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beh ho usato un modo brusco ma mi pare che cassandra abbia risposto. vedo vedo che cassandra da quando è entrata qui è di molto cambiata. ha aperto gli occhi . questo è di certo merito tuo ciauzz |
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poi via via ti sembra di "volare" letteralmente sulle ali di questa nuova consapevolezza. quanto vedo in te attualmente mi riempie di gioia. Ha rinvigorito anche me. un abbraccio |
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Ora mi si è generata una tensione tale che sento tutti i nervi tirare. :U Si lo so Uno abbraccio: sono dura di comprendonio forse perchè lotto per trovare ciò che vorrei invece di ciò che c'è. martello.: |
hai provato sciura maria a pensare che magari lotti contro te stessa?
magari prova a "lasciar andare" i nervi |
Direi che lotto contro un automatismo, ( cercando di allargarmi) ovvero prima l’ho guardato attentamente so a cosa conduce e da dove nasce posso scegliere di non arrivarci.
Se ho bisogno di "nutella" perché mi piace ma so che mi porta ad avere un ascesso ogni volta, se mi faccio prendere dalla gola automaticamente pago e non so perché ho l’ascesso, se invece ho già visto e studiato che il bisogno di "nutella" l’ho perché ho bisogno di "approvazione" invece che mangiare la "nutella" e cuccarmi l’ascesso ( che poi mi porterà a perdere il dente) cerco di darmi da sola "l’approvazione" che mi serve. Ho compreso che ci sono bisogni travestiti da desideri e che vanno un po’ assecondati e un po’ no e sempre sotto osservazione, ma se nell’esempio del caso sopra la posta in gioco è importante che si deve fare? Gli esempi sono fittizi. P.S. Turi ti dispiacerebbe molto usare il mio nick, grazie. |
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grazie abbraccio: |
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Certo Kael, meglio ancora comprare un tavolino nuovo bello lucido... ma di cosa stavamo parlando? (almeno io nella mia risposta, poi è andato un pò fuori)
Di accorgersi o meno da dove vengono desideri e bisogni, di come fare... e il tutto si riaggancia alla tensione poi.... :C: |
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Convengo però che finchè non si ottiene un cambiamento integrale (tavolo nuovo che non balla) i bisogni ci saranno sempre, e non assecondarli (cioè reprimendoli) porta a problemi ancor più gravi (il tavolo storto può far cadere i piatti ad esempio...) Quindi l'ideale secondo me è ciò che ha detto RedW: una volta ascolto il bisogno, un'altra volta no, il tutto sempre osservandomi attentamente, così da conoscermi sempre meglio e imparare quali siano i bisogni reali e quali no... |
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Mi capita di osservarmi (in quello che riesco) ed a un certo momento il bisogno annebbia l'osservazione. Solo dopo ne vedo gli effetti. Ma durante il bisogno, esso è padrone di me. Questa analisi a posteriori aiuta a capire chi sono. La prossima volta il bisogno avrà meno "forza" e lavorandoci arriverò ad essere padrone di me stesso e ad osservarmi nel momento che il bisogno nasce in me. A quel punto sarò io a decidere e a non essere deciso dal bisogno. Il negarmi un bisogno è un modo per trattenere dentro quella energia che alimenta il bisogno stesso. A quel punto osservare cosa muove (scalda) dentro aiuta a capire chi sono. Questo è possibile solo ad un certo punto dell'osservazione perchè il rischio è cadere nella repressione del bisogno. |
A me la tensione fa pensare a una molla che se la comprimi accumula energia che al momento che la rilasci esce dando lo slancio, ma senza arrivarci altrimenti la molla tornerebbe normale e non servirebbe più al suo scopo.
Se io desidero una cosa tendo a quella cosa, il bello del desiderio è l'aspettativa che si realizzi.... quando si è realizzato è come se la molla tornasse a essere normale, senza pressione re-pressa e senza più slancio.... Per capire se un desiderio è originato da un bisogno reale bisognerebbe capire se una volta soddisfatto si è ancora in cerca di quella cosa e quindi quella tensione che ha indotto il desiderio iniziale c'è ancora, oppure quella tensione non c'è più quindi quella cosa non si desidera più... In effetti tanti desideri indotti non sono veri bisogni, si pensa che se si ottiene una certa cosa si sarà soddisfatti, ma invece si è sempre in cerca di qualcosa che ci fa stare in tensione, è questo è il bello della vita in un certo senso, avere sempre un desiderio vivo... Così la molla è sempre carica... In amore la tensione, sia negativa che positiva, indicherebbe che il sentimento è vivo.... altrimenti non ci sarebbe nè lo slancio di una persona verso l'altra, e nemmeno lo slancio di quando si litiga.... Modi di dire correlati che mi vengono in mente: essere tesi come una molla, scattare come una molla... fiori.gif |
Però si dice anche "essere tesi come una corda di violino".
La tensione giusta indotta al giusto materiale fa si che, se sollecitato (il materiale) emette un suono armonico... |
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E' vero.... è la tensione al punto giusto che fa nascere l'armonia, solo se la corda viene sollecitata, però.... Quindi la tensione sola non basterebbe, se non viene sfruttata dal suonatore.... |
Mi stavo domandando se è possibile sapere questa tensione che tipo di chimica smuove nel nostro corpo?
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