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A me personalmente Nietzsche piace, ho letto diverse sue opere in passato, tra cui quella citata da Nike.
Il problema , a mio avviso, è che non essendo inserito in una VIa, ma essendo più che altro un ricercatore solitario, ha sicuramente ben descritto alcune cose, è utile per far "fibrillare" il proprio nero, farlo uscire ancora più allo scoperto, solo che poi non mi sembra riesca a proporre soluzoni concrete per venirne fuori, ci sono dei barlumi magari, però sono rimasti, a partire del suo caso personale, su carta, cosa che lo accomuna (sempre secondo me) ad altri grandi pensatori, che sono validi in alcune fasi di un persorso, molto meno in altre. A mio avviso, quando ci si tuffa nel nero, o comunque si decide di non ignorarlo più, ed in alcune situazioni è una scelta abbastanza obbligata , in altre forse è più facile far finta che non esista, è ovvio che il nero inizia, come dicevo prima , a fibrillare, aumenta di intensità. A quel punto è assai concreto il rischio di esserne travolto, se non si hanno indicazioni precise (che ovviamente andranno poi applicate), oserei dire quasi in sequenza, sui vari modi e le varie "tecniche "per affrontarlo, i vari strumenti fisici, psicologici, e di altro tipo su cui contare, almeno questa mi sembra la strada alchimistica, pur nel suo linguaggio necessariamente criptato. |
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Ho solo fatto notare che, se anche N. si fosse effettivamente tuffato nel Nero non si può dire che abbia concluso l'Opera (quella al Nero) o perlomeno non finchè ha scritto (chissà, magari morendo... glielo auguro). Quindi non vedrei nelle sue parole indicazioni sicuramente utili alla questione, forse invece l'opposto (nel qual caso, tenendo conto delle premesse diventano anche utili). |
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Cioè, se si sta bene inn una forma è necessario star male per romperla? E star male non è già romperla? Rischia di essere un grosso guaio... |
Volevo fare una domanda magari apparirà anche stupida ma mi domandavo se prima di iniziare l'Opera al Nero se non bisogna aver già imparato a ricordarsi di sè e aver imparato bene l'osservazione, aver attivato il Testimone silezioso?
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Anche in un esempio sopra sul cibo... è vero che quando si è spinti a mangiare lo si è senza cognizione di causa e quindi è altro che scrive sul foglio e così è per tantissime altre cose, se non tutte, quando vengono fatte senza coscienza. Una vita ordinaria puo' essere esaurita dal Nero? chiedo questo perchè ho l'impressione che se non lo si conosce e gli si va contro come si puo' ne siamo completamente in balia e questo genera ulteriori divisioni interne, e il nero puo' insinuarsi sempre di più , fino ad imbrattare completamente il foglio... Ho un sacco di altre cose da chiedere..ci torno appena riesco a mettere insieme le idee e le domande :C: |
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Il nero è necessario per rompere la forma, ma non è necessario lasciarlo infiltrare in ciò che è solto, quello è ciò che succede normalmente, naturalmente a tutti. Se stiamo cercando di accelerare rispetto ai tempi naturali dobbiamo attuare delle strategie |
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'' Nel cuore di queste passioni ha posto la tua meta piu' alta :cosi' sono diventate le tue virtu' e le tue gioie . '' Avevo capito che il nero serve e' una leva e non e' un fine ne' una scusa per viverlo . Pero' lo devi usare : ti va bene se dico che lo devi usare a livello intellettuale ,non come un giudizio sul bene e male ( che spetta all'emozione ) ma con la facolta' della cognizione , del pensiero , per scardinare l'io arroccato su posizioni ormai prive di energia rinnovativa ? |
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Fortunatamente, quello star bene è relativo, a parer mio, ad un certo grado di sonnolenza, e meditando seriamente sulla nostra vita le possibilità di creare attrito e percepire insoddisfazione sono pressochè infinite (almeno finchè si è nel nero immagino) Star male comunque non è già romperla, secondo me, quello è l'inizio ma poi quante volte stiamo male e ci riaddormentiamo subito dopo per non sentirlo più... Bisognerebbe avere il coraggio di andare incontro alla morte (di quella forma). |
Scusate ma non comprendo cosa si intende per "forma".
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Mentre leggevo la tua spiegazione la mia mente ha associato, istantaneamente, l'inerzia. La FORZA inerziale. Ebbene, è richiesta una forza molto, molto intensa per mutare lo stato dinamico o statico di un corpo. Se non ricordo male, c'è pure una legge che quantifica la forza necessaria a mutare lo stato inerziale di un corpo fermo o anche in moto. Insomma la forza che serve a fermare un corpo in movimento o farne partire uno da fermo. Chiedo scusa se l'esposizione non è un granchè ma in Fisica, pur essenso una materia oltremodo appassionante, non sono molto ferrato. Per concludere il mio punto di vista: per rompere una forma è necessaria una grande energia iniziale necessaria a contrastare la naturale inerzia della forma "palloncino" e successivamente (nello strappo finale) applicare nuovamente una grande energia per impedire al "palloncino" di tornare allo stato iniziale e, viceversa, farlo esplodere. Esattamente come fanno i bambini (presente la contrattura, la smorfia del loro viso un attimo prima di raggiungere l'agognata meta del botto?). Va da sè che l'energia iniziale è abbastanza facile da reperire (l'entusiasmo di chi cominia un'opera) ma quella finale..........eh quella finale è roba diffiicile! Ti ringrazio per aver pensato al palloncino: più indovinato di così si muore scusa.gif In ultima analisi una mia esperienza personale in chiave cristiana: tutte le volte che vinco una circostanza sfavorevole che mi dà sofferenza (sul lavoro, in famiglia, etc.) non riesco a godermi i risultati per più di un nanosecondo. Non so.......trovo un accordo stupendo con capo e colleghi......mi cambiano capo e colleghi o mi cambiano l'ufficio. Trovo un ottimo modus vivendi con i miei suoceri e non si fanno più vivi. Oppure scopro (ero leggermente più giovane) di aver talento per un determinato sport ma il dottore mi vieta di praticarlo. Ebbene, consolazioni a parte, in linea generale l'insegnamento cristiano dice che l'uomo amato dal Signore è molto provato. Affinchè non si affezioni alle cose di questo mondo che lo allontanano da Dio. E per molte altre ragioni che non sto qui a riportare perchè vi siete sforzati abbastanza a leggere le mie parole. Chiedo scusa per la lungaggine. |
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Io lo so che intendi, ma prova a dirlo tu che vediamo se ne saltiamo fuori. |
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1) il nero va capito cioe' va portato a livello della coscienza che prendera' atto che c'e' e sapra' cosa e' e a quali conseguenze porta ; 2) poi va usato e qui iniziano le strategie che mi richiamano alla mente la tecnica dell'agguato di Castaneda : se si e' capito bene qual'e' l'origine del nero , da dove parte se cioe' si osserva quel momento in cui l'individuo , la sua anima , aspira a qualcosa che ancora nero non e' ma che lo diventera' , allora sara' possibile dopo (quando si sara' nel nero ) sfruttare quella parte del nero che in partenza nero non era e che e' in realta' energia numinosa daimonica . Questo avviene a livello della coscienza , del pensiero logico/razionale ed esige per questo l'assenza del giudizio che impedirebbe ostacolerebbe questa presa di coscienza . In altre parole va escluso ogni giudizio morale che impedisce il vero contatto , diciamo attivo , col nero . Il giudizio negativo morale te ne rende invece schiavo , ti fa avere un contatto passivo col nero , perche' ti impedisce di affrontarlo per capirlo . Questo ha un 'altra conseguenza e su questo ti chiedo conferma : che nell'opera al nero devi essere solo , non ti puo' aiutare una guida perche' una guida non puo' farti conoscere quello che c'e' in te di nero . Forse una guida ti puo' dare delle conferme a posteriori ma neppure credo serva , credo che se ce l'hai fatta a sfruttarlo il nero te accorgi subito da solo dallo stato d'animo nuovo che hai ragiunto . |
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L'anima non aspira al nero, neanche nero che ancora non è (che poi non esiste, il nero è nero e basta). Dammi un pò di tempo che provo a ridefinire il tutto in altro modo, sperando che sia più adatto al tuo modo di vedere le cose. |
Premesso che non sono qualificato per esprimere una opinione coerente su questo argomento posto solo alcune mie ipotesi ed osservazioni che potrebbero anche non centrare nulla con quanto detto nel thread:
Il Nero quando agisce ci toglie energia. I "nostri"(?) desideri e pensieri sono dirottati e pilotati verso un qualcosa che non ci appartiene o che non vogliamo veramente fare. Non è possibile riuscire ad evitare di entrare in questa fase, ma è possibile capire quando la "falla" è aperta. Se si capisce questo, l'operazione di rattoppare la "falla" impedendo ulteriori perdite di energia è in realtà possibile. |
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Quindi per romperla è necessario viverla in pieno, esperirla, solo così poi si potrà percepire quell'insoddisfazione che permette di andare avanti e di Cercare sul serio altro. |
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Un pò come l'aria che respiriamo.....? |
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Non c'e' l'ombra senza il sole e l'anima li contiene entrambi . Sono elementi che nessuno puo' separare definitivamente l'uno corre verso l'altro . Neppure l'alchimista puo' operare esclusivamente nel nero . L'opera al nero se opera sul nero non ha almeno in prospettiva in se' l'immagine del bianco ? |
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Io non ho visto Fulcanelli o Flamel all'Opera, non so se lavorino/abbiano lavorato esclusivamente sul Nero, ma secondo me se la chiamano Opera al Nero quello stanno facendo e non altro. Ma ripeto non li ho mai visti, come penso neppure tu :D, quindi posso pure sbagliarmi. Quello che dici è quello che spesso ho frainteso. Se si lavora su una cosa pensando di ottenere un'altra non si sta davvero mettendo tutta l'anima in quella cosa. E questo è il segreto di tutte le cose per quanto mi riguarda. Il bianco è una conseguenza di un buon lavoro sul nero. Ma non si ottiene il bianco se si pensa di lavorare il nero per ottenerlo. Invece penso che lo si ottenga solo quando si affonda nel nero senza speranza.. So che non stavi proprio intendendo quello che su cui ho risposto, ma essendo una cosa che ritengo importante chiarire/chiarirmi ho colto l'occasione. Ultima cosa, l'anima esotericamente intesa mi par strano che tenda al Nero o ai Daimoni perchè essendo lei stessa il ponte verso lo Spirito a quello tende. |
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Non dico a te , intendiamoci , colgo solo un'occasione per esprimere un concetto ma in ogni cosa c'e' un tempo per raccogliere ed uno per dividere il raccolto . Spesso ho visto che questa tempistica , molto importante perche' il dialogo abbia senso , e' del tutto invertita e le motivazioni sono che interessa spesso piu' la palla che il gioco . Ripeto Sole prendo spunto da te per dire una cosa a cui anch'io tengo molto . Quanto all'anima dovrebbe far riflettere anche solo il termine comunemente espresso '' quello e' (non ha ) un'anima nera . |
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L'Anima va costruita e pertanto non è lei che va avanti o indietro.
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L'anima che nessuno sa come e' fatta e' , credo , comunque in divenire come qualita' , contenuti ecc. Per questo puo' essere polimorfa a seconda di quello che l'individuo ha o meno maturato in se , di quello che la sua anima e' . |
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