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Uno 04-11-2009 16.02.43

Citazione:

Originalmente inviato da m@pi (Messaggio 76738)
sai che anche se ho capito cosa intendi quando dici che l'ascolto è attivo, maschile e il voler essere ascoltati è passivo, femminile, fatico a farlo mio questo concetto devo quasi concentrarmi per percepirlo giusto

Perchè la cultura ci ha condizionato in altra direzione e se non ci si pensa (ma direi appunto concentra, riflette etc) pare così.
Ed anche perchè convenzionalmente parlando si è messo nello stesso pentolone il parlare e il voler essere ascoltati, che invece sono due cose simili per alcuni aspetti ma diverse nella sostanza.
Oggi poi ci stiamo anche inquinando di mix di psicologia da settimanale, traduzioni ed importazioni errate di filosofie orientali ed altro, che ci mostrano che per amare, ascoltare etc.. bisogna essere sempre passivi, cosa che invece non è e comunque il concetto è sempre ribaltato dalla convenzione che si è instaurata.
Prendi l'amore, se ami ti esponi esci, sei attiva e "maschia" (ricordo che stiamo parlando del principio maschile e femminile, non di uomo e donna o pantaloni e gonna) poi nel punto di incontro a seconda dei casi diventi la parte maschile o femminile del rapporto.
Un essere evoluto può manifestare entrambi a seconda di chi incontra, nella norma le persone devono incontrarsi a seconda del genere interiore oltre che di quello esteriore (nell'ascolto ed in molte altre cose è uguale) e non è detto che corrispondano, un uomo può essere tendenzialmente attivo o passivo al pari di una donna
I disegnini sotto mostrano anche questo, puoi essere il blu o il giallo, ma alla partenza sei sempre attiva e maschile se è amore vero.
Invece ci sono dei momenti in cui non trovi a portata di interazione una parte a te compatibile, in quel caso se ami ti metti in posizione ricettiva, femminile e questo vale anche per gli uomini.
Chi può manifestare entrambi nelle sue varie sfaccettature è sempre attivo e poi si adegua nell'incontro con chi ha di fronte.

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Scusami Sole, sono andato fuori come un balcone rispetto al discorso, anche se tutto sommato le cose sono collegate parecchio, volevo anche staccare il pezzo ma allo stesso tempo non volevo perdere il momento.
Poi il discorso sull'amore lo si potrebbe riprendere meglio altrove.

Sole 04-11-2009 18.02.39

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 76690)
nel secondo caso parte verso il giallo, questo non si lascia sommergere ma lo aspetta e trova una "posizione" che gli permettere di ricevere più possibile di ciò che arriva senza perdersi.

Siamo in psicologia, ma grosso modo (più sfumato e meno concentrato di solito) le aure lavorano così e evidenziano ben bene quello che succede

Ma allora una delle paroline magiche è co-in-volgimento, meglio evitarlo. Se ci lasciamo coinvolgere siamo perduti, ci perdiamo nell'altro sentire.
Per cui l'empatia cominica ad assumere connotati di oggettività notevoli. Nessun coinvolgimento e quindi nessun perdersi.
Prendiamo un medico, non è bene che curi un familiare perchè è coinvolto emotivamente, per cui il giudizio professionale ne sarebbe condizionato.
Certo può apparire crudo, cinico, qualcuno direbbe: come si fa a sentire e comprendere qualcuno se non ci si coinvolge? Ma se ascolto uno che è arrabbiato, alla fine mi arrabbio pure io perchè mi sono coinvolto che risultato ho ottenuto?
Non coinvolgersi non lo intendo come non dispiacersi per l'altro, anzi.


Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 76746)

Scusami Sole, sono andato fuori come un balcone rispetto al discorso, anche se tutto sommato le cose sono collegate parecchio, volevo anche staccare il pezzo ma allo stesso tempo non volevo perdere il momento.
Poi il discorso sull'amore lo si potrebbe riprendere meglio altrove.

Ma figurati, la vedevo un'espansione del discorso.


Mi ha colpito la definizione di ascolto attivo maschile, perchè effettivamente va applicata una forza, una volontà, è in definitiva un'azione anche se si è in silenzio.

m@pi 06-11-2009 00.46.28

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 76746)
Prendi l'amore, se ami ti esponi esci, sei attiva e "maschia" (ricordo che stiamo parlando del principio maschile e femminile, non di uomo e donna o pantaloni e gonna) poi nel punto di incontro a seconda dei casi diventi la parte maschile o femminile del rapporto.
Un essere evoluto può manifestare entrambi a seconda di chi incontra, nella norma le persone devono incontrarsi a seconda del genere interiore oltre che di quello esteriore (nell'ascolto ed in molte altre cose è uguale) e non è detto che corrispondano, un uomo può essere tendenzialmente attivo o passivo al pari di una donna
I disegnini sotto mostrano anche questo, puoi essere il blu o il giallo, ma alla partenza sei sempre attiva e maschile se è amore vero.
Invece ci sono dei momenti in cui non trovi a portata di interazione una parte a te compatibile, in quel caso se ami ti metti in posizione ricettiva, femminile e questo vale anche per gli uomini.
Chi può manifestare entrambi nelle sue varie sfaccettature è sempre attivo e poi si adegua nell'incontro con chi ha di fronte.

Poi il discorso sull'amore lo si potrebbe riprendere meglio altrove.

grazie si, riprendiamolo meglio, mi sembra di aver capito, ma se porto il discorso alla vita di tutti i giorni fatico molto a distinguere quando sono in posizione ricettiva o quando sono attiva.

m@pi 06-11-2009 00.59.20

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 76635)
Se ritiriamo la proiezione, cosa possibile solo dopo averla vista, e restiamo connessi con l'altro, possiamo sentire l'emozione che l'altro ci comunica, convibrando con lui. Ma è ovviamente necessario che l'emozione ci sia. Altrimenti non sentiamo nulla.

sto provando a farlo, cerco di non proiettare e non arrivare subito a conclusioni mie, mi sembro un'insicura, una che non capisce quello che le dicono e fa domande a volte inutili (un po' è una mia sensazione, un po' è l'espressione della faccia di chi ho di fronte che me lo fa pensare strabuzza: ) lo trovo utile però, quantomeno non ripenso alle frasi cercando di capire se avevo inteso bene fiori.gif


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