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secondo me si...
ma quel "soffrire"... vale "solo" all'inizio. poi diventa gradualmente un modus vivendi equilibrato il "combatti o fuggi" è una re-azione cerebrale (che collega il tutto alla "sopravvivenza") |
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La tensione deve esserci, ho l'impressione che tu ancora prenda questa parola solo nella sua accezione negativa, prova a considerare la tensione elettrica tanto per capirci, che se da una parte c'è il più e dall'altra il meno si crea il passaggio di corrente... Stiamo andando OT ma l'uomo dovrebbe essere un ponte fra cielo e terra, quindi tanta più tensione lo attraversa, tanto più egli mette in collegamento questi due punti... Sono daccordo quindi che col coltivare la pazienza cala il percepire la tensione, ma questo dipende dal fatto che vivendo le cose fino in fondo aumenta anche il nostro grado di sopportazione, la nostra resistenza... quindi quello che ieri ci sembrava insopportabile diventa oggi una sciocchezza... |
mah si è questione di termini (in questo caso)
ciò che passa è la percezione della tensione io parto dall'assunto che l'essere è "calma" (probabilmente perchè lo contrappongo alla tensione "percepita" e quindi una volta levata mi sembra di percepire calma) tu parti dall'assunto che in quella calma vi è cmq una certa tensione (che ti fa vivere) alla fin fine basta comprendersi:) però non so anche il discorso "sopportazione" boh mi da l'idea di un qualcosa di negativo (retaggio dell'accezione negativa comunemente data a quel termine) |
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dicevo altrove che il post di Gibbi mi ha colpita perche' quella capacita' di restare nelle cose credo sia il punto centrale.. oggi mi e' capitato di andare a ritirare delle analisi, che non erano pronte, l'impiegata mi ha detto di accomodarmi un momento, poi quel momento sono diventati minuti.. dopo avevo un appuntamento e quei minuti mi servivano per non arrivare in ritardo, cosi' ho cominciato ad avere fretta e ad innervosirmi, non sono riuscita a rimanere dentro la cosa che stavo facendo, ma ero gia' all'appuntamento con il pensiero.. alla fine mi hanno pure detto che devo tornare domani a causa di una firma mancante, e li mi stavo pure incavolando icon_mrgr:, salvo il fatto che sull'impegnativa c'e' scritto che per sicurezza loro consigliano di andare 24/48 ore dopo la data di consegna prevista, cosa che non ho fatto.. ma il nervosismo era gia' partito prima.. nel momento in cui stavo "perdendo tempo" per l'attesa.. e' proprio vero che piu' si vive spostati dalla cosa che si sta facendo e meno la si vive, ci allontaniamo si'.. Citazione:
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il fuggire lo vedo correlato con la fretta, l'istinto sarebbe quello di scappare dalle situazioni, o comunque di togliersele di torno il piu' presto possibile per smettere di soffrire ... (friggere, sentire la tensione), mentre nell'esempio di Nike che faceva altrove sull'adrenalina a me sembra che la si usi come benzina per fare.. non riesco a vedere il collegamento con la pazienza... fiori.gif |
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Mi spiego, l'adrenalina fa scattare un impulso istintivo di fuga o di lotta a seconda della situazione credo che abbiamo registrata al nostro interno come possibilità di azione, ma la vedo come una registrazione, non come una vera scelta, è il frutto di un imprinting precedente ( che appunto genera l'adrenalina) che poi andiamo in continuazione a ripetere, per uscire da questo circuito istintivo e meccanico, dobbiamo coltivare la pazienza quella che ci permette di superare sia la lotta che la fuga ma fermarci ed analizzare la giusta mossa da fare che non sia la solita automaticità. Magari ho detto una cavolata ma questo è ciò a cui ho pensato. fiori.gif |
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Invece si può diventare capaci di reggerla, che poi è solo diventare più capaci, nel senso che una certa tensione minima la reggiamo già. E' quando reggiamo la tensione, pur percependola, che siamo calmi. Infatti se siamo calmi sentiamo caldo (quando abbiamo fretta invece freddo) e il caldo vuol dire maggiore energia, maggiore energia che circola, quindi maggiore tensione (la cosa dell'elettricità è perfetta). Se la tensione resta e noi saliamo sviluppiamo calma, se la tensione cala ...sonno.gif |
E quel paz che c'è all'inizio della parola pazienza?
E quel enza che c'è alla fine? Sono collegati al discorso tensione che facevate, tensione senza pazzia. Una riflessione: avere pazienza ci fa sincronizzare o se meglio preferite aspettare (ma è più corretta la prima, cioè sincronizzare) con i tempi giusti... o i tempi giusti sono suoi figli, cioè figli della giusta tensione? |
quindi quella tensione (fuoco sacro?) mano a mano si impara a incanalarla sempre più diventando energici senza dispersioni e in grado di rispettare i giusti tempi.
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Alla fin fine occorre più energia per fare le cose al momento giusto che per farle.
Lo so che certe filosofie parlano del fluire e leggendole superficialmente pare che tutto accada, però sarebbe superficiale ripetersi questo come un mantra. Il gattino con molta naturalezza gioca, caccia e tutto quello che volete, però se fare queste cose è naturale non è detto che sia a costo energetico zero, quando sta (pazienza) anche ora davanti alla tana di una bestiola per aspettare che esca, deve averne la forza... In questo esempio ci vuole più energia per aspettare al preda che per ucciderla, il gatto è poi un soggetto particolare, anche quando ha a portata di zampa la preda non affonda mai subito, continua a giocare ancora un pò, quando da la zampata finale è lui che ha deciso, ma questo può permetterselo se non ha fame, quindi energia a sufficienza. Fame o non fame però il tempo giusto non può non essere considerato e preventivato |
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Aspettare che le cose maturino e' un soffrire che va sopportato . |
colui che davvero è paziente secondo me a un certo punto la sofferenza nemmeno la vive più con "pathos"
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Vero e' che a forza di soffrire si dovrebbe imparare ( mica detto) ma quello mi pare sia un passo successivo che attiene alla conoscenza o di piu' , alla consapevolezza . Una corrente di pensiero (lo stoicismo) dice patos matos soffro e apprendo . |
santa pazienza.
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Se si impara ad essere pazienti per una certa cosa, arriva un momento in cui si è in grado di sopportare poi pesi che prima non si immaginavano e così via a salire all'infinito, per cui la tensione e la pazienza esisteranno sempre finchè continueremo a vivere e voler crescere. Se si smette di crescere, si smette di sentire e ci si adatta a quello che abbiamo e quindi non si percepisce più la tensione, ci basta quella che non sentiamo più. |
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p.s. Gibbi che bella cosa quella del vivere nelle cose.. voglio ricordarmelo, in effetti se ci stai dentro non disperdi in altro. |
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