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Perchè quando mia madre voleva punirmi per una marachella, io andavo ad aspettare mio padre di ritorno dal lavoro per rientare con lui, così facendo non sarei stata punita da mia madre, perchè lui non lo permetteva quando era presente. Bella divisione interiore eh? Ecco perchè la vocina urla che non è tutto proprio come dice la Griselda cocca di papà. Insegnamento di presa di responsabilità zero. Tanto c'era papà che mi avrebbe protetto da tutto. E quindi quella Griselda non cresceva ma l'altra come quella nel mio avatar cresceva a dismisura e forse perdeva identità? Su questo ci devo ritornare.******* Questa mancanza di intento comune penso è il fulcro del problema, ci penso ancora.******* Questa copertura mi venne a mancare verso i 10 anni perchè mia madre fece comprendere a mio padre che era sbagliato il suo modo di fare con me. Io seppi ciò da una lettera che lessi di nascosto e ci rimasi molto male, mi sentii tradita. Da lì credo di aver cercato non di cambiare, ma ho spostato da mio padre ai ragazzi. La musica era sempre la stessa qualcuno che si prendesse cura di me. Alla fine nessuno lo faceva o chi si adattava prima o poi si stancava di dover essere sempre il mio cavalier servente. Era incomprensibile io ti aiuto ma poi prima o poi devi imparare a fare da sola. E Griselda non ha mai imparato o voluto imparare, sta difatto che poi tanto pagava dazio comunque ed era peggio. Quindi Nike vedi ho risposto anche a te con questo post. |
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Questo e' quello che volevi dirmi ? O invece che sei stata sempre immeritatamente maltrattata e che hai ragione ad avercela col mondo? Adesso mi tiri una padellata di zola bollente icon_mrgr: . |
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Lei pretendeva da me ciò che non mi dava come esempio, ecco secondo me il punto. Ed io che avevo tutti i difetti del mondo ma non mancavo di intuito e di una caratteristica che non è bella ma l'ho che è la furbizia, non mi facevo fregare dalle sue belle parole quando nei fatti non le concretizzava. Solo che ahimè mi fregavo da sola senza saperlo. Se tu sei autorevole, ovvero sei ciò che dici di fare, non credo che un figlio possa fare diversamente dall'esempio, ma se tu dici ma sei la prima a non fare sei poco credibile. Poi può picchiare, urlare sgridare sminuire ma non fai altro che parlare di te. Bon qui sono un po' alterata mi scuso. Credo di averti risposto |
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In questo senso hai ragione, pero' io intendevo un'altra cosa... credo (perchè l'ho assaggiato icon_mrgr:) che se vivo una cosa in una determinata maniera (soggettiva, quindi vista solo dalla mia parte che sicuramente manca di oggettività) , ma sono determinata a risolvere una questione, la rivivo, la ricapitolo secondo la mia percezione, ma in maniera implacabile.. lenire non serve a niente in questo caso. Punti di vista... fiori.gif |
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C'è invece la possibilità di aumentare inutilmente un dolore ricamandoci sopra, grattando una ferita che si sta rimarginando. Apparentemente si può evitarlo proprio col sistema di Nike, ossia saltando via dopo averla lavorata e aspettando quel che basta che si formi la cicatrice. Ma è appunto apparenza. Se non si era pulita tutta, quando ci si torna spurgherà. Vero che, anche se è pulita tutta, quando ci si torna si deve essere un minimo delicati, per evitare di riaprire qualcosa che invece è pulito e sta guarendo... se ha da spurgare ancora lo farà anche se la tocchiamo delicatamente. |
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Il fango non tutto ma in parte e' frutto di immaginazione e di un approccio sbagliato rispetto alla realta' che nessuno e' stato capace di correggere . Se si vuole soffrire ad ogni costo sulla base di immaginazioni errate non sono affatto d'accordo . Prima di soffrire bisogna fare un'analisi corretta della situazione . Quello che Gris sta cominciando a fare . Poi avanti con le recriminazioni .....inutili . Non e' un messaggio positivo il dover soffrire ad ogni costo , soffrire va bene a patto sia un mezzo per uscirne il prima possibile. Non siamo nati per soffrire ad ogni costo ma per soffrire il meno possibile . |
A me aveva colpito qunado Nike aveva parlato di riequilibrare.
Ci ho pensato guardando quel che capita a me. In qualche modo la vocina fà l'"avvocato del diavolo" e mi permette, in un paio di situazioni che non ho sciolto ancora, di non sforare in un eccesso di rabbia o comunque di dolore. Certo, mi stò rendendo conto che proprio con quella vocina l'elastico mi riporta indietro, perchè sono vincolata da una dipendenza, ma ho rinunciato da tempo a cercare di vivere tutto tutto insieme, non sono in grado di farlo. Mi toccherà, ma dopo avewrlo affrontato a pezzi, come dice Ray, ognuno ha il suo modo. Un pò di guano, di dolore acre e sfiancante me lo sono risparmiato, anche se è ormai evidente anche a me che prima o poi dovrò pigliare tutto, vivere tutto e tagliare di netto. Devo devitlizzare il nervo però prima :H (scusa Gri se ho parlato di me, ma è proprio per dire che ognuno ha il suo percorso abbraccio: ) |
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A che serve mantenere una confusa conoscenza delle cose ed un conseguente continuo dolore diffuso che ti affossa anzicche' guarirti . E' la presenza della prima che diffonde il secondo . |
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Io parlo per me Nike, non ho ancora saputo affrontare il dolore netto, razionalmente sò che è meglio, emozionalmente no. Come un dente che stà cadendo ed è attaccato solo un pochino. Sono convintissima che tu staccheresti il dente e buonanotte icon_mrgr: a me sembra di svenire solo a pensarci. Non ho detto che è giusto (quello che vivo e come lo vivo), ma che è comprensibile. Smettere di autocastigarmi per questo tipo di impotenza mi stà aiutando, paradossalmente, a superarla. :C: |
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Non serve granchè. Il problema è che spesso (almeno in me) noto una specie di gusto perverso nel auto-affossarsi e lo vedo spesso anche in altri. Sembra quasi ci sia una buona dose di auto-distruzione diffusa, come se costituisse un mezzo per sentirci più importanti o degni di attenzione. Forse è un retaggio dell'infanzia? Nell'infanzia si piange e attraverso il pianto arriva ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento. Smettere di piangere implica la presa di coscienza di dover fare da soli e questo in genere è abbastanza difficile da mandare giù... Quindi in qualche modo è conveniente stare sempre un pò male o comunque caricare ciò che abbiamo vissuto di grosso pathos perchè ci fa sentire diversi, speciali e legalizza il chiedere aiuto, non che chiedere aiuto sia male, anzi spesso non si può fare altro, però poi bisognerebbe essere abbastanza bravi per saltare giù dalle braccia di mamma o papà. Il problema è che viviamo anche in una cultura che ha elevato il sacrificio, il dolore a mezzo evolutivo. Il che è anche vero ma credo si sia perso un pò il senso originario del messaggio e quello che si è diffuso è una specie di vittimismo perenne in realtà poco utile sia a sè che ad altri. Gris io credo che la tua analisi sia un grosso passo in avanti e vedo in te tutta la voglia necessaria per affrontarti... Non è facile ma niente lo èfiori.gif Ti abbraccio |
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Solo per carenza di tempo abbraccio: . |
Vi leggo tutti con interesse, grazie per il vostro apporto.
Io ho già ricapitolato la mia vita, il punto è che non sono mia riuscita ad entrare nel dolore come spiega Red. Devo dire che quando l'ho fatto la prima volta neppure sapevo cosa fosse mi è venuto spontaneo perchè ero stramazzata a terra e mi ero come svegliata da una continua tiritera che mettevo in atto. Non avevo visto tuttissimo perchè è stata una cosa spontanea ma VOLEVO capire e questo in me smuoveva l'universo. Poi pure entrando e vivendo con dolore tutto quel processo e quel viaggio a ritroso per un disguido non sono riuscita ad ottenere niente. Bon si sapevo, ma mi condannavo per essere così e me ne vergognavo. Per me arrivare a parlarne in pubblico è un grosso passo avanti, il non vergognarmi, il non irritarmi se qualcuno dice qualcosa che può non tenere conto della mia sensibilità è un grosso passo avanti. Poi per l'integrazione di quella mancanza mi sa che non basta rivivere il dolore per me perchè ci vuole anche altro che scoprirò e vorrei avere la forza di integrare. Quindi penso, che ognuno è una sfumatura sulle tante che viaggiano su quei fili dorati che siamo. abbraccio: |
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Invece devo tornare con un attimo di calma su quella parolina che m'è scivolata, l'impotenza...leggo.gif |
riporto un consiglio dato da un grande Maestro, forse può aiutare a "perdonare" le mancanze dei nostri genitori ed alleviare le nostre sofferenze...
"Fintanto che gli esseri umani non impareranno a immedesimarsi a vicenda nella situazione degli altri, si renderanno colpevoli degli stessi errori di giudizio, delle stesse indelicatezze, delle stesse crudeltà e ingiustizie. Quando non si sa in quali condizioni si trova una persona, prima di giudicarla, di accusarla, è meglio, almeno per qualche minuto, provare ad entrare nella sua situazione: spesso, ci si renderà conto che trovandosi al suo posto, si farebbe dieci volte peggio. Bastano solo pochi minuti di questo esercizio per cominciare ad acquisire qualità di nobiltà, pazienza, indulgenza e dolcezza. Fate questo esercizio soprattutto con le persone che vi sono antipatiche e che fate fatica a sopportare. Vedrete: a poco a poco la loro condotta vi sembrerà più comprensibile e incomincerete persino ad amarle". Omraam Mikhaël Aïvanhov |
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E' verissimo M@pi, credo che sia questa la fase finale del discorso dopo la ricapitolazione. Grazie per aver riportato il pensiero di Omraam Mikhaël Aïvanhov i suoi pensieri mi hanno scaldato per molto tempo anni fa. fiori.gif |
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Ma la tua frase oggi mi ritornava in mente per cui ho decido di domandarti: Da cosa deduci che io ce l'ho con il mondo? Forse perchè ti ricordo tua sorella? |
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Mia sorella con gli estranei e' sempre stata splendida . Che ne dici? |
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E dico di più, penso che se davvero mi somiglia, dovresti imparare ad ascoltarla senza giudizi, e poi abbracciarla e dirle che ci sei ora e che le vuoi bene. :) |
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Ma vai a sapere quante differenze ci sono da caso a caso . Quanto al fatto che quando si e' fuori si da' il meglio di se' mentre in casa sin fa l'inferno , credo sia una cosa abbastanza comune : si cercano , forse , fuori quegli apprezzamenti che ritieni di non ricevere e di non aver ricevuto a casa . Che ne pensi? Ti e' capitato? E tu tuo fratello ce la fai ad abbracciarlo? Magari mi somiglia. |
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Io credo che ci sia del vero nelle tue parole proprio perchè ho vissuto questa cosa. Ho raccontato dei problemi che avevo con mia mamma e del mio disperato bisogno di conquistare il suo amore, cosa in cui non sono mai riuscita, almeno per quanto riguarda il mio sentire. L'ho però accudita sino all'ultimo, anche se per tutti i problemi che ho ad affrontare le cose della vita, mi è costato molto, e non volevo farlo, ho cercato di scappare. Invece l'ho fatto e oggi ne sono contenta perchè a parte vedere la delicatezza di mia madre, ho visto in lei delle qualità che l'astio non mi permetteva di vedere. Ho visto le sue debolezze o che ritenevo tali, trasformarla da cenerentola in una principessa. Nella malattia è stata grande una vera signora. Ho conosciuto mia madre sotto altri aspetti che non avevo o non potevo o non volevo vedere prima. E quando era stesa dentro la scatola di legno, ho visto una donna bellissima, una principessa e ho pianto, era come se andandosene il suo ego, non facesse più scintille con il mio e io riuscissi a scorgerla diversa e bella, pensa le ho fatto fare persino le foto, cosa che per me è impensabile, fotografare un morto. Questo è quello che ho sentito non so se rende a raccontarlo ma è stato qualcosa che ha cambiato la visuale delle cose. |
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Dovrebbe averti messo veramente in pace col tuo passato. Ora dovresti occuparti solo di te e del tuo futuro. |
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