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Resterebbe tutto circoscritto a livello interiore senza quel riscontro scontro col reale che e' la vera conoscenza . Come accade peril tipo introverso di cui s'e' gia detto nel 3d l'autostoppista che non subisce il fascino della realta' dell'oggetto ma ha il limite di non conoscerla veramente a fondo per averne solo una rappresentazione interiore e non reale , concreta . |
Questa cosa che scrivi Nike assomiglia molto alla faccenda di S.Tommaso 8-)
Da come la metti parrebbe che solo lui conobbe veramente il Cristo. |
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Anzi credo che piu' tempo passa piu' si e' portati ad interiorizzare , per questo si dice che ad un certo punto ci si rinco....icon_mrgr: scherzo ho capito cosa vuoi dire . |
Scusate se interrompo il discorso tra l'altro molto interessante che state facendo ma ho bisogno di dirvi una cosa riguardo il rapporto col mio ragazzo.
Ieri ho avuto una specie di crollo, è già da 1 mese che per un motivo o per l'altro non riusciamo ad avere rapporti fisici.. E' una cosa un pochino delicata da dire e me ne vergogno un po' ma non saprei con chi altri parlarne per capire cosa ci/mi sta succedendo.. In pratica è come se il mio corpo avesse deciso per conto suo, mi irrigidisco tantissimo,come se avessi una specie di blocco che scatta e che riesco a superare solo con un grosso sforzo mentale, è tutto così innaturale.. Sono molto confusa, ieri sera gli ho detto che è assurdo continuare a fare finta di niente e non affrontare la cosa per paura di compromettere la forma in cui ci siamo stabilizzati. Tra l'altro ieri mi sono palesamente resa conto che lui in quei momenti è concentrato sulle mie sensazioni fisiche dimenticando completamente le sue. C'è qualcosa che non scorre e non so se sia un momento, se sia superabile, se sia una decisione presa da qualche parte profonda di me che se ne frega del contesto, della relazione, di eventuali rotture e soprattutto non so come comportarmi a riguardo, mi sento cadere sotto il peso di me stessapiango.gif |
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Che cioe' e' sbagliato affrontare il problema solo da quel punto di vista . Insomma la modalita' in cui si svolge la sessualita' e' il sintomo di una speciale situazione positiva o negativa che si vive col compagno ed e' da li' che bisogna partire . Probabilmente e' una banalita' che gia' conoscevi . |
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Uno dei più importanti è perchè si perde quel pò di centratura che si può avere. Questo potrebbe pure essere buona cosa se c'è qualcosa da risolvere e quel pò di centratura acquisita è parecchio errata, ma a volte non è così. Edera, detto in due parole molto sintetiche, stai mettendo, seppur senza piena coscienza, alla prova il rapporto per vedere se regge anche senza..... Questo è il filo rosso di tutti i tuoi rapporti, in forme diverse, ma sempre lì gira la questione. |
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Ma ci rinco in modo diverso anche se si interiorizza e basta .....in generale ed a prescindere dalle singole situazioni in cui e' doveroso interiorizzare icon_mrgr: . |
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Che giochino è ?blink.gif piango.gif Di me capisco davvero poco coscientemente. Non parliamo dell'ansia da prestazione che questo mio stato dell'essere provoca a lui, mi spiace un sacco. Non è qualcosa che posso cambiare con la volontà o meglio posso ma è violenza pura nei miei confronti |
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La cosa non si limita ai rapporti di coppia ed agli uomini, prende varie forme ma è presente in tutti i tuoi rapporti. |
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Se è un qualcosa su cui posso lavorare, ci lavoro, posso pensarci, associarci dei contenuti ecc.. il problema è che non so che comportamento tenere con lui e con me stessa. Passarci sopra, tentare di non vedere e forzarmi mi sembra la cosa errata. Non vedo altre strade per ora che accettare quello che il corpo fa già di suo no? Non si limita ai rapporti di coppia e agli uomini ...Probabilmente in profondità coinvolge anche le donne, la mamma, ecc, forse ho avuto la percezione che l'amore mi arriva solo da quella parte e questo è un modo per testare la qualità di quello che ricevo. Però il problema c'è negli ultimi mesi prima andava diversamente, non c'è da indagare anche nella relazione specifica con lui? |
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Prima andava diversamente perchè ad un certo punto ti arrendi, il bisogno di amore ti fa passar sopra per un pò (che può essere pure lungo) alle tue condizioni di base, poi piano piano la cosa riemerge. Non è la prima volta che ti succede, l'hai già visto vero? In passato è già successo anche se magari in altra forma. |
Sì è sempre successo Capo e ho sempre fatto finta di niente, ciò che voglio evitare ora è proprio questo.
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Mi chiedo poi quale sia il percorso, la direzione da seguire..
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Il punto è ammesso che l'altro ci dimostri di amarci e volerci lo stesso per quello che siamo e non solo per quella cosa poi si troverà un altro motivo per distruggere il rapporto. Per noi donne, è troppo facile far sentire un uomo inadeguato anche se apparentemente ci dispiace.
Non metto in dubbio la tua buona fede Edera, parlo di me e di meccanismi in generale. Si mette a disposizione il corpo e si ritira l'energia, sicchè l'altro trova un involucro vuoto, meglio una bambola di gomma, almeno non giudica! Credo che scavando un pò più in profondità ci sia il volere inconscio di dimostrare che non c'è nessuno capace di amarci veramente e scavando ancora più in fondo potremmo scoprire di non essere capaci di sostenere e accettare l'amore dell'altro. C'è anche la questione del controllo, attiriamo i topi nella trappola, come dice Nike, proprio mostrando quella cosa e dopo averli inebriati togliamo il nettare e li mettiamo digiuni alla prova fino alla dimostrazione ultima che non ci amavano veramente, ma sempre tenendo il piede sulla coda. Il problema nasce quando trovi uno come il mio compagno che se ne frega della prestazione, del sesso e di tutto il resto. Lui mi ama con e senza quella cosa ed anzi in questo periodo ne approfitta per tenersi tutta l'energia per se che gli serve per lo studio e il lavoro, mi è grato del fatto che sono tranquilla. Lui dice che ci pensa, si dispiace, ci tiene ma, come ha detto Ray da qualche altra parte, se ne frega... ha una priorità che si chiama abilitazione che gli è costata 3000 di corso e 3000 di ricorso al TAR, non può pensare alle trappole mie mentali, non può perdere tempo in altre frivolezze oltre il suo tarlo gigantesco e vuole il massimo da se stesso, anche se dovesse perdermi continuerebbe per la sua strada. Mi fa il discorso al contrario, è lui che mi mette alla prova, se riesco a resistere anche in questo periodo di pochissima sua disponibiltà, e quel poco tempo che passa con me parla sempre di una cosa ma non è quella cosa... |
Trovo molte cose sensate Diam in quello che hai detto.
Non è che non voglio più mettere a disposizione il corpo, è lui che non vuole e non 'obbedisce', fare qualsiasi cosa diventerebbe davvero una violenza fisica. Detto questo ci stanno tutte le cose che dici e che vedo anche in me per certi versi. |
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Alla fine stiamo davvero dando ragione a Nike, stò innamoramento è in bilico tra la follia e il rincococò, non mi piace, protesto icon_mrgr: Una delle più belle cose che mi hanno detto è che l'amore rende felici, se sei infelice, semplicemente, non è amore. Tutto il resto è fuffa mentale. Quindi ben venga la cotta, se si sà che è una cotta. Ben venga l'innamoramento se si ha bisogno della sua energia sprigionante. Si può anche innamorarsi di qualcuno senza che questo ne sia al corrente vivendosi fino in fondo dentro se stessi. Quanti artisti sono divenuti immortali per ispirazione di un amore nascosto? E quanti sono arrivati a dannarsi per questo? La base è medesima il risultato dipende dal nostro approccio (ci starebbe un 3D sui cosiddetti artisti maledetti...) Si può innamorarsi e condividere. Si può provare e perdere o provare e riuscire. Quello che non si può fare è costringere, in un senso o nell'altro, l'unica forma di controllo attuabile è una serena osservazione, secondo me. Per Edera. I motivi per cui il corpo all'improvviso decide di fregarsene di noi possono essere diversi, non sottovalutare il fatto che è un momento questo in cui ti sei messa molto in discussione, una rigidità come questa che hai potrebbe non dipendere per nulla da lui ma piuttosto dal tuo bisogno di proteggerti. fiori.gif |
Daf non credo di averla messa sul tono di sesso merce di scambio e non ho detto che funziona così sempre e per tutte, ma hai fatto bene a ribadirlo.
Comunque in questi casi la coppia soffre molto donna compresa, non è certo una passeggiata. Il motivo per cui il corpo si ritira non è ancora chiaro per me. Mi sembra troppo semplicistico attribuire tutto al proteggersi, proteggersi da che? Dall'altro o da noi stessi? e da cosa in particolare? Ci sono donne che separano il sesso dal resto, se hanno voglia lo fanno e basta. Ma dovremmo ritornare a parlare di tipi. Dove va l'energia quando la si ritira dal corpo? secondo me va tutta nella testa ad alimentare pensieri spesso parassiti, se non subentra il sonno. In qualche modo potrebbe c'entrare il discorso di congiungimento con la propria ombra, l'altro come metà di sè. Credo la tensione principale dell'Uomo sia proprio unirsi nelle sue metà fino al punto che il sesso cade, non è più necessario. E' solo un'idea mia per ora da verificare. |
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L'avevo ovviamente collegato anche all'attrazione che ho sentito verso l'amico, forse dentro di me in modo inconsapevole vige la regola che se provi attrazione per qualcuno al di fuori della coppia significa che non ami più la persona con cui stai. Allo stesso tempo però mi dico che potrebbe essere il contrario: cioè ho resistito alla tentazione e ho interiorizzato la faccenda, forse proprio perchè un po' di amore inizia ad abbozzarsi in me. Il capo però mi ha aperto uno scenario diverso e cioè mi ha suggerito che probabilmente ciò che sta succedendo al mio corpo non è tanto legato al momento presente ma piuttosto a un'associazione sbagliata che mi porto dentro da sempre e questa è una riflessione del tutto nuova in merito. |
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Se lasciassi fare al corpo il desiderio arriva in prossimità di luna piena e ciclo il resto del mese dorme beato e candido. Allora? Allora penso che la creatrice di tutti problemi è la mente che prima davanti ad una situazione di ( e la crea, la cerca e la brama) ...per me era se l'altro mi desidera io mi sento supermegamagnifica e questo mi spara in alto e eccita la mia fantasia, con il tempo diventa ( non bastandomi più) l'altro mi vuole solo per "quello" e a me non basta più perchè io voglio essere amata per altre qualità ( ma che non evidenzio non esalto non sviluppo ) dentro a questo conflitto (chissà se posso definirlo così) la mente disperde energia e il corpo riposa beato. In pratica credo di non aver mai visto l'altro ma di averlo usato "per" ma quel "per "non era il sesso ma passava attraverso credo ad esso. Questo per quanto riguarda la mia esperienza. |
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Quante volte il corpo dice si e la mente dice no ritirando l'energia, e poi viceversa la mente cerca di far venire la voglia quando il corpo proprio non ne vuol sentire. Comunque mi sembra ancora lavorare sul sintomo più che sulla motivazione profonda del meccanismo. C'è anche un problema di stima verso il partner da non trascurare. |
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Ogni qual volta io abbia litigato con il mio uomo se si instaurava un motivo di disistima per l'accaduto poi non c'era verso di avviare il motore. Non potevo fare l'amore con un uomo che si era comportato male con me o con i miei figli. Purtroppo trovare quella qualità d'amore è difficile, mentre è facile scoprire nell'altro motivi di invidia, miseria d'animo ed altre cose ancora che te lo fanno scadere nel cuore. Un uomo che ama a parole e poi nella sostanza non rende per come predica scade anche nel sesso. A me colpisce moltissimo la fantasia sessuale nell'uomo se non è di mio gradimento anche solo se lo pensa, ho la facoltà di leggere nel pensiero attraverso le sensazioni che mi rimanda. Questo è grande motivo di rigidità. Naturalmente la cosa è reciproca, penso che anche l'altro provi lo stesso per me per cui se abbiamo litigato a causa mia io mi ritiro, provo un'immediato senso del pudore. E' necessario per me sapere se l'altro mi stima, se il problema è veramente risolto. Probabilmente è facile pensare alle aspettative ed in effetti c'entra pure quelle perchè un uomo (o una donna) che si presenta in un certo modo, promette certe cose e poi non le mantiene dopo aver teso la sua trappola affettiva, illude e disattende poi il minimo è ritirare l'energia sessuale dal corpo. |
Ok grazie ho capito.
Pensavo alle contraddizioni che nascono dentro nei confronti della stessa persona. Come sia facile prendere ciò che troviamo attraente e come sia difficile integrarle con ciò che invece non ci piace o ci infastidisce. Se penso a lui stimo molto la sua solarità e positività, lo avverto come una bella anima, pulita, è sensibile, molto meno pesante e introverso di me. Sa rapportarsi meglio in società e trovare il modo di ribaltare la sua situazione a favore perdendo meno di quello che perderei io emotivamente nella sua situazione. Ha il senso del bello, i disegni delle sue case(è un architetto) hanno una pulizia e un ordine formale davvero notevole e poi lui.. mi piace. Di contro è un bambino in molte cose e ciò dipende dall'ambiente che l'ha cresciuto iper protettivo e maniaco del controllo, è terribilmente indeciso anche su banalità, è pieno di piccole manie e ossessioni, ha qualche tendenza compulsiva come me e probabilmente il rischio che corro è quello di sostituirmi alla madre. Ecco quindi le contraddizioni che nascono in me quando lo guardo, ne sono atratta ma ho paura di non farcela nel difficile compito di convivere con questi suoi legami famigliari molto stretti, ho paura di sopravvalutarmi e di trovarmi magari sposata o con figli in una situazione che non so gestire. Ne parliamo sinceramente e sembra disposto a crescere e a lavorarci, quello che non trovo sano è che lo farebbe per me e non per se stesso. Io credo che tutta questa serie di conflitti contribuiscano non poco al problema che si è presentato. In ogni caso credo sia sbagliato focalizzarmi solo su di lui perchè è in me che devo sbrogliare la matassa altrimenti si ripresenterà |
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Credo che la perdita del proprio ruolo tipo: compagna-compagno, in altro, degenera lo stato della coppia. |
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Non credo che sia impossibile, se l'unico modo per liberare l'energia è l'incontro fisico (nel senso di innamorarsi di un uomo o di una donna ed essere corrisposti) allora gran parte persino di questo forum sarebbe inutile,no? Dovremmo cercarci principi e principesse e lavorare solo su quella combinazione...ci metto pure il carico da 90 :@@ dicendo che qui bene ci vedrei quel discorso legato all'amore platonico accennato in giro ma mai sviscerato. Ci sono poi anime che liberano quell'energia prodigiosa anche nell'incontro con una loro passione e virtù, vedi certi poeti o certi musicisti. Qualche volta persino un'immagine può diventare l'oggetto dell'innamoramento, immagine che, alla lunga se non viene riconosciuta come tale (si parlava di proiezioni più in su no?) ci fà dannare. Se invece è quel che è, la rappresentazione di ciò verso cui naturalmente tendiamo, possiamo lasciare che l'energia che se ne libera ci nutra senza dare le famose fiammate che sarebbero poi le cotte. Quando è chiaro che ciò che ci aspettiamo è roba nostra e non dell'altro possiamo vedere l'altro per come davvero è e decidere come muoversi. Resta ovvio che finchè la proiezione ha bisogno di essere accolta c'è ancora qualcosa che non vediamo bene, a me stà capitando una cosa bellissima, per farti un esempio, la natura romantica della mia proiezione ha trovato terreno fertile in un mito, quello di Ulisse, permettere a questo uomo immaginario di andarsene pur con una promessa di ritorno mi stà permettendo di restare ad osservare da ferma, tessendo e disfacendo stà tela, senza impazzire a corrergli dietro...hai voglia sennò di principi che mi toccava cercare..icon_mrgr: Mi auguro d'innamorarmi ancora, sinceramente, perchè ho la sensazione che sarebbe un pò più amore e un pò meno pippe. Ma non ne faccio più come prima (e ammetterlo è difficile) una qestione di vita o di morte, una sorta di malattia, l'unità di misura con cui sezionare tutto il mio essere e il mio fare.. :H |
Mi sbilancio ulteriormente, alla peggio casco icon_mrgr:
L'amore, l'innamoramento diciamo, genera tensione, una sorta di eccitazione del corpo. Anche nel contatto con nuove passioni capita tipo nel leggere qualcosa che ci sembra scritto per noi o scoprire di saper suonare benissimo uno strumento ecc ecc. Generalmente la sollecitazione dura poco, o comunque il toccare ciò che ci procura piacere ci gratifica ed abbassa di colpo il grado dell'eccitazione stessa. Un pò come un orgasmo alla fine. Quando incontriamo qualcosa che ci procura quella forma di crescente eccitazione proviamo il desiderio di possederlo (il che dovrebbe portarci alla brama) dobbiamo in qualche modo abbassare il livello dell'eccitazione che ci pervade. Con gli oggetti si nota meno ma se pensiamo alle prime fasi dell'innamoramento è abbstanza visibile secondo me. Palpitazioni, si smette di mangiare, si smette di dormire..ecc..il corpo è sottoposto a una sorta di accellerazione, non mi vien un termine migliore. Ad un certo punto però la tensione è tale che culmina in un apice (anche negativo, tipo rinunciare a quella persona perchè non ci fila e quindi gli troviamo un mondo di difetti..) e poi nella ridiscesa. Nella pratica del tantra per esempio si cerca di spostare pian piano il punto del picco più in là, si abitua il corpo a reggere la tensione e a non scaricare di botto. Cosa quest'ultima che peraltro lascia spesso con un senso di vuoto incolmabile. Ma anche nella rinuncia a qualcosa vedo lo stesso tipo di allenamento, uno spostare in là i termini del collasso. Se nella vita di tutti i giorni riuscissimo ad educare il corpo (per iniziare) a reggere alle sollecitazioni senza cercarsi una via di fuga immediata e rapida forse potremmo anche a imparare a reggere tensioni positive ma forti e, soprattutto, durature, anche a livello psicologico. leggo.gif |
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Edera trovo molto in comune con te anche nella storia con il mio compagno.
All'inizio mi è venuto spontaneo fare da nutrice, la tendenza è quella, poi è venuto un momento in cui mi sono stancata di fare la madre. E' un momento di crisi anche con i miei figli, una crisi di indentità materna diciamo. Più divento autonoma più non tollero fare la balia a persone adulte e divento reattiva. Sto soffrendo molto perchè faccio soffrire a causa del ritiro del mio nutrimento materno ma è venuto il momento di sganciarmi da questo ruolo pesante, devo solo trovare il modo costruttivo per farlo. Sul fatto che lui lo fa per te credo che la cosa importante all'inizio sia fare, poi lo fa per te comunque lo fa per se stesso se non altro perchè è l'unico modo per stare insieme a te, poi se Fa veramente i benefici gli restano anche se per altri motivi non dovesse più stare con te. Tu lavora per te e se fai qualcosa per lui non è perso, l'importante è non identificarti nel ruolo, non convincerti che questo è il tuo compito a vita perchè poi viene il rigetto oppure l'intrappolamento. Il mio compagno mi ripete spesso che il suo cambiamento positivo in questi due anni e mezzo lo deve tutto a me, di fatto l'ho aiutato molto ma lui lo aveva dentro e l'ha tirato fuori, aveva bisogno che qualcuno glielo facesse vedere e in qualche modo lo costringesse a ritarlo fuori altrimenti almeno con me non avrebbe avuto storia lunga, l'ho fatto per me per poter stare con lui e l'ho fatto per lui che gli sta servendo molto nella sua vita. Uno ha detto che: Quando faccio una cosa per me per bene, la sto comunque facendo per tutto ciò che mi circonda in prima battuta e poi il tutto si espande al tutto. Magari non c'entra in questa discussione però mi ha colpito, mi fa muovere nella direzione di fare bene per me che il bene da me arriva anche a chi mi sta vicino. |
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Chi si Ama quindi rimarrà single? Chi si Ama ed è sposato quindi dovrebbe lasciare il partner? Mi spiegate, grazieabbraccio: |
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Probabilenete la realzione verrebbe vissuta in modo diverso da come si vive da innamorati o da semplici "bisognosi" di qualcosa, però non credo sia incompatibile Amare e relazionarsi con qualcuno. |
Grazie per le risposte.
Si può allora dire che la Ricerca sia innamorarsi di Sè? Non in senso narcisistico ma nel senso di un coinvolgimento sentimentale con la nostra parte più profonda e intima, fare e agire nella sua direzione 'fregandosene' del resto? E se è così, tutto ciò che perdiamo per strada con questo atteggiamento (perchè dei legami e delle cose si perdono di conseguenza) significa che non ci serve e tutto ciò che rimane significa che è autentico? Mi sembra però difficile pensare che possiamo raggiungere lo stesso stato psico-fisico senza agganci esterni... Ci vorrà anche un corpo o meglio una serie di corpi in grado di trattenerlo, da quel che ho capito se ora lo perdiamo è perchè abbiamo dei buchi Per Diam: anch'io ho pensato che potrebbe essere positivo che lui si muova pur avendo come motivo di fondo quello di rimanere con me. Ma ho sempre grande timore a pensarla in questi termini perchè osservando me stessa ho visto che i piccoli passi fatti in fin dei conti non me li ha fatti fare nessuno, sono nati da sè.. A volte lo guardo e mi dico che se non va bene così com'è... Stare assieme nella speranza che cresca non è amore, è megalomania. Ma contemporaneamente vedo che anch'io sono bambina da un certo punto di vista, anche se in forma diversa e così penso :sì possiamo crescere assieme ! E' che spesso si creano scissioni dentro di me. Ad esempio se lo noto debole in certe cose e io mi sento più forte di getto penso che non potrà mai andare bene, che la cosa si ripercuoterà sui nostri figli ecc.. Quando sento suo padre dire che se un bambino non ha voglia di stare all'asilo è giusto che stia a casa e vedo che nella mente del mio ragazzo la cosa appare come un gesto d'amore, mi prende una sorta di morsa che mi farebbe scappare con tutte le gambe che ho... Quindi tornando al discorso di agire con amore verso Sè, in questo caso dovrei fare terra bruciata fregandome di conseguenze, eventuali perdite ecc Poi vedo che ragionando con lui si può arrivare a considerare la cosa da altri punti di vista e riacquisto speranza. C'è anche da dire che per agire in questo modo bisogna accettare costantemente il rischio di rimanere da soli.. e sfido io.. |
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Non saprei Astral, sicuramente saper stare da soli senza intrecciare di continuo relazioni è più sano che aver continuamente bisogno di qualcuno per trovare se stessi. |
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Dicevo solo a Edera che è possibile ed è quello a cui siamo chiamati. |
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Penso che con "non abbiamo più bisogno d'innamorarci" si possa intendere che non c'è bisogno di farlo di nuovo, continuamente,cercando un nuovo partner ma nel rapporto che si ha (o non si ha, altrove il Capo diceva che non per tutti è necessario passare per un rapporto di coppia) si riesce a trovare quello che man mano ci serve...a tutti e due immagino :@@ |
Penso anche che a un livello come il nostro non ci si debba porre il problema di non avere un rapporto per dedicarsi alla spiritualità, è meglio pensare a come vivere meglio quelli che abbiamo o a come instaurarne di nuovi ( se non ne abbiamo) in maniera sempre più consapevole.
Probabilmente viene tutto da sè in modo naturale e graduale..Senza decisioni prese a tavolino del tipo ' da oggi rinuncio a..' |
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