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Uno 10-06-2007 19.29.35

Ops manata.gif
dimenticavo.... ma quel superfluo di cui parlavamo?
Se come detto sopra "Tutto (quello che abbiamo, che ci arriva, che siamo) ci è necessario" vuol dire che il necessario altrui non è detto che sia necessario a noi... se non forse proprio per imparare questa cosa...
Lo so che è una stupidaggine e pure ovvia... eppure tutto il concetto espresso da San Francesco e cardine di tutti i percorsi Spirituali è questo.... e visto come vanno le cose non sembra che molti lo abbiano compreso. Se voltiamo tutto in rinuncia possiamo azzeccarci come se andando a caccia (non ci vado ma è un esempio) con il cannone facendo fuoco sull'albero becco tutti gli uccellini, ok prendo il bersaglio ma che ci faccio? (a qualcuno serve anche questo, ma è un caso limite)
Purtroppo molte "ideologie" (perchè non mi sento di chiamarle Spiritualità) hanno marcato questo dover rinunciare a tutto senza discriminazione (e non entriamo sull'ovvio perchè, ora non ci interessa), cosa che ha senso come detto già in altre discussioni solo in talune circostanze e settori, es sono ricco e viziato? Magari mi fanno bene 20 giorni di prigione e/o di rinuncie alle comodità (sarebbero meglio 40 :D ) .
La giusta rinuncia è non voler il necessario altrui, cose che non ci servono e che ci distolgono dal nostro percorso, in questo modo siamo in grado di fare... lavorare.. tutto il necessario e trasformarlo in possibile... insomma la storia dell'erba del vicino, per guardare quella non ci accorgiamo che la nostra è altrettanto verde.
Alla fine siam tornati da capo, come distinguo il superfluo? Ok è quello che non è necessario a me, è il necessario per altri... ma messa in pratica?

griselda 10-06-2007 20.57.30

Ci provo con un esempio
 
Scopro di avere un'allergia ( potrebbe essere qualunque altra cosa che faccio fatica ad accettare) posso rovinarmi la vita cercando di risolvere il problema che non si può risolvere ed angustiarmi giornalmente per questa scoperta. Oppure posso fare il necessario per vivere bene anche con questa allergia accettando di averla ed eliminando ciò che mi scatena la crisi allergica. Se l'accetto faccio il possibile, per vivere al meglio dovrò modificare qualcosa della mia vita ma se non lo vedrò come una limitazione non la vivrò rodendomi in continuazione e questo mi porterà a fare il possibile. Quello che avrò eliminato diventerà con il tempo superfluo perchè avrò imparato a farne senza.
Quello che inizialmente mi sembrava impossibile ovvero vivere in quelle condizioni diventerà possibile.
Uff mi sa che mi sono persa scrivendo manata.gif

Uno 10-06-2007 21.15.17

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 34788)
Uff mi sa che mi sono persa scrivendo manata.gif

Sembra che sia il tuo necessario icon_mrgr:boccaccia:

A parte gli scherzi... direi che finchè ci preoccupiamo di quello che accadrà nel tempo (o che è successo nel passato, se lo guardiamo in maniera morbosa) ci sfuggirà il presente

RedWitch 10-06-2007 21.28.37

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 34789)
...................................
... direi che finchè ci preoccupiamo di quello che accadrà nel tempo (o che è successo nel passato, se lo guardiamo in maniera morbosa) ci sfuggirà il presente

Quindi in qualche modo lasciare andare il passato (rinunciare?), una cosa che poteva servirmi un anno fa ora puo' non servirmi più e non preoccuparmi se questo qualcosa potrebbe servirmi in futuro (tipo metto tutto in cantina, perchè prima o poi potrebbe tornarmi utile). Il superfluo dunque sarebbe ciò che mi è servito e non mi serve più o ciò che penso che potrebbe servirmi in futuro?

reflex 11-06-2007 00.07.08

Vediamo se riesco a incasinare un po'.
Superfluo è quindi il restare ancorato a ciò che è stato, continuando a portarlo in visione presente anche se non più esistente(non perdonarci); impedendoci in questo modo di vivere il presente, quello che ho e che mi necessita in questo momento. Non con questo dimenticare, ma fare tesoro di ciò che è stato necessario......a suo tempo.....perdendo oggi la sua valenza trasformandosi in superfluo. Trovare la capacità di continuare o cominciare a camminare?

Sole 11-06-2007 00.07.19

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 34787)
Alla fine siam tornati da capo, come distinguo il superfluo? Ok è quello che non è necessario a me, è il necessario per altri... ma messa in pratica?

Per me è tutto ciò che fà perder tempo e risorse.
Se tutti hanno letto un libro/autore e quel testo a me non da nulla, non rientra nelle mie necessità, devo essere in grado di rinunciare a quel libro, all'apparenza ed accettare ciò che sono. magari così trovando altre risorse più idonee a me.

Kael 12-06-2007 22.44.25

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 34787)
Alla fine siam tornati da capo, come distinguo il superfluo? Ok è quello che non è necessario a me, è il necessario per altri... ma messa in pratica?

Prendendo due persone che devono salire sulla stessa montagna, ma partendo da due versanti diversi, il primo magari si troverà a dover affrontare una parete di roccia liscia, quindi per lui saranno necessari grappini, picozza e chiodi, mentre il secondo magari avrà un bel sentiero che va su dolcemente. Non occorre neanche discorrere sul fatto che nel secondo caso il "necessario" del primo sarà non solo inutile, ma perfino dannoso, essendo un peso non indifferente da portarsi dietro per nulla.
Quindi per tornare alla tua domanda direi molto semplicemente che bisogna saper osservare il più onestamente possibile quella che è la nostra realtà, senza lasciarsi condizionare (e sedurre) da quelle che sono le esperienze altrui, o dalle proprie fantasie...
Chi del resto, da bambino, non vedeva l'innocuo giardino di casa (almeno chi ce l'aveva) come una misteriosa e affascinante giungla asiatica, piena di insidie e pericoli? Non credo ci sia poi tanta differenza con quello che facciamo da adulti, viviamo di fantasie e ci creiamo una realtà che esiste solo nella nostra mente.
Quindi finchè non si saprà osservare sinceramente (e obiettivamente) noi stessi e quello che è l'ambiente nel quale siamo immersi, difficilmente si potrà distinguere il necessario dal superfluo. C'è il rischio infatti non solo di scambiare per necessario del superfluo, ma perfino l'inverso, reputando superflua una cosa magari veramente "necessaria" per noi.

Grey Owl 13-06-2007 11.42.45

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 34787)
Alla fine siam tornati da capo, come distinguo il superfluo? Ok è quello che non è necessario a me, è il necessario per altri... ma messa in pratica?


Credo che la Curiosita' possa fare il distinguo... la separazione tra il necessario ed il superfluo.

Nella pratica si puo' dire che... se mi pongo in uno stato di attenzione (non mi perdo in sogni e illusioni) e seguo la mia curiosita' trovo il necessario per me.

AGGIUNGO:
Necessaria e' la curiosita', possibile e' seguirla, impossibile e' soddisfarla...hehehehe

PS: suggerisco la lettura del post curiosita', assolutamente... e tutto il resto del forum...hahahaha boccaccia: fiori.gif

dafne 18-02-2008 12.33.11

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 34408)
E in senso più largo? Con un'ottica più larga, cosa è necessario fare?

Facciamo un esempio... se ho una famiglia è necessario che io lavori (se non sono ricco da vivere di rendita), è necessario avere un tetto sopra la testa.... per un mio figlio sarebbe necessario andare a scuola in questa società... etc etc...
Alla fin fine se ci filosofeggiamo niente è necessario... potrei vivere nella giungla come migliaia e migliaia di anni fa... un mio figlio potrebbe (scuola dell'obbligo a parte) non andare a scuola etc... etc....
Quindi il necessario è determinato da quello che voglio essere... e anche da quello che voglio diventare... ma come faccio questo necessario?
Le scelte sono talmente tante che è facile perdersi e fare magari tutto e non il necessario... un metodo che sulla carta funzonerebbe sarebbe di decidere cosa si vuole diventare, in che posto ci si vuole collocare etc etc e poi selezionare tutto il necessario per arrivare a questo.... fuori dalla carta funziona solo per "piccole" cose, se voglio comprarmi una casa è necessario che lavoro , che risparmio etc etc... ma se c'è qualcosa che non so... di cui ho solo qualche flash... ho solo una vaga idea... come faccio a sapere qual'è il necessario?
Qualcuno come sistema suggerisce di girare l'approccio cioè eliminando il superfluo.... non è del tutto sbagliato, se tolgo le impurità alla fine rimane solo il succo.... però pensiamoci bene... se non sappiamo quali sono le cose necessarie, siamo sicuri di poter sapere cosa è superfluo?

Bella questa domanda, mi ci stò arrabattando da mesi (balle, tutta la vitadiavolo.g: ) con il mio "consulente" solo che lui invece di necessità parla di priorità, che non è la stessa cosa ma ci tira vicino. Nel senso che nel monte di cose "da fare" ci sono quelle meno necessarie e quelle che invece necessitano di una soluzione più rapida.
Anche a me tempo fà suggerirono di cominciare a capire cosa non volevo. Il risultato è stato sapere cosa non volevo e riamanere inchiodata sul "e cos'altro resta?" icon_mrgr:
La cosa davvero necessaria, forse l'unica oggi, in questo momento, per me è rimanere centrata. Se rimango cetrata in me stessa (e ci sarebbe da chiedersi cosa caspita vuol dire, perchè a intuito la frase mi rende l'idea ma non ho ancora capito bene cosa vuol dire davvero martello.: ) allora ogni altra cosa diventa possibile e accessibile. Anche cambiare. Se appena appena perdo il centro (cioè praticamente continuamente)è un disastro.
Non so come spiegarlo, e forse è anche OT ma il superfluo è ogni cosa che non avvenga in una posizione di equilibrio.
piango.gif

turaz 18-02-2008 12.45.18

ciò che per me è necessario è seguire la mia anima.
quindi ove sento che la mia anima vuole dirigersi cerco in tutti i modi di assecondarla e di darle voce e spazio iniziando dal possibile.

la mia anima desidera manifestare determinate cose di se in determinati ambiti.
cerco di darle modo di esprimersi

Astral 18-02-2008 13.07.13

Mi ha colpito l'aforisma di oggi di non so chi:

" Siate realisti, desiderate l'impossibile".

In realtà credo che ciò che è necessario sia quello di cui abbiamo bisogno al momento ed è prioritario!

Per un affamato è il cibo, per un assetato l'acqua, per uno bisognoso d'affetto questi.

In un percorso spirituale ciò che è necessario è a mio avviso fare un lavoro di analisi e consapevolezza per arginare gli effetti nocivi di ciò che viene dal basso. Molto importante anche è fare un lavoro di abbondono e fede verso ciò che viene dall'alto.

Sarà possibile allora cominciare a notare una nuova prospettiva e ci renderemo conto di cose che prima ci sembravamo utopie, lentamente realizzarsi.

:C:

dafne 01-04-2008 10.09.41

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 34787)
Ops manata.gif
dimenticavo.... ma quel superfluo di cui parlavamo?
Se come detto sopra "Tutto (quello che abbiamo, che ci arriva, che siamo) ci è necessario" vuol dire che il necessario altrui non è detto che sia necessario a noi... se non forse proprio per imparare questa cosa...
Lo so che è una stupidaggine e pure ovvia... eppure tutto il concetto espresso da San Francesco e cardine di tutti i percorsi Spirituali è questo.... e visto come vanno le cose non sembra che molti lo abbiano compreso. Se voltiamo tutto in rinuncia possiamo azzeccarci come se andando a caccia (non ci vado ma è un esempio) con il cannone facendo fuoco sull'albero becco tutti gli uccellini, ok prendo il bersaglio ma che ci faccio? (a qualcuno serve anche questo, ma è un caso limite)
Purtroppo molte "ideologie" (perchè non mi sento di chiamarle Spiritualità) hanno marcato questo dover rinunciare a tutto senza discriminazione (e non entriamo sull'ovvio perchè, ora non ci interessa), cosa che ha senso come detto già in altre discussioni solo in talune circostanze e settori, es sono ricco e viziato? Magari mi fanno bene 20 giorni di prigione e/o di rinuncie alle comodità (sarebbero meglio 40 :D ) .
La giusta rinuncia è non voler il necessario altrui, cose che non ci servono e che ci distolgono dal nostro percorso, in questo modo siamo in grado di fare... lavorare.. tutto il necessario e trasformarlo in possibile... insomma la storia dell'erba del vicino, per guardare quella non ci accorgiamo che la nostra è altrettanto verde.
Alla fine siam tornati da capo, come distinguo il superfluo? Ok è quello che non è necessario a me, è il necessario per altri... ma messa in pratica?

Dunque, il necessario è tutto ciò che ci arriva, quindi i fatti, le parole le persona, tutto ciò che forma il nostro quotidiano, il presente si?
Da questo necessario possiamo "tirar fuori" il possibile, cioè dagli avvenimenti e dalle persone che mi circondano posso trovare ciò che "mi serve" per crescere, vivere, evolvere etc..ciò che non mi serve, quindi il superfluo, è ciò che a me non serve ma che magari è importante per altri?Se mi ci attacco non vivo più il mio possibile e tolgo il necessario a qualcuno?
Resto sull'esempio del limone e poi provo a traslarlo nella realtà. Io ho un limone e la buccia è necessaria e il succo il possibile hai detto,la buccia diventa il mio superfluo ma magari è il necessario per Marta che magari la utilizza per fare una torta? Un pò tirata per le orecchie stà cosa mi sà..magari potrei dire che il mio limone è piccolo e quello di Marta è grosso ma mentre Marta ha quel limone che è grosso per la buccia spessa che le serve per la torta, il mio è piccolo perchè è di quelli con la buccia sottile e tanto succo. Se mi rigiro il limone tra le mani pensando alla fortuna di Marta non ne berrò il succo rendendo il possibile inutile?
Nel pratico..eh..si fà arduo ma potremmo dire che tutte le situazioni, anche quelle più incomprensibili, sono necessarie e che se ci mettiamo ad osservarle e a cercare di capire chi siamo, cosa vogliamo, perchè ci siamo trovati e messi in quella situazione etc etc è come se stessimo togliendo la buccia al limone? E comprendere i meccanismi che ci inducono a comportarci nei modi "sbagliati" e riuscire ad eliminarli tenendo solo ciò che ci fà bene, che ci fà crescere può essere come bere il succo di quel limone facendo quindi il possibile?
E distinguere il superfluo è quindi forse lasciare che ciò che non ci serve vada ad altri?
nonso.gif


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