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Per cui ho poca esperienza, chi frequenta tanto un forum vede se qualcuno sparisce e può farlo di conseguenza... Se sparisce chi lo frequenta sporadicamente però non può generare nessun tipo di reazione, di conseguenza penso che sia una cosa che può mettere in atto solo un frequentatore assiduo... o no? Anche se mi è difficile comprenderne la dinamica, nel virtuale trovo strano un comportamento così... estremo |
Nei forum il problema principale è che per quanto magari qualcuno collabora "gratuitamente" in realtà non lo fa nessuno, e molto spesso nelle situazioni in cui si sa di essere quasi indispensabili, il fatto di andar via può far sentire di avere il potere in mano.
Credo che ci sono diversi meccanismi. Io purtroppo devo dire che su alcune amicizie mi ci ritrovo, sopratutto quando sono pieno di insoddisfazioni, non mi faccio sentire per un po' e aspetto che siano gli altri a prendere l'iniziativa. In realtà forse non solo loro ad essere distaccati, ma come diceva Ray, forse sono io insicuro dei miei sentimenti ( magari ho bisogno di altre amicizie o altro ancora). E' vero che molto dipende anche dagli atteggiamenti altrui, ma spesso i primi a doverci chiedere qualcosa siamo noi. Ritornando alla mia infanzia però non riesco a ricordare se c'è fame d'affetto o meno. Forse a volte non sono solo i genitori a darne poco, ma sono anche alcuni bambini che ne richiedono più del dovuto. |
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piango.gif Ripensando alla mia infanzia mi ritrovo con la carenza di affetto o fame anzi è più corretto dire che mi mancava il gesto affettivo. Poche "effusioni" ma penso non sia questo che ha generato il mio "fuggi fuggi e vediamo se mi insegui".. ... |
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Chi frequenta di più ne sente (giustamente) un senso di contribuzione alla sua sorte in tutti i sensi, nonchè, più importante, nascono se non amicizie almeno rapporti di condivisione per certi argomenti, per questo dicevo che anche in un forum spesso accade che qualcuno si allontana sperando di essere chiamato, cercato negli stessi meccanismi di cui parlavamo. Io che poi sto nel reparto organizzativo noto ancor di più piccoli particolari, per esempio chi mi richiede la cancellazione quando non c'è nulla da cancellare, un nick ed un indirizzo mail che comunque non verrebbe più usato da me, in questa richiesta non posso non vederci un: "ti faccio dispetto" quando in realtà (a me, parlo per me, ma ho frequentato altri forum in passato) non mi cambia proprio nulla, se non dover espletare la "burocrazia". Ho tenuto appositamente largo il ventaglio delle ipotesi perchè la dinamica non si mette in moto solo nella relazioni amorose, capita nelle amicizie, o come nell'esempio che facevo anche in un forum, ma persino dal negoziante "se non mi tratta come voglio, anche se mi trovo bene come prezzi e tutto il resto me ne vado.. ah se si accorge..." e potrei fare innumerevoli altri esempi. Eh si Faltea, poche effusioni sono una delle concause, poi la cosa può essere sopperita da altro o mai compensata. Un bambino che fino ad una certa età non viene toccato, accarezzato etc... crescerà con un distacco verso gli altri, gli verrà poi naturale quando qualcuno si avvicina sia non sopportare troppo il contatto sia giocare a tira e molla. Per fare un esempio più materiale, avete mai fatto caso a quanto cambia lo spazio personale a seconda delle origini geografiche di nascita e di adeguamento? Per spazio personale si intende la distanza media che teniamo da un altro mentre parliamo, se ci si tocca e in quali parti del corpo e con quanta frequenza etc.... Un nordico ha di media un metro mentre un africano può avere pochi centimetri, per alcuni popoli dare la mano ad un estraneo è già sintomo di aver fatto la conoscenza, in altri popoli senza troppa amicizia ci si tocca anche i piedi, ci si abbraccia o comunque parlando il gesticolare invade lo spazio personale altrui in maniera poco tollerata al nord e/o in paesi cosiddetti più civilizzati. Quindi tornando in tema, immagina pollice e indice, se li tieni uniti non c'è problema, se ne stanno tranquilli, se sono distaccati e magari uno dei due (o entrambi) si sporca con una cosa appiccicosa quando capita che si tocchino inzia la danza, li stacchi ma non riesci a tenerli staccati, fosse solo per strofinarli cercando di pulirli... fino a quando non si trova uno straccio. |
Parlando di spazio personale...
Ho notato un'abisso tra nord e sud... io abito in Trentino, bellissimo certo ma in quanto a spazio personale... Direi che supera il metro! Ambiente freddino, prima di farti amico qualcuno ce ne vuole (anche se non è del tutto negativo come aspetto, ma non è questo il post) mentre quando sono andata a trovare dei miei amici ad Agropoli in due giorni conoscevo già mezza città... Credo che il meccanismo se scappi ti cerco sia più frequente in chi è freddino (nordico), risente di più della mancanza proprio per vari fattori come il famoso metro di cui sopra, la difficoltà nei rapporti personali (ripeto che non lo considero un lato negativo), forse tende di più a "legarsi" in quanto per carattere vige la filosofia "pochi ma buoni e prima di diventarmi amico devo fidarmi, ma prima di fidarmi devo conoscerti... etc", i familiari stessi sono meno espansivi di conseguenza l'ambiente in cui cresce lo porta a diventare anch'esso distaccato, freddo... Non voglio generalizzare.... io stessa sono espansiva ma rapportata agli altri trentini, se mi rapporto solo ad un toscano, già la differenza si vede... |
non ne farei una questione puramente "territoriale" ma di educazione e modus vivendi
personalmente sono lombardo ma non ho particolari difficoltà di apertura agli altri. io ne farei più che altro una questione di Ip legata a una forte componente di paura (negli ultimi tempi molto mediatica) e al "trattenere" proprio del possesso ormai dilagato sino a togliere parecchia umanità ai rapporti e al fatto di vivere in comunità per vivere "meglio" (questa mentalità ove il denaro la fa da padrone si è persa o quantomeno molto limitata) poi ci sarebbe anche da fare un'analisi sui paesi in confronto alle grandi città. insomma allargherei il campo di osservazione. Vero cmq che a grandi linee più si scende verso sud (caldo) più le persone sono "vicine" più si sale verso nord (freddo) meno lo sono. eppure se ci si pensa bene dovrebbe essere il contrario... quando ho caldo tendo ad allontanarmi per evitare di soffocare quando ho freddo ad avvicinarmi alla ricerca di calore...(oppure per distorsione a chiudermi a guscio per scaldarmi un pò di più non so se c'entra) ecco perchè lo legherei principalmente ad altro |
Stavamo parlando di medie non di totalità, però sei aperto (in uscita, forse, sottolineo) ma se ti arriva uno sconosciuto e ti si appoggia addosso vorrei vedere la tua re-azione icon_mrgr:
Certo a parità di localizzazione geografica ci sono differenze dalla campagna dalla città e mille altre cose... ma non era adesso interessante (o quanto meno è un pò fuori tema, si può fare a parte e la cosa può essere istruttiva/interessante) espandere in tal senso, quello era solo uno spunto sul discorso di Faltea, l'effusione è l'esternazione dell'affetto, se un adulto può averne o meno bisogno, un bambino ce l'ha sicuramente per formare parti di se che poi non gli creeranno quei problemi di cui parlavamo. Tante effusioni senza un reale amore (tipo oggettino peluche) fanno danni ugualmente, pure peggio edit: hai aggiunto mentre scrivevo, comunque va bene lo stesso |
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Tante effusioni senza un reale amore (tipo oggettino peluche) fanno danni ugualmente, pure peggio
perfettamente d'accordo. ma quando il reale amore c'è direi "pure meglio" al contrario:))) |
Il bisogno di fuggire per poi aspettare che gli altri vengano a cercarci è una ricerca inconscia dell'energia altrui, energia che prende il nome di attenzione, considerazione, etc.. Quando chi è fuggito trova poi chi lo viene a cercare si sente finalmente "gratificato", si sente "carico" (di energia)
Questa è solo una delle tante forme che questo assorbire l'energia altrui può assumere, lo stesso meccanismo può essere messo in atto al contrario, ad esempio pressando, stando sempre addosso, pretendendo l'attezione o salendo in cattedra... Il fatto è che quasi mai siamo in grado di trovare l'energia dentro noi stessi, e mettiamo in atto tutta una serie di "drammi" per risucchiarla agli altri, che sia scappando, facendo le vittime, stando sulle proprie, pressando, etc... Citazione:
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eh! bella domanda Ray. diavolo.g: Comunque, se quello che scappa è lo scoglio che ha paura di perdere la sua cozzetta (continuo su quet'esempio) la cozza perchè cerca? Se mi guardo e cerco una risposta direi che la cozza non abbandona lo scoglio per vari motivi, forse per paura, perchè conosce solo quella realtà e il mare aperto le fà paura (finchè non arriva a portata d'occhio un altro pezzo di scoglio ovvio), forse perchè recuperare lo scoglio in fuga (hahhha che scena ridicola...) le dà poi l'appagamento non solo di essere al sicuro ma anche il percepire la soddisfazione che emana dallo scoglio raggiunto, e poi anche, forse, il senso di colpa. Io alle volte inseguo non tanto perchè mi "serve" quel pezzetto di scoglio ma perchè mi fà sentire terribilmente in colpa il non farlo. Ma superare la paura del mare aperto, quindi della solitudine, superare il bisogno di percepire di essere utili per qualcuno,quindi placare la "fame", e superare il senso di colpa perchè li si stà abbandonando...come si fà? piango.gif Ora mi rileggo per bene tutta la discussione, l'iniziale domanda di Ray mi aveva colpito molto e ho espresso qui di seguito i miei pensieri. fiori.gif |
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