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Citazione:
Inoltre, da qual che dici pare che finchè non trovo la guida dentro di me non posso riconoscerne una fuori. Intendi questo o ho capito male? Banalmente io pensavo che un Maestro esterno servisse anche per aiutarmi a trovarla... |
mettiamola così.
tutto ciò che cerchi fuori in realtà è dentro di te. se fai dipendere la tua evoluzione da un "esterno" mai evolverai interiormente tu. al massimo un esterno può darti un input ma il lavoro lo fai tu interiormente. e chi è che si muove dentro di te? |
vedo se riesco a darti un'immagine (per come la penso io)
ciò che tu vedi esteriormente è uno specchio di te stesso. se tu vedi un maestro fuori in realtà ciò è specchio di ciò che hai dentro. quindi significa che tu dentro sei un maestro. domanda: sei consapevole di questo? |
Non so se ti rendi conto, ma non mi hai risposto. Hai solo girato la frittata. Come divento consapevole?
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staccandoti da ciò in cui sei identificato.
staccati da tutte le abitudini che tu hai e limitati a "osservarti" innanzitutto devi osservarti in un certo senso dall'"alto" devi creare "distanza" da ciò in cui sei identificato (solitamente è la mente) a quel punto assapori il silenzio. a mio sentire questo è il primo passo. |
Citazione:
Quindi possiamo tornare a parlare di guide, se vuoi. Dici che il primo passo è il silenzio e anche questo può starmi bene. E' il primo passo per poi (forse?) incontrare la guida. Quindi prima non posso incontrarla. Durante questo "prima" non può essermi utile una guida esteriore? La maggior parte delle Tradizioni questo dicono... il Maestro finchè non lo diventi. Altra questione quel forse che ho messo tra parentesi. Posto che il silenzio sia il primo passo (il che può dover prevedere altri passi) poi sta guida arriva con certezza? Che fa, rompe il silenzio? Ma soprattutto, questo approccio ha senso? E' lei che deve arrivare o sono io che devo arrivare da lei (riuscire a vibrare abbastanza costantemente ad una certa frequenza)? Solo se l'allievo è pronto il Maestro compare no?... |
Citazione:
si penso qualcosa di superiore, saggezza, conoscenza, comprensione. P.s. anche se mi dicevi cosa intendevi tu mica cascava il mondo |
Citazione:
:C: |
quando conosci nel silenzio il maestro in te non ti serve più quello "fuori" di te
"sei" semplicemente. sono "bagliori" solitamente o almeno così mi viene da dire |
Citazione:
Ritengo sia molto difficile, se non impossibile, dare delle definizioni razionali precise, in quanto ci sarà sempre qualche aspetto che sfugge dato che trascende dal piano linguistico. Anche l'utilità di definirlo è relativa. Possono servire delle indicazioni di massima che aiutano a parlarne, ma per il resto a mio avviso ci si dovrebbe ricordare di non "fissare" nella mente idee costruite di questo tipo. Quando se ne fa esperienza si comprende, prima si rischia solo di ancorarsi ad idee inadeguate. In ogni caso tutte le tradizioni parlano di queste cose, anche se in termini diversi. L'illuminazione è uno degli obiettivi della crescita spirituale, su questo concordano più o meno tutti. In termini gurdjieffiani (il tread è in tradizioni/quarta via) direi "quarto stato di coscienza" o "iniziato al settimo" per definire un illuminato, ma sempre tenendo presente che sono indicazioni di massima che valgono quel poco nulla che valgono. Per quanto riguarda questa discussione - e quindi per quel che ci serve qui - senza andare tanto per il sottile e a rischio di imprecisione, credo che possiamo inizialmente tradurre "guida illuminata" con "guida infallibile"... insomma qualcuno o qualcosa che, a nostro confronto, conosce noi stessi meglio di noi. |
che in realtà sei sempre tu a mio avviso.
è il tuo Se superiore. solo che non conoscendolo e non essendovi "unito" ti sembra sia una cosa separata da te. o almeno così sento io |
Sei sempre tu chi?
Manca il soggetto, non è pignoleria sto giro, non si capisce a cosa ti riferisci |
intendevo la "guida illuminata"
sei sempre tu... o così sento io |
E' una mia curiosità, se avessi l'occasione di incontrare Gesù e riconoscerlo, sapere chi è, che faresti?
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se incontrassi Gesù (meglio dire il "messia" "l'unto") e lo riconoscessi significa che prima di allora lo avrò riconosciuto in me stesso.
cosa farei? probabilmente "mi stupirei, mi commuoverei e alla fine regnerei su me stesso" ))))) tu cosa dici? |
Quel "riconoscerlo" era messo insieme ad incontrare nell'occasione.
Cioè intendevo aver l'occasione di riconoscerlo. Facciamo qualche esempio va... mettiamo che io voglia diventare un architetto e adesso mi manchi la laurea. Se incontro un architetto capisco poco di quello che dice, ma se ho occasione di passarci del tempo, magari farci una passeggiata, questo architetto può farmi vedere edifici che ha disegnato, non capirò ancora molto ma mi faccio un'idea delle potenzialità dell'essere architetto. Quindi ok ci sarà anche un essere architetto nel mio futuro ma ora non lo sono e se questo architetto è anche docente universitario frequentando i suoi corsi posso tirare fuori quello che potenzialmente c'è in me (ed in tutti, tutti volendo possono diventare architetti o qualsiasi cosa, bisogna vedere se ci diventano). Il discorso si amplia sul fatto che per fare l'architetto in un paese civile serve il pezzo di carta quindi frequentare l'università etc... in una foresta del Borneo posso costruire capanne, avere esperienza per farlo e bene senza titoli... cambia comunque il campo di impiego e i risultati. Alla fin fine... lo dico consapevole del fastidio che da a qualcuno, in certi punti e passaggi una guida (o chiamiamola come vogliamo) è necessaria, fosse anche solo per guardarmi senza fare nulla... o per toccarmi la fronte... o altro che di fisico non hanno niente. |
sono perfettamente d'accordo.
ha la sua utilità come quella che dovrebbe essere del "padre". insegnare a camminare sulle proprie gambe. |
c'è poi chi nasce con una dote, chi vi si accosta e la sviluppa, chi se ne disinteressa.
questo almeno per mia osservazione |
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