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Citazione:
Per spostarlo coscientemente oltre che l'Arte del Sognare è importante risparmiare energia e recuperare quella persa oltre che rafforzare... imparare ad usare l'intento. Si lo so che generalmente si dice che l'intento serve per essere impeccabili e quindi per risparmiare energia... il che è vero... ma d'altro canto non è il solo senso di questa azione dell'essere, se ho vagonate di energia ma non so darmi una direzione (tendere a....) non ne faccio nulla. Sull'Arte dell'Agguato che fissa il punto posso concordare purchè si parta dal presupposto che per un guerriero non esiste l'intenzione di fissarsi stabilmente in un punto, il Maestro deve essere capace di muovere il punto di fissione a volontà, suo e anche altrui se serve, questo ovviamente non è possibile all'inizio, si impara a muoversi e fissarsi in una posizione diversa. Questa comunque gira gira è teoria (se non esperita) in cui ci ha catapultato Ovest prima di sparire, vogliamo invece vedere in concreto? Le azioni più o meno sono le stesse di tutte le tradizioni anche se cambiano i nomi: Si deve risparmiare energia dall'uso normale animale per destinarla a qualcosa di diverso: questo si fa con il comportamento corretto nel presente e recuperando quella lasciata nel passato quando non ci eravamo posti questi problemi. Risparmiare non significa accumulare, significa non utilizzare per scopi che non ci interessano e riversarla via via su quelli che ci interessano, cercare di accumularla come ho scritto in altra discussione sarebbe solo dannoso... immaginiamo che l'accumulo sia una banca... ed invece noi investiamo in attività produttive.... non teniamo fermi i soldi, non li sprechiamo ma ci lavoriamo ed un domani saremo pronti per goderceli. Mi fermo per adesso |
Riferimento Tradizione tolteca
Qualcuno di voi ha mai sperimentato momenti di consapevolezza intensa in cui quindi il punto d'unione si era spostato rispetto alla quotidianità? (lasciando perdere il momento in cui si sposta naturalmente quando dormiamo). Come c'era arrivato? Che sensazioni ha avuto?
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eccomi Io Io !!!
dunque ero in piedi, mi sono girato di scatto a destra e con la coda dell'occhio la luce proveniente dalla finestra mi ha investito, mi sono sentito leggero di colpo........ Scherzo... perdonami Coccinella... so che questa presa in giro potrebbe influire negativamente su tutta la buona volontà che stai mettendo per aprirti e conoscerci (e spero di no, che sia invece una molla di reazione), ma dovevo farti vedere chiaramente che normalmente siamo macchine, putroppo quando da pinocchi burattini di legno vogliamo diventare Uomini non c'è un bottone da premere, non è possibile scrivere un manuale di istruzioni... e neanche ha senso dire di aver esperito delle cose... se ti dicessi sul serio che il mio punto di unione si muove, o mi credi o no.... se invece mi senti, non intendo solo le parole, da sola qualcosa in te Sa se è così o no. Vediamo se posso anche "regalarti" qualcosa oltre il fraterno scherno, a me adesso è più facile sentire la differenza se per qualche vario motivo mi "fermo", che sia anche un centesimo di secondo, quando sento che è passato del tempo in cui apparentemente sono sveglio ma ho una confusa annebbiata percezione del momento che è passato (passato prendi nota) mi accorgo di essermi risvegliato e di aver dormito per un pò, è molto che non esperisco neanche questa sensazione... e se non sto dormendo a pieno icon_mrgr: significa che è parecchio che non lo faccio. La sensazione più descrivibile che mi viene ora è appunto la percezione del tempo, adesso che ti scrivo sono qui presente, assaporo questo istante immediatamente, negli esempi che ti ho fatto sopra esperivo (in maniera incompleta) nella memoria, quando la cosa era già passata... che sia anche un centesimo di secondo dopo... in soldoni la parola chiave è l'immediatezza del vissuto, più sei veloce (potremmo parlare anche di vibrazioni) e più vivi l'attimo integralmente nel momento che accade, altrimenti lo vedi quando è già sfuggito, questo può darti la portata del perchè una cosa bellissima capitatati dopo dieci secondi ti riporta nella tristezza e altre volte ti lascia un senso di appagamento per giorni. Ops sono "uscito" (come termini più che altro) ancora dalla tradizione tolteca icon_mrgr: vabbeh se potesse servire fiori.gif |
Capo devo far passare del tempo e rileggere questo tuo post.....
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Caro Uno,
la capacità di vivere, di cogliere e assaporare l'attimo presente non dipende forse dall'intensità della tua attenzione, più che dallo spostamento del punto d'unione? O sbaglio? booh.gif |
Provo a trasportare il tutto nelle scene di vita quotidiana:
Il gatto sta più attento quando muove la testa per seguire il volo di una farfalla pronto a prenderla o quando è addormentato placidamente? Pur non essendo proprio la stessa cosa, non per niente l'attenzione ha un suo nome/definizione, hanno parecchie cose in comune, se hai una vita piatta e statica (non intendo esteriormente ) la tua attenzione in generale sarà bassina e il punto fermo :C: |
Citazione:
L’Arte dell’Agguato è uno dei comportamenti della Via del Guerriero. Una cosa fondamentale da comprendere è che l’agguato non è mai teso agli altri ma sempre nei confronti di se stessi. Perché questo comportamento sia funzionale Don Juan diceva a Castaneda che il guerriero deve essere inappuntabile, quindi focalizzare l’attenzione verso una mèta che egli sa non essere reale, investire verso di essa quanta più energia possibile e, a un certo punto, cambiare improvvisamente direzione… proiettando l’energia incanalata verso lo scopo reale di tutta questa operazione. Don Juan aveva riassunto a Castaneda gli scopi dell’Arte dell’Agguato attraverso sei punti, e descritto quattro qualità, tre precetti e sette regole necessarie per compierlo. Gli scopi: 1. Offrire al guerriero una più ampia visione del mondo 2. Stimolare la fantasia del guerriero e fargli vivere una vita piena di gioia ed entusiasmo 3. Imparare a ridere di se stesso senza mai prendersi troppo sul serio 4. Imparare la capacità di improvvisazione 6. Stimolare la creatività Le qualità: Astuzia, cioè l’abilità di osservare il mondo rimanendo dentro sé stessi, e agire solo e quando l’avversario è spiazzato. Pazienza, cioè il saper attendere ma questo bisogna farlo con intenzione perché se non è sostenuta dall’intento, diventa un’inutile attesa Dolcezza o gentilezza: lasciare spazio agli altri, permettere la comunicazione e accettarli per come sono Spietatezza, cioè non lasciarsi bloccare dall’autocommiserazione, dalla falsa pietà e dall’indulgenza verso se stessi. I precetti: 1. Il guerriero guarda il mondo come un mistero senza fine 2. Il guerriero cercherà di decifrare i misteri che incontra sapendo di non avere la minima possibilità di riuscirci 3. Il guerriero considera se stesso come uno dei massimi misteri del mondo Le sette regole dell’Agguato: 1. E’ il guerriero che scegli il campo di battaglia 2. Il guerriero abbandona tutto quello che non gli è necessario 3. Il guerriero è pronto a battersi fino in fondo, in ogni momento, con un piano prestabilito 4. Il guerriero rimane rilassato e non ha paura di nulla, si lascia guidare dal Potere 5. Il guerriero di fronte a situazioni che non sa controllare si rilassa un attimo laciando vagare i propri pensieri e occupando il proprio tempo in qualcos’altro. 6. Il guerriero comprime il tempo, lotta per la vita e anche un solo istante può decidere per l’eternità. Il guerriero non spreca nemmeno un istante. 7. Il guerriero lotta per vincere senza mai spingere in prima fila, in questa regola è espressa l’astuzia: spiazza l’avversario ponendogli di fronte un falso bersaglio. |
Ringrazio Shanti innanzitutto!
Ieri sera me lo sono stampato! icon_mrgr: Successivamente volevo domadare a qualcUno icon_mrgr: sono passata di qui per continuare il discordo iniziato su "fatti male che godo". Questa potrebbe essere una tecnica per trovare l'attenzione neccessaria a rendere la notte magica? Grazie! fiori.gif :C: |
stupendo contributo Shanti, Grazie mille....
In quale libro Castaneda parla dell'agguato? Ultimamente mi sto dando parecchio allo sciamanesimo, sia leggendo che applicando (ciao Capo :D) |
Citazione:
Gli scopi: 1. Offrire al guerriero una più ampia visione del mondo 2. Stimolare la fantasia del guerriero e fargli vivere una vita piena di gioia ed entusiasmo 3. Imparare a ridere di se stesso senza mai prendersi troppo sul serio 4. Imparare ad avere un'illimitata pazienza 5. Imparare la capacità di improvvisazione 6. Stimolare la creatività fiori.gif |
Caro Latino,
potresti dirci come ti stai applicando? |
metto in pratica quello che leggo cara Coccinella.....
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Gli insegnamenti di don Juan
se dovessi mettere in pratica quello che si legge nel Gli insegnamenti di don Juan dovrei letteralmente metter su un campo di peyote. icon_mrgr:
riprendo dal primo libro...poi quando leggerò gli altri... in questo libro Castaneda ci racconta quale sia stata la sua iniziazione, l'introduzione ad un altro modo di "vedere". Don Juan, maestro di Carlos, dopo aver scelto il suo allievo, utilizza il potere di svariete sostanze allucinogene per smantellare la fossilizzazione del suo percepire, fargli provare quelle da lui poi descritte come "stati di realtà non ordinarie". Interessante è notare come il maestro sia incuriosito, almeno all'inizio, dalle visioni di Carlos, in cerca di risposte e di simboli, ma anche di una ancor maggiore comprensione. Grande rilevanza, nella tradizione degli sciamani Yaqui, era ricoperta dalla pianta del peyote...Don Juan si arrabbierebbe se lo vedesse scritto in minuscolo...tant'è riprende più volte Carlos quando usa questo termine. Lui vuole che lo chiami mescalito, e gli attribbuisce personalità, lo descrive come maestro e protettore, del quale essere timorosi e fondamentale è il "piacergli". Non può essere domato ed è fuori di noi...lui insegna a vivere nel modo giusto, perche "mostra" come vivere. Una volta certo che al mescalito va a genio Carlos, don Juan lo arma delle parole con le quali era stato armato lui dal suo maestro... "...Un uomo si avvia verso il sapere come se andasse in guerra, con attenzione, timore, rispetto e assoluta sicurezza. Andare verso il sapere o andare in guerra in condizioni diverse da queste è un errore, e chiunque lo commetta se ne pentirà per il resto della vita...". ( l'ha ripetuta più volte e a memoria.......magari ci è utile!)fiori.gif Mentre nella prima parte del libro Castaneda descrive i rigidissimi rituali da seguire che gli ha iseganto don Juan, le sue "visioni" (alcune esileranti...altre da brivido)... le sue considerazionidi di carattere antropologiche...nella seconda dà "Un'analisi struttorale"... dove piu lucidamente riporta quelli che sono stati gli insegnamenti del suo maestro, ossia le istruzioni per divenire un uomo di sapere... dove tra le tante c'è nè una che trovo fondamentale... ... seguire strade che hanno cuore. continuo?...abbraccio: |
Si grazie... continua...
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Dli insegnamenti di don Juan
ok continuo...ma ogni volta che vi accorgete di analogie con altre tradizioni... vi prego...fatemelo notare...fiori.gif Don Juan prima di istruire Castaneda su come si diventi "uomo di sapere"... lo mette in guardia verso i quattro nemici naturali che lo attendono per la via. Solo quando si sconfiggeranno tutti e quattro si potrà esser chiamati uomini di sapere. Questi sono: 1- la Paura quando un uomo incomicia ad imparare non ha mai obbiettivi chiari. il suo scopo è impreciso e il suo intento vago. Si spera in cose che non avverranno mai, in compensi e si è all'oscuro delle diffocoltà. Lentamente inizia ad imparare e poi sempre più in fretta, cose contrastanti tra loro finchè non si accorge che è diverso da come lo aveva immagginato... e così si inizia ad avere paura. Don Juan dice che il suo "scopo" diventa un campo di battaglia...e se l'uomo, terrorizzato fugge via, la sua ricerca sarà compromessa per sempre. Ma ci da' anche la ricetta per sconfiggerla...ed è...sempre secondo lui... estremamente facile...basterebbe non scappare. Bisogna andare avanti suo malgrado, pure quando si è terrorizzati. E ci sarà un momento dove imparare non farà più paura...succede poco alla volta...ma la paura scompare in un istante, e non torna più. Sconfiggere la Paura gia sarebbe un bel passo avanti...ma dopo la Paura...finalmente la Chiarezza...ma attenzione... 2- la Chiarezza una volta liberati dalla paura, la Chiarezza finalmente giunge. Ma don Juan ci tiene a precisare che può essere una chiarezza che acceca. Essa consente all'uomo di non mettersi in discussione, si è coraggiosi e si corre il rischio di non fermarsi davanti a niente. Quello che accade a chi viene sconfitto da questo nemico è il brancolare lungo la via della conoscenza, e potra divenire solo un guerriero vivace o, addirittura, un pagliaccio. Anche qui don Juan dà la sua soluzione...bisogna combattere la Chiarezza, ponderare bene le proprie scelte e convincersi che la Chiarezza è quasi un errore. Sconfingere la Chiarezza non sarà un errore, ma il vero Potere. Ecco appunto...finalmente il Potere direbbe qualcuno... 3- il Potere Qui don Juan mette in guardia Carlos, dicendogli che il Potere è il nemico peggiore e la cosa più facile da fare è quella di cedere. Un uomo che arriva a questo punto, non si accorge quasi che il suo terzo nemico sta avendo la meglio...e potrebbe essere trasformato in un uomo crudele e capriccioso. Ma questo senza perdere la chiarezza o il potere acquisiti...egli morirà senza saperere come gestirlo e sarà un peso. Si puo sconfiggere il terzo nemico? Secondo don Juan si dovrebbe sfidare di proposito il Potere che in apparenza si ha conquistato... fino a comprendere che non gli appartiene veramente. Se si riuscirà a capire che la chiarezza e il potere senza autocontrollo sono errori imperdonabili si riuscirà ad avere il vero Potere. A questo punto don Juan ci dice che la sconfitta per mano di uno di questi nemici è definitiva, se l'uomo cede per lui è finita... si può essere temporaneamente accecati dal potere, ma se poi viene rfiutato significa che la battaglia è ancora aperta... non è così per la paura, se si cede ad essa non la si dominerà mai, si smette di imparare...ma aggiunge che continuare nella "ricerca" nonostante la paura alla fine si riuscirà a dominarla, perchè non ci si è mai abbandonati ad essa. Siamo arrivati alla fine del viaggio verso la conoscenza, e cosa c'è ad attenderci secondo il vecchio don Juan? 4- la Vecchiaia senza preavviso ecco giungere il più crudele dei nemici. Si dovrebbe esser riusciti a non avere più paure, nè una lucidità impaziente, e il controllo sul Potere. Ci sarebbe però un gran desiderio di lasciarsi andare, riposare e dimenticare, e questo segnerebbe la sua sconfitta per mano del quarto nemico. Cosa fare?...ma scrollarsi di dosso la stanchezza e vivere il suo destino fino in fondo. Sarà sufficiente quel monento di lucidità, potere e conoscenza a vincere il suo ultimo nemico. Per ora mi fermo qui.... Sapete dove si è arreso Carlos Castaneda alla fine del libro? Ve lo dico? OK...chi non vuole saperlo non legga più...boccaccia: ...si è arreso alla Paura e, almeno per ora, non ha più cercato le lezioni da don Juan... :C: :C: abbraccio: |
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Quando Carlos domandò a Don Juan come si poteva capire se una strada avesse un cuore oppure no egli rispose: "E' una cosa che si sente. Il problema è che nessuno si pone questa domanda, e quando un uomo si accorge di aver intrapreso una strada senza cuore, essa è pronta per ucciderlo. Arrivati a quel punto, sono pochi quelli che si fermano a riflettere e abbandonano la strada". |
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La paura blocca, non ti fa andare avanti e ti pone nella convinzione che, per quello che si sta facendo, non si avrà mai la forza per affrontarlo. Mi pare che anche con la vecchiaia, nel fatto stesso di non avere " tempo " a disposizione, si nasconda questa " paura " che secondo il mio punto di vista assume una sembianza, rispetto alla prima, diversa solo nella forma. Altra analogia, o forse è il caso di dire che si mostra un punto che accomuna le due condizioni, tra la Chiarezza ed il Potere. Nel momento in cui ci si trova nella pseudo certezza, le cose appaiono Chiare e queste potrebbero risultare " deleterie ", come deleterio potrebbe risultare il Potere, proprio perchè si è nella convinzione di possederlo. La seconda e la quarta tappa, secondo me, sono unite dalla mancanza di umiltà e di attenzione con/per se stessi. Mi pare che il vedere Chiaro un Insegnamento nel suo fine e nel suo scopo possa equivalere ad una investitura di Potere che io posso darmi da solo, senza sapere che è una investitura fittizia, poichè la Vera Chiarezza ed il Vero Potere sono oltre.:C: |
Ciao a tutti,
sono convinto che ci sia un solo vero nemico che comprende tutti gli aspetti di sofferenza nei quali viviamo... l'ego. Buddha ha identificato 84000 aspetti psicologici egoici che possiamo suddividere nelle sette teste di legione, "i sette peccati capitali". E' l'ego che comprende tutte le sfaccettature del nostro allontanamento da Dio, si nutre della nostra sofferenza generandone altra. Il lavoro sciamanico con le piante sacre da il grande beneficio di poter navigare nella nostra psiche e di chiarificarci il cammino verso il Padre. Dio Padre-Madre risiede nel cuore ma l'ego gli impedisce di manifestarsi nella nostra vita. La pianta maestra crea una momentanea dissoluzione di questa enorme barriera e apre la strada alla nostra coscienza verso il mondo dello spirito. In quello spazio possiamo ricevere insegnamenti che ci liberano da quelle catene che ci imprigionano nella dualità (l'Abraxas), possiamo vedere i nostri inferi e scendere nei livelli del subconscio a noi sconosciuti apportando luce e sanadoli. Credo che si possa arrivare a ciò anche senza l'utilizzo delle piante maestre con svariati anni di pratiche spirituali e un impegno costante nella preghiera. La pianta maestra è una catapulta che ci lancia come meteoriti negli spazi del SE del SE al Cuore del Cuore. Ma non basta! E' essenziale il lavoro psicologico di eliminazione dell'ego dalla nostra psiche che va attuato nella quotidianità. Esiste la mappatura completa dei difetti psicologici che ci abitano e esiste il modo di sradicarli da noi fin nelle loro radici. E' differente il lavoro con le piante Maestre da quello che possiamo fare con altre sostanze sintetizzate. La pianta ha uno Spirito che ci guida e ci protegge nel viaggio interno, le sostanze di sintesi no. Per poter sperimentare e comprendere abbiamo bisogno di una guida terrena che faccia da ponte tra "l'altra realtà" e il nostro mondo, la scelta di suddetta guida deve essere accurata, troppi ciarlatani incompetenti e pericolosi. Lavoro da quasi cinque anni con "La Madre" e mi ha dato enormi benefici, dopo aver percorso differenti cammini ho trovato il cammino nel cammino. Siamo figli ribelli di Dio Padre-Madre e come suoi figli ci aspetta a casa... "usciamo dalla momentanea sofferenza dell'ego ed entriamo nella eterna allegria dello Spirito" Felice ritorno Pace profonda Fratellanza Universale Università Pneuma |
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Non sono d'accordo con diversi aspetti che hai esposto nel tuo post... Per prima cosa, dici che l'ego l'unico vero nemico da combattere ... e che è essenziale un lavoro psicologico per eliminare l'ego dalla nostra psiche... io credo che non sia proprio possibile eliminare l'ego.. se mai, è possibile attraverso un lavoro su sè stessi, iniziare a fare qualcosa per conoscersi, e per conoscersi, è indispensabile esplorare tutte le parti di noi, quelle parti che di solito agiscono in maniera meccanica... e dopo averle conosciute, come possiamo liberarci di qualcosa che fa parte di noi? possiamo eventualmente usarle, invece che farci usare, da qualche parte in forum si diceva che dovremmo riuscire a farle convergere.. Sdradicare i difetti dici.. io dico che intanto dovremmo conoscerli realmente.. Cosa intendi per Dio Padre/Madre? (chiedo scusa per l'OT) |
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Grazie per il benvenuto, certo dobbiamo conoscere la nostra mente meccanica e tutti gli elementi che ci compongono ma non dobbiamo confondere l'ego con noi... l'ego è un elemento esterno alla nostra vera essenza e appartiene solo al mondo duale, nel mondo di Dio Padre-Madre non esiste ego. Noi come Figli ribelli di Dio dobbiamo tornare a lui, e sulla strada per tornare a Lui dobbiamo passare diverse tappe, la prima consiste nell'eliminare alla radice ogni elemento di oscurità dalla nostra anima, senza fare cio' i nostri corpi Solari non si attiveranno e non potremo così Cristificare. L'ego soffoca le nostre virtù, la compassione, il perdono, la fede, la verità, la misericordia, la pace e ci fa credere che è una nostra parte e che magari la possiamo utilizzare, purtroppo è una illusione. L'ego si nutre di sofferenza e crea sofferenza... Il primo passo che si compie nel percorso è l'analisi dei propri aspetti, perciò dobbiamo prima conoscerci poi analizzare i differenti aspetti degli elementi che vogliamo disgregare, ad esempio: vogliamo disgregare l'odio, per prime cosa ci rendiamo conto che odiamo, cerchiamo di capire da dove arriva, come si manifesta, eliminiamo la manifestazione nel pensiero nella parola e nell'azione e quando abbiamo il quadro completo e l'analisi chiediamo, tramite l'invocazione alla Madre Divina, la disgregazione dell'elemento. Questo è il processo che studiamo nell'Università di Pneuma Il Dio Padre-Madre è Dio Dio è Tripartito, Padre, Madre(o Spirito Santo) e Figlio che siamo noi In realtà Dio è Tutto Diciamo che per noi Figli è sia padre che madre ma allo stesso tempo è anche il Figlio... le parole non bastano ci vorrebbe un nuovo vocabolario per spiegare certi concetti. Felice ritorno :) Pace profonda |
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"Forse" le cose stanno al contrario... l'ego è una nostra parte, uno strumento... poi sta a noi identificarci o meno... credere che siamo noi quello... ma senza la conoscenza dell'ego servo (tanto per definire, non vorrei domani che qualcuno vada in giro a ripetere ego servo) non possiamo neanche svilupparci più di un ameba... (che tra l'altro dalle "ultime" ha anche i suoi sensori con il mondo esterno > quindi interfaccia > quindi un ego seppur quasi niente sviluppato, ma questo lo posterò a parte in "scienza") :C: P.s. so che non sono affari miei... ma attenzione a strutture (strutture per destrutturare che ridere) che cercano di destrutturare l'io (anche se camuffano il tutto dietro la parola ego) in nome di chissà quali progressi spirituali... in realtà più che destrutturarlo bisognerebbe costruirlo... se ci fossero più io formati ed integri in giro sarebbe più facile arrivare anche all'Io e a Dio. P.s. Ma di che parlava questa discussione? icon_mrgr: Ok ok l'importanza personale ci sta.... |
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L'ego sono gli "io", non si tratta di destrutturare ma di liberare le virtù che gli "Io" soffocano comprendendoli ed eliminandolo, non fanno parte della nostra essenza... l'ego è un elemento che ha il permesso di esistere nella nostra psiche e ha la funzione di tentarci perchè dobbiamo imparare a trascenderloe eliminarlo. Gli Io ci controllano con le illusioni, paura del futuro, paura di essere traditi, paura di morire ecc. Quando abbiamo paura siamo distanti da Dio e percio' vulnerabili. Gli Io fanno parte di un cammino che dobbiamo percorrere per tornare a casa ma non siamo noi, identificandoci nelle paure avremo sofferenza. Gli "Io" sono tutti i pensieri parole ed azioni che ci fanno allontanare da Dio Padre/Madreicon_mrgr: . Noi in origine, all'epoca della prima razza eravamo più evoluti e quasi senza difetti. Presumo che si arrivi a Dio unendosi a Lui divenedo uno e non essendone separato, non essendo un Io più o meno sviluppato. Pace Profonda |
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Se in origine eravamo più "evoluti" e quasi senza difetti, a che serve tutto l'ambaradan dell'Universo? Ti pare che Dio Padre/Madre, non sapendo bene come passare il tempo, ha deciso di farci intraprendere un cammino senza senso? Che senso avrebbe tutto questo, se alla fine tornassimo esattamente come eravamo prima? Il Viaggio, dalla discesa alla risalita, come dice Uno si basa sulla costruzione, non sulla distruzione... Lo si intraprende per tornare migliori. L'ego quindi, in questo contesto è un utile strumento di auto-conoscenza, che forse invece di combattere converrebbe imparare ad usare... |
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La prima razza di questo pianeta è stata la razza Adamica, diretti discendenti degli Angeli... siamo noi, siamo sempre gli stessi. Centinaia di migliaia di vite di incarnazioni. Eravamo QUASI senza difetti ma avevamo gia' incarnato l'ego o gli "Io". In ogni incarnazione abbiamo nutrito la nostra sofferenza assecondando gli "Io" fino ad arrivare alla razza Aria, l'attuale, nella quale sta avvenendo il cambio di direzione per tornare a casa, Puri. L'ego in qualche modo è "maestro" ma deve insegnarci a trascenderlo a eliminarlo a allontanarlo, non ad assecondarlo. Quando siamo caduti e abbiamo deciso di uscire dalla casa del Signore abbiamo attivato i nostri Corpi Lunari, che hanno la capacità di contenere l'energia che ci serve per vivere nel mondo della dualità, ora sta arrivando l'Era del Cristo Cosmico e l'energia dorata del Cristo si incarnerà su tutto il pianeta in tutti gli uomini. La Nuova Era. Per poter contenere e incarnare questa energia dovremo essere liberi da ogni "Io", come il Gran Maestro Gesù, e dobbiamo attivare i nostri corpi Solari(adatti all'altissimo voltaggio dell'energia Cristica) che , a causa dei nostri comportamenti deviati, non funzionano correttamente. Siamo Figli di Dio Padre-Madre il Padre Cosmico e la Madre Divina due aspetti della stessa energia. Gesù ha incarnato il Cristo Cosmico e non aveva l'Io, Krishna, Buddha... Il punto è proprio tornare come prima, ma prima della caduta nel duale. La ricostruzione dell'Anima Solare passa inesorabilmente dall'Eliminazione dell'Io dalla nostra psiche Pace profonda :) Tutti per il ritorno |
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Credo che questo pezzo, secondo me, sia da approfondire. Cruzdorada, gli elementi che hai trovato nell'utilizzo della Pianta ti hanno aiutato? Ci sono secondo te delle similitudini con Castaneda? Nel percorso che hai intrapreso c'è una guida " terrena "? :C: |
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Il punto di vista tradizionale identifica il raggiungimento della "condizione adamitica" come prima e necessaria fase dello sviluppo spirituale. Questo raggiungimento viene spesso identificato con "i piccoli misteri" e descritto come lo sviluppo di tutte le possibilità umane. Raggiunto questo punto è possibile iniziare a sviluppare le possibilità "divine"... i grandi misteri... l'ineffabile. Le varie tradizioni parlano delle teoria e della pratica per quanto riguarda i piccoli misteri, dato che per i grandi è impossibile parlarne con uno strumento inadeguato come il linguaggio. Potremmo, più o meno, far corrispondere i piccoli misteri con quello che in altre parti del forum è chiamato "costruzione dell'anima". Ora, questa condizione adamitica da raggiungere è, se vogliamo usare questi termini, appunto una condizione non duale. Questo però vuol dire molte cose e nessuna. Faccio un esempio: una delle condizoini duali è proprio la differenziazione maschio-femmina (a tutti i livelli)... ricordo che originariamente "Adamo" com-prendeva Eva... quindi androgino. Questa dualità, come le altre, va trascesa in una sintesi superiore... uno stato dell'essere che com-prenda unito ciò che al livello inferiore appare diviso. Colui che trascende tutte le dualità in un unico essere ha sviluppato tutte le possibilità umane... da molti ha fatto Uno e controlla invece di venire controllato. E' chiaro che è piuttosto facile vedere in questo processo un "ritorno", dato che la condizione ricercata sussisteva in orgine. solo che ritorno non significa perdita ma guadagno. Parto, lascio la pace di casa e mi avventuro per il mondo. Poi faccio ritorno ma non sono più quello di prima, bensì di più. Ho riconquistato la condizione originaria ma ho anche fatto delle esperienze che la arricchiscono. Se non lasciavo casa non potevo arricchirmi di esperienza... se non ci ritorno non ne colgo i frutti. Quindi, per concludere questo breve icon_mrgr: accenno su una questione che andrebbe assai approfondita, direi che più che tornare COME prima, si tratta di ri-tornare PIU' di pirma... PS: grazie dello spunto Cruz e benvenuto anche da parte mia |
Si (forse..... avrei da dire qualcosa quando trovo tempo) ma a parte il post di Jez stiamo andando completamente fuori dal titolo.
Uno che non torna (almeno spera) :D |
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In un secondo momento vi è un lento ritorno verso quel centro, ritorno che è già cominciato proprio a partire dalla venuta di Cristo, e ora ci troveremmo proprio in un momento di passaggio da un'era( il Kali Yuga - i pesci) ad un'altra (il Dwapara Yuga - l'acquario) in cui l'uomo comincerà a ritrovare il divino. Nella simbologia i pesci rappresentano l'individualismo, nuotano uno nella direzione opposta all'altro, mentre le onde dell'acquario, sono vicine, in armonia, quasi si compenetrano. Tornando invece in tema su Castaneda ho saputo che c'è chi sostiene che nulla di quello che scrisse fosse vero, e la cosa mi ha parecchio spiazzata....Qualcuno sa dirmi qualcosa di più'? Se ne è già stato fatto accenno e non l'ho visto, come non detto. |
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La Madre è saggia, il suo Spirito ti accompagna nel viaggio che percorri nella tua interiorità. Il mio Maestro Terreno ha fatto questo paragone: la coscienza dell'essere umano ha una velocità es. 50, sopra di noi vi è l'ego che viaggia al triplo, e ancora sopra vi è lo spirito che non può essere raggiunto. La Pianta, utilizzata in cerimoniali Sacri, ci porta alla velocità dello spirito svelando così il gioco di illusioni dell'ego. Svelando queste illusioni ci troviamo davanti alla verità della nostra gioia, cioè lo spirito, e vediamo con chiarezza da dove arrivano le nostre pene. La luce della verità... Non ho letto Castaneda, ne ho sentito parlare tanto... Aparer mio il vero sciamano è Castaneda e si è inventato Don Juan per poter entrare nella psiche della gente e per far conoscere lo sciamanesimo al mondo attraverso dei racconti appassionanti... è un mio pensiero;) . Lo sciamnesimo che conosco io è in stretto contatto col buddismo e induismo ma la radice della devozione è rivolta al Cristo Cosmico, cristianesimo "moderno" :) . C'è una guida terrena, che fa da ponte tra le due realtà. Sciamano Inca, psicologo e musicoterapeuta Pace profonda |
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Grazie del benvenuto Pace profonda |
Bene, stavolta lo dico ufficialmente, questa voleva essere una discussione su Castaneda, lungi dall'essere conclusa, per favore torniamo nel tema. :)
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Chssa' se c'e' un legame con quella la tradizione . Potrebbe essere l'archetipo dell'America . |
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