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evitando le righe che delimitavano una piastella dall' altra...cominciavi giocando diventava poi quasi un' ossessione da gioco a ossessione...l' ossessione è una sensazione che incatena...spaventa...mi chiedo quanti "giochi" nascono per tamponare una paura latente...manata.gif |
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Se vinci la paura diventi coraggiosa e questo vale per la paura in generale, il che non significa che non proverai il brividino nella strada buia, può essere, può essere a volte, può non essere. Io so cosa ti frega, la paura è irrazionale, non la puoi vincere con il razionale, non direttamente almeno, puoi sulla singola paura studiarla, se è il ragno puoi sapere che quella specie non è velenosa... ma poi se ti fanno senso in quel momento non pensi, questo è uno degli effetti positivi della paura (per te no lo so icon_mrgr:), una forte paura produce una sospensione del pensiero. Sia chiaro sospensione, non soppressione, un istante, da il modo di accedere ad altro. La questione nasce su cosa ci succede in quel momento di sospensione, se ci perdiamo (nello stesso modo di un orgasmo comune, le due cose hanno molto in comune) la paura ci ha vinto, se riusciamo a tenere salda la coscienza anche senza pensiero è un momento magico. |
e se riuscissimo ad amplificare quello spazio senza pensiero?
ciauzz |
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Che poi, alla fin fine, è l'unica paura che esiste. Non solo, essa è sempre presente. Se osservando si "ripercorre" la strada che la paura fa dentro di noi questo si trova. Provo a spiegarmi. Noi di solito partiamo da paure psicologiche, ho paura di quello e di quell'altro, e crediamo che questo quello o quell'altro sia l'origine della nostra paura. Invece ne è la fine. La paura li si ferma, rimbalza e noi la vediamo/percepiamo. Possiamo metterci li e risolvere tutte le varie paure psicologiche... a quel punto ci accorgiamo che la paura non sparisce, ma è sempre li ed è, come diceva Uno, irrazionale, senza motivo. In realtà è la nostra benzina, con essa facciamo tutto, è la forza che ci fa muovere ed è una di quelle forze/energie che ci risvegliano. O meglio, quel senso di risveglio, di maggior coscienza, dipende dalla differenza di afflusso, dal momentaneo aumento della paura. Perchè irrazionale corrisponde a paura dell'ignoto? Perchè, se si guarda bene, tutto, ogni singolo attimo della nostra vita, ogni minima cosa che ci sta per accadere o che stiamo per fare è ignota. Solo che nella maggior parte dei casi ci siamo costruiti delle sovratrutture mentali grazie alle queli ci aspettiamo un certo risultato (di solito piuttosto probabile) e che ci permette di tenere basso il regime, di dormicchiare. Ad esempio, ogni volta che apro la porta di casa potrei trovare qualsiasi cosa, sottolieno qualsiasi, e quindi ho paura dell'ignoto. Solo che la mia sovrastruttura mentale fa si che io mi aspetto la mia stanza e quindi semplicemente incanalo questa paura (che forse è lieve ma se osserviamo si sente) nella sovrastruttura stessa... ovvero butto via energia. Se poi un giorno aprendo trovo tutto per aria ecco che salta la sovrastruttura e la paura ha campo libero. Il problema è che a quel punto non so più incanalarla ed è facile che vinca lei. Ma in realtà la paura è energia che sale dalla terra e mi permette/spinge a muovermi e, se incanalata, oltre a non essere spiacevole, la posso usare per fare praticamente qualsiasi cosa, tra cui agire in modo congruo alla situazione che mi si palesa, ora non più ignota. Dicevo di incanalare. Dove? In attenzione (per esempio). Se ci si pensa, entro certi limiti, è un meccanismo automatico. Cammino in montagna, arrivo ad un tratto difficile dove si rischia di cadere, sale una certa paura, la incanalo in attenzione maggiore e cammino più attentamente. Immaginiamo di farlo consciamente... invece di sprecare avremmo sempre a disposizione l'energia sufficiente ad affrontare ciò che ci si presenta, a concentrare l'energia in quel singolo punto/azione o quel che è. Al massimo di ciò si produce quel che diceva Uno, interruzione del pensiero che se ho canalizzato in attenzione mi permette di restare cosciente durante l'interruzione. Avrei altro da dire ma bon, già è un papirone disordinato così... |
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Sono entrato in questa dimensione ( si può chiamarla cosi? ) facendo qualcosa di pericoloso. In pratica quel "momento", in quell'istante c'è una forte sospensione. Ho notato che la sospensione ha vari gradi: da un'attimo prima di compiere il gesto pericoloso, durante e dopo l'azione. Quello che più mi ha colpito, ed è stato poi ricercato altre volte è il "durante". E' come se al tempo stesso sia momento di transizione per acedere a non so cosa ma anche, dall'altro lato, momento di passaggio da cogliere, come un binario preferenziale....Uff non so se riesco a spiegarmi martello.: Ad ogni modo il tempo non esiteva ed un solo istante lo percepivo come lunghissimo. Insomma, facendo un esempio che non so quanto possa trasmettere quel che voglio dire, essere in quella "sospensione" da l'impressione di correrre dietro ad un treno in corsa. Ora se si è capaci si può salire sul treno altrimenti si rimane a terra. Stessa cosa accade poi con la ricerca dell'orgasmo. Come sopra, anche in quell'istante non c'è tempo e spazio. Si perdono, per cosi dire le cordinate. A questo punto, visto che siamo in esoterismo, mi vengono in mente alcuni rituali che utilizzano l'unione - uomo/donna - come mezzo per accedere a quel "momento". Alla fine per mantenere quel momento dovremmo essere coscienti della cosa e fare resistenza al " risucchio" della paura? |
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Non c'è nulla da amplificare, perchè se riesci ad essere cosciente di un momento di sospensione del pensiero è senza tempo, ed il tempo sarebbe l'unica cosa amplificabile, quando torni al pensiero potresti dire che è passato un secondo o un minuto, ma quando sei dentro quel momento non esiste il tempo. Ho specificato sopra, sospensione non soppressione, perchè comunque poi per riportare qui e in questa dimensione le nostre piccole-grandi scoperte abbiamo bisogno del pensiero. E' fuori tema, lo riprenderemo, comunque l'ideale è vivere senza pensieri automatici e pensare realmente solo quando ci occorre, quindi nel tempo di questa dimensione si passa inizialmente da 24 ore a pochissimo (non quantifico ma pochissimo) perchè non abbiamo energia a sufficienza per pensare realmente per 24 ore. Fine o.t. |
Ci provo
Quando prendo paura il cuore mi batte all'impazzata le tempie battono svelte, è come una botta al cuore ci si accorge di averlo nel petto e di essere vivi tramite lui.
In quel momento non c'è altro che il cuore che ha preso il posto della mente che gira a vuoto, come quando in auto si sfolla, non sono più in grado di proferir parola, ma altri ad esempio iniziano a parlare in modo assurdo quasi inconsulto. Quando dormo non ho paura tutto è quiete e tranquillità ma non sono viva, perché non mi rendo conto neppure di dove sono e cosa sto facendo, sogno. All'improvviso un incubo mi sveglia la paura mi sveglia e mi fa rendere conto.......................... ho peccato, ho mancato.................. dormivo quindi se quella paura che ho ma non mi rendo conto di possedere la sfrutto in ogni momento come se vivessi nella giungla ed il nemico potesse essere nascosto dietro ad ogni albero nel momento in cui saltasse fuori sarei pronto a fare.......... proprio per non essere assalito come quando dormo e non ho l'attenzione…..? La paura è un sensazione di vuoto non sei ne A e ne B sei il vuoto tra loro, non sei ne inspirazione ne espirazione sei quell’attimo nel mezzo. fiori.gif |
in realtà non lo ritengo vuoto quell'attimo tra A e B ..quell'attimo nel mezzo la considero solo mancanza di connessione, tra la sensazione ricevuta e il corpo e quindi la possibilità di reazione o di pensiero,
la considero sospensione in quanto 'incapacità di decodificare quel dato o quel messaggio ma non perchè non ci sia nulla in mezzo, forse c'è anche troppo dietro. |
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Sono d’accordo, quello che volevo rilevare era ciò che accade nella respirazione ad esempio dove tra un respiro e l’altro c’è quel qualcosa (sospensione?) che non vediamo ma che collega l’inspirazione con l’espirazione e che tramite la paura si mostra, viene a galla, diviene evidente. Ho pensato a questo perchè nel momento in cui hai paura di solito si trattiene il fiato si rimane sospesi da qualche parte. Se fossimo rimasti coscienti costantemente saremmo stati preparati a riconoscerne il motivo (conoscendolo) e ad incanalare la paura. Mi sa che ho sconfusionato ancora. fiori.gif martello.: |
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Non riesco ad esempio a tenere una respirazione normale ( o vado in affanno o addirittura, quando ho paura, e l'abisso agisce , si blocca ), per cui devo fermarmi un attimo e mettere la testa fuori dall'acqua. Quando invece mi "sento " nell'acqua e la percepisco come non estranea ( ed io non estranea ad essa ) allora non mi accade tutto ciò...:C: |
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Mi ricordo un episodio di terrore puro, quando la macchina stava per schiantarsi contro un muro a velocità incontrollata, guidata da mia figlia che aveva perso il controllo del mezzo, vedevo il muro avvicinarsi come al rallentatore, e lei che all'ultimo ha sterzato evitandolo per un soffio e andando a fermarsi più avanti.... quando le chiedo cosa ha provato in quel momento, mi dice che non sa chi ha sterzato, che lei in quel momento era come in trance.... e che ha agito come se il pensiero fosse stato più veloce della sua consapevolezza di pensiero, per cui non si ricorda lucidamente di aver pensato nè agito.... |
Se qualcuno si ricoda del tread sui centri forse ricorderà anche che vanno a diverse velocità. Se quello istintivo è molto più veloce di quello intellettuale inferiore (come è riscontrabile da chiunque) il centro emotivo può viaggiare ancora più svelto di quello istintivo... questo per non parlare del centro emotivo superiore (ce n'è ancora uno ma non ha senso neanche citarlo)... va talmente svelto che il tempo altro che fermo sembra... qualche esperienza capita nella vita a seguito di fattori esterni di cui una forte paura può essere un esempio.
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Vorrei domandare se si può avere paura della paura secondo voi? Di quel momento di sospensione dove la mente pare non avere più il controllo su niente. fiori.gif Qualche anno fa alla comunione di mio figlio ho scritto la preghiera di augurio per i ragazzi di cui tra l'altro conosco tutte le famiglie per cui in chiesa conoscevo tutti quel giorno. Premetto che non mi piace parlare in pubblico ma siccome nessuno voleva salire a leggere. Decisi che mi sarei sforzata, cosa poteva succedermi ero tra amici? Sarebbe bastato non guardare le persone e fissare l'attenzione unicamente sul foglio che avevo davanti e sulle parole che avrei letto. Bon morale della favola ho raggiunto l'altare cercando di non pensare a niente appena ho sentito la mia voce rimbombare per la chiesa (probabilmente non ne avevo tenuto conto) il cuore ha iniziato ad accellerare sempre di più e la voce ad affievolirsi in modo impressionante era come se facessi fatica a prendere fiato. Ho dovuto fare affidamento a tutta la forza che avevo per non stramazzare a terra, le gambe tremavano iniziava anche a girarmi la testa e facevo delle pause per poter respirare e terminare di leggere, nonostante volessi scappare da li a gambe levate. Anche questa è paura ma non frutto di uno spavento che differenza c'è?fiori.gif |
Come non è frutto di uno spavento?
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Quando quel tipo di paura che hai descritto nel tuo post arriva al culmine succede questo:... se la paura ti travolge e non riesci ad osservarti vince lei, perdi il contatto con te stesso, e con quello che ti sta attorno per un momento (che sembra lunghissimo) e subito dopo ti senti sfinito, ma comunque la paura sale, sale fino ad un livello massimo e poi comincia a scendere svuotandoti (non necessariamente svieni..) Se riesci a mantenere l'osservazione (anche se per me è molto difficile farlo in quei momenti) e riesci a non cercare di scacciarla "vinci " tu... riprendi il controllo e non ti senti completamente a terra... anzi.. |
Premetto che oggi ho letto la discussione "passaggi"...(da riprendere secondo me,io al riguardo sto sperimentando...icon_mrgr: )
Da lì mi si è accesa una lucina...vuoi vedere che la sospensione che si avverte, quando si ha una gran paura, è uno stato di passaggio?...mi spiego,l'incognita da cui deriva quel momento di vuoto(sospensione), puo' precedere qualsiasi cosa...(è come se i tre centi si sono accordati per un momento solenne),(in quell'istante forse siamo veramente presenti), perchè si sta per passare ad un altro stato? oltre la morte... icon_rddd: :C: |
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Ti pongo solo alcune domande per riflettere un po': Se temi lo Spirito come fai a vivere? Se temi l'ispirazione, se temi la creatività, come fai a vivere? E se tu avessi una vaga idea di cosa sia l'ispirazione oppure la creatività che è Spirito, e se tu allo stesso tempo temessi queste due cose, come faresti a creare e a ispirarti o a ispirare? Come fai ad amare o a ricevere amore se temi l'amore che in se è lo Spirito stesso? Tu dici che si debba temere la creatività e l'ispirazione per essere umili? Cioè pur di essere umili meglio non creare, meglio non ispirare meglio non ispirarsi, meglio non vivere? Ma questa non è forse sottomissione più che umiltà? E se lo spirito è NOI STESSI, questo significa che essere umili significa dover temere NOI STESSI, quando efettivamente è già scontato che finchè viviamo nell'Ego tutti temiamo l'Essere che è NOI STESSI, poichè quel "tutti" non è in realtà NOI STESSI? Forse l'umiltà intesa come l'intendi tu significherebbe avere timore di Dio perchè Lui può castigarci? Ma non è forse vero che finchè non sei illuminato, finchè non ti sei liberato dell'ego la paura c'è eccome e persino in quel "tutti" nessuno escluso? Quindi "rispettare" lo Spirito cioè NOI STESSI significa "sottometterci" alla volontà di qualcosa che è NOI STESSI? scusa.gif Beh, se alla fine intendi il termine umiltà come il sottometterci alla nostra stessa volontà, alla volontà di NOI STESSI, vuol dire che la pensiamo allo stesso modo... Come Lui...fiori.gif :C: |
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Non ho detto temere, ho detto aver paura e rispetto. Si teme un dittatore, invece si rispetta e si è intimoriti da un grande Re e dalla sua Reale Potenza... Poi parli di amore, come fai a paragonare l'amore umano con l'amore divino? E' come paragonare un cavo elettrico che porta la 220 con uno che ne porta 10000000000000000 milioni... Vorresti non aver paura di un simile voltaggio? Purtroppo gli uomini riempiono di significato le parole in base a quella che è la loro esperienza, e allora ti faccio una domanda io: secondo te il "senso profondo" con cui Cristo poteva "riempire" la parola Amore, è lo stesso che puoi dargli tu, o io, o un altro uomo? L'Amore di Cristo ha squarciato il Tempio, il nostro non riuscirebbe a squarciare nemmeno una foglia... ----------------------------------------------- Diamo alla Paura i giusti meriti... Senza paura ci avvicineremmo al sole e pouff.. ci scioglieremmo come burro. Invece proprio grazie ad essa abbiamo la possibilità di migliorare... grazie ad essa non ci bruciamo troppo presto ma, qualora sapessimo usarla, sarebbe il carburante con cui muoversi per poter poi andare sempre più su. Poi ovvio che se la paura non la usiamo ma ci facciamo usare, sarà un freno anche nelle cose che saremmo in grado di fare, ma questo è più un discorso psicologico che altro... E' grazie alla paura che l'uomo può aumentare la sua resistenza (nell'esempio del cavo elettrico) ed essere sempre più capace di sopportare voltaggi maggiori... quindi avvicinarsi a Dio. Se poi tu mi dici che sei già puro Spirito, sei già simile a Dio.... allora beh, che altro posso dirti? Sai tutto, conosci tutto, comprendi tutto... un po' blasfemo forse ma non ho intenzione di contestartelo. Non mi interessa. :C: |
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Il timor di Dio è appunto rispetto di Dio, è come quando un bimbo rispetta i genitori e li teme in quanto ha fiducio in loro, questo rispetto è dettato da amore non da paura..... Quindi il timor di Dio non è paura del castigo, ma un rispetto filiale che non impedisce certo di ispirarsi, creare e realizzarsi liberamente, ma sempre onorando e rispettando chi ci ha messo al mondo ... l L'umilità non è sottomissione, è quella povertà di spirito di cui parla Gesù nel discorso delle Beatitudini... è essere aperti al nuovo perchè si sa di non possedere nulla.... Chi ha la luce dello Spirito teme Dio, perchè sa di essere creatura di Dio...., non avere questo timore vuol dire non conoscere Dio... quindi non avere nemmeno lo Spirito di Dio... |
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Finchè continuiamo a crocifiggerlo dentro di noi, come possiamo fare noi qualcosa per questo mondo in rovina? Citazione:
Non è timore, è semplice riconoscimento di ciò che Dio è. E' accettazione di ciò che è, è amore. Non è timore! |
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Penso che sia per esprimere l'amore impersonale di Dio in prima persona e per anticipare ciò che sarebbe stato in futuro la Sua manifestazione nel cuore di tutti gli uomini. Non è questione di uguaglianza, più che altro è questione di consapevolezza e di potenzialità. chi non sa di essere Lui, non può sviluppare le caratteristiche dell'amore impersonale. Io penso che le sfumature di consapevolezza su chi siamo caratterizzano le nostre individualità, così che pur essendo uguali nell'Uno, abbiamo un impronta diversa a seconda di quello che siamo venuti a sperimentare in questo mondo. |
Rifletto un attimo e dico se non esistesse la paura non potremmo sperimentare il benessere ma qui parlo di paura intesa come esperienza non come blocco totale. Poi qui entra in gioco lo Spirito che aleggia a tratti come Spirito Santo e a tratti come "energia o sentimento?" che ci muove verso Dio. Ma tutti veniamo dallo stessa materia o vuoto? Lo confesso ho bisogno di chiarire l'insalata che si sta facendo magari non è un'insalata ma letto il post tutto d'un fiato mi sento confusa, fermo restando che credo che il timore sia un sentimento creato dall'uomo che con il suo metro tenta di spiegare certe cose che sono in realtà molto più semplici ma talmente semplici che non è in grado di accettare come sono...potrebbe essere?
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ognuno ha i suoi "modi" insomma ?
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Se il tuo Amore è GIA' uguale a quello di Cristo vuol dire che è già impersonale no? Perchè parli di sviluppo? Cristo dovrebbe essere un esempio a cui tendere... Si parlava nell'altro thread dell' Imitatio Christi appunto.... |
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Altrimenti l'insalata diventa una minestra e anche un polpettone senza ne capo ne coda |
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nel momento di sospensione..poche volte ma l'ho provato..ma mi è capitato..sei ovunque, in ogni posto in ogni luogo in ogni momrnto..esenti che ogni cosa è possibile e fattibile e conoscibile..è inspiegabile..non è possibile per la mente, non è comprensibile, per questo ogni volta che mi avvicino a quella sospensione la mia mente, il guardiano di quel portone, fa di tutto perchè io non la oltrepassi, fa in modo che mi perda, che mi distragga in altro, perche ciò che è incomprensibile per la mente è per lei mortale... no? |
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La mente è giusto che non oltrepassi quella soglia, non è neanche attrezzata per sopravvivere al di la, ciò non toglie che altro (coscienza) può appena vinti i "famosi" guardiani della soglia, passare avanti e indietro.... in questo caso, solo in questo caso quando torna porta dei regali per la mente... delle cose a cui la mente da delle forme esatte secondo gli archetipi. Se la coscienza non passa o come hai giustamente detto tu si perde, non rimane integra dall'altra parte ecco che porta cose strane, misculgi e guazzabugli... la mente ci prova a capire cosa è... quindi interpreta con ciò che conosce, per la serie se vedi una cosa nuova ben definita la vedi, se questa non è bene definita, che sia nuova o vecchia la mente la interpreta come le sembra meglio. Comunque anche questo è fuori tema se non per il fattto che nella paura si entra in questa sospensione che poi ci trasporta oltre... ma senza coscienza se non abbiamo vinto la paura (vinto nel senso specificato sopra) P.s. il discorso sopra vale anche per la morte |
ricordo in un momento di siffatta specie che la mente vide l'immagine di un vecchio, con volto coperto da un saio con barba bianca, un bastone intarsiato e un anello di smeraldo.
e vidi anche due spade che diventavano due ali d'angelo e un portone che si apriva con al centro il mio cuore. ciauzz |
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perdonoicon_rddd: |
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Questo discorso lo riprenderemo in un 3D più adatto :H :C: |
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Non si distruggono i "demoni sotterranei", ma si impara a conoscerli e a servirsene consapevolmente.. |
Rimango nel momento di sospensione per fare una considerazione che mi viene per associazione.
Il momento in cui abbiamo paura e avviene quella sospensione del pensiero, avviene anche che il respiro si blocca, la parola si ferma, a volte non vediamo più, ogni manifestazione del centro motore è interrotta per un istante. Gli automatismi si fermano. Siamo noi e l'istinto. Il centro istintivo è velocissimo e la coscienza deve esercitarsi ad esserlo altrettanto per infilarsi in quell'istante. P.s. credo c'entri con l'idea di Cassi del passaggio |
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Posso testimoniare la magia di quel momento,ma è come soffocare...come dice bene Sole,bisogna allenarsi profondamente per poter arrivare a vivere davvero quel momento... Ho avuto la sensazione di essere in un cunicolo,da lì la mia coscienza sarebbe potuta andare ovunque...ma non sapendo dove altro andare è tornata al punto di partenza($) ma non demordo,anzi,posso dire che provare è stato un piccolo salto in avanti... Ora la domanda...mi chiedevo se nel caso della paura incontrollata vale un po il discorso del Sacro Fuoco,inizialmente ancorarsi ad una base per lasciar fluire le sensazioni...così da permettere una piu'dettagliata osservazione...la resistenza aumenterà man mano che si è più coscienti... Questo per parlare piu'dettagliatamente di come risolvere i problemi determinati da paure sia manifeste che inconsce...fiori.gif |
penso tu abbia centrato il "succo" dell'ancorarsi coi piedi a terra.
un abbraccio |
Si, credo anch'io, come ho accennato in sacro fuoco (dico questo pro-futuro dato che potrebbe risultare difficile risalire ai collegamenti... tread sacro fuoco post 120-121).
Mi viene da aggiungere che per riuscire a far salire mantenendo quel nucleo di coscienza che, tra le altre cose, ci permette di restare ancorati, è necessario un lavoro preliminare che sviluppi questo nucleo sulla base dell' "osservatore" (vedi tread vari sulla quarta via e altri). |
Riprendo questo discorso, quotando parte di post da Sacro Fuoco per non uscire troppo fuori dal seminato lì
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Solo che credo, di aver finora represso.. perchè cercando di rimanere presente e di osservarmi, "schiaccio" la paura, cerco di trattenerla in basso (ed infatti la sento nello stomaco). Il risultato è che non perdo completamente il controllo, ma le gambe si irrigidiscono al punto di farmi male, arrivo quasi a non riuscire a muovermi, divento fredda (mani, viso, corpo), il cuore batte a ritmo accelerato e perdo un sacco di energie. Dopo avervi letto ho iniziato a fare dei tentativi , per vedere cosa significhi "lasciare salire", sto cercando di non negare la paura quando arriva, di lasciare che salga oltre lo stomaco, senza perdere il contatto con la terra. E lasciando salire la paura, osservandola anzichè raffreddarmi, mi scalda.. è proprio come se dall'interno il corpo rilasciasse calore, le gambe non si irrigidiscono e la paura si trasforma in qualcosa che non ho ancora ben chiaro.. ma riesco a vedere che è "innocua" . Dopo tutta sta pappardella (personalissima, chiedo scusa, ma vorrei capire se la strada è quella giusta), quello che vorrei chiedere è se questa repressione (negazione della paura, ma credo sia così anche per la rabbia, e a tutte le cose che non vogliamo vedere o sentire in noi), possa avere a che fare con l'attaccamento alla terra, alla materia, alla.. poca Fede... paura di lasciare "riferimenti"? |
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