La bellezza esteriore è misurabile, definibile, quantificabile.
In base a criteri più o meno mutevoli legati alla società e al gruppo in cui si vive si possono definire tranquillamente dei "livelli" connessi ai quali ci sono immediati ritorni di atenzione, potere e controllo. Il discorso che faceva Ray più su.
Bellezza fisica che rimanda solo parzialmente quindi, per riflesso, a quella che è una bellezza interiore, una cosa che io definirei armonia

meno quantificabile e assolutamente non considerata nel discorso dare-avere appena accennato.
Quando però la cura di sè ha come scopo finale un nuovo "amor proprio" la strada si dipana verso un stare bene con se stessi e guardare poi agli altri piuttosto che viceversa.
La bellezza di una donna mi da fastidio perchè mi toglie potere, mi relega in fondo alla classica (o quasi) e mi porta poi a tirar fuori tutti quegli stratagemmi (di cui forse parlava Uno col trucco parrucco) per ovviare a questa mancanza attraverso altri "punti forti" quali atteggiamenti o toni suadenti.
Consolatorio rendersi conto che non esiste solo un mondo in classifica ma anche uno capace di considerare altro, che può parlare di bellezza senza perderci la testa (

sono starata su sta cosa) e, soprattutto, che la bellezza altrui non mi toglie nulla ...anche se questa è più duretta da assimilare consapevolmente..ma bon, ce provamo
