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Ci son caduta pure io. Diam si riferisce ad un post di Uno che nomina lo spreco ma gli da un senso preciso. Per spreco si sta intendendo l'uso di maggiore energia rispetto a quella necessario per fare. In questo caso il resto viene sprecata. Sul tempo e l'impiego son d'accordo. |
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Tipo: uso 70 ma in realtà per farlo ne basterebbe 40... ma come faccio ad accorgermi che ne sto usando più del necessario? |
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Oltre alla capacità polmonare di riempire di aria occorre allargare il torace e poi tenerlo aperto con i muscoli della schiena, il diaframma che spinge verso il basso e dosare il respiro con l'addome che spinge verso l'altro. Si crea un'opposizione di forze contrarie che gestite in un modo o in un altro da il consumo o il risparmio dell'aria. Nel canto i registri bassi vanno mantenuti con un sostegno basso negli acuti con un sostegno alto. Immagino da quando nuotavo che sott'acqua che una pressione maggiore comprime il torace per cui la pressione interna del sostegno deve essere maggiore come se stessi nei registri bassi, quando nuoti sulla superficie invece la pressione esterna è minore e quindi puoi dosare con un sostegno alto. Sarebbe interessante avere conferma da un esperto, in fondo le discipline hanno sempre qualcosa in comune fra loro. |
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Sprecare energia vuol dire rischiare di non concludere o di andare oltre, creare comunque un danno e sprecare l'occasione che potrebbe non essere quella di imparare ma anche di salvarsi la vita. Ad esempio un aereo per decollare e atterrare necessita di una certa quantità di carburante, mentre in posizione di crociera ne necessità molto meno. Se durante un volo lungo che quantifica una quantità di carburante al limite della distanza il pilota per inesperienza ne consuma più del dovuto, quindi lo spreca rischia di schiantarsi. Una cosa su cui riflettevo è che non bisogna secondo me arrivare alla fine dell'azione consumando tutta l'energia perchè la capacità di ripresa o di recupero di energia stessa può essere più lungo del dovuto facendo perdere tempo prezioso. Ad esempio in attività in cui ci vuole fiato non bisogna consumarlo fino ad arrivare all'apnea perchè il riprendere fiato costa pausa in più, consuma le riserve energetiche del corpo, o dei suoi organi. |
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Chi ha potuto sperimentare di persona la pressione che esercita una colonna d'acqua di 5 metri avrà dovuto risolvere il problema della pressione esterna, quindi compensare non solo è necessario ma è l'unico modo per poter andare avanti nell'immersione in profondità. Ma cosa significa compensare? Compensare è soffiare aria nelle trombe di Eustachio tenendo premuto il naso con la mano e comprimendo i polmoni in modo da creare una compensazione tra la pressione esterna con quella interna. Ogni metro raggiunto in prtofondità richiede sempre una compensazione, se non avviene aumenta il dolore ai timpani e se non si compensa si possono in seguito lesionarsi. Quando si soffia con i polmoni verso le trombe di Eustachio si sente ad un certo punto un clic sordo, è il momento in cui il timpano riprende la funzionalità, infatti prima di questo clic si sente un fischio continuo dovuto alla tensione innaturale del timpano. La sensazione è da prima fastidiosa, poi dolorosa ed il fischio all'orecchio è il segnale che serve compensare. |
Grey era a questo che mi riferivo e non credo tu mi abbia risposto:
Oltre alla capacità polmonare di riempire di aria occorre allargare il torace e poi tenerlo aperto con i muscoli della schiena, il diaframma che spinge verso il basso e dosare il respiro con l'addome che spinge verso l'altro. Si crea un'opposizione di forze contrarie che gestite in un modo o in un altro da il consumo o il risparmio dell'aria. Capisco è un pò difficile ma puoi provare a immedisimarti, puoi darsi che lo fai spontaneamente come può essere che sono due cose totalmente diverse. |
A proposito di energia sprecata pensavo che contenere l'energia e impigarla costa energia, anche se la fonte esterna è illimitata per contenerla e gestirla occorre una certa forza interiore, ovvere una certa energia interna.
In qualche modo chi ha molta energia risparmia energia, mentre chi ne ha poca ne disperde o ne spreca molta. Per risparmiare energia ci vuole molta energia, per sprecarla c'è vuole di meno. Sembra un contro senso eppure lo vedo su di me che tendo a sprecare quando ne ho poca, mentre quando sono carica gestisco meglio una quantità maggiore. Il senso dovrebbe essere aumentare la propria capacità invece di affidarsi all'esterno. Ma anche quando si ha in eccesso è come non averne se non si riesce a gestirla, a non disperderla perchè poveri di energia contenitiva. |
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Anche se la percezione che hai può essere quella che dici, anzi lo è altrimenti non lo diresti, il meccanismo che applichi nel fare le cose è il medesimo, quindi usi l'energia che hai a disposizione sempre nello stesso modo. Solo che quando sei stanca, in ogni senso lo si voglia intendere, ne hai poca, la finisci prima per cui ti stanchi prima; quando ne hai tanta la finisci in più tempo, magari anche ne resta un pò per dormire bene. D'altro canto... è senz'altro vero che avendo una maggiore energia a disposizione si può avere maggiore capacità di gestire quel che si fa, consumandosi meno ed applicando maggiore attenzione. L'attenzione richiede concentrazione che richiede energia. Però, applicando maggiore attenzione alle cose, ecco che la dispersione è minore e quindi la percezione di aver saputo gestire meglio la propria riserva quotidiana. In pratica l'attenzione nelle cose è una sorta di ottimizzatore di risorse. |
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Per non sprecare energia serve fatica, ma senza fare fatica ci costa più energia, anche se sembra paradossale. In pratica quando dormiamo, sia in piedi che a letto, consumiamo più energia di quando siamo "svegli" (nella misura che siamo capaci, o che la nostra struttura ci permette. Altra cosa, noi non "abbiamo" energia, nel senso che l'energia non sta ferma. Se l'energia è l'acqua noi siamo il tubo... sprechiamo perchè siamo pieni di buchi e, se vedi la metafora, i buchi producono un abbassamento della pressione. Per altro, se aumentiamo la pressione abbastanza l'acuqa non esce dai buchi, almeno quelli più piccoli... anche se sono comunque da chiudere. |
Mi sarò espressa sicuramente male ma è questo il concetto che intendevo. Senza fatica non si risparmia, si spreca e per faticare occorre energia, quindi dobbiamo inizialmente faticare per vincere le resistenze che oppongono i buchi.
La fatica implica la volontà e l'impegno ed anche la meta per dare buoni frutti almeno nella fase iniziale, tutte cose che sono il contrario di pigrizia. E' interessante invece il fatto che non abbiamo energia ma possiamo solo contenerla, usarla. I nostri buchi immagino essere i conflitti, desideri e quelle cose non risolte, i vuoti che tirano energia creando una depressione energetica che ci fa sentire stanchi. Più o meno ci sono meglio ora? |
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Credo che anche in questo caso la mente non accoglie il nuovo metodo anche se più giusto o più facile per non fare la fatica di ricordare, quindi anche qui lo sforzo iniziale per sostituire la memoria. In effetti ci vuole una maggiore energia per imparare da zero oppure per sostituire un metodo già acquisito? Con la logica verrebbe da dire quando si parte da zero ma in effetti non ne sono così sicura. Di sicuro la mia mente si scoraggia più facilmente quando devo cambiare metodo, pensando al tempo impiegato e perso dovendo ricominciare da capo ma poi vedo che comunque la dimestichezza acquisita mi favorisce in alcuni casi, mentre nel condizionamento viziato mi rallenta. |
L'immagine che mi sono fatto io è come quella di un laghetto che ha un defluente ma il passaggio è ostruito. Per usare l'energia bisogna prendere allora un secchio e vuotarla manualmente, con un dispendio di forza notevole. Ma se si riesce a creare una crepa permettendo all'acqua di uscire da sola, piano piano questa libererà completamente l'ostruzione e riprenderà a sfociare in modo naturale nel defluente, da sola, con la possibilità di usarne tantissima quasi senza fatica.
Il "segreto" credo sia proprio mantenere il passaggio sempre libero, in modo che non si chiuda e l'acqua non ristagni. Sfortunatamente (e credo sia prevalentemente un fatto mentale) più energia usiamo e più crediamo di dover essere stanchi, di doverci fermare... |
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Come quando si pensava che troppe docce o bagni indebolivano... |
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