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Citazione:
Se bene interpreto le sue intenzioni, come già accennato da Jeze, è porre l'attenzione sui "canoni". I canoni, in musica, sono speciali tipi di contrappunti. Per farla breve si tratta di una melodia base che si sviluppa e, in funzioane di una serie di regole, di inervalli e di tempi, viene "imitata" dalle altre voci. Ci sono vari tipi di canone a seconda del tipo di imitazione, del nuemro di voci ecc.ecc. in ogni caso, effettivamente, ha delle caratteristiche interessanti. Prima di tutto la parola. Canone viene dal greco e vuol dire "regola, legge". Poi il meccanismo: la ripetizione o meglio l'imitazione fa si che il canto si sviluppi cime se fosse una spirale e produce una specie di moto perpetuo. Il canto, la melodia, torna sempre su se stessa e si interseca con le altre voci che gli rispondono. Tuttavia, come una spirale, si sviluppa, procede, non si chiude in un cerchio... come la creazione insomma. Se poi pensiamo alla "legge" che sta alla base delle note musicali e consideriamo le specifiche regole del canone (assimilabili alle regole geomet4riche per produrre una spirale), forse possiamo intuire qualcosa... poi non so, sarebbe da ragionare ancora su quel che dice, posto si abbia voglia di dargli ascolto ovvio...icon_mrgr: fiori.gif |
Mi torna alla mente un'episodio di almeno 20 anni fa'... ero intendo a dipingere... mi ero immerso nella pittura... premetto che non vi era scopo nel dipingere se non l'atto in se'... beh... dicevo... mentre ero immerso nel dipingere ho cominciato ad udire un suono lontano... una melodia... ricordo che... con attenzione cercai l'origine del suono... era un pomeriggio di tarda primavera... le finestre aperte sulla campagna... continuavo a dipingere ma l'attenzione si era spostata su questa melodia... ricordo che chiusi gli occhi per "ascoltare" con piu' attenzione quella melodia misteriosa... non avevo mai udito una melodica cosi' sottile e soave... rimasi in ascolto con gli occhi chiusi.... pareva nascesse da dentro me... una sensazione strana... potevo udire la melodia...
Questo episodio non si e' piu' ripetuto nel tempo con quella " intensita' "... con quel coinvolgimento... ancora oggi ne ho un ricordo vivo... Per dire che...puo' essere vero il contrario?... Quando si e' in armonia con il proprio essere (dipingere e' stato un tramite o un medium inconsapevole) si puo' udire un suono o meglio una melodia generata dallo stato dell'essere in armonia con quello che lo circonda?... Mi scuso... magari sono andato fuori tema... la domanda e'... l'essere in armonia puo' generare un suono armonico? PS: cerco nelle esperienze vissute un riscontro in quello che leggo... questo "modus operandi" crea un ponte sul mio mondo soggettivo (a me sconosciuto) e sul sapere oggettivo che giorno dopo giorno apprendo in questa grande citta'... |
un bel tacer non fu mai scritto
Rendersi conto di quanto Sacra sia la parola sia scritta che verbale mi ha fatto capire l'importanza del silenzio. Ci viene insegnato a parlare ma è qualcosa di meccanico come i versi degli animali, impariamo per imitazione non parliamo perchè sappiamo cosa diciamo. Per poter effettivamente Parlare ci vogliono anni di comprensione di applicazione di pazienza per impare questa Arte. Quando leggevo la frase: parlare a vanvera, avevo banalizzato il concetto.
Forse partendo dalla materia si può arrivare all'essenza, imparare a lavorare con pazienza in ogni piccola occasione della vita, ogni piccolo lavoretto tirando fuori da noi il meglio di noi stessi, un giorno impareremo anche a parlare con la stessa attenzione, fino ad allora dovremmo tacere. piango.gif |
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