![]() |
Citazione:
Citazione:
|
Citazione:
Quello che voglio dire è che nel caso della sedia posso anche (con uno sforzo notevole) abbassarmi tenendo i muscoli tesi e contratti, le gambe larghe per non perdere l'equilibrio, e riuscire a sedermi, ma in quel caso il passaggio di stato di fatto non c'è perchè sedersi vuol dire risposarsi, ma se sto più rigido di prima.... Prima o poi si dovrebbe mollare veramente. |
Citazione:
In pratica lasciarsi andare è necessario per il passaggio. Si innesca volendolo e avvicinandosi, ma se poi non ci si lascia andare si rimbalza indietro. Per effettuarlo si corre un rischio: c'è un momento di totale destrbilizzazione, di non manifesto di nesssuno dei due stati (precedente e successivo)... insomma come dicevo parzialmente nell'altro tread, il passaggio è al buio. |
Avete ragione, è importante prepararsi bene in vista di un passaggio, cercare di affrontarlo con consapevolezza ecc, però una fase di buio comuque credo la si debba passare per forza, un pò come si vede in alcuni film di fantascienza la fase di silenzio radio che c'è al rientro nell'atmosfera terrestre, in cui la navicella è in balia della gravità, non può comunicare ecc, si può cercare di arrivare col giusto assetto, la giusta angolazione e così via, però un momento di imponderabilità esisterà comunque... spero almeno che lassù qualcuno ci ami e vegli su di noi in quei momenti :@@
|
Forse non ho compreso bene il senso del tread ma penso che il passaggio, il momento di silenzio, di blakout, non sia altro che il momento della scelta, momento che si ripete continuamente, per cose semplici come per cose difficili.
Chiunque sceglie una via ha la probabilità di sbagliare, ha l'incertezza del dopo, dell'inevitabile che non sappiamo cosa sia.($) |
Ma per lasciarsi andare bisogna abbandonarsi. Però lasciare andare vuol dire perdere qualcosa e abbandonare qualcosa... o meglio qualcuno nel caso in cui ci si lascia andare/abbandona, per cui nel passaggio è già implicito un cambiamento.
|
Citazione:
Il single che si fidanza ad esempio deve perdere qualcosa del suo essere single, perchè altriementi avrà difficoltà a vivere la nuova condizione se non si è modificato in lui qualche elemento. Ma anche se lo stato preesistente continuasse ad esistere, esempio il pedone che comincia a guidare rimanendo comunque anche pedone, dorà modificare anche il suo "essere pedone", magari iniziando anche lui a portare la macchina capirà meglio che non conviene camminare sempre in mezzo alla strada, starà più accorto e così via. |
Nella mia esperienza ho notato che affrontare i passaggi spesso è difficoltoso ma se non li affronto arrivano delle grosse crisi, come se qualcosa spingesse verso la direzione cambiamento con forza uguale e contraria alla resistenza che oppongo. Sono tutti momenti in cui non si può esercitare nessun controllo, bisogna abbandonarsi, lasciare che accada..Affidarsi
|
Citazione:
La fase in cui non si è ne carne nè pesce si tende ad andare in crisi, eppure sono proprio queste crisi di identità che fanno crescere, infatti in questi momenti forse non si dà tutto per scontato quindi secondo me si vive più intensamente, anche se ce ne rendiamo conto quando sono già passati e ormai ci siamo seduti. |
Citazione:
Probabilmente esiste una fase in cui bisogna lasciarsi "prendere in carico" da qualcosa d'altro da noi per poi ripartire da dove questo qualcosa ci lascia, certo non è facile abbandonarsi con fiducia, io almeno ancora non riesco a farlo completamente, giustamente mi si può dire se non hai fiducia nella Divina Provvidenza in chi vuoi averla? Eh lo so , proverò a migliorare da questo punto di vista, anche perchè mi trovo in una fase con svariati passaggi in corso, quindi posso mettere subito in pratica quanto detto. |
Citazione:
|
Citazione:
Per ora questo,poi ci torno. :C: |
E' amche necessario accettare il pericolo. I passaggi, i cambiamenti, costano.
|
Citazione:
Tiro su questa discussione perchè c'è qualcosa che vorrei capire, o iniziare a capire. C'è un momento nel passaggio da una situazione ad un'altra in cui diventiamo vulnerabili, un momento in cui non abbiamo controllo alcuno. Un affacciarsi sull'ignoto. Scrivi che non siamo in pericolo perchè vogliamo vedere nello strapiombo (quindi esteso non è il desiderio di cambiare) ma perchè ci appoggiamo alla ringhiera o al piede, cioè iniziamo il cambiamento. Quello che mi stavo chiedendo è se questo passaggio che ci rende vulnerabili non è possibile controllarlo che ci facciamo? Voglio dire, anche pensando di poter cogliere quel preciso momento, quello in cui ci si abbandona, a cosa ci può servire? Se è al di fuori del mio controllo capiterà comunque. O riuscire a scorgere il momento in cui smettiamo di essere in piedi (anche se a me non piace molto come definizione perchè appena comincio a sedermi sono già nonpiùinpiedi e giàunpòseduta :U) e siamo seduti ci permette di circoscrivere i danni? O dobbiamo "solo" arrenderci e lasciare che quel qualcosa di noi che gestisce si molli per affidarsi a qualcos'altro (provvidenza?) per poi riprendere il controllo? Mi suona un pò come quel solve e coagula che fatico sempre a metabolizzare. Smettiamo di essere in piedi, smaterializziamo quell'immagine, quello stato d'essere per poi ricomporci in un tizio seduto.....leggo.gif |
Citazione:
|
L'esempio della sedia è sicuramente utile per capire il concetto in generale, ma se la sedia non si vede ancora? se ci dovessimo lasciar andare "sulla fiducia" senza avere la certezza che ci sarà una sedia robusta pronta ad accoglierci?
Saremmo costretti a rimanere in piedi anche coi muscoli che ci fanno male , coi crampi ecc ma preferiremmo questa condizione a quella di lascirsi andare col rischio di non trovare la sedia e sbattere violentemente il sedere a terra ed a quel punto coi muscoli ultrastressati non si sa se ce la faremmo a rialzarci. Certamente si può dire "se ti fossi arrischiato prima a lasciarti andare al buio avresti avuto la possibilità di rilazarti e riprovare nuovamente, quindi più tardi ti butti e peggio è", lo so però ho "per costituzione"le ossa delicate piango.gif |
Citazione:
|
Citazione:
Vado per intuizione ma forse imparare a conoscere quel vuoto, quel senso di pericolo, ci può foirtificare da una parte e rendere più scaltri dall'altra. Ho anche una sensazione, ma è piuttosto stiracchiata. Per cambiare certi schemi cristallizzati bisogna imprimere una maggiore forza e fare un salto (se ne parlava anche nella discussione delle ottave) per uscire dal circolo abituale. Forse in quel cambio si sperimenta un vuoto e se non c'è sufficiente forza o un'immagine di cambiamento di riferimento in quel vuoto ci si perde un attimo e per, come dire, sopravvivenza, si ritorna alla situazione abitudinaria...nel migliore dei casi, ci si smarrisce mentalmente nel peggiore. stosvegli: |
Citazione:
Questa tua frase mi ha fatto pensare a una cosa. Forse è scollegato ma mi sembrava troppo aprire un nuovo topic per parlarne. Vorrei riportare una mia sensazione riguardo 'il lasciarsi andare nel vuoto'. La chiamo sensazione ma non credo sia corretto... Io avverto una parte di me che sembra sempre perfettamente lucida e cosciente e che sa sempre cosa bisognerebbe fare. Spesso quello che questa parte mi suggerisce è qualcosa di molto doloroso per me Edera e faccio di tutto per non ascoltarla. Se ne frega di me, delle mie paure, del mio bisogno di ringhiere e di sicurezze, degli altri e delle loro reazioni. A te succede Luke? A voi succede? E se sì come vi comportate con questa parte così 'canchera'? Scritta così può sembrare uno sdoppiamento di personalitàicon_mrgr: In realtà è una specie di osservatore sconosciuto (perdonatemi non riesco a chiamarlo in altri modi) che mi trovo incorporato tipo satellitare e che sa immediatamente cosa dovrei fare nelle varie situazioni. Spesso mi porterebbe in una via completamente contraria a sicurezza, protezione, riposo, mi getterebbe in mare aperto a calci nel di dietro, in nome di un principio imparziale che ancora non riesco definire bene. Se almeno si potesse spegnere, lo posso coprire ma lui sotto sotto è sempre lì, silenzioso che attende. Che delirio di post:) |
Citazione:
Quando c'è altro respiro meglio, più profondo, sento quasi un solletico per il corpo,una strana sensazione in gola, il corpo più vivo (tanto per non farti delirare da sola :)) vado avanti più a intuizione e messa in atto immediata che a pensiero a getto continuo e ripensamenti vari , poi però mi passa....:(, durasse più a lungo probabilmente non mi farei tanti scrupoli sui passaggi, i cambiamenti,prima e dopo. li vivrei e basta comportandomi all'istante nel modo più idoneo. |
Hai tutta la mia comprensione Edera abbraccio: mi è capitato spesso di sentirmi così e di dire nooooooooooooo icon_mrgr:
Poi, magari non è la stessa cosa ma di fatto quando l'ho ascoltata alla fine ne ha prodotto del bene, anche se magari non nei termini in cui io lo vorrei stò bene icon_mrgr: E una di quelle cose che se ci lasciavo troppo sù l'attenzione rischiavo di impazzire. Tu, me, lei, idda, issa, essa, fancippen Adesso è diverso, in qualche modo a furia di dai e dai ho capito che siamo la stessa persona :H solo che io sono piccola e tonta mentre lei è grande e guarda intorno invece del pavimento che guardo io che sono sempre col popò per terra. Và che ci tocca fidarci di quello che consideriamo ignoto per non cascare nel solito conosciuto mi sà. Il casotto è quando siamo da una parte e vorremmo passare all'altra, un salto nel buio, bisogna spegnere la lucina della mente che nel mentre si attrezza di candele, fiammiferi, neon, fiamme ossidriche, pietre pomice icon_mrgr: |
Citazione:
Per portarmi dove poi? E se perdo tutto (perderei sicuramente tutto)? E se cado? Sopra parlavo di affidarsi... Ehhhh.:@@ |
Citazione:
|
Citazione:
Nel passaggio dissolviamo quello che siamo secondo me e lo dobbiamo fare per passare da in piedi a seduti, le mille sfumature in mezzo alla fin fine possono forse aiutarci a capire quando siamo vicini al momento del vuoto e prapararci un appiglio, l'immagine a cui vogliamo arrivare. Bon io vivo a immagini per cui magari per qualcun altro è più semplice pensare a un'idea, un pensiero. Se poi i salti li facciamo così, a estrazione del lotto può capitare che ci ritrovi seduti credendo di voler essere stesi e allora nascono i problemi. In negativo come in positivo, penso, non rientrano forse nei casi positivi quelli che chiamiamo satori? leggo.gif |
Citazione:
|
| Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 09.30.23. |
Powered by vBulletin Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Questo sito non è, nè può ritenersi assimilabile ad una testata giornalistica, viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità del materiale. Pertanto, non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina della l. n. 62 del 2001. Il materiale pubblicato è sotto la responsabilità dei rispettivi autori, tutti i diritti sono di Ermopoli.it che incoraggia la diffusione dei contenuti, purchè siano rispettati i seguenti principi: sia citata la fonte, non sia alterato il contenuto e non siano usati a scopo di lucro. P.iva 02268700271