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il dire "la spiritualità è una patologia" in un certo senso non è vero. allora visto da un'altra parte potrei dire che l'autore si è interessato di psicologia per lo stesso motivo e che anche la psicologia lo è (e sbaglierei) il mio parere è che tutto può servire e tutto può non servire. Dipende sempre dall'agente. dal "come" e non dal "cosa" anche se poi come e cosa finiscono per andare di pari passo. ritengo che un Individuo non "necessiti" (nel senso di compensazioni ecc. ecc. ) di nulla ma "usi" tutto. se intendiamo poi con la parola "Spiritualità" tutto ciò che ci circonda allora forse potremmo avere un'idea più ampia di cosa è davvero. |
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mi viene quella parola che lessi da qualche parte "pane della vergogna" a mio avviso rende l'idea. nel momento stesso in cui qualcosa inizi a vedere, si attiva quella cosa li ed è come un qualcosa di cui senti necessità che prima non sentivi. è come se avessi attivato un motore prima disattivato. |
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Vista una compensazione, non funziona più, se ne trova un'altra e sogni d'oro. Il metterci le mani presuppone, per la misura che riusciamo a metterci le mani, di non compensare e quindi di sentire il disagio procurato dal tratto che non compensiamo. |
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Per quanto riguarda il rischio di rimettesi a dormire, penso anche io che sia sempre presente, però se si riesce a creare o scoprire in noi una parte, ancorchè piccola, che non vuole farlo a dispetto di tutte le altre già è un piccolo successo. Certo nella maggior parte dei casi è piu facile e probabile che questa parte che vuol restare sveglia verrà pungolata dalla sofferenza e dal disagio piuttosto che da gioie estreme, si "frigge" parecchio però tant'è; se riusciamo a non far si che questi disagi non ci consumino soltanto ma siano un propulsore utile, può essere che abbiamo imboccato una strada buona... |
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ma è un qualcosa che intendevo con quanto scritto prima (anche se non completo) la compensazione quando si ripete non ti basta più. senti disagio nel compensare, vedi che è una sorta di "rimedio" ma sai che c'è altro. E allora continui sulla strada cercando di andare a fondo di quel disagio. Sentendolo, vivendolo e cercando di capire le motivazioni del come mai vi è. |
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