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Per le vocali non serve la lingua, basta la voce (appunto), quindi direi che sono suoni più basilari. Inoltre possono essere continuate... se dico AAAAAA basta che tengo l'emissione e la faccio durare più a lungo, invece b c d ecc non posso, il suono della lettera dura il tempo dell'utilizzo della lingua poi se continuo o ho una i o un suono indeterminato.
se dico bbbbbb ripeto la b tante volte se dico aaaaaaaa continuo il suono. Interessante anche la forma delle lettere... l' IAO che citi potrebbe essere letto figlio-spirito santo-padre o uomo-terra-cielo, per fare esempi... |
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il rapporto sarebbe di canto a strumento come appunto vocale a consonante. |
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Sarebbe interessente conoscere che effetto hanno queste vibrazioni su di noi.
Ad esempio ci sono lettere che ripetute calmano altre agitano o danno fastidio sarei curiosa di sapere se ciò è soggettivo o oggettivo. |
secondo me neanche la m fa eccezione... il suono "m" si produce emettendo aria dalla gola e facendo il movimento delle labbra, stringendole e poi aprendo, una specie di bacio all'inverso. Se una volta emesso continui a emettere aria il suono che ottieni è quella specie di h prolungata che è solo la fine del suono m.
Ciò che distingue effettivamente la m è quel breve movimento di labbra che da la "m" nelle parole. Quando la m è doppia si deve trattenere le labbra serrate più a lungo. Diverso il caso se emetti la m a bocca chiusa, allora si che puoi continuarlo... solo che non è proprio la m, ma qualcosa che ci va vicino... quel suono di uno che cerca di parlare con la bocca chiusa come se avesse le labbra incollate (uff è molto difficle da descrivere, ma se provate vi accorgete subito). |
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A U M per pronunciare l'Om bisogna cantare A U M e la M è a bocca chiusa. |
Ci sono diverse discussioni in giro sull'argomento, anche l'ultima di Era Fiato alle trombe si avvicina, ma visto che vorrei proseguire in ambito esoterico continuo questa ripartendo dal primo post.
La parola è potere eppure si dice che il silenzio è d'oro. Le due cose sembrano contraddirsi eppure studiando vari casi si capisce come vanno le cose. Interrogatorio (es scuola, polizia, militare etc) uno domanda parlando poco (quindi rimanendo più in silenzio ed avendo il potere) ed esige che l'altro parli Avrete visto le scene militari (al limite in un film) in cui il superiore pur usando un tono alto ed aggressivo esige che il sottoposto urli chi è, il suo grado etc... ripetendolo più volte... La pettegola... al contrario di quello che si pensa, la pettegola dice poco, soprattutto di se, parla molto ma molto domanda, solo quando è sicura di aver più imformazioni di chi ha di fronte dimostra il suo "potere" concedendo qualcosa di grosso. Un Maestro dona il suo potere con la parola quando serve Il venditore cerca di usare il potere della parola per vendere, se è bravo sa tacere i difetti dell'articolo che vende. Per adesso penso che bastino gli esempi, quindi il silenzio, cioè trattenere la parola è sempre un capitale che si acquisisce, poi questo lo si spende parlando, se lo si fa volontariamente (e in piena coscienza) è un potere per chi lo fa, potere che dona, emette, se si viene costretti a parlare è un potere che ruba chi ci costringe, come è nelle leggi universali non gli durerà molto e dovrà trovare molte fonti o costringerci a ripetute minzioni, ma intanto noi perdiamo qualcosa.... Non prendetemi alla lettera, non è che adesso quando uno ci fa una domanda dobbiamo star zitti icon_mrgr: però c'è modo e modo di parlare, il parlare cosciente equivale al silenzio, nel senso che in termini economici è un investimento che oltre a fruttare comunque da lavoro anche ad altri. Non è finita :H |
si dice anche: ne uccide più la lingua della spada...
anche qui il rovescio della moneta.... la parola è oro capitale....credito...usata in un certo modo la parola è pece...morte...debito se usata in modo diverso.... forse qui il bordo della moneta...potrebbe essere il silenzio cosciente? ossia trattenere è un capitale? |
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Non è che so dirlo meglio, sempre se ho capito come funziona... |
Fermatemi se parto per la tangente....
Prima della parola c'è il pensiero che già di per se abbiamo stabilito in precedenti post che ha una sua "energia-materia". Dal pensiero nasce la parola, ma tra il pensiero e la parola c'è il silenzio... Ho notato una cosa, ripeto fermatemi se vado fuori tema o vi sembrano sciocchezze ciò che vado ad esporvi, quando lavori sul pensiero cercando di "generarlo" in materia, ha potenza/forza fintanto che rimane pensiero, appena diventa parola sfuma. Vado a spiegarmi meglio (se ci riesco) Penso/desidero fortemente qualcosa... chessò una biglia (esempio banalisssssimo), se rimane come pensiero e come tale (con forte desiderio e forte motivazione) cerco di generarlo, attirarlo nella mia vita ho la sensazione palpabile che la cosa può funzionare, ma sfuma di botto se lo tramuto in parola, ossia racconto questo desiderio a qualcuno.. Come se perdesse "potenza", come se gli togliessi forza...... dispersione? mubble.... mubble..... ....... |
Prima di continuare
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Penso ci sia qualcosa di più allora, un meccanismo, una "legge"... non sia solo un concetto di motivazione o forza. No? |
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Comunque per rendere concreta un'idea devi per forza farla scendere dal pensiero... e... proprio usando la parola nel senso più ampio del termine, ovviamente non dicendo ad altri l'idea anche se a volte per certe cose serve pure quello, se ci pensi anche Uno più bravo di noi ha fatto così quando ha creato questo bel giocattolo chiamato Universo. E' come il processo di accensione di un fuoco, serve una scintilla serve la legna (o altro materiale combustibile) le due cose incontrandosi diventano fiamma... fuoco... ed emettono calore.... Vediamo chi arriva da solo a fare le analogie ( scintilla = ? materiale/legna =? fiamma=? ) |
Scintilla=pensiero
Materiale=corpo Fiamma=azione ma lo scoprire cose che non conosco non è una mia prerogativa rendo meglio nell'analizzare cose concrete e nel sintetizzarle. In definitiva per qualcuno che vuole creare qualcosa (e c'è da vedere questo qualcosa di che natura sia, se materiale oppure arte e mi sembra che si parli di massa qui) dovrebbe attingere al serbatoio coscenziale dei pensieri o desideri e attraverso una trasmutazione alchemica portare quell'oggetto dal campo in cui si trova, trasferirlo alla nostra realtà. Se invece trattasi di pensieri o desideri che non esistono già di per se, nella coscienza collettiva, allora trattasi immagino di geni che formano il loro pensiero e poi il procedimento sarebbe lo stesso. Questo per quanto riguarda la materializzazione di oggetti, invece per la creazione vera e propria ci sarebbe da andare a lezione da Qualcuno che questo nostro scenario ha inventato, del mio saprei soltanto creare ad es. un bassorilievo. |
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Comunque la biglia era un esempio metaforico.boccaccia: Non vi è mai capitato di desiderare fortemente qualcosa e di trovartelo sotto gli occhi? Bè era poi questo che intendevo....:) Magari la prima volta ti coglie di sorpresa, la seconda lo fai con la volontà di generarlo/attirarlo (più corretta la seconda) e poi diviene automatico. Della serie: attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo... Oppure: chiedi e ti sarà dato... Tutto qui niente di assolutamente magico.. Anche se... vabbé andrei fuori tema. Scintilla=pensiero materia=conoscenza Fiamma=azione/parola Calore=risultato (dell'azione) Differisco sulla materia, non basta il corpo per generare la fiamma secondo me, bisogna saper far scoccare la scintilla dalla legna per avere il fuoco... :C: notte |
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Quindi, tornando alla mia domanda, non hai materializzato nulla, ma hai attratto o avuto l'impressone di attrarre a te un oggetto già esistente. E ti sei aiutata in questo, o hai avuto l'impressione di aiutarti, non esprimendo il desiderio ma invece alimentandolo. Perchè dico impressione? Perchè non riesco ad immaginarmi una controporva... anche se in ogni caso ritengo che tenere vivo un desiderio sia cosa utile in genere, ma cosa che posso fare anche non tacendolo del tutto... |
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Non so. Uso due parole in più per precisare cosa intendo per "tacere". Il parlarne con l'amico/a più vicino/a a noi o il proprio partner non è compreso nel tacere, una confidenza fatta ad una persona di fiducia esula. Quello che intendo è il parlarne a ruota libera, senza limiti a Tizio, Caio, Sempronio e Erzegovo. Da qui posso dedurne che forse il giudizio/commento che ne può fare chi mi sta ascoltando mi coinvolga a tal punto da farmi perdere la motivazione del desiderio, ma.. se così fosse dovrei esimermi dall'esprimerlo proprio all'amico/a-partner, il loro commento ha molta più importanza per me del commento di Tizio, Caio, ecc.... Ma non è così... allora? Perché? Comunque perde qualcosa ed il risultato non c'è. Tralascio il concetto di impressione, si attira punto, nel momento che si manifesta vuol dire che c'è una controprova chiara ovviamente personale. Sul materializzare realmente un oggetto, mai successo.. o forse non ci ho fatto caso... Una situazione-immagine, un desiderio ma un'oggetto no. Però ci voglio provare con la biglia.... La ricerco/desidero con all'interno la classica "foglia" blu... Se arriva vi mando la fotoicon_mrgr: icon_mrgr: icon_mrgr: |
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Scintilla=desiderio materia=conoscenza Fiamma=volontà ? |
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Secondo me questo accade perchè usiamo due "menti" diverse per confidarci e per parlare a vanvera. Quando ci confidiamo usiamo il "cuore", che è lo stesso apparato col quale cerchiamo di nutrire il desiderio. Quando lo sparpagliamo a destra e a manca usiamo "l'istinto" e quindi "ci mangiamo" la forza del desiderio. E ci viene di farlo proprio perchè non reggiamo l'intensità del desiderio. Per controprova intendevo che non abbiamo una situazione di paragone dove non lo fai per vedere se in quella la bilia non ti arriva. O fai una cosa o l'altra, quindi la "prova" è comunque una tua impressione, che giustamente chiami soggettiva. Va bene per te ok, anche se non capisco come fai a fugare ogni possibile dubbio... c'è sempre il rischio di crederci perchè si vuole crederci, perchè ad una certa parte di noi fa piacere pensare di avere dei "poteri" che danno riscontro immediato (non dico che non ci sono, dico che questo che dici non basta a convincere me, anche se attraggo mille bilie. Sarebbero indizi ma avrei bisogno di conferme in altre direzioni). |
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Bè io sono la prima ad andarne alla ricerca.icon_mrgr: San Tommaso non ci credo finché... Ci metto il naso in tante cose per cercare di capirle, di dargli una spiegazione logica-fisica-scentifica. Non mi basta vedere che funziona, voglio capire perché funziona. Qual'è la legge (secondo me di questo si tratta) che permette cio di cui parliamo. Secondo me il tutto (Inteso proprio TUTTO) sottostà a delle leggi universali, capite le regole capito il meccanismo. cibo.... cibo....icon_mrgr: La confidenza ad amici/partner forse ci guadagna perché il sentimento che ci unisce, porta automaticamente più forza al desiderio? Un amico vuole il tuo bene, se desideri qualcosa lo desidera anche lui per te... Citazione:
Spettacolare....strabuzza: Ma allora sei un magoicon_mrgr: Bando agli scherzi, la prova c'è (e basta a me per le mie ricerche percui personale-soggettiva) nel momento che IO Altea desidero il lavoro per cui sono andata a fare il colloquio oggi e lo ottengo, Io desidero l'auto nuova e la ottengo, Io desidero la strada libera perché sono di fretta... Sono solo esempi, non prendermi/prendetemi troppo sul serioicon_mrgr: E non si tratta di avere poteri ma solo di capire come manipolare gli eventi utilizzando queste "leggi". I poteri li lascio ai supereroi dei filmicon_mrgr: E poi Ray... non voglio convincere nessuno meno che meno me, anzi... Il mio scopo è capire confrontando il mio punto di vista con il tuo e quello degli altriicon_mrgr: |
Capita anche di aver necessità di raccontare un desiderio per trovare la spinta a realizzarlo e questo spiega anche perchè in genere lo si racconta alla persona più vicina a noi. In quel modo la spinta è data dal mantenere alta la considerazione (di cui abbiam bosogno) che pensiamo l'altro ha di noi e ciò ci fa da tensione per realizzare il desiderio stesso. Un escamotage della mente suggerito dal cuore.. dal desiderio quando la spinta interna non è ancora abbastanza forte.
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Credo pero' che parlare di manipolazione di eventi sia un tantino esagerato, soprattutto l'uso improprio secondo me puo' generare scompensi, perchè non bisogna dimenticarsi che tutto si paga.. quindi se io per trenta volte di fila desidero fortemente di non trovare traffico perchè sono di fretta, in qualche modo poi dovrò pagare, saldare il conto.. ci penserei bene prima di desiderare a lungo banalità.. :H Citazione:
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Se una cosa è banale difficilmente avviene... Rimane comunque il fatto che erano esempi... Esperimenti nel caso della bigliaicon_mrgr: Citazione:
Eppure anche se forte la trovo calzante, nel momento che impongo la mia volontà sugli eventi non è manipolare? Vorrei comprendere meglio il concetto di pagare. Sicuramente ci sarà stata già una discussione in atto... basta anche un collegamentoscusa.gif :C: |
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