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Mentre normalmente possiamo incontrare quello giusto in questo momento. Quindi si, dipende da noi, dipenda dai bisogni che dobbiamo soddisfare o che abbiamo soddisfatto...penso :@@ Poi come dice Uno se amiamo davvero poi amiamo tutto e tutti ma quella è una condizione da...arrivati icon_mrgr: |
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Ho pensato che forse la questione si svolge a livello di pensiero (sto delirando?credo di no ) e che lui in qualche maniera ne sia stato attraversato o colpito. E così un'altra volta l'immagine si è caricata di tutta la sua forza d'attrazione a cui riesco a tenere testa solo con la volontà. Il punto (al di là che sono impegnata) è che la strada della 'messa a terra' di tutto ciò la conosco già, non mi porta da nessuna parte. Quindi impegnata o meno vorrei esplorare l'altra possibilità quella di gestire tutta la questione al mio interno però è molto difficile tenere un equilibrio, ero presuntuosa quando pensavo di aver risolto la questione (solo per un po' è stato apparentemente così ) Portarla nel vissuto per me sarebbe solo una perdita. Mi sento davvero una nullità, è una specie di edera vs edera. |
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Osservati vedi cosa vorrebbe Edera, cosa crede di poter ricavare, cosa le manca, cosa? Fatti domande e non perdere tempo a sminuirti dai bacini.gif |
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Devo cercare di vedere le cose per quello che sono realmente perchè in queste situazioni, non ci vedi, è quello il problema, trovo un pezzo di me su un'altra persona e la forza di attrazione mi spinge verso l'esterno contemporaneamente so che è uno specchietto. I due poli sono questi |
A meno che non mi arrenda e inizi a mettere in discussione il mio rapporto, in tal caso l'attenzione si sposterebbe. Però questa cosa del pensare che le cose accadono perchè ci sono dei buchi nel rapporto non mi batte per niente, visto che l'unità dobbiamo coltivarla al nostro interno, che senso avrebbe mettere in discussione la coppia esterna? si continuerebbe passare da una coppia all'altra e non è nei miei piano nè nelle mie aspirazioni. Voglio costruire qualcosa di solido che possa durare una vita non basarmi solo sulle emozioni, o almeno provarci.
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Non mi sento di dare consigli a nessuno in merito visto che mi trovo alla quarta relazione, qualcosa in me non funziona di sicuro se non riesco a far durare a lungo un rapporto, anche se all'inizio coltivo per il "per sempre". Quanto meno mi imbattuta sempre in un uomo che mi porta alla separazione, e per quanto io mi sono sempre adoperata per far funzionare il rapporto poi si arriva alla separazione. Ho constatato di persona che il "per sempre" non esiste, già la morte è insita nella vita alla primo vagito. Un rapporto può finire pre tanti motivi e in qualsiasi momento, anche solo in vecchiaia con la morte di uno dei due. E' bello che tu ci provi Edera, ti ammiro per il tuo proposito, però non fissarti solo sul principio, guarda bene dentro te stessa, osserva cosa ti spinge a restare dentro un rapporto oppure a uscirne. |
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Si svuotano più tu non scappi e più si svuotano più accetti che esista sta cosa e meno imporante diviene. Spero di non incasinarti di più p.s. il più delle volte se li frequenti veramente senza caderci dentro eh ti rendi conto presto che pensavi fosse amore ed invece era un calesse icon_mrgr: (l'amore l'ho citato per fare una battuta e sdrammatizzare) Forza che ce la fai fiori.gif |
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Graziefiori.gif |
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Ovviamente ognuna la legge sotto la propria luce icon_mrgr: ma io stò constatando che questo che ho sempre desiderato l'ho sempre anche fortemente ostacolato andandomi a cercare a doc degli uomini che erano assolutamente incapaci, a priori, di darmi ..che cosa? La possibilità. Non la volevo, mi faceva paura, mi dava vergogna. Adesso per comodità parlo al passato ma non è passato per niente basta leggere i sogni che faccio. Ma la cosa dipende da noi, come dici bene tu. Forse, ma dico forse, quello che t'impedisce di colmare i buchi è legato a quello che è uscito dalla discussione sulla vergogna che hai aperto. Poi hai mai fatto caso? Cè sempre una matrigna nelle favole. Chissà cosa rappresenta....è sempre bellissima ma un pelo meno bella della principessa, se di bellezza si tratta, e parecchio invidiosa.... |
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Per il resto, se ho capito, la volontà per resistere all'oggetto ce l'hai, ti faccio una domanda, quella parte che desidera l'oggetto tu non la vorresti dentro di te? e se invece provassi a .. conoscerla? (senza per questo necessariamente sperimentare ancora i suoi effetti nel reale) |
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..attualmente il mio obiettivo è la condivisione di certi valori non il volo pindarico dentro l'abisso melenso delle emozioni. Il conflitto insomma è questo più o meno... La forza ce l'ho e ho buone speranze che 'l'oggetto' (non identificatoicon_mrgr: ?) non si metta a complicare le cose, vedremo. Vorrei dire una cosa, questa ' guerra' la condurrei comunque a prescindere dal fatto di essere impegnata o meno, perché una strada la conosco già, l'altra ancora no. |
Ho riletto tutto, su molte cose ci dovrò tornare e tornare perchè iniziano a prendere un senso che non è solo lionguistico.
Avrei milioni di parole da snocciolare ma la verità è che sono agitata. Stò per fare una cosa che mi mette fortemente in agitazione, come la sera che ho scritto ritirando sù l'astrologa. Mi permetto di inserire questa esperienza-domanda perchè siamo in psicologia e non in esperienze. Mi serve una mano. Stà uscendo fuori in questi giorni una figura dal mio mare nascosto che avevo affondato bene bene. A parole. L'immagine di questo uomo-amico-amante-simbolo-cavaliere e chi ne ha più ne metta sento che mi assorbe come una centrale elettrica. Solo che illumina altro da quello che mi serve. dry.gif Ho cercato di lavorarci sù quando è riaffiorata nel modo in cui ero capace, cercando di non seguirlo a ruota libera come ho fatto nel tempo, anche se anche quello ebbe una sua motivazione molto forte. Ne è uscito un insieme di cose, è simbolo a cui tendo, la figura che mi spinge a cercare, a non mollare, a una motivazione per vivere a una possibile realtà di comunione. Ha connotazioni fortemente psicologiche questa volta anche se per un certo numero di giorni la tendenza di individuare un oggetto che potesse contenerlo è stata persino violenta. Stavolta questa imagine ha sedotto la mia mente. Solo riuscire ad arginarle nel mondo dei sogni come una sorta di guida raccontandomi che esisterà sicuramente un suo esistere materiale mi ha permesso di proseguire l'osservazione. A volte estremamente dolorosa devo dire. Quando t'innamori di un uomo hai di fronte una serie di caratteristiche su cui scaricare l'idealizzazione e poi da poter smontare. Un'idea come la distruggi, come la vivi? Specie quando conosce esattamente le parole che la tua mente e il tuo cuore si voglion sentir dire. Non puoi. Non restando nei canoni della comune sanità mentale. Questo è. Posso lasciare che imperversi nel mio inconscio cercando di seguirla nelle situazioni che mi portano a capire cose per me molto importanti ma la frustrazione di non poter vivere, stringere, concretizzare anche solo mentalmente questa idealizzazione è enorme. Stò cercando di permettere al mio razionale di osservarla anche se l'emozione corre subito in difesa, no, quell'uomo non si tocca! Ma conoscendolo ne argino le proporzioni sconfinate e inizio a dargli una parvenza di ruolo "accettabile" sia per la mia mente che per il mio cuore..che per il mio stomaco Inizio, sono solo all'inizio, questa cosa scotta in modo sconvolgente e mi dà la piena idea di quanto io abbia solo lateralmente e minimamente fatto esperienza dell'amore. Certo, quello che ho raccolto dall'ultima esperienza, il meglio dell'unione, me lo sono tenuto stretto, grazie al cielo e questo mi ha impedito di fiondarmi su una impossibile irrealizzabile distruttiva relazione psichica (cioè non corrisposta icon_mrgr: icon_mrgr:). Ora mi trovo di fronte alla necessità di vivere un qualcosa che non esiste, non materialmente, non ho alcuna intenzione di innamorarmi solo per il gusto di fare esperienza di questo stadio, non ora non così perlomeno. Non fosse che le aspettative che ancora nutro su questa figura sono a dir poco disumane. Fiumi di parole che ho cancellato (a buona pace di chi so io abbraccio: ) la verità è che ho paura, una paura forruta, paura di amare.... seeeeeeehhhhhhhhhhh paura di essere amata. Questa cosa ha avuto a mozzichi un effetto terremotante su di me, a tutti i livelli, sono certissima di non averla ancora accettata, la rifiuto come una condanna, una campana a morto. Non è vero, io desidero tantissimo essere amata...si, da quello che è tiepido, conosciuto, rassicurante, comodo anche se sofferente. Perchè la sofferenza mi dà la parvenza di vita . Ma non è neanche sofferenza vera. Anche le cose che credevo fissate si sono sbriciolate e ho dovuto andarle a riprendere e rimetterle insieme. Il possesso, la gelosia, l'insicurezza...tutto...tutto arriva aquell'abbraccio che ancora, cocciutamente, ostinatamente mi rifiuto di ACCETTARE. Mi sbriciolerebbe. Fallo e basta? No, non posso, c'è troppo in gioco ora. Fifona. Ma se impazzisco? Se poi non torno più quella che ero meglio ma se ritorno a mò di medusa tutta scombinata? Che ne sarà di me? La mia mente guarda e agonizza mentre il cuore spinge, spinge forte ma non ha la forza. Ok, sò melodrammatica e ho riscritto un papirone ma non è la visione di una folle medianucola da strapazzo, questa immagine mi vive dentro e se continuo a vergognarmene o a non accettarla come dovrei mi ucciderà,anzi, mi spegnerà. Ne sono certa. Rileggerò ancora e ancora tutto quello che avete detto ma devo vederlo scritto quello che sento per poterci lavorare su in modo reale. |
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.....! laughing7: |
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Ma non è solo questo. L'essere amati ci mette in una posizione di abbassare la guardia, togliere l'armatura, lasciarsi andare e questo fa paura, anche perchè chi ha sempre dato non è abituato a ricevere e si cerca sempre di vedere qual'è la contropartita... |
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Ho preso questi post per cercare di individuare meglio quello che mi stà capitando. Nike descrive l'innamoramento come qualcosa di pericoloso, lo cito perchè è la sensazione fortissima che mi stà pervadendo ultimamente. Poi nello sviscerare la questione ne è uscito che l'innamorarsi permette la proiezione dell'anima e la sua conseguente possibilità di rapportarsi ad essa. Salvo che generalmente la persona di cui ci si innamora ad un certo punto non regge la proiezione e noi cominciamo a ritirarla... Vorrei chiedere che significa che dà il via alla struttura archetipale di invadere l'io, perchè l'ho capita come se a scapito dell'io l'innamoramento, lo scioglimento che lo caratterizza, ci portasse verso l'anima. Ma non mi è chiaro. Ho citato Uno perchè alla fine mi par di capire che se capita vuol dire che ci serve, serve per sciogliere certe strutture e crearne di nuove, e il post di Ray alla fine sulla paura di soffrire era troppo bello per lasciarlo languire in un angolo. Ma se l'innamoramento non ha più come predominanti le sensazioni di farfalle nello stomaco o di tuffi al cuore ma è più forte, più intenso a livello di calore e di costanza, nel senso senza picchi e, soprattutto, se è diventata una questione fortemente mentale ma non solo fantasiosa và vissuta ugualmente? Cerco di essere più precisa ancora. Stabilito che l'immagine che si è formata è troppo viva e presente nel proprio interiore e se si decide di farsi inglobare invece di fagocitarla che strada seguire? O proprio per la sua spiccata natura irreale, nel senso di non fisica, và frenata? dry.gif Ci stò girando intorno, ho paura di perdere, stabilità, sicurezza, sanità mentale, controlo bla bla bla Ma non ho forse già perso tutto questo dal momento che mi stò ponendo il problema? E' come se mi ostinassi a vivere come futura una cosa che è già successa. Per cui l'ostinazione con cui questa esperienza bussa alla mia porta significa che non ho ancora vissuto tutto quello che è già capitato? Acciderbolaccio! diavolo.g: |
Va bene mi canto e mi suono martello.: ma prima scrivo quello che ho percepito e poi cerco i ceci icon_mrgr:
Allora, oggi ho avuto una sorta di elaborazione sulla questione figli che tanto mi stà a cuore in questo periodo. Mi sono chiesta se questo stato d'innamoramento immaginario non sia stato il mio desiderio di muovermi verso qualcosa di sconosciuto e nuovo, una soluzione, un'idea, un nuovo progetto ma che non riuscivo a toccare perchè prigioniera del vecchio e terrorizzata dal nuovo. Non mi sarei mai lasciata andare senza la piacevole sensazione di andare verso qualcosa di spaventoso ma bello. La "cosa" che si stava muovendo in me era energia, non sò come definirla. Non riusciva ad andare diretta al problema. Doveva uscire completamente da quello che io consideravo accettabile. Non ho disperso in fantasie, non ho disperso in romanticherie (non troppo) e ho mantenuto la presa a terra, anche se un pò alternata icon_mrgr: . Non potendo "sfogare" sul conosciuto e non trovando i consueti sbarramenti ho esplorato. Come quando cerchiamo di capire una cosa che ci piace o per la quale proviamo trasporto.. In cambio ho ottenuto il bacio :H la prospettiva nuova. Forse è uro vaneggiare ma neanche mi viene di scrivere di più per cui forse è proprio cosa nuova :) |
Dafne ti posso dire l'idea che sto masticando in questi giorni.
E' solo un'idea soggettiva prendila così.. E se queste forze di attrazione, di passione che esplodono nella nostra vita senza una nostra volontà non andassero né represse, né razionalizzate ma solo vissute dentro di noi? Forse quando arrivano non lo fanno per rompere un legame o iniziarne un altro, né per per essere imbrigliate dalle nostre identificazioni mentali, nel momento in cui iniziamo a ridurle a ciò che al nostro io piacerebbe fossero ridotte, esse muoiono ristagnano.. Magari esiste una terza via, accettarle, accettare che siamo tutti parte di un tutto, collegati e che l'innamoramento, l'attrazione sono una manifestazione della nostra anima che anela sempre ad altro, al cambiamento. Non sto dicendo che bisogna vivere l'amore cambiando sempre compagno o facendo le coppie libere o altro, anzi a livello pratico meno tentiamo di possedere la persona, di farla nostra e più questa si può mostrare nella sua vera natura di 'contenitore' di un qualcosa di molto più grande di noi. Quello stato passionale in cui ci immergiamo, quella specie di invasamento forse è energia da cui bisogna lasciarsi pervadere, lasciando che porti quello che deve portare dentro di noi, nuovi semi, nuove immagini che vengono per parlarci di noi, che in noi nascono e si dissolvono in un moto perpetuo finché necessario. Sarebbe bello rimanere sdraiati alla sorgente di queste forze e osservarle andare e venire, andare e venire...Senza fare nulla... Se le portiamo a 'terra' muoiono , svaniscono perché non potranno mai adeguarsi ai bisogni della nostra mente. |
Si penso che tu abbia ragione Edera, anche se parli mi pare esclusivamente di una passione fisica. Dove per fisica intendo che c'è un uomo a scatenarla.
L'innamoramento lo puoi provare verso una persona, verso un'attività, verso una cosa nuova da scoprire, un nuovo obiettivo, qualcosa che ti cambia in fondo in fondo. E la forza stessa della vita che si manifesta nel modo in cui sappiamo reggerla e se ci "scappa" può bruciare il cuore o la mente. Si può morire d'amore chiedeva un film? Morire magari no ma impazzire si. Accettarle è il massimo, io fatico ancora moltissimo anche solo ad accettarne l'idea. Verso l'innamoramento sono stitica perchè devo accoglierlo e non fagocitarlo, la differenza è abissale e sconosciuta assieme. La torre in cui mi sono chiusa è cristallizzata in cemento armato. Suppongo che questa torra sia quella che altrove è stata chiamata come sovrastrutture dell'essere ma devo approfondire. L'amore penetra questa difesa, la disgrega, se ci sentiamo amati ci pare che quella persona ci legga in fondo agli occhi fin nell'anima...vale uguale secondo me che lo stesso amore può riflettersi su un'idea che abbiamo e tornarci indietro per farci vedere cosa siamo. Cosa che quasi mai piace. Poi scaricare su una persona è più semplice vivere la tensione internamente provoca squilibri notevoli come l'accettare l'esistenza di mondi paralleli. Mi stò prendendo la briga di ascoltare le prediche che mi vengono mosse e tratteggiano una me che rifiuto di accettare ma che è quella che sono in verità. Ho due figure che non collimano e qui nasce l'attrito, mi sono dovuta innamorare del principe della principessa che mi sento per poter guardare la stracciona che sono. Non sò se si capisce :@@ La fatica reale di vivere una relazione di coppia credo ormai che sia fondamentalmente proprio la funzione "realtà" che non può essere pilotata o rifiutata come nella fantasia. Un compagno che ti ama davvero non ti permette di strumentizzarlo come vuoi. Per questo non sono pronta per l'amore perchè lo voglio come lo voglio io e voglio vedermi come dico io. Lo "io" che vuole comandare di fronte all'amore, inteso come forza, si deve disgregare. Persino accettare di mandare mio figlio da suo padre ha richiesto che disgregassi l'idea di me che avevo per poi ritornare col bacio (mi piace quest'immagine scusate :H ) di una me disposta a cedere il passo. La questione adesso è che dovrei essere sempre innamorata per poter iniziare a conoscermi davvero ma questo richiede energia e fiducia. Da qui la necessità di un'immagine protettiva e rassicurante, sempre presente, che qualcuno magari potrebbe individuare in una madre, qualcuno in un'amica, non sò...per me è un amico, un compagno, un consiliere. Ora mi tocca anche il passo di prendere tutto quello che mi torna indietro, soprattutto quello che mi suona doloroso, perchè devo vederci dentro quello che per amore mi vien detto che non và bene. Devo lavorarci su per poter far nascere qualcosa di nuovo, il desiderio di un nuovo bacio...icon_mrgr: Mi sono digregata una volta per qualcosa che non era amore e non sono mai più tornata diciamo integra. Adesso è quello verso a cui devo tendere, anche se mi fà paura, mica sono proprio tutta scema, la cosa è ragionevolmente pericolosa. Come se io fossi il principe e dovessi svegliare la mia anima addormentata. Ok ok, piove troppo, sò trooppo romantica icon_mrgr: |
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Per me la fase dell'innamoramento/proiezione è qualcosa che ha a che vedere con gli archetipi. Nel momento in cui mi innamoro entra in me una certa energia che mi muove e mi trasforma. L'errore è pensare di dover fagocitare chi ci permette che ciò avvenga. Ovvero dover consumare quel qualcosa che è solo messaggero/trasmettitore/riflettore di questa energia con cui gli dei si vengono nel nostro mondo a "divertirsi". Quello che è facile essendo così abituata a voler prima inglobare e poi a fagocitare il riflettore/messaggero a non farmi prendere dalla paura di non essere in grado. Perchè in quel momento se ci si perde di vista può capitare di perdere la testa. Perchè come il vino sono inebrianti. Perchè certe energie se non le si osserva anche con un certo distacco ti possono travolgere. Questa ultima parte non l'ho spiegata bene perchè non sono ancora praticissima diavolo.g: L'ultima volta ho avuto una paura tale che pareva stessi camminando su un cactus :Rrido1.giflaughing7: Come dice giustamente Daf questo succede per tutto e forse se analizzassimo quello che ci succede quando ci innamoriamo di un qualcosa e ci muoviamo verso di essa forse potremmo imparare a fare nello stesso modo quando la proiezione avviene su un essere umano. Nike tu come la pensi? :) |
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Si tratta sempre di amore con la a molto piccola , un amore che fa male a tutti . Bisogna imparare a ritirare la proiezione , Diotima , cioe' il Simposio di Platone insegna molto , non come fare esattamente ma indica una strada . E non e' poco . |
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Poi l'ho anche letto in un sito e penso che lo rileggero ancora diverse volte tanto è pregno di conoscenza. Ti ringrazio Nike abbraccio:non ho mai udito parole così feconde e allo stesso tempo così poetiche. bacini.gif |
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ed il pezzo di gran fantasia in cui i genitali dell'uomo prima posti sule spalle sono migrati sul davanti per consentire il ricongiungimento e la riproduzione . Si e' un gran pezzo e la parte in cui parla Diotima e' quella centrale . Mi fa piacere che tu lo abbia letto ma sai quante cose ci sarebbe da rivedere come ad esempio il mito della caverna ne la Repubblica che introduce in modo profondo al percorso di conoscenza dell'uomo e ai livelli importanti a livello psicologico in cui viene via via a trovarsi man mano che dalla caverna si sposta alla fonte diretta della luce cioe' della conoscenza . Si potrebbe fare un 3d apposta per i dialoghi platonici tanto sono belli ed importanti . Se ci fosse il tempo . Ma se si organizzasse una ripartizione del lavoro si potrebbe fare ......volendo ........sarebbe una gran cosa anche perche' sono tutti disponibili facilmente via internet . |
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Mi è piaciuto tutto a partire da cosa è un simposio che non sapevo e mi è stato spiegato da un video di De Crescenzo durante la mia ricerca di Diotima. :) Sarebbe interessante passare frase per frase dei dialoghi per vedere cosa ognuno di noi riesce a cogliere perchè io man mano che parlava Diotima facevo collegamenti, poi però non scrivendone non mi è rimasto molto e dovrei riprendere di nuovo frase per frase del discorso. E' stato emozionante leggerlo ed ascoltare parole che vibravano più nell'anima che nella mente. :) |
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Con le persone è più complesso per me, ho appena iniziato a muovere i primi passi in questa strada, sono un piccolo embrione:) Parlando invece di obiettivi, se non sono innamorata di quello che sto facendo rendo poco, in questo caso mi auguro di innamorarmi di continuo, tutta la vita. |
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Grazie abbraccio: , mi hai fatto notare una cosa,(rinotare ma l'avevo per l'ennesima volta rimosso) gli innamoramenti miei in genere per degli argomenti sono temporanei, veri e propri colpi di fulmine che si trasformano quasi subito, appunto, in cenere. Fuochi di paglia. Credo che potrebbe essermi molto utile cominciare a capire perchè, che cosa và storto nel processo che invece verso un uomo diventa all'opposto quasi devozionale, imperituro. (fermi icon_mrgr: ho detto quasi diavolo.g: ). |
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Esci da Nike!! Io ti esorcizzo... icon_mrgr: Scherzi a parte, ritirare la proiezione non è ancora perfetto, ma è un grandissimo passo in avanti da quando discutevamo sul matrimonio come definito dalla Chiesa Cattolica, sulla castità e tante altre cose. :) |
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di riprovare un'esperienza senza mai portarla ad esiti , all'estremo , come del resto non lo e' stata mai portata all'estremo anche quando e' stata molto molto piu' pericolosa . Devo dire che e' servito e mi ci sono anche divertito , e' un mondo di mezzo dove quello che accade accade senza che tu venga piu' scalfitto da quello che prima ti faceva malissimo . In questo modo il demone e' affrontato , sfidato e digerito . Poi dal mondo di mezzo bisogna uscire . Certo nessuno avrebbe mai capito cosa facevo ..... |
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Ciascuno ha i suoi pero' di demoni e vanno individuati prima . |
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