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Faccio una domanda?
Se ad esempio mentre pranzo e mangio un piatto di pasta ( tanto per rimanere in tema) lo faccio in modo inconsapevole, non mi vivo l'esperienza e disperdo energia. Se all'improvviso invece comincio ad essere consapevole ad ogni forchettata, è possibile ricapitolare, anche le precedenti esperienze in cui non sono stato consapevole? |
secondo me si.
ma ha poco senso soffermarvicisi troppo :) |
Citazione:
Il succo in un certo senso è che pur essendo parti ed episodi diversi (come le parti del corpo nel Training) il collegamento poi avviene, non come associazione (che ci disperderebbe ancora) ma come..... come dire? Come l'aver imparato un certo movimento, si capisce? Citazione:
Inoltre come andare in bicicletta una volta imparata una cosa è tua.... poi se decidi di andare in bicicletta ubriaco è un'altro discorso, quindi nell'esempio puoi anche per qualsiasi motivo ricominciare a mangiare dormendo. Un'ultimo aspetto della faccenda, ricordiamoci che io potrei da solo in religioso silenzio mangiare con consapevolezza, ma appena accendo la tv, ho ospiti o che altro perdere tutto... nella ricerca di noi stessi dobbiamo arrivare ad avere almeno un minimo di presenza in ogni situazone, questo è ciò che si dice Risveglio, quando è una cosa nostra, ottenuta con la nostra Volontà, finchè capita saltuariamente siamo ancora nelle mani di Orfeo. il discorso ricapitolazione è ancora enormemente aperto. |
Si Uno...la prima parte l'ho capita,come dire che facendo pratica si impara a portare/vivere nel presente quel che voglio ricapitolare,anche se fosse un ricordo di 20anni fa...e ci siamo. Per la seconda, dove parli di movimento,intendi che una volta imparato a ricapitolare bene,quando un evento simile si riproporrà, non partirà in automatico l'associazione di idee,ma direttamente il collegamento con il modo di gestire la situazione ad esempio,oppure semplicemente sarà chiaro il quadro della situazione senza disperdere nuovamente...
booh.gif :C: |
Una domanda... Si ricorda un episodio, nell'episodio osservo tutto ciò che ho visto, sentito, toccato, provato... e il pensato dell'epoca? nel senso, a quanto credo di aver "non capito", a noi interessa l'episodio escludendo i pensieri, perchè erano quelli che nell'episodio hanno ostacolato la percezione reale e hanno fatto in modo di non vedere la totalità dell'episodio ma soltanto una parte distorta da noi stessi. Sarebbe come prendere un episodio e sostituirlo con quello reale, senza interessarci dei motivi per il quale è avvenuto (che sono soggettivi), ma farlo apparire, (successivamente quando si creano le connessioni giuste) direttamente per come si è verificato. A un certo punto si arriva ad avere nella memoria solo ricordi corretti e non continuità di ricordi scorretti che inducono al pensiero perchè questi ultimi sono già stati messi a posto nella rettificazione dei ricordi, (i canali sono una conseguenza diretta di questi?) completata la ricapitolazione si arriverebbe a vivere le cose già vissute come ripetizioni e quindi non si spreca più nei pensieri di cose accadute o nella falsa "nuova" esperienza che non è nient'altro che una ripetizione continua delle stesse esperienze.
può essere giusta questa cosa? |
Citazione:
Bisogna allora andare sul "task manager" e spulciarsi uno per uno i programmi in esecuzione, facendo ordine e chiudendo quelli che non servono più. Il guaio è che ogni tanto, pur avendo individuato il programma indesiderato, non si riesce a chiuderlo... Presente quando vi compare la scritta "il file è ancora in esecuzione, chiudere prima il programma che sta utilizzando il file"? Si lo so che su Linux questo non esiste, lui è padrone di se stesso icon_mrgr: ma noi siamo ancora sistemi operativi windows imbrigliati in certe "dipendenze"... E sta cosa succede con una certa frequenza, anche quando si è individuato il programma che si vuole chiudere... allora bisogna intensificare la ricapitolazione fino a quando si trova l'altro maledetto programma... Citazione:
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Citazione:
Si capisce la domanda? :U grazie |
Citazione:
Nel channeling (o chiamalo come vuoi) invece anche se c'è l'apparente input iniziale in realtà emerge ciò che vuole e ci si limita ad ascoltare quello.... Su cosa si ascolta in quel caso ci si può fare (converrebbe) un 3d a parte, comunque sempre voce interiore è, che sia o meno indotta da fonti esterne (cosa rara e non particolarmente trascendentale) |
Citazione:
martello.: come intortarsi da soli... |
Citazione:
Quelle vocine per la ricapitolazione sono un freno, quelle vocine lavorano anche quando non le sentiamo e sono ciò che ci distrae dall'esperienza reale. Spero che sia più chiaro :) |
Provando a ricapitolare eventi di quando ero bambina mi sono resa conto che mi manca qualcosa, che può definirsi come un filo conduttore, un nesso tra me e ciò che vedo\ricordo. Ho sempre la sensazione di non essere quella persona che vedo. Anche il fatto di vedere da davanti la bambina dei ricordi mi lascia un pò perplessa. Penso che possa dipendere dal fatto che la mente associa un'immagine alle sensazioni che ricorda. Se faccio un sforzo infatti, non vedo davvero il viso della bambina ma i contorni si e divento me.
Però mi manca sempre la sensazione di essere me. Manca la coscienza appunto. Citazione:
Ho la sensazione che questo tipo di ricordi sia una registrazione, impressione del cervello che non riesce ad associare ad altri centri umani. Non riesce ad esempio a far riemergere le emozioni collegate all'elaborazione di quell'immagine e questo andrebbe recuperato concentrandosi sull'evento. Non mi è per niente facile trovare questo collegamento, ma non solo per quando ero piccola, ma anche eventi più recenti, come proprio fossimo distaccati, mancasse il cordone che ci tiene uniti. Quando ci si sente così distaccati, è ancora possibile recuperarli? |
E' da mesi che penso spesso alla stessa cosa e siccome oltre non riesco ad arrivare volevo chiedere se può essere corretta.
Può essere che ogni stato in cui ci si trova (piccoli io?) ha una memoria sua? Esempio spesso ci si sente in un determinato modo e si hanno dei ricordi che poi scompaiono quando si torna nello stato in cui si è per la maggior parte del tempo, e poi se si ritorna nello stesso stato si può riaccedere a quei ricordi. Mi è successo di trovarmi in uno stato in cui potevo riprendere dei ricordi però a differenza del solito di essere più presente nella cosa e di averli automaticamente acquisiti tanto da averli anche adesso che mi trovo nello stato mio solito. Può essere questo il senso di integrità di cui si parla? ovvero riunire tutti i modi di essere (e quindi di conseguenza la memoria, avendo la memoria stessa come punto di riferimento) in uno solo? O almeno può essere collegata la cosa? PS: scusate se non sono molto chiaro, ma è per mancanza di conoscenza dei termini da usare |
Citazione:
L'altro motivo è la modalità di vibrazione. Ho avuto l'impressione che determinate questioni possano venir com-prese, acchiappate, solo se si sta vibrando in modo corrispondente o almeno sufficientemente connesso, adatto al riceverle. Questo almeno inizialmente... una volta innescato il processo non è più necessario. Questo secondo motivo fa si che, almeno per mia esperienza è capitato, che l'inconscio produca (mi spinga) in determinate situazioni che mi poratno a vibrare nei modi opportuni a far riemergere ciò che urge sistemare (o che è il momento, che si è pronti)... come dire che accade qualcosa (archittetato tempo addietro e innescato in modo da accadere se non veniva risolto prima) che mi proietta la... dove "la" è una modalità vibrazionale (che in certi casi possiamo chiamsre stato d'animo). Tuttavia sospetto che non debba essere per forza così ma che sono io che, in questo momento, non posso altro che utilizzare su e giù questo "ascensore" per innescare i processi risolutivi di cui ho bisogno. Potrebbe darsi che, raggiunta una maggiore capacità, possa adare a pescare in altre vibrazioni senza identificarmici. |
Grazie Ray, continuo a chiedere la stessa cosa per chiarire altre cose:
quello che intendevo con stato non lo riferivo a stato emotivo, ma a stato d'essere, mentale, non so come spiegarlo. Esempio uno stato può essere quello in cui la ballerina gira in senso orario, un altro quello in cui gira in senso antiorario, un altro stato il sonno, altri ancora quelli in cui si percepisce lo spazio, i colori, il proprio corpo in modo differente dal solito, un altro ancora può essere quello in cui si è ubriachi ad esempio. Chiedo perchè personalmente non riesco ad avere una forte distinzione degli stati d'animo (anche se avanzando sto migliorando ma ancora credo di essere abbastanza freddo in tal senso), però distinguo vari stati diciamo della mente che durante la giornata si alternano. Avendo notato che per richiamare un determinato stato basta richiamarne la memoria o qualcosa di simile (può essere completamente sbagliata questa cosa, mi riferisco ad esperienza personale) allora mi domandavo avendo osservato per parecchio tempo questa cosa se le considerazioni scritte nel post precedente potevano essere corrette. Questo a cui mi riferisco, è una percezione differente mia soggettiva degli stati d'animo? |
Non so se ho capito Max, ma a me sembra che non ci sia molta differenza. Stato emotivo o stato mentale, sono solo due modi diversi di guardare, dato che mentale ed emotivo sono connessi (anche corporeo) e ognuno implica gli altri (se ho fame, sento in un certo modo e penso in un cert'altro e forse solo quando "ho fame" certe cose posso capirle bene).
Poi, più su parlavi di piccoli io, come dire che può essere la loro alternanza a far affiorare o meno certe questioni. Può darsi ma quale è l'io (piccolo o grande o medio che sia) che ricapitola quanto emerge? |
Grazie Ray, questa cosa mi ha aperto altre cose su cui osservare e alle quali non facevo caso, magari riscriverò qui più avanti per vedere se ho capito, per adesso mi serve del tempo per pensaci su.
Per il fatto degli io avrò sicuramente usato un termine sbagliato, ma se ci siamo comunque capiti, l'impressione è che ce ne sia quasi sempre uno fisso, altrimenti non avremmo mai ricordi e che ci spostiamo in altri molto vicini dove all'interno di essi le esperienze rimangono memorizzate nell'interezza, ma essendo vicini e quindi di un piccolo spostamento da quello principale, quello principale ne mantiene una copia anche se non proprio completa. a volte però ci si è in altri parecchio distanti da quello solito e si vive all'interno e fa esperienza all'interno e ci si ricorda di quelloc he è successo nello stesso stato anche se riguarda cose abbastanza vecchie. La cosa che mi ha colpito è essere stato in un altro stato mantenendo quello solito (o forse più coscienza?) e di aver preso ricordi e di averli trasferiti nello stato normale. Se succede direi che l'io "dominante" ovvero quello che ha la maggior parte delle esperienze le acquisisce. |
A me pare che ci sia una memoria di fatti, poi a seconda di ciò che riproviamo fisicamente ecco che subentra un'emozione, questa richiama la memoria di quel dato io, che a seconda di ciò (che ha esperito quella volta in cui si è creato ?) che è abituato a fare reagisce, questo meccanicamente.
Quindi quando osserviamo vediamo come agisce un io, quell'io che viene richiamato da quella sensazione emozione, la mente la vedo come quella che riporta il giudizio che vi è legato, giudizio che non è mai quello di ora, ma è quello del momento a cui è legato il ricordo, altrimenti non reagiremmo così. Quando invece siamo riusciti a rivivere ricordi del passato e li abbiamo riportati nel presente creiamo un io che è comprensivo di tutti gli episodi che un tempo non siamo stati in grado di analizzare di comprendere, perchè la nostra comprensione dei fatti era relativa ad una bambino, quindi con i limiti di esso. Non so se gira tutto. Se ho visto ed ho trovato quel primo episodio poi ne vedo altri che sono il frutto della incomprensione di quel piccolo io, devo cercare tutti gli altri,devo avere memoria tutte le sue reazioni nell'arco della mia vita sino ad oggi? E' chiaro oppure sono ancora confusa? fiori.gif |
2 Allegato/i
Citazione:
In linea di massima (con qualche piccola eccezione), lo stato emozionale, in quanto veicolo è necessario per ogni tipo di collegamento che possiamo avere, fare o trovarci sulla schiena in questo mondo. Lo stato emozionale è come quando sulla barra degli indirizzi del browser scriviamo qualcosa , solo che non essendo noi pc (per fortuna) lo stesso url può collegarsi a più cose, ma ci sono molte analogie nel resto. Se io visitando una pagina clicco un link automaticamente passo nell'altra pagina e automaticamente cambia l'indirizzo in alto sul browser, però come detto sopra la cosa può essere diversa, posso scrivere direttamente io l'indirizzo. Inoltre posso utilizzare un motore di ricerca, cioè scrivo più o meno quello che sto cercando e dai risultati seleziono per scarto (il discorso delle scelta si applica anche qui, devo scartare tutte le pagine inutili per trovare quella che mi serve, quella che scelgo in quel momento). Tradotto, posso arrivare ad un ricordo per associazione, metodo più o meno usato dall'Analisi, non il massimo dell'efficacia in quanto a tempi a volte lunghissimi, a volte non si arriva neanche. Allegato 1571 Oppure posso fare l'inverso, scelgo un episodio ben preciso ed a quel punto lascio partire delle associazioni che sono sicuramente collegate ad esso, come quando uso un motore di ricerca. Ora debbo stare attento a non aprire una pagina della memoria e seguire un "link" di essa che mi porta altrove, devo ricordarmi che cosa sto cercando, io voglio tutte le pagine che hanno un contenuto che mi aiuti a chiarire quella parola (concetto, situazione) che ho digitato inizialmente sul motore di ricerca, non devo farmi distrarre da pubblicità o curiosità varie. Allegato 1570 Credo sia evidente il senso motorio delle due tecniche, con la prima parto da fuori, più o meno a caso (solo una vaga indicazione, forse) e vagando spero di trovare una strada che ritorna a me, con la seconda parto da me, prendo tutti i sentieri che rispondono a certi requisiti e torno indietro appena ho un bottino o vedo che mi portano fuori strada. Ci sono casi (fortuiti, con il giusto senso che possiamo dare a questa parola) in cui il primo metodo può essere più efficace, più veloce, ma non ci darà mai la certezza di aver esplorato tutto quello che ci occorre. Si dovrebbe ora espandere sui livelli di ricerca del secondo metodo, una volta che ho mappato le prime pagine che corrispondono ai requisiti posso da queste partire su un successivo livello etc etc... ma il post è già lungo. |
Ma caspita quindi è come quello che succede con l'ipnosi? Quando ti fanno riandare a rivevere quel momento della tua infanzia e poi loro ti indirizzano dicendo senti gli odori i colori etc? strabuzza: Allora io non ci sono mai riuscita ad riandarci. nonono.gifAbbi pazienza Uno new_shock:devo come riuscire ad autoipnotizzarmi? :U
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Quindi è difficile, da uno stato emozionale arrivare al nocciolo della questione.. anche scartando, sarebbe comunque da passare al setaccio tutta una serie di episodi e sperare di trovare quello giusto? A me è capitato soprattutto ultimamente di andare a cercare in questo modo, quando sento in me un'emozione negativa , provo ad andare a ritroso, ed effettivamente, saltano fuori piccoli episodi (come fossero dei flash), apparentemente sconnessi tra loro.. se sono "fortunata" poi trovo qualcosa in uno in particolare, ma non succede sempre.. Citazione:
gli episodi più evidenti.. dolorosi, pero' man mano che sono andata avanti e ho trovato cose che almeno apparentemente mi avevano segnata di meno, ma che erano anche meglio nascosti. E' come seguire una logica, anche se non è temporale, un po 'come avere a disposizione tanti fili, e "scegliere" di volta in volta quale tirare e sciogliere.. e quando si sono tirati tutti i fili che si vedevano? Intendo dire, se poi non vedo/ricordo gli episodi che possono aver influito, in cui posso aver lasciato parti di me, posso dire di aver concluso con certezza? .. man mano ho trovato altre cose, pero' usando il metodo che hai descritto per primo.. adesso pero' ho il "dubbio" che non sia proprio il massimo cercare così.. sarebbe meglio quindi partire (quasi) sempre dall'episodio? Citazione:
Il discorso dei livelli.. mi interesserebbe approfondire, aspetto.. fiori.gif |
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Con il primo metodo mi par di aver capito che si parte da un effetto per ricercarne la causa. Ad esempio si ha un blocco e focalizzando quello (la ricerca nel web) ci si lascia andare alla ricerca delle associazioni, sperando che qualcosa colpisca e ribalzi tornando indetro a noi. Questo farebbe emergere dei ricordi che poi possono essere passati sotto il secondo metodo.
Credo che comunque la mente rielabori anche un ricordo vero, non so se vi capita, ma nei ricordi vi vedete come dall'esterno? Cioè vedete voi stessi bambini che vivete la scena come in un film? Ecco, a me capita così e mi capita altre volte di visualizzare solo un particolare ma non il viso o la scena. Anche lì mi chiedo se sia reale o meno. Probabilmente dipende da cosa si è impresso in noi se lo stato emozionale globale o il fatto, il particolare che si stava facendo o vivendo. Con il secondo metodo dovrebbe emergere la questione, non so se ho capito bene come distinguere visto che anche il fantasticare è lontano nel tempo e la memoria si perde.. bisognerebbe ricapoitolare anche quelli per scoprire la cosa. Mi sto un pò perdendo.. |
Adesso mi allontano un attimo dal discorso e anche no per dire che sto provandole tutte per cercare di capire come fare.
Ho iniziato a scrivere tutto ciò che riguarda la mia vita, non so quanto ci metterò, ma non importa, ma quello che sto vedendo è che ci sono ricordi e ricordi. Mi spiego facendo un'esempio di quelli che piacciono a me che mi aiutano a capire. Io ricordavo che da bambina soffrivo un po' perchè all'uscita di scuola a c'era sempre la mamma delle mie compagne a prenderle mentre a me non c'era mai nessuno. Il mio ricordo era solo questo, il dispiacere che non ci fosse nessuno a prendermi a scuola. Scrivendo piano piano in ordine cronolgico ciò che ricordo, perchè anche questo è un limite ricordare tutto, mia madre non POTEVA venire a prendermi, perchè lavorava in negozio. Ma io non lo ricordavo più, ricordavo il sentimento ma non collegavo il motivo. Questo è solo un esempio però è chiaro che tutto il ricordo visto nel suo insieme da una visione diversa della cosa. Il mio sentimento era si vero e vivo ma c'era anche l'egoismo di bambina che voleva ciò che non poteva essere, e che doveva comprendere se magari fosse stata aiutata a comprenderlo. Oggi io posso aiutarmi a comprendere ciò che allora mi sfuggiva. Ora mi domando può essere un metodo anche questo? Iniziare in ordine cronologico a ricordare la propria vita e poi guardare se i sentimenti di allora coincidono con la verità o con qualcosa di limitatamente al soggettivo? :C: |
Citazione:
C'è la possibilità di fare un bel giro ma saltando qualcosa. Quando poi si ripete il giro (a distanza di tempo variabile) c'è la possibilità di fare lo stesso giro o uno simile, possibilità molto forte, se al primo giro una pagina ci ha portato in un punto, perchè nel secondo passaggio dovrebbe cambiare qualcosa se noi siamo gli stessi? Con il secondo metodo, siamo più selettivi, su ogni pagina scegliamo se ci interessa o meno e portiamo indietro il risultato, ad un secondo giro continuiamo ed eventualmente ci spingiamo sui secondi livelli approfondendo. Si Red, teoricamente è solo una questione di tempo per non lasciare fuori nulla, se sei sistematico prima o poi devi passare ovunque, se vai a caso può essere (in tal caso sei anche più veloce) ma non è detto. Il primo metodo quanto meno (ma con risultati non sempre soddisfacenti) dovrebbe essere integrato con altro che ci fa cambiare, in tal modo ad ogni "viaggio/giro" siamo diversi e troviamo cose nuove. Il secondo metodo invece si avvantaggia non sul cambiamento, usa l'energia per tenere ciò che è acquisito e pian piano integrare con un nuovo lento ma costante Questo ci fa pensare ad approcci di diversi percorsi interiori, quelli che puntano al miglioramento fondato su forti suggestioni, metodi alquanto meccanici, poi devono per forza compiere esplorazioni interiori del primo tipo, viaggi di fantasia e simili. Il punto debole è che ci si può perdere nelle fantasie e che se non si hanno cambiamenti significativi in ogni viaggio della fantasia si ripercorrono gli stessi punti anche se essendo fantasia cambiano l'apparenza, ci si può prendere dentro talmente bene da credere di far progressi girando invece intorno. Questi percorsi necessitano assolutamente di una guida, salvo casi più unici che rari. L'altro tipo di percorso invece tende a far tenere profili bassi, la concretezza, il metodo. Progressi lenti ma costanti, cambiamenti lenti ma costanti ed effettivi non di facciata. Questo secondo approccio seppur si avvantaggia molto di una guida, soprattutto all'inizio, si può fare anche senza e/o se questa viene a mancare. Nel primo caso la dipendenza dalla guida è fino alla fine, cioè fino ai primi risultati certi, nel secondo in sostanza fin quando è disponibile. etc etc |
Quindi per il principio che il secondo metodo è lento ma inesorabile anche se abbiamo a nostra disposizione solo un meccanismo da osservare, possiamo lo stesso arrivare alla fonte del problema magari senza nemmeno accorgercene elaborando un vissuto specifico che scavando scavando tirerà fuori l'episodio su cui siamo concetrati. Almeno credo.
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Riprendo l'argomento per fare qualche domanda, in merito alle ultime cose uscite nel thread, perchè non sono certa di aver compreso bene..
Provo un esempio pratico che ho vissuto sulla mia pelle .. Avevo un collega tempo fa, che mi stava antipatico, anzi diciamola tutta non lo tolleravo proprio. In quel periodo, stavo vedendo altre cose della mia vita, ricapitolandole, ad un certo momento, mi sono accorta che quel collega, non mi stava più antipatico, era diventato come.. non più importante , non che ne avessi simpatia ma non mi infastidiva più, nè lui nè i suoi modi di fare. E così mi è successo con molte cose, in pratica, ripulendo un po' il passato, quello che tanto mi dava noia (o che mi tornava in mente di punto in bianco e mi faceva sentire rabbia, o sofferenza), man mano "incredibilmente" scompariva, senza che io gli badassi. Questo cercare episodi apparentemente scollegati da quello che puo' infastidirmi, corrisponde al secondo metodo? Al contrario se avessi cercato i motivi per cui mi era antipatico sarei partita dal fuori? (il primo metodo?) Scusa Uno, sono domande banali, mi rendo conto, ma mi preme molto capire sta cosa, perchè ancora non ho chiari i due metodi ... e soprattutto perchè anche in forum, mi rendo conto che spesso prendo le cose "al contrario", invece che partire da me, parto dalla manifestazione.. uno per tutti, il discorso sull'ambiguità che stiamo facendo in questi giorni, per rispondere ho cercato in me quella manifestazione, nell'unico modo che riesco a vederla andando a ritroso (e per associazione), ma mi chiedo se così non resti una cosa esclusivamente "teorica", tant'è che di tutto il discorso ho compreso poco.. |
Citazione:
Magari avresti potuto anche arrivare a capire cosa ti infastidiva di quel collega passando in rassegna tutti gli scambi con lui, ma facilmente avresti visto solo ciò che ti sarebbe saltato all'occhio. Invece lavorando su te, alcune cose si sciolgono automaticamente. Poi una volta che alcune cose si sciolgono in questo modo con questo tuo interiore lavorare, se ricapitano le riconosci, allora puoi anche lavorarci direttamente, coonosci il meccanismo, purchè ti ricordi che la dinamica è la stessa ma il caso è diverso, purtroppo molti fanno lo sbaglio di sentirsi troppo sicuri: "Ho osservato, quindi è così..." Bisogna partire dal presupposto che se mi capita sotto mano un'altro episodio che somiglia molto all'altro comunque non è uguale, altrimenti non mi capiterebbe, vuol dire che ci sono delle sfumature che ancora non ho vissuto, capito, sperimentato. La superbia di pensare : "Ho capito già tutto, ho osservato già sta cosa", mi impedisce di continuare a sperimentare, a vivere.... o meglio mi indirizza a vivere ciò che al mio ego garba, quello che apparentemente sembra facile, divertente o anche brutto, ma no quello che mi arriva per un motivo ben preciso. |
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Per esempio, partendo dal presente e guardando indietro, mi accorgo che in certe situazioni continuo a reagire nello stesso modo di anni fa, mentre in altri casi la mia reazione di oggi è molto diversa da quella che avevo in situazioni simili. In quelle situazioni in cui non riesco a cambiare cerco di risalire alla prima volta che mi è capitato, cioè nell'infanzia o su di lì, e cercare cosa è successo quella prima volta.... Non sempre ci riesco, ma dove ci sono riuscita, ho acquistato come una chiave di lettura, questo mi consente di sperimentare un nuovo comportamento avendo superato quello precedente.... Certamente le situazioni possono essere simili ma mai identiche, c'è sempre un fattore diverso che le fa vivere come nuove, se avessimo già sperimentato tutto e conoscessimo tutto di noi che gusto ci sarebbe a vivere ? Solo in certi casi, e sono i più ostici, per quanto cerco di ricapitolare ci ricasco sempre nelle medesime reazioni, per cui sono cose che non ho ancora superato, evidentemente... e sono quelle che mi fanno più rabbia e che mi fanno soffrire... |
Sono daccordo con Uno quando dice che pensiamo che abbiamo compreso e osservato tutto di una certa esperienza, mentre invece non è proprio vero.
A me purtroppo ultimamente mi sta succedendo di rivivere gli stessi cicli: forse sono meno traumatici di prima, perchè ho compreso ed osservato qualcosa, ma mi accorgo spesso che certe esperienze che si ripetono, mi fanno comprendere che sto girando intorno senza andare da nessuna parte. :C: |
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Grazie, adesso mi sembra molto piu' chiaro fiori.gif |
Mi domando se si riescano a ricapitolare ricordi che forse sono solo apparentemente scomparsi dalla memoria, oppure siano proprio dimenticati e senza possibilità di essere recuperati, quando sono molto in là nel tempo.
Astral con il 3D "esperienze strane ritorno al passato" mi ha fatto ricordare una cosa che mi ha sempre lasciata stupita riguardando un vecchio album su cui sono appiccicate, quelle foto che si facevano una volta a scuola. Arrivo al dunque: Nella foto della prima elementare sono una bella bambina bionda occhi grandi e sorridenti, sguardo aperto, insomma è l'immagine di una bimba tranquilla normale. Foto elementare della classe seconda: capelli corti riccioli occhi tristi, sguardo perso, occhiaie. Da tantissimo tempo cerco di capire cosa possa avermi trasformato così e non mi viene in mente, non riesco a farmelo tornare. E' possibile che lo abbia perso per sempre?:@@ |
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la vita si ripete a cerchi in un certo senso.
ogni qualvolta uno shock si instilla nella memoria inconscia lo stesso evento viene riproposto in seguito per essere ricompreso e superato. un amico mi diceva che secondo lui si ripete a cadenze regolari legate agli anni la stessa (come intensità) esperienza avviene al raddoppio degli anni in cui è avvenuta la prima (tipo se uno shock è avvenuto a 7 anni ritorna a 14) non so se sia completamente vero ma certe dinamiche osservate su di me in effetti hanno avuto questa cadenza. Io credo che tutto vada "amato" |
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Per base intendo aver ricapitolato altro che ci apre porte. Per cui incapunirsi o insistere porta ad aprire feritoia forse ma non la porta di ingresso a quel ricordo e il recupero di quella energia. Anche io ero convinta di dovermi mettere lì a pensare a quella cosa e basta finchè non viene su qualcosa... ma se mancano le basi, come in tutto, non si costruisce nulla e qui c'è da costruire una struttura su cui la memoria si arrampica e sale... Io ho un'immagine: vedo un grande centro magnetico in alto con dei tentacoli che affondano nell'inconscio ma questi tentacoli sono corti per allungarli deve pulsare ed ingrandirsi maggiormente il nucleo centrale... più sono lunghi più vanno in profondità. Buone letture, esercizi aiutano non poco. |
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Mi hai incuriosita con le buone letture e gli esercizi.:U |
Allora volevo fare una domanda.
Io ho ricapitolato più volte alcuni episodi della mia vita. Poi ultimamente mi sono resa conto di leit motiv che mi ha condotto. Avendone preso atto ora devo ricapitolare, di nuovo, tutto sotto questa luce? :@@ |
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Innanzitutto sebbene le ricapitolazioni siano tutte collegate nel nostro essere, ne dobbiamo affrontare diverse e di diverso tipo, per capirci non c'è un motivo unico anche se questo potrebbe anche esserci di sottofondo. La ricapitolazione deve essere attiva e non passiva, anche se quest'ultima all'inizio aiuta. Intendo che non deve venir su "roba" da sola per associazione. Un piccolo parametro è che ogni tanto ci capita di ripensare ad un episodio del passato con un qualche sentimento che nasce spontaneo, che sia rabbia, nostalgia, gioia etc.. qualsiasi insomma. Beh quell'episodio non è ricapitolato se fa nascere un sentimento per associazione senza il nostro benchè minimo intervento. Eh lo so che sta ricapitolazione non è chiara per nulla, ma è una di quelle cose che si possono spiegare solo fino ad un certo punto, bisogna provare, provare. provare... quando si comprende si sa di averla compresa (come tutto poi). Cercherò in futuro di allargare ancora il discorso se riesco... |
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Si credo anche io perchè ho scritto diversi periodi della mia vita, cercando di fare bene, ma non avendo avuto riscontro è come dici tu non sono stati ricapitolati evidentemente. :) Spero di riuscirci prima o poi: non mi arrendo e continuo a riprovare, e se poi non ci riuscirò pazienza che debbo fare? Amen! :) |
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Mi sembra di aver capito che, quando ricordo un episodio, e questo non mi fa più provare emozioni e quindi riesco a vederlo dall'esterno, allora vuol dire che l'ho ricapitolato bene e recuperato tutta l'energia che prima disperdevo. Giusto? Ma quello che mi succede è che dipende molto dalla mia situazione momentanea, nel senso che se sono già di mio triste, magari mi farà piangere, viceversa se sono in un momento abbastanza sereno, non mi fa provare emozioni o magari emozioni piacievoli e di gioia. Ma quindi, come si può esser sicuri di aver ricapitolato se a seconda dell'umore che ho, cambia anche l'emozione? Poi un'altra cosa, forse chiedo troppo però non mi è chiaro.. Se ricapitolando provo un emozione, per esempio brutta, di paura e di tristezza, dopo quando smetto di ricapitolare sta emozione mi rimane e quindi cosa ci faccio? Chiaramente dopo un pò va via, però credo che dovrei farci qualcosa per far si che la ricapitolazione venga fatta bene. Io credo che devo far mia l'emozione, cioè cercare di sentirla il più possibile anche dopo, in modo anche da rinforzare noi stessi. |
Citazione:
Si, purchè sia chiara la differenza tra avere emozioni indotte dal ricordo per associazione ed emozioni reali, naturali e del momento. Penso che aprirò un 3d solo su questa cosa, perchè non si può liquidare con poche parole (neanche con un 3d se è per questo) Quote:
Se tu mentre ricapitoli sei condizionato dalla tua situazione emotiva di ora, ancora non stai ricapitolando, cioè non vivi (rivivi) la situazione in maniera pulita come dovrebbe essere. Un piccolo parametro potrebbe essere che nelle vicende passate (come quelle presenti) non può esserci sempre tristezza o sempre gioia, se è così vuol dire che qualcosa non va, che abbiamo creato intorno a noi una cappa che ci filtra tutti gli avvenimenti ma non ce li fa vivere realmente (ciò che con la ricapitolazione tenteremmo di fare con quelli passati). Può essere che uno coscientemente decida di prendere sempre bene le cose (se le prende sempre male non è coscientemente) anche sapendo che certe sono migliori e certe peggiori... purchè non diventi anche questa un'abitudine incosciente: quella che chiamo ottimismo sognante e fuori dal mondo. Insomma lo scopo del ricapitolare è quello che nel presente significherebbe vivere la vita a pieno, senza cappe. Con il ricapitolare lo facciamo in ciò che è passato per recuperare ciò che si è lasciato per strada. Qual'è lo scopo? Uno potrebbe pensare:" inizio a vivere adesso e chi se ne frega del passato" Beh prima di tutto è praticamente impossibile iniziare di colpo a vivere pienamente la vita senza energia in più (diciamo così potremmo usare anche altri termini). Energia che messa da parte nel presente significherebbe metterci molto tempo. Invece usando il passato abbiamo la possibilità di recuperare molto velocemente un tesoro che abbiamo lasciato sotto il fango. Mi rifermo, ma sono pienamente cosciente che il discorso ricapitolazione non è per nulla finito. |
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