Ermopoli

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Era 21-09-2007 13.32.39

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 39070)
inneschiamo una specie di "rito" senza nemmeno accorgercene

mi fai ricordare quando da bambini si camminava
evitando le righe che delimitavano una piastella
dall' altra...cominciavi giocando diventava poi
quasi un' ossessione
da gioco a ossessione...l' ossessione è una sensazione
che incatena...spaventa...mi chiedo quanti "giochi"
nascono per tamponare una paura latente...manata.gif

Uno 21-09-2007 14.38.39

Citazione:

Originalmente inviato da Faltea (Messaggio 39096)
icon_mrgr: .... cibo buono ... si prospetta una cenetta coi fiocchi...icon_mrgr:

Si si lo so con calmapiango.gif

Dunque centra anche l'alchimia, non ne so molto (anzi meno urge giretto in discussione che ho visto) però quando si parla di materiale.. deposito.. ecc... mah..

Ricapitolando la paura è un'emozione che mette un freno all'essere.. equilibrata è un bene (sopravvivenza) disequilibrata ti limita (chiusura).
Affrontarla è un "dovere" per poterla superare o almeno equilibrarla, evitarla porta ad uno scompenso, manifestandosi altrove...

Ma in tutto questo mi sfugge qualcosa...

Se mi chiedo che paure ho, direi che ho paura degli scarafaggi ma è più repulsione che paura.. ho paura di andare da sola in giro la sera, ma è più per sopravvivenza che per paura...
L'unica paura che sento tale.. è la paura che proverei di fronte a ciò che non posso comprendere..
Come la paura che proverei se dovessi attraversare una strada buia sapendo con certezza che non c'è nessun essere umano per oltre 10 km.... avrei paura del buio perché è ignoto... cela.. nasconde..

-- mi sfugge ---



Citazione:

Originalmente inviato da Faltea (Messaggio 39247)
Ho riflettuto un po' su ciò che volevo dire nel post precedente ma non usciva nulla di chiaro....
La paura raccoglie così tante emozioni ed aggettivi che sembra definire un tutto ed in automatico un niente... come se si annullasse.
Forse sarebbe utile riuscire a dar parola alla parola paura, a dargli un corpo utilizzando aggettivi più identificativi...
Forse con gli esempi si riuscirebbe a capire meglio cos'è sta benedetta "paura".
Generalizzando ho "paura" che non arrivo da nessuna parte.....piango.gif

Ho paura dell'ignoto... ho paura dei cambiamenti...
Esiste la paura e tanta... ma secondo me è generalizzandola che prende corpo, analizzandola con aggettivi identificativi (credo) si potrebbe spomparla un po'...

Vaneggio?

Non spompi la paura così, spompi le singole paure, potresti vincere la paura di uscire al buio in una strada isolata ma non avresti vinto quella dei ragni (per esempio)
Se vinci la paura diventi coraggiosa e questo vale per la paura in generale, il che non significa che non proverai il brividino nella strada buia, può essere, può essere a volte, può non essere.
Io so cosa ti frega, la paura è irrazionale, non la puoi vincere con il razionale, non direttamente almeno, puoi sulla singola paura studiarla, se è il ragno puoi sapere che quella specie non è velenosa... ma poi se ti fanno senso in quel momento non pensi, questo è uno degli effetti positivi della paura (per te no lo so icon_mrgr:), una forte paura produce una sospensione del pensiero.
Sia chiaro sospensione, non soppressione, un istante, da il modo di accedere ad altro.
La questione nasce su cosa ci succede in quel momento di sospensione, se ci perdiamo (nello stesso modo di un orgasmo comune, le due cose hanno molto in comune) la paura ci ha vinto, se riusciamo a tenere salda la coscienza anche senza pensiero è un momento magico.

turaz 21-09-2007 16.25.02

e se riuscissimo ad amplificare quello spazio senza pensiero?
ciauzz

Ray 21-09-2007 20.30.58

Citazione:

Originalmente inviato da Faltea (Messaggio 39247)

Ho paura dell'ignoto...


Che poi, alla fin fine, è l'unica paura che esiste. Non solo, essa è sempre presente. Se osservando si "ripercorre" la strada che la paura fa dentro di noi questo si trova.

Provo a spiegarmi. Noi di solito partiamo da paure psicologiche, ho paura di quello e di quell'altro, e crediamo che questo quello o quell'altro sia l'origine della nostra paura. Invece ne è la fine. La paura li si ferma, rimbalza e noi la vediamo/percepiamo. Possiamo metterci li e risolvere tutte le varie paure psicologiche... a quel punto ci accorgiamo che la paura non sparisce, ma è sempre li ed è, come diceva Uno, irrazionale, senza motivo.

In realtà è la nostra benzina, con essa facciamo tutto, è la forza che ci fa muovere ed è una di quelle forze/energie che ci risvegliano. O meglio, quel senso di risveglio, di maggior coscienza, dipende dalla differenza di afflusso, dal momentaneo aumento della paura.

Perchè irrazionale corrisponde a paura dell'ignoto? Perchè, se si guarda bene, tutto, ogni singolo attimo della nostra vita, ogni minima cosa che ci sta per accadere o che stiamo per fare è ignota. Solo che nella maggior parte dei casi ci siamo costruiti delle sovratrutture mentali grazie alle queli ci aspettiamo un certo risultato (di solito piuttosto probabile) e che ci permette di tenere basso il regime, di dormicchiare. Ad esempio, ogni volta che apro la porta di casa potrei trovare qualsiasi cosa, sottolieno qualsiasi, e quindi ho paura dell'ignoto. Solo che la mia sovrastruttura mentale fa si che io mi aspetto la mia stanza e quindi semplicemente incanalo questa paura (che forse è lieve ma se osserviamo si sente) nella sovrastruttura stessa... ovvero butto via energia. Se poi un giorno aprendo trovo tutto per aria ecco che salta la sovrastruttura e la paura ha campo libero. Il problema è che a quel punto non so più incanalarla ed è facile che vinca lei.

Ma in realtà la paura è energia che sale dalla terra e mi permette/spinge a muovermi e, se incanalata, oltre a non essere spiacevole, la posso usare per fare praticamente qualsiasi cosa, tra cui agire in modo congruo alla situazione che mi si palesa, ora non più ignota.

Dicevo di incanalare. Dove? In attenzione (per esempio).
Se ci si pensa, entro certi limiti, è un meccanismo automatico. Cammino in montagna, arrivo ad un tratto difficile dove si rischia di cadere, sale una certa paura, la incanalo in attenzione maggiore e cammino più attentamente.
Immaginiamo di farlo consciamente... invece di sprecare avremmo sempre a disposizione l'energia sufficiente ad affrontare ciò che ci si presenta, a concentrare l'energia in quel singolo punto/azione o quel che è.
Al massimo di ciò si produce quel che diceva Uno, interruzione del pensiero che se ho canalizzato in attenzione mi permette di restare cosciente durante l'interruzione.


Avrei altro da dire ma bon, già è un papirone disordinato così...

jezebelius 22-09-2007 11.59.10

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39257)
in quel momento non pensi, questo è uno degli effetti positivi della paura , una forte paura produce una sospensione del pensiero.
Sia chiaro sospensione, non soppressione, un istante, da il modo di accedere ad altro.

La questione nasce su cosa ci succede in quel momento di sospensione, se ci perdiamo (nello stesso modo di un orgasmo comune, le due cose hanno molto in comune) la paura ci ha vinto, se riusciamo a tenere salda la coscienza anche senza pensiero è un momento magico.

Questa dal mio punto di vista è una parte importante.
Sono entrato in questa dimensione ( si può chiamarla cosi? ) facendo qualcosa di pericoloso.
In pratica quel "momento", in quell'istante c'è una forte sospensione. Ho notato che la sospensione ha vari gradi: da un'attimo prima di compiere il gesto pericoloso, durante e dopo l'azione. Quello che più mi ha colpito, ed è stato poi ricercato altre volte è il "durante". E' come se al tempo stesso sia momento di transizione per acedere a non so cosa ma anche, dall'altro lato, momento di passaggio da cogliere, come un binario preferenziale....Uff non so se riesco a spiegarmi martello.:
Ad ogni modo il tempo non esiteva ed un solo istante lo percepivo come lunghissimo.
Insomma, facendo un esempio che non so quanto possa trasmettere quel che voglio dire, essere in quella "sospensione" da l'impressione di correrre dietro ad un treno in corsa. Ora se si è capaci si può salire sul treno altrimenti si rimane a terra.
Stessa cosa accade poi con la ricerca dell'orgasmo. Come sopra, anche in quell'istante non c'è tempo e spazio. Si perdono, per cosi dire le cordinate.

A questo punto, visto che siamo in esoterismo, mi vengono in mente alcuni rituali che utilizzano l'unione - uomo/donna - come mezzo per accedere a quel "momento".
Alla fine per mantenere quel momento dovremmo essere coscienti della cosa e fare resistenza al " risucchio" della paura?

Uno 22-09-2007 12.19.41

Citazione:

Originalmente inviato da turaz (Messaggio 39265)
e se riuscissimo ad amplificare quello spazio senza pensiero?
ciauzz

Intanto che lascio sedimentare la bella domanda di Jez rispondo a Turi

Non c'è nulla da amplificare, perchè se riesci ad essere cosciente di un momento di sospensione del pensiero è senza tempo, ed il tempo sarebbe l'unica cosa amplificabile, quando torni al pensiero potresti dire che è passato un secondo o un minuto, ma quando sei dentro quel momento non esiste il tempo.

Ho specificato sopra, sospensione non soppressione, perchè comunque poi per riportare qui e in questa dimensione le nostre piccole-grandi scoperte abbiamo bisogno del pensiero.
E' fuori tema, lo riprenderemo, comunque l'ideale è vivere senza pensieri automatici e pensare realmente solo quando ci occorre, quindi nel tempo di questa dimensione si passa inizialmente da 24 ore a pochissimo (non quantifico ma pochissimo) perchè non abbiamo energia a sufficienza per pensare realmente per 24 ore. Fine o.t.

griselda 22-09-2007 14.48.46

Ci provo
 
Quando prendo paura il cuore mi batte all'impazzata le tempie battono svelte, è come una botta al cuore ci si accorge di averlo nel petto e di essere vivi tramite lui.
In quel momento non c'è altro che il cuore che ha preso il posto della mente che gira a vuoto, come quando in auto si sfolla, non sono più in grado di proferir parola, ma altri ad esempio iniziano a parlare in modo assurdo quasi inconsulto.
Quando dormo non ho paura tutto è quiete e tranquillità ma non sono viva, perché non mi rendo conto neppure di dove sono e cosa sto facendo, sogno. All'improvviso un incubo mi sveglia la paura mi sveglia e mi fa rendere conto.......................... ho peccato, ho mancato.................. dormivo quindi se quella paura che ho ma non mi rendo conto di possedere la sfrutto in ogni momento come se vivessi nella giungla ed il nemico potesse essere nascosto dietro ad ogni albero nel momento in cui saltasse fuori sarei pronto a fare.......... proprio per non essere assalito come quando dormo e non ho l'attenzione…..?
La paura è un sensazione di vuoto non sei ne A e ne B sei il vuoto tra loro, non sei ne inspirazione ne espirazione sei quell’attimo nel mezzo.
fiori.gif

Elle 22-09-2007 15.14.06

in realtà non lo ritengo vuoto quell'attimo tra A e B ..quell'attimo nel mezzo la considero solo mancanza di connessione, tra la sensazione ricevuta e il corpo e quindi la possibilità di reazione o di pensiero,
la considero sospensione in quanto 'incapacità di decodificare quel dato o quel messaggio ma non perchè non ci sia nulla in mezzo, forse c'è anche troppo dietro.

griselda 22-09-2007 18.27.57

Citazione:

Originalmente inviato da Elle (Messaggio 39314)
in realtà non lo ritengo vuoto quell'attimo tra A e B .

ma non perchè non ci sia nulla in mezzo, forse c'è anche troppo dietro.


Sono d’accordo, quello che volevo rilevare era ciò che accade nella respirazione ad esempio dove tra un respiro e l’altro c’è quel qualcosa (sospensione?) che non vediamo ma che collega l’inspirazione con l’espirazione e che tramite la paura si mostra, viene a galla, diviene evidente. Ho pensato a questo perchè nel momento in cui hai paura di solito si trattiene il fiato si rimane sospesi da qualche parte. Se fossimo rimasti coscienti costantemente saremmo stati preparati a riconoscerne il motivo (conoscendolo) e ad incanalare la paura.
Mi sa che ho sconfusionato ancora. fiori.gif martello.:

jezebelius 22-09-2007 19.11.54

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 39320)
Ho pensato a questo perchè nel momento in cui hai paura di solito si trattiene il fiato si rimane sospesi da qualche parte. Se fossimo rimasti coscienti costantemente saremmo stati preparati a riconoscerne il motivo (conoscendolo) e ad incanalare la paura.
Mi sa che ho sconfusionato ancora. fiori.gif martello.:

Mhm...pensandoci quando con la maschera nuoto un po lontano dalla riva mi rendo conto che talvolta l'abisso è come se mi risucchiasse.
Non riesco ad esempio a tenere una respirazione normale ( o vado in affanno o addirittura, quando ho paura, e l'abisso agisce , si blocca ), per cui devo fermarmi un attimo e mettere la testa fuori dall'acqua. Quando invece mi "sento " nell'acqua e la percepisco come non estranea ( ed io non estranea ad essa ) allora non mi accade tutto ciò...:C:

Shanti 23-09-2007 16.31.20

Citazione:

Originalmente inviato da griselda
Quando prendo paura il cuore mi batte all'impazzata le tempie battono svelte, è come una botta al cuore ci si accorge di averlo nel petto e di essere vivi tramite lui.

Può essere che questo si senta dopo il momento di sospensione? Dopo B in pratica.
Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius
Insomma, facendo un esempio che non so quanto possa trasmettere quel che voglio dire, essere in quella "sospensione" da l'impressione di correrre dietro ad un treno in corsa. Ora se si è capaci si può salire sul treno altrimenti si rimane a terra.

Non è facile ricordare come si vive quel momento, ma uno che mi è rimasto impresso è stato poco tempo fa quando mi sono trovata dopo una curva una macchina di fronte che ne stava sorpassando altre 4 o 5. Guidavo attentamente quel giorno, perchè sapevo che quel punto è pericoloso, forse per questo in quel momento di paura ho avuto il tempo di valutare che non potevo buttarmi a destra perchè c'erano altre auto, a sinistra nemmeno perchè sapevo che sotto c'era un baratro. Potevo solo fermarmi quindi e sperare che lo facessero rientrare nella sua corsia come poi è stato, ho avuto anche il tempo di controllare dallo specchietto che quello dietro non mi tamponasse. E' un momento ma la cosa strana è che sembra dilatarsi, durare molto di più.

stella 23-09-2007 17.53.15

Citazione:

Originalmente inviato da Shanti (Messaggio 39340)
E' un momento ma la cosa strana è che sembra dilatarsi, durare molto di più.

E' vero, in quell'attimo il tempo sembra essere come sospeso..:
Mi ricordo un episodio di terrore puro, quando la macchina stava per schiantarsi contro un muro a velocità incontrollata, guidata da mia figlia che aveva perso il controllo del mezzo, vedevo il muro avvicinarsi come al rallentatore, e lei che all'ultimo ha sterzato evitandolo per un soffio e andando a fermarsi più avanti.... quando le chiedo cosa ha provato in quel momento, mi dice che non sa chi ha sterzato, che lei in quel momento era come in trance.... e che ha agito come se il pensiero fosse stato più veloce della sua consapevolezza di pensiero, per cui non si ricorda lucidamente di aver pensato nè agito....

Ray 23-09-2007 18.44.02

Se qualcuno si ricoda del tread sui centri forse ricorderà anche che vanno a diverse velocità. Se quello istintivo è molto più veloce di quello intellettuale inferiore (come è riscontrabile da chiunque) il centro emotivo può viaggiare ancora più svelto di quello istintivo... questo per non parlare del centro emotivo superiore (ce n'è ancora uno ma non ha senso neanche citarlo)... va talmente svelto che il tempo altro che fermo sembra... qualche esperienza capita nella vita a seguito di fattori esterni di cui una forte paura può essere un esempio.

griselda 23-09-2007 22.14.25

Citazione:

Originalmente inviato da Shanti (Messaggio 39340)
Può essere che questo si senta dopo il momento di sospensione? Dopo B in pratica.

Io penso di sì.
Vorrei domandare se si può avere paura della paura secondo voi?
Di quel momento di sospensione dove la mente pare non avere più il controllo su niente. fiori.gif

Qualche anno fa alla comunione di mio figlio ho scritto la preghiera di augurio per i ragazzi di cui tra l'altro conosco tutte le famiglie per cui in chiesa conoscevo tutti quel giorno.
Premetto che non mi piace parlare in pubblico ma siccome nessuno voleva salire a leggere. Decisi che mi sarei sforzata, cosa poteva succedermi ero tra amici? Sarebbe bastato non guardare le persone e fissare l'attenzione unicamente sul foglio che avevo davanti e sulle parole che avrei letto. Bon morale della favola ho raggiunto l'altare cercando di non pensare a niente appena ho sentito la mia voce rimbombare per la chiesa (probabilmente non ne avevo tenuto conto) il cuore ha iniziato ad accellerare sempre di più e la voce ad affievolirsi in modo impressionante era come se facessi fatica a prendere fiato. Ho dovuto fare affidamento a tutta la forza che avevo per non stramazzare a terra, le gambe tremavano iniziava anche a girarmi la testa e facevo delle pause per poter respirare e terminare di leggere, nonostante volessi scappare da li a gambe levate.
Anche questa è paura ma non frutto di uno spavento che differenza c'è?fiori.gif

Ray 23-09-2007 22.43.24

Come non è frutto di uno spavento?

Shanti 23-09-2007 22.46.21

Citazione:

Originalmente inviato da griselda
Vorrei domandare se si può avere paura della paura secondo voi?
Di quel momento di sospensione dove la mente pare non avere più il controllo su niente. fiori.gif

Non so se è la mente ma quello che agisce a me sembra che abbia il controllo su tutto, in quel momento decide la cosa migliore da fare, o la fa e basta, può essere?
Citazione:

Originalmente inviato da griselda
Anche questa è paura ma non frutto di uno spavento che differenza c'è?fiori.gif

Penso che quel giorno ti sei fatta prendere dal panico, ma poi hai trovato la forza di continuare, se ti fossi lasciata sopraffarre completamente dalla paura mi sa che saresti svenuta abbraccio:

RedWitch 24-09-2007 16.41.54

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 39356)
Io penso di sì.
Vorrei domandare se si può avere paura della paura secondo voi?
Di quel momento di sospensione dove la mente pare non avere più il controllo su niente. fiori.gif

Per quel che riguarda la mia esperienza, ti rispondo che sì.. è possibile avere paura della paura, anche se razionalmente non hai nulla da temere...
Quando quel tipo di paura che hai descritto nel tuo post arriva al culmine succede questo:... se la paura ti travolge e non riesci ad osservarti vince lei, perdi il contatto con te stesso, e con quello che ti sta attorno per un momento (che sembra lunghissimo) e subito dopo ti senti sfinito, ma comunque la paura sale, sale fino ad un livello massimo e poi comincia a scendere svuotandoti (non necessariamente svieni..)
Se riesci a mantenere l'osservazione (anche se per me è molto difficile farlo in quei momenti) e riesci a non cercare di scacciarla "vinci " tu... riprendi il controllo e non ti senti completamente a terra... anzi..

cassandra 24-09-2007 19.27.49

Premetto che oggi ho letto la discussione "passaggi"...(da riprendere secondo me,io al riguardo sto sperimentando...icon_mrgr: )

Da lì mi si è accesa una lucina...vuoi vedere che la sospensione che si avverte, quando si ha una gran paura, è uno stato di passaggio?...mi spiego,l'incognita da cui deriva quel momento di vuoto(sospensione), puo' precedere qualsiasi cosa...(è come se i tre centi si sono accordati per un momento solenne),(in quell'istante forse siamo veramente presenti), perchè si sta per passare ad un altro stato? oltre la morte...

icon_rddd: :C:

LightEntity 24-09-2007 21.08.14

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 39220)
La Paura la vedo strettamente connessa col Rispetto...
Da questo probabilmente nasce il termine "timore di Dio", modo di dire che, come tutte le cose, nel corso dei secoli è stato completamente snaturato... Oggi quando si parla di un timorato di Dio ci si riferisce come minimo ad un vigliacco, per non dire anche uno da prendere in giro e deridere, mentre un tempo il significato era assai diverso, e per essere un vero timorato di Dio significava che questo Dio lo si era visto, o se ne era solo sentita la presenza, almeno di sfuggita... Quindi era un elogio grandissimo esserlo.

Chi veramente avesse solo una vaga idea di cosa sia lo Spirito, ne avrebbe un gran rispetto e dunque anche una gran Paura, non starebbe lì a tirarlo in ballo in ogni discussione come si potrebbe fare con l'amico del bar.
Se non si ha rispetto non si ha paura, e questo la dice lunga anche sulla presunzione travestita da falsa umiltà.

:C:

Ti pongo solo alcune domande per riflettere un po':

Se temi lo Spirito come fai a vivere?
Se temi l'ispirazione, se temi la creatività, come fai a vivere?
E se tu avessi una vaga idea di cosa sia l'ispirazione oppure la creatività che è Spirito, e se tu allo stesso tempo temessi queste due cose, come faresti a creare e a ispirarti o a ispirare?
Come fai ad amare o a ricevere amore se temi l'amore che in se è lo Spirito stesso?
Tu dici che si debba temere la creatività e l'ispirazione per essere umili?
Cioè pur di essere umili meglio non creare, meglio non ispirare meglio non ispirarsi, meglio non vivere? Ma questa non è forse sottomissione più che umiltà?
E se lo spirito è NOI STESSI, questo significa che essere umili significa dover temere NOI STESSI, quando efettivamente è già scontato che finchè viviamo nell'Ego tutti temiamo l'Essere che è NOI STESSI, poichè quel "tutti" non è in realtà NOI STESSI?
Forse l'umiltà intesa come l'intendi tu significherebbe avere timore di Dio perchè Lui può castigarci?
Ma non è forse vero che finchè non sei illuminato, finchè non ti sei liberato dell'ego la paura c'è eccome e persino in quel "tutti" nessuno escluso?
Quindi "rispettare" lo Spirito cioè NOI STESSI significa "sottometterci" alla volontà di qualcosa che è NOI STESSI?

scusa.gif

Beh, se alla fine intendi il termine umiltà come il sottometterci alla nostra stessa volontà, alla volontà di NOI STESSI, vuol dire che la pensiamo allo stesso modo... Come Lui...fiori.gif
:C:

Kael 24-09-2007 22.15.51

Citazione:

Originalmente inviato da LightEntity (Messaggio 39437)
:C:

Ti pongo solo alcune domande per riflettere un po':

Se temi lo Spirito come fai a vivere?
Se temi l'ispirazione, se temi la creatività, come fai a vivere?
E se tu avessi una vaga idea di cosa sia l'ispirazione oppure la creatività che è Spirito, e se tu allo stesso tempo temessi queste due cose, come faresti a creare e a ispirarti o a ispirare?
Come fai ad amare o a ricevere amore se temi l'amore che in se è lo Spirito stesso?
Tu dici che si debba temere la creatività e l'ispirazione per essere umili?
Cioè pur di essere umili meglio non creare, meglio non ispirare meglio non ispirarsi, meglio non vivere? Ma questa non è forse sottomissione più che umiltà?
E se lo spirito è NOI STESSI, questo significa che essere umili significa dover temere NOI STESSI, quando efettivamente è già scontato che finchè viviamo nell'Ego tutti temiamo l'Essere che è NOI STESSI, poichè quel "tutti" non è in realtà NOI STESSI?
Forse l'umiltà intesa come l'intendi tu significherebbe avere timore di Dio perchè Lui può castigarci?
Ma non è forse vero che finchè non sei illuminato, finchè non ti sei liberato dell'ego la paura c'è eccome e persino in quel "tutti" nessuno escluso?
Quindi "rispettare" lo Spirito cioè NOI STESSI significa "sottometterci" alla volontà di qualcosa che è NOI STESSI?

scusa.gif

Beh, se alla fine intendi il termine umiltà come il sottometterci alla nostra stessa volontà, alla volontà di NOI STESSI, vuol dire che la pensiamo allo stesso modo... Come Lui...fiori.gif
:C:

Cerco di rispondere a tutto insieme per non tagliare il discorso.
Non ho detto temere, ho detto aver paura e rispetto. Si teme un dittatore, invece si rispetta e si è intimoriti da un grande Re e dalla sua Reale Potenza... Poi parli di amore, come fai a paragonare l'amore umano con l'amore divino? E' come paragonare un cavo elettrico che porta la 220 con uno che ne porta 10000000000000000 milioni... Vorresti non aver paura di un simile voltaggio? Purtroppo gli uomini riempiono di significato le parole in base a quella che è la loro esperienza, e allora ti faccio una domanda io: secondo te il "senso profondo" con cui Cristo poteva "riempire" la parola Amore, è lo stesso che puoi dargli tu, o io, o un altro uomo? L'Amore di Cristo ha squarciato il Tempio, il nostro non riuscirebbe a squarciare nemmeno una foglia...

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Diamo alla Paura i giusti meriti... Senza paura ci avvicineremmo al sole e pouff.. ci scioglieremmo come burro. Invece proprio grazie ad essa abbiamo la possibilità di migliorare... grazie ad essa non ci bruciamo troppo presto ma, qualora sapessimo usarla, sarebbe il carburante con cui muoversi per poter poi andare sempre più su. Poi ovvio che se la paura non la usiamo ma ci facciamo usare, sarà un freno anche nelle cose che saremmo in grado di fare, ma questo è più un discorso psicologico che altro...
E' grazie alla paura che l'uomo può aumentare la sua resistenza (nell'esempio del cavo elettrico) ed essere sempre più capace di sopportare voltaggi maggiori... quindi avvicinarsi a Dio.

Se poi tu mi dici che sei già puro Spirito, sei già simile a Dio.... allora beh, che altro posso dirti? Sai tutto, conosci tutto, comprendi tutto... un po' blasfemo forse ma non ho intenzione di contestartelo. Non mi interessa.

:C:

stella 24-09-2007 22.53.23

Citazione:

Originalmente inviato da LightEntity (Messaggio 39437)
Se temi lo Spirito come fai a vivere?
Se temi l'ispirazione, se temi la creatività, come fai a vivere?
E se tu avessi una vaga idea di cosa sia l'ispirazione oppure la creatività che è Spirito, e se tu allo stesso tempo temessi queste due cose, come faresti a creare e a ispirarti o a ispirare?
Come fai ad amare o a ricevere amore se temi l'amore che in se è lo Spirito stesso?
Tu dici che si debba temere la creatività e l'ispirazione per essere umili?
Cioè pur di essere umili meglio non creare, meglio non ispirare meglio non ispirarsi, meglio non vivere? Ma questa non è forse sottomissione più che umiltà?
E se lo spirito è NOI STESSI, questo significa che essere umili significa dover temere NOI STESSI, quando efettivamente è già scontato che finchè viviamo nell'Ego tutti temiamo l'Essere che è NOI STESSI, poichè quel "tutti" non è in realtà NOI STESSI?

Il timor di Dio è uno dei sette doni dello Spirito Santo, (insieme a Sapienza, Intelletto, Consiglio,Fortezza, Scienza, Pietà) essendo un dono dello Spirito non può essere la paura dello Spirito.
Il timor di Dio è appunto rispetto di Dio, è come quando un bimbo rispetta i genitori e li teme in quanto ha fiducio in loro, questo rispetto è dettato da amore non da paura.....
Quindi il timor di Dio non è paura del castigo, ma un rispetto filiale che non impedisce certo di ispirarsi, creare e realizzarsi liberamente, ma sempre onorando e rispettando chi ci ha messo al mondo ...
l
L'umilità non è sottomissione, è quella povertà di spirito di cui parla Gesù nel discorso delle Beatitudini... è essere aperti al nuovo perchè si sa di non possedere nulla....

Chi ha la luce dello Spirito teme Dio, perchè sa di essere creatura di Dio...., non avere questo timore vuol dire non conoscere Dio... quindi non avere nemmeno lo Spirito di Dio...

LightEntity 25-09-2007 00.10.14

Citazione:

secondo te il "senso profondo" con cui Cristo poteva "riempire" la parola Amore, è lo stesso che puoi dargli tu, o io, o un altro uomo? L'Amore di Cristo ha squarciato il Tempio, il nostro non riuscirebbe a squarciare nemmeno una foglia...

La risposta è SI. E' lo stesso che posso dargli Io e Tu stesso e tutta l'umanità insieme, ed è proprio questo che Cristo voleva dimostrarci facendosi uomo come noi. Non è una questione di convinzione, è una questione di verità.
Finchè continuiamo a crocifiggerlo dentro di noi, come possiamo fare noi qualcosa per questo mondo in rovina?




Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 39446)
Chi ha la luce dello Spirito teme Dio, perchè sa di essere creatura di Dio...., non avere questo timore vuol dire non conoscere Dio... quindi non avere nemmeno lo Spirito di Dio...

Io non temo Dio! Io lo amo! Dio è mio amico... So che quando faccio le cose, le faccio con Lui. Che sia anche semplicemente muovere il dito mignolo della mano. E' bello fare delle cose con Lui.
Non è timore, è semplice riconoscimento di ciò che Dio è. E' accettazione di ciò che è, è amore. Non è timore!

Uno 25-09-2007 00.40.49

Citazione:

Originalmente inviato da LightEntity (Messaggio 39454)
ed è proprio questo che Cristo voleva dimostrarci facendosi uomo come noi.

Scusa se mi intrometto, mi spieghi perchè si è fatto come noi se siamo uguali?

LightEntity 25-09-2007 10.20.20

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39457)
Scusa se mi intrometto, mi spieghi perchè si è fatto come noi se siamo uguali?


Penso che sia per esprimere l'amore impersonale di Dio in prima persona e per anticipare ciò che sarebbe stato in futuro la Sua manifestazione nel cuore di tutti gli uomini. Non è questione di uguaglianza, più che altro è questione di consapevolezza e di potenzialità. chi non sa di essere Lui, non può sviluppare le caratteristiche dell'amore impersonale. Io penso che le sfumature di consapevolezza su chi siamo caratterizzano le nostre individualità, così che pur essendo uguali nell'Uno, abbiamo un impronta diversa a seconda di quello che siamo venuti a sperimentare in questo mondo.

Elle 25-09-2007 10.21.37

Rifletto un attimo e dico se non esistesse la paura non potremmo sperimentare il benessere ma qui parlo di paura intesa come esperienza non come blocco totale. Poi qui entra in gioco lo Spirito che aleggia a tratti come Spirito Santo e a tratti come "energia o sentimento?" che ci muove verso Dio. Ma tutti veniamo dallo stessa materia o vuoto? Lo confesso ho bisogno di chiarire l'insalata che si sta facendo magari non è un'insalata ma letto il post tutto d'un fiato mi sento confusa, fermo restando che credo che il timore sia un sentimento creato dall'uomo che con il suo metro tenta di spiegare certe cose che sono in realtà molto più semplici ma talmente semplici che non è in grado di accettare come sono...potrebbe essere?

turaz 25-09-2007 10.24.02

ognuno ha i suoi "modi" insomma ?

Kael 25-09-2007 10.30.53

Citazione:

Originalmente inviato da LightEntity (Messaggio 39468)
chi non sa di essere Lui, non può sviluppare le caratteristiche dell'amore impersonale.

Aspetta un attimo, ma se siamo GIA' Lui, cosa mai potremmo sviluppare?
Se il tuo Amore è GIA' uguale a quello di Cristo vuol dire che è già impersonale no? Perchè parli di sviluppo?
Cristo dovrebbe essere un esempio a cui tendere... Si parlava nell'altro thread dell' Imitatio Christi appunto....

Uno 25-09-2007 10.43.08

Citazione:

Originalmente inviato da LightEntity (Messaggio 39468)
Penso che sia per esprimere l'amore impersonale di Dio in prima persona e per anticipare ciò che sarebbe stato in futuro la Sua manifestazione nel cuore di tutti gli uomini. Non è questione di uguaglianza, più che altro è questione di consapevolezza e di potenzialità. chi non sa di essere Lui, non può sviluppare le caratteristiche dell'amore impersonale. Io penso che le sfumature di consapevolezza su chi siamo caratterizzano le nostre individualità, così che pur essendo uguali nell'Uno, abbiamo un impronta diversa a seconda di quello che siamo venuti a sperimentare in questo mondo.

Già un pelo meglio... e non solo per ciò che è scritto, comunque fortemente O.T è diverso essere Lui e manifestarlo, questa non è la discussione adatta per parlarne, direi che sarebbe il caso di ritornare nel tema.
Altrimenti l'insalata diventa una minestra e anche un polpettone senza ne capo ne coda

LightEntity 25-09-2007 11.05.14

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 39472)
Aspetta un attimo, ma se siamo GIA' Lui, cosa mai potremmo sviluppare?
Se il tuo Amore è GIA' uguale a quello di Cristo vuol dire che è già impersonale no? Perchè parli di sviluppo?
Cristo dovrebbe essere un esempio a cui tendere... Si parlava nell'altro thread dell' Imitatio Christi appunto....

Siamo OT, se vuoi possiamo aprire un thread da un'altra parte per parlare di questa cosa...

dafne 25-09-2007 12.02.37

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39257)
Non spompi la paura così, spompi le singole paure, potresti vincere la paura di uscire al buio in una strada isolata ma non avresti vinto quella dei ragni (per esempio)

Io so cosa ti frega, la paura è irrazionale, non la puoi vincere con il razionale, non direttamente almeno, puoi sulla singola paura studiarla, se è il ragno puoi sapere che quella specie non è velenosa... ma poi se ti fanno senso in quel momento non pensi, questo è uno degli effetti positivi della paura (per te no lo so icon_mrgr:), una forte paura produce una sospensione del pensiero.
Sia chiaro sospensione, non soppressione, un istante, da il modo di accedere ad altro.
La questione nasce su cosa ci succede in quel momento di sospensione, se ci perdiamo (nello stesso modo di un orgasmo comune, le due cose hanno molto in comune) la paura ci ha vinto, se riusciamo a tenere salda la coscienza anche senza pensiero è un momento magico.


nel momento di sospensione..poche volte ma l'ho provato..ma mi è capitato..sei ovunque, in ogni posto in ogni luogo in ogni momrnto..esenti che ogni cosa è possibile e fattibile e conoscibile..è inspiegabile..non è possibile per la mente, non è comprensibile, per questo ogni volta che mi avvicino a quella sospensione la mia mente, il guardiano di quel portone, fa di tutto perchè io non la oltrepassi, fa in modo che mi perda, che mi distragga in altro, perche ciò che è incomprensibile per la mente è per lei mortale... no?

Uno 25-09-2007 13.30.09

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 39492)
nel momento di sospensione..poche volte ma l'ho provato..ma mi è capitato..sei ovunque, in ogni posto in ogni luogo in ogni momrnto..esenti che ogni cosa è possibile e fattibile e conoscibile..è inspiegabile..non è possibile per la mente, non è comprensibile, per questo ogni volta che mi avvicino a quella sospensione la mia mente, il guardiano di quel portone, fa di tutto perchè io non la oltrepassi, fa in modo che mi perda, che mi distragga in altro, perche ciò che è incomprensibile per la mente è per lei mortale... no?

Mi perdonerai se petulo, ma la precisione è fondamentale per capire come fare....

La mente è giusto che non oltrepassi quella soglia, non è neanche attrezzata per sopravvivere al di la, ciò non toglie che altro (coscienza) può appena vinti i "famosi" guardiani della soglia, passare avanti e indietro.... in questo caso, solo in questo caso quando torna porta dei regali per la mente... delle cose a cui la mente da delle forme esatte secondo gli archetipi. Se la coscienza non passa o come hai giustamente detto tu si perde, non rimane integra dall'altra parte ecco che porta cose strane, misculgi e guazzabugli... la mente ci prova a capire cosa è... quindi interpreta con ciò che conosce, per la serie se vedi una cosa nuova ben definita la vedi, se questa non è bene definita, che sia nuova o vecchia la mente la interpreta come le sembra meglio.

Comunque anche questo è fuori tema se non per il fattto che nella paura si entra in questa sospensione che poi ci trasporta oltre... ma senza coscienza se non abbiamo vinto la paura (vinto nel senso specificato sopra)

P.s. il discorso sopra vale anche per la morte

turaz 25-09-2007 13.35.11

ricordo in un momento di siffatta specie che la mente vide l'immagine di un vecchio, con volto coperto da un saio con barba bianca, un bastone intarsiato e un anello di smeraldo.
e vidi anche due spade che diventavano due ali d'angelo e un portone che si apriva con al centro il mio cuore.

ciauzz

dafne 25-09-2007 13.39.19

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Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39502)
Mi perdonerai se petulo, ma la precisione è fondamentale per capire come fare....

La mente è giusto che non oltrepassi quella soglia, non è neanche attrezzata per sopravvivere al di la, ciò non toglie che altro (coscienza) può appena vinti i "famosi" guardiani della soglia, passare avanti e indietro.... in questo caso, solo in questo caso quando torna porta dei regali per la mente... delle cose a cui la mente da delle forme esatte secondo gli archetipi. Se la coscienza non passa o come hai giustamente detto tu si perde, non rimane integra dall'altra parte ecco che porta cose strane, misculgi e guazzabugli... la mente ci prova a capire cosa è... quindi interpreta con ciò che conosce, per la serie se vedi una cosa nuova ben definita la vedi, se questa non è bene definita, che sia nuova o vecchia la mente la interpreta come le sembra meglio.

non sei petulante, se mi sono infilata in certi argomenti pur avendo la certezza di dire stupidate è perchè sono sempre più convinta che finchè leggo gli altri apprendo ma resta sempre un dato mandato a memoria in un certo senso, mentre se mi espongo e discuto è proprio nel momento in cui vengo contestata o ripresa che qualcosa in me si ferma e mi permette di assorbire davvero il concetto, di capire se ho davvero detto una minchiata e come correggere il tiro...ho avuto taaanti anni fa esperienze medianiche, interrotte proprio perchè, istintivamente allora, un pò più consapevolmente oggi, mi rendo conto che rischio di tornar fuori da quel portone con mezze verità pasticciate e incomprensibili, il che è molto peggio che non sapere per niente..



perdonoicon_rddd:

Uno 25-09-2007 13.46.25

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 39509)
icon_rddd: icon_rddd:
non sei petulante, se mi sono infilata in certi argomenti pur avendo la certezza di dire stupidate è perchè sono sempre più convinta che finchè leggo gli altri apprendo ma resta sempre un dato mandato a memoria in un certo senso, mentre se mi espongo e discuto è proprio nel momento in cui vengo contestata o ripresa che qualcosa in me si ferma e mi permette di assorbire davvero il concetto, di capire se ho davvero detto una minchiata e come correggere il tiro...ho avuto taaanti anni fa esperienze medianiche, interrotte proprio perchè, istintivamente allora, un pò più consapevolmente oggi, mi rendo conto che rischio di tornar fuori da quel portone con mezze verità pasticciate e incomprensibili, il che è molto peggio che non sapere per niente..



perdonoicon_rddd:

Va benissimo e fai bene a discuterne, io metto le mani avanti perchè so che alcuni non accettano la mia precisione. Ci sono cose che in qualche maniera hai compreso seppur slegate dal resto, per esempio il fatto che passando si tende a perdersi se non si è lavorato su di se. Questa è una buona cosa perchè puoi capire che ti sto dicendo cose reali.
Questo discorso lo riprenderemo in un 3D più adatto :H

:C:

Kael 25-09-2007 23.18.45

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39039)
Far emergere le paure significa questo, significa guardarle mentre fanno il loro lavoro, non significa che spariscano...

In una parola l'Opera al Nero...
Non si distruggono i "demoni sotterranei", ma si impara a conoscerli e a servirsene consapevolmente..

Sole 26-09-2007 23.51.15

Rimango nel momento di sospensione per fare una considerazione che mi viene per associazione.
Il momento in cui abbiamo paura e avviene quella sospensione del pensiero, avviene anche che il respiro si blocca, la parola si ferma, a volte non vediamo più, ogni manifestazione del centro motore è interrotta per un istante. Gli automatismi si fermano. Siamo noi e l'istinto. Il centro istintivo è velocissimo e la coscienza deve esercitarsi ad esserlo altrettanto per infilarsi in quell'istante.

P.s.
credo c'entri con l'idea di Cassi del passaggio

cassandra 28-09-2007 13.03.09

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39257)
Non spompi la paura così, spompi le singole paure, potresti vincere la paura di uscire al buio in una strada isolata ma non avresti vinto quella dei ragni (per esempio)
Se vinci la paura diventi coraggiosa e questo vale per la paura in generale, il che non significa che non proverai il brividino nella strada buia, può essere, può essere a volte, può non essere.
Io so cosa ti frega, la paura è irrazionale, non la puoi vincere con il razionale, non direttamente almeno, puoi sulla singola paura studiarla, se è il ragno puoi sapere che quella specie non è velenosa... ma poi se ti fanno senso in quel momento non pensi, questo è uno degli effetti positivi della paura (per te no lo so icon_mrgr:), una forte paura produce una sospensione del pensiero.
Sia chiaro sospensione, non soppressione, un istante, da il modo di accedere ad altro.
La questione nasce su cosa ci succede in quel momento di sospensione, se ci perdiamo (nello stesso modo di un orgasmo comune, le due cose hanno molto in comune) la paura ci ha vinto, se riusciamo a tenere salda la coscienza anche senza pensiero è un momento magico.

Questa cosa della sospensione l'ho sperimentata un paio di giorni fa,al momento non me ne sono neanche resa conto,non so se sono riuscita a restare attenta,li per li sembrava di no,pero'se riesco oggi a ricordare e distinguere le varie sensazioni,probabilmente un 10%di me è rimasto presente...
Posso testimoniare la magia di quel momento,ma è come soffocare...come dice bene Sole,bisogna allenarsi profondamente per poter arrivare a vivere davvero quel momento...
Ho avuto la sensazione di essere in un cunicolo,da lì la mia coscienza sarebbe potuta andare ovunque...ma non sapendo dove altro andare è tornata al punto di partenza($)
ma non demordo,anzi,posso dire che provare è stato un piccolo salto in avanti...
Ora la domanda...mi chiedevo se nel caso della paura incontrollata vale un po il discorso del Sacro Fuoco,inizialmente ancorarsi ad una base per lasciar fluire le sensazioni...così da permettere una piu'dettagliata osservazione...la resistenza aumenterà man mano che si è più coscienti...
Questo per parlare piu'dettagliatamente di come risolvere i problemi determinati da paure sia manifeste che inconsce...fiori.gif

turaz 28-09-2007 13.07.44

penso tu abbia centrato il "succo" dell'ancorarsi coi piedi a terra.
un abbraccio

Ray 28-09-2007 22.11.57

Si, credo anch'io, come ho accennato in sacro fuoco (dico questo pro-futuro dato che potrebbe risultare difficile risalire ai collegamenti... tread sacro fuoco post 120-121).

Mi viene da aggiungere che per riuscire a far salire mantenendo quel nucleo di coscienza che, tra le altre cose, ci permette di restare ancorati, è necessario un lavoro preliminare che sviluppi questo nucleo sulla base dell' "osservatore" (vedi tread vari sulla quarta via e altri).

RedWitch 02-10-2007 15.44.16

Riprendo questo discorso, quotando parte di post da Sacro Fuoco per non uscire troppo fuori dal seminato lì


Citazione:

Originalmente inviato da Uno
.........................................
Se trattieni senza alba di ciò che fai per evitare il salire verso la testa, perchè inconsciamente sai che ti perdi, blocchi tutto sull'addome, in casi rari arrivi al cuore (e li le illusioni di aver aperto qualcosa si sprecano,

...
La giusta via a livello fisico è lasciar fluire verso la testa ma ancorandosi sulle gambe, sui piedi... pochi lo fanno naturalmente, quasi nessuno... ad una visione sottile il mondo sembra una distesa di bottiglie di spumante stappate che rimangono senza vino dentro e senza versarlo nel bicchiere, poi ci sono le bottiglie non stappate che scoppiano.
................

Citazione:

Originalmente inviato da Ray
..................
PS: anche se con la rabbia è piuttosto evidente la cosa credo che valga con qualsiasi "fuoco" che salga dalla terra, in primis l'originale, la paura. Restare ancorati, mantenere un nucleo di coscienza e lasciare salire potrebbe forse dare delle sorprese a chi ha qualche difficoltà con paura che sale rischiando di diventare panico...

Le due parti che ho messo in neretto, mi hanno dato degli spunti, ma vorrei capire meglio, per quel che riguarda la paura, che sale senza controllo e che diviene panico. Mi rivedo benissimo come "bottiglia non stappata che scoppia", nel senso che quando sento salire la paura (immotivata, almeno apparentemente), quello che cerco di fare è ancorarmi alla terra (sentirla), appunto per non perdere il controllo, perchè ho visto che se lascio fare in pochi attimi arriva alla testa e perdo il contatto con la realtà in preda al panico (la sensazione è quella di essere staccata dal corpo).
Solo che credo, di aver finora represso.. perchè cercando di rimanere presente e di osservarmi, "schiaccio" la paura, cerco di trattenerla in basso (ed infatti la sento nello stomaco). Il risultato è che non perdo completamente il controllo, ma le gambe si irrigidiscono al punto di farmi male, arrivo quasi a non riuscire a muovermi, divento fredda (mani, viso, corpo), il cuore batte a ritmo accelerato e perdo un sacco di energie.

Dopo avervi letto ho iniziato a fare dei tentativi , per vedere cosa significhi "lasciare salire", sto cercando di non negare la paura quando arriva, di lasciare che salga oltre lo stomaco, senza perdere il contatto con la terra. E lasciando salire la paura, osservandola anzichè raffreddarmi, mi scalda.. è proprio come se dall'interno il corpo rilasciasse calore, le gambe non si irrigidiscono e la paura si trasforma in qualcosa che non ho ancora ben chiaro.. ma riesco a vedere che è "innocua" .
Dopo tutta sta pappardella (personalissima, chiedo scusa, ma vorrei capire se la strada è quella giusta), quello che vorrei chiedere è se questa repressione (negazione della paura, ma credo sia così anche per la rabbia, e a tutte le cose che non vogliamo vedere o sentire in noi), possa avere a che fare con l'attaccamento alla terra, alla materia, alla.. poca Fede... paura di lasciare "riferimenti"?


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