quindi dovrebbe essere nell'archetipo originario le tensioni e gli squilibri non dovrebbero dissolversi? Però è anche vero che sia verso l'esterno che verso l'interno se non c'è un polo a prevalere c'è equilibrio... martello.: io se non complico non stò bene. |
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Spesso nei vari argomenti psicologici parliamo di "proiezioni" anche se, a quanto mi consta, non abbiamo mai approfondito il concetto e forse sarebbe ora di farlo, magari in tread specifico. In ogni caso, brevemente, si tratta di un meccanismo inconscio (non ci rendiamo conto) per il quale "mettiamo" negli altri delle parti di noi sconosciute o negate o represse o sofferenti o che non ci piacciono o bisogni o paure o desideri (sempre inconsci) o... Ma partiamo dalle polarità. Secondo me possiamo bene considerare la polarità mamma chioccia/bambina abbandonata. In questo caso, come in ogni polarità, la distanza dei due poli tra di loro determina la tensione. Se la mamma chioccia è manifesta, la bimba abbandonata è immanifesta e vive nell'inconscio, dove il normale tempo che conosciamo consciemente non esiste... ovvero quella bambina è attuale. Essendo la parte opposta della polarità, essendo attuale, inconscia e "disponendo" di una certa energia, ogni qual volta il meccanismo scatta (vogliamo/volevamo quelle cure che ci sono mancate), ovvero quando ci capita l'occasione tipo avendo dei figli da curare, proiettiamo in loro quella bambina, quella parte di noi che soffre e cerchiamo di curarla attaverso le cure che diamo al suo contenitore... in questo caso il figlio. Non so se si capisce qualcosa, ma se si capisce dovrebbe risulatre chiaro quello che diceva Nike nell'altro tread, ovvero che una volta visto il meccanismo (vederlo non è che uno te lo dice) non puoi più proiettare... il motivo è che lo faresti consapevolmente e quindi non sarebbe più proiezione, non f"unzionerebbe" più. Come dire che quell'energia che, razionalmente, risparmieresti invece di dare cure eccessive ai figli, non le potresti usare per quello che cerchi di fare... curare la bambina daf... |
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Andiamo sul reale..ci provo..perchè qualcosa torna e qualcos no..allora io do stà cosa dcella mamma chioccia, prendiamo l'esempio figli che è quello che hai usato tu. Mntre faccio la mamma chioccia non pensavo fosse possibile essere anche bambina, perchè associavo automaticamente l'accudire agli adulti, in realtà conosco molti bambini che si prendono cura dei fratellini/sorelline..bon allora cercavo di vedere questa parte di me latente, questa bambina sola e nonb riuscivo proprio a trovarla, poi mi è venuto un dubbio, dettato da un'immagine rapida. Se seguo il tuo ragionamento io daf mi occupo di mio figlio, in quel momento proietto su di lui una parte di me, questa bimba sola, e accudire lui mi aiuta a farla stare tranquilla, ad appagarla un pò? (perchè non potrò mai appagarla vero perchè è dell'affetto dei miei di tanti anni fà che sente la mancanza, quindi di un qualcosa che non è riproducibile?) ora, mi sembrava assurdo finchè non è arrivata quest'immagine, di me che perdo la pazienza con lui (figlio) anche per piccole cose, ora, l'ho sempre associato alla stanchezza e al fatto che fosse una peste ma...ipotizzo...se lui in quel momento rappresenta il telo su cui proietto la bimba daf e se il suo capricciare m'impedisse di portare a termine questa recita tra me e me? Se fossi talmente presa a dover far funzionare le cose in quel modo per me allora la ribellione di mio figlio sarebbe come un rompere le uova nel paniere (sarebbe anche una buona spiegazione del perchè in modo inconscio io mi senta sempre profondamente rifiutata da loro...) :bleah: ho avuto quest'immagine di me che amorevolmente cercavo di spiegare perchè non poteva fare una certa cosa e di lui che mi rispondeva male e io che m'infuriavo perchè, no, doveva dirmi si, essere buono, essermi grato perchè gli stavo insegnando qualcosa :bleah: :bleah: ha interrotto il gioco tra daf e daffina? piango.gif mi son vista mentre lo sgridavo e mi sembrava di mangiucchiarlo tutto..orribile Mentre quando mi assecondano tutto fila liscio, ci vogliamo tanto bene..o io mi voglio tanto bene..è orribile questa bimba, quasi più della mamma! nonso.gif |
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La difficoltà di consderare la coesistenza della bambina abbandonata e della madre chioccia deriva dal fatto che "abitano" due zone diverse, tanto diverse che non danno l'impressione di stare nella stessa persona (e se prendiamo il vero significato di persona (maschera) è esattamente così). Il fatto è che bambina abbandonata e mamma chioccia sono due poli opposti e quindi sono due aspetti della stessa cosa. Una nutre l'altra... è la bambina abbandonata che genera la mamma chioccia (se non fosse stata abbandonata non ci sarebbe stata la necessità di una mamma chioccia) e la mamma chioccia, prendendosi cura della bambina attraverso e grazie il meccasnimo proiettivo, nutre la bambina... e così il meccanismo si alimenta. Il meccasnimo che si alimenta equivale a dire che la distanza tra la mamma e la bambina aumenta e con la distanza aumenta la tensione... quindi entrambe si ingrossano. Quel "due aspetti della stessa cosa" può essere chiarificatore... quella cosa è la seprazione. In te avviene una separazione... un qualcosa si divide in due (divisione, lacerazione, ferita) e quelle due sono la bambina abbandoanta e la mamma chioccia... se si riunissero "sparirebbero" entrambe (come manifestazioni, non come possibilità)... un po' come accadrebbe con una particella di materia e una di antimateria (pare che sia il "vuoto" a dividersi continuamente in una e l'altra). Dopo la divisione iniziano ad allontanarsi (per via dell'energia dello scoppio, della ferita) e questo allontanarsi, dato che comunque restano collegate, aumenta la tensione tra le due, come un elastico... e aumenta quidni la tensione interna generale. Una delle due viene negata (la bambina) perchè non può "stare" nella donna adulta che è mamma. Quindi viene proiettata inun terreno adatto... in questo caso chi più adatto del figlio che queste cure cerca/vuole/ha bisogno? E gli arrivano... ma con esse anche quelle per la bambina, con tutti i meccanismi che hai visto e forse altri. Quel che però vorrei aggiungere è che, anche se capisco che si possa vedere entrambe come orribili, a mio modo di vedere non lo sono. Sono solo necessarie... fanno il loro lavoro si potrebbe dire, svolgono una funzione. In ogni caso, vedere questi meccanismi li modifica enormemente e possono accadere molte cose. Per esempio, ma è solo un esempio, l'elastico può rimbalzare al mittente... di solito lo schiocco è doloroso. |
abbraccio: grazie Ray, mi sono presa un pò di tempo per cercare di capire, di vedere. Forse hai ragione non sono orribili ma sono difficili da digerire, soprattutto perchè comincio a fare caso ad altre situazioni simili anche se diverse.
Per esempio "faccio tutto da sola" e "ma perchè non mi aiuta mai nessuno?" "qui comando io" e "chi mi guida?" Magari sono sfumature della stessa cosa non lo so (alle volte più che mamma e bimba vedo in contrapposizione un generale e un soldato semplice...non sò se mi spiego) Poi sò, sento, che ne ho molte altre, magari sono proprio piccole sfumature ma viaggio spesso ai due poli opposti... come gli schizzofrenici icon_mrgr: leggo.gif chissà se un giorno comincerò a vederne la funzione... |
Non è in linea diretta col discorso che stavamo facendo ma sempre meccanismi sono, resto qui perchè mi sembra che ci sia attinenza con quanto detto sin'ora anche se siamo usciti un pò dal tema iniziale...o forse no dry.gif vabbuò capo Uno vede e provvede come si suol dire icon_mrgr:
Oggi pomeriggio sono ricascata in pieno nel meccanismo "se non mi dai attenzione non mi vuoi bene", l'ansia di essere trascurata è stata molto probabilmente innescata da una settimana di guerriglia familiare che mi ha un pò spossata. Daffina si è messa a fare i capricci in pratica diavolo.g: Stavo cercando di capire, con i bimbi a letto, perchè mi sentissi così a disagio, così irritabile. C'era stata una telefonata e su una cosa che avevo detto non ho avuto modo di spiegarmi bene perchè ho tovuto chiudere rapidamente la telefonata causa figli e parenti vari. Mi è rimasta addosso la sensazione che dall'altra parte ci fosse stata irritazione, hai voglia a dirmi ma no, figurati, poi ci sentiamo domani e ci spieghiamo.. DOMANI??? E chi arriva a domani? Mi stava prendendo l'agitazione "e chissà cosa pensa" "e chissà se si è offeso" "ah ma non mi sono spiegata bene" "ah ma non dovevo dire così"...Ah ma cche pallll... Daf !!! Mi sono presa 5 minuti per riflettere a occhi chiusi, consapevole (abbastanza) di essermi tuffata nel solito bisogno di rioconoscimento, ci eravamo visti a pranzo e quiesta persona non mi aveva dato l'attenzione che cercavo..o meglio..che mi aspettavo..la cosa ha generato una specie di buco che mi ha risucchiato tutto il buon senso fino alla fatidica telefonata. Allora, dopo questa premessa lunghissima, mi metto lì a pensare e vedo questa mancanza di attenzione che scatena in me tutti i possibili meccanismio di servilismo da una parte (se ti accontento mi vorrai bene) e una rabbia esplosiava dall'altra (se ti mando quel paese mi verrai a cercare). Ho cercato d'immaginare il contrario, ossia che questa persona mi stesse dietro, mi facesse i complimenti, mi desse attenzione e...bam..una cosa assurda..nel mio restare neutra di fronte a questa "rappresentazione" ho visto questa persona darmi retta e la Daf che sono..annoiarsi e cercare altrove!!!! strabuzza: Mi risulta difficile spiegarla bene ma in entrambi i casi, attenzione o meno, la "cosa" che mi muoveva sarebbe rimasta insoddisfatta! Sono rimasta ad osservare questa cosa affascinata dalla sua illogicità e mi sono ritrovata a pensare che non è l'attenzione lo scopo, ne la non attenzione, entrambe sono mezzi, mezzi per restare insoddisfatta. Ma perchè? Che cos'è la chiave di tutto questo caos, di questo movimento? Se non è avere attenzione, se non è non averne... Il meccanismo. booh.gif Voglio dire, non è tanto importante quanto io venga sodddisfatta o meno ma l'importante è che io sia sempre in quel dondolio, in quella tensione. Se questa persona diventasse di colpo molto attenta e dolce e affettuosa probabilmente mi sentirei a disagio e inizierei a raccontarmi cose come "mi tradisce, sennò perchè sarebbe così gentile?" ecc (sono solo supposizioni ma credo calzino) Ora, che cosa c'è di così vitale in questo balletto del cavolo? Magari stò prendendo una delle mie cantonate giganti in tutto questo delirio ma io credo che di fondo la mia dipendenza da questo giochetto ti prendo-mi molli sia mosso dall'energia. Energia che nasce e trovo nella tensione di dover continuamente cercare e mollare e ricercare e via così.. nonso.gif mah, l'ho scritta prima che svanisse via, ci tornerò su con calma leggo.gif a voi suona? fiori.gif |
Accade che ci si caccia in certe situazioni più o meno inconsciamente per sentirsi vivi, per sapere se qualcuno ci cerca, ecc.ecc.
Si cerca la felicità, la serenità, la tranquillità, la sicurezza, l'attenzione, l'amore, ma quando si hanno queste cose si sente ancora un vuoto da riempire, ci si annoia.... forse perchè mancando quel pizzico di insicurezza non si sa più per cosa lottare.... Ma non so se sia questa la felicità, penso ci sia dell'altro.... Penso che raggiunta la certezza di essere se stessi comunque vada e anche l'altra persona abbia la stessa certezza, ci si può rilassare, senza più bisogno di prove e controprove... comunque queste sono solo mie impressioni, non certezze assolute. :C: |
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continuo a tornare su questa cosa come la lingua sul dente che fa male.. Le due polarità sono chioccia e bimba, aspetti opposti della separazione (ferita) ma..separazione di cosa? queste due polarità "ingrossandosi", alimentandosi si allontanano tra loro generando una tensione maggiore. Questa maggiore tensione per rimanere tale necessita di maggiore energia? Perchè poli opposti si attraggono, ma se si avvicinassero collasserebbero diventando neutri (vabbè in linguaggio bestia) Ieri cercavo cure (alla fin fine girala come ti pare stà frittata ma sempre li siamo) e il "portatore di cure" che avevo scelto in quel momento era impegnato in altro (grrrr), posso pensare che in questo caso sia emersa la polarità nascosta, la bambina, e che la mamma chioccia si sia fatta da parte, proprio per mantenere questa sorta di tensione? Ieri ero in pieno "capricciamento" icon_mrgr: e ci sguazzo anche oggi non fosse che stò evitando le discussioni, perchè come ogni bimbo che si rispetti Daffina accetterebbe pure la sgridata pur di avere attenzione...la sento qui che cova e soffia su rancori sepolti pur di esplodere.. E la mamma chioccia dov'è? Se comparisse neutralizzerebbe la tensione è così? Ma quando nasce la separazione? Risalire allo shock iniziale può aiutare a, diciamo, riavvicinare i lembi della ferita? E posto che certi meccanismi sono vitali per avere cibo, energia quindi, risolvere il conflitto ci scaricherebbe di colpo? E poi la "cosa" che subisce la separazione è la stessa "cosa" che cerca nutrimento in qualsiasi modo possibile? I conflitti, piccoli o grandi che siano, generano adrenalina, è questo di cui sono "drogata"? leggo.gif quante domande..pausa e poi provo a tornarci su, una per una.. Evitare i conflitti comunque è già un passo, adesso ho la prova del nove icon_mrgr: col "portatore di cure fallace" vediamo se riesco a stare un pò in mezzo...:C: |
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Non è un appunto solo per il forum, se fai tutto un calderone non ne salti fuori. |
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In ogni caso non è la ferita che produce energia, la ferita la disperde. La tensione la produce, la ferita la attira e di la esce. Che poi non è neanche del tutto vero che la tensione la produce, in realtà la manifesta, il guaio è che noi ci accorgiamo delle variazioni e non degli eventi in se, quindi quell'uscita è un modo di sentire. |
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