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Io credo che nella maggior parte dei casi l'ambiente favorevole ce lo creiamo noi stessi. Lo cerchiamo, lo annusiamo e lo sfruttiamo. Il caso in cui non c'è forse è quando lo cerchiamo nella persona che stiamo aiutando o nella situazione che cerchiamo di aiutare e in quel caso andremo ad annusare altrove, cercando chi ci loda e da le pacche sulle spalle.
Circondandosi di persone che tessono le nostre lodi e all'occorrenza cercarlo con metodi inconsci è un modo di ricaricarsi, anche se devo dire la verità che se lo faccio e in passato era una costante, si carica l'immagine ma mi scarico da un'altra parte.. e questo vorrei capirlo, dopo diventa come un droga, si ha bisogno, si diventa dipendenti come è già stato detto. Chiaramente non ci accorgiamo perchè l'immagine che abbiamo di noi corrisponde alla lode che cerchiamo per cui è difficile anche rinunciarci. Allora mi chiedo se per liberarsi dal circolo vizioso sia necessario magari rinunciare forzatamente a ricaricarsi per farlo davvero poi con le nostre energie ripulite. Ad esempio anche solo fermandosi un attimo e concentrandosi su di se o ammirando la bellezza intorno a noi. In un certo senso basta sopportare per un pò, o ogni volta che arriva, la tensione o pressione che genera il pendolo e poi le cose cambiano di un pò. Questo genera concentrazione di per se che mette in moto energia. Ovviamente facile a dirsi... p.s. Se chiede un figlio, come giustamente dice Gris, forse si potrebbe pensare che educare è anche insegnare che non si può avere tutto a disposizione subito e su richiesta bisogna sapere aspettare e anche per far questo .. facile a dirsi, ma siamo qui per imparare a Lavorare. |
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Io non ho dubbi sul fatto che siamo sempre noi a creare il nostro ambiente ideale, sia che ci abbiano insegnato così sia che ne abbiamo bisogno. |
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a disposizione.. ma allora perchè esistono persone che sono sempre stanche e che devono per forza "viaggiare al minimo", per sè stessi mentre sprecano il 90 di quel 100 che si diceva senza riuscire a ricaricarsi altrove ? E' un non riuscire a crearsi l'ambiente adatto o semplicemente uno spreco enorme di energie senza che la ricarica sia sufficiente (cioè il rientro è sempre minore dello spreco)? Se tutti fossimo capaci di ricaricarci semplicemente tramite il ritorno dei complimenti o delle pacche sulle spalle , o di avere intorno un sacco di gente o che altro, comunque sarebbe un disastro perchè nessuno si potrebbe accorgere di prendere da altri quel sostentamento che invece già abbiamo a disposizione e che sprechiamo pensando di dare, rubacchiando poi in giro per poter concludere le giornate... Inoltre, una volta visto il meccanismo, secondo voi come si puo' mediare invece che continuare a cercare da altri quello che gettiamo via? Sole diceva questo: Citazione:
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Per come la vedo io non c'è niente di male nel ricevere un apprezzamento o un complimento, ma allora se sono onesto con me stesso e con gli altri, prima aspetto l'accredito in banca, e poi posso usarlo per altro o devolverlo in beneficienza. Citazione:
In definitiva il discorso secondo me è molto simile a quello sul pagamento a rate. Siccome si vuole tutto e subito, non si ha pazienza di aspettare di avere in banca la somma necessaria, si inizia ora e si paga poi. In questo modo si ha l'illusione che le cose costino di meno, in realtà poi in quei mesi che si è un po' in difficoltà si fa fatica a tirare avanti (sprecando così ancora di più), senza contare che fra gli interessi e tutto alla fine si paga più di quello che costava inizialmente. Ci sono cose per cui le rate sono necessarie (vedi il mutuo sulla casa), ma per altre sarebbe meglio aspettare di avere la somma completa e pagare "cash", magari iniziando a risparmiare di più, oppure trovando il modo di guadagnare di più... |
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perchè ray lo ritieni il "caso più difficile"?
non sta forse nell'azione pienamente centrati in Se e senza aspettative la base? se è così paradossalmente la ricarica è sempre "inaspettata" o sto dicendo corbellerie? |
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Quell'inaspettato di cui parli è il dare senza aspettative (appunto) e chiaramente se sei concentrato anche nel dare non superi mai (o quasi mai) la soglia. Tra l'altro possiamo riprenderci il dato in ogni momento anche autogratificandoci Per rispondere a Turi, se ho capito bene cosa intende Ray, è la più difficile perchè pochissimi di noi e in pochi momenti della vita può dire di dare o fare qualcosa senza aspettarsi niente in cambio, anche solo inconsciamente. Quel caso in cui torna indietro è il "premio" della nostra intenzione prima di aspettativa, per aspettativa intendiamo anche l'aspettativa del premio senza aspettativa (qui ci casca sempre l'asinomanata.gif) . Ma come dice Ray, anche qui non deve superare la soglia il nostro dare altrimenti siamo da capo. Certamete il principio deve essere quello che dici, Turi, ma tra il dire e il fare.... |
... c'è di mezzo "e il" (direbbe Elio) :)...
cmq è si difficile e come dici tu arduo da mantenere costante (quantomeno all'inizio e sino a una completa "luce" all'inconscio) ma ritengo sia l'unica via "possibile" per una completa liberazione. e anche se all'inizio l'inconscio si fa sentire eccome mano a mano che lo si fa si impara a fare il resto (equilibrarsi e "ascoltare" la voce corretta). |
Una ricarica può essere del tutto inaspettata non solo se do davvero gratis (cosa improbabile) ma anche se ricevo davvero gratis (cosa che può anche accadere) ovvero se ricevo un di più che neanche inconsciamente penso di meritarmi... da un certo punto di vista un allargamento inatteso dell'ambiente favorevole.
In questi casi spendiamo subitissimo o, perlomeno, incassiamo subito l'assegno e ci pappiamo i contanti (gratificazione). Invece non andrebbe incassato. |
non per forza si "incassa".
A mio avviso su questo punto c'è troppo "pessimismo" di visione sugli individui. e sul fatto di dare e ricevere realmente "gratis" io sono benpensante. lavorando e autoosservandosi ci si arriva. per il resto cerco di avere una visione "pura" (e non legata alla degenerazione successiva) delle "idee" |
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