Dunque, un pò alla volta cerco di rileggere e cercare di capire.
Ora, da un'altra lettura mi sembra di aver compreso che le persone sono emanazioni dello Spirito, persone dotate di caratteristiche psicologiche e fisiche funzionali alla materia, ossia,le nostre caratteristiche psicologiche e fisiche esistono solo per farci vivere, o sopravvivere giusto? Quindi, sempre se ho seguito il filo del discorso, ciò che Dafne sente percepisce ed esperisce è solo una conseguenza del vivere la materia. Dafne stessa è solo una manifestazione fisica (glap, qui la mente si accartoccia come una velina di plastica vicino a una fiamma..)
Ammettendo per un secondo che io riesca ad accettarlo, e dico io proprio per dire l'io, anche mia "sorella" Maria o Irine sono state solo manifestazioni fisiche in quanto, riprendo il filo, se lo spirito si fosse incarnato in Irine,ad esempio,sarebbe rimasto Irine ma manifestandosi su un altro piano.
Ora
Io non sono lo Spirito (vabbè ma solo un pazzo potrebbe dirlo!) ma quanto è stato di Irine e di Maria, proprio perchè potenzialmente poteva permettere allo spirito d'incarnarsi, dov'è andato? o meglio? cos'è diventato? Se io riesco ad essere consapevole di me anche solo per qualche secondo (perchè altrimenti non sarei qui a cercare di far suicidare la mia mente penso) perchè non è possibile che quel qualcosa che l'io ha salvato di Irine o di Maria non possa essere nei miei ricordi? Se non ricordo male in un'altra discussione ho letto che ogni cosa che pensiamo o facciamo lascia una traccia, un'impronta, allora perchè suscita tanto stridore dire che ci si possa ricordare di aver raccolto un fiore nel 1100 o ucciso un uomo nel 1400? Un solo vago momento di presenza, di forte e cocente attenzione che in un tempo lontano si sia impresso in quel "qualcosa" che dovrebbe permettere l'incarnazione dello Spirito, no? (è quello che è stato chiamato ramo?)
Poi un'altra domanda
Permettere allo spirito d'incarnarsi è cosa dura, durissima (certo che se ci convinciamo che sia praticamente impossibile perderemo il Desiderio che accada e allora, buonanotte, no?) dobbiamo lavorare duramente perchè accada, fino al punto di lasciarci morire, di rinunciare al fatto stesso di esistere, di essere un io, mi avvicino? D'altra parte essendo noi emanazioni dello spirito dobbiamo pur avere in qualche modo delle affinità con esso per cui muoriamo per trasformarci non per eliminare ciò che siamo..boh mi manca qualcosa, ma temo che sia un qualcosa non comprensibile con la mente.
Un'ultima osservazione. Sui ricordi di sacerdoti invece che di sfigati qualsiasi. Se sono impegnato a sopravvivere, a lavorare intensamente o, per assurdo, a godere il mio denaro lasciandomi vivere non vivrò momenti di coscienza di me (se non casuali), non dico che i ricordi debbano per forza essere legati a sacerdoti o a grandi re ma sicuramente a dei momenti intensi, tanto intensi da lasciare tracce profonde che "tornano alla mente" quasi sempre perchè nel presente ci è accaduto qualcosa di simile.
D'altra parte anche le discussioni sul tempo aperte nel forum delineano il tempo come non lineare ma, com'era, a spirale? Se in qulche modo posso intuire il futuro perchè non dovrei potermi muovere nel passato? Non si parla spesso di eterno presente? Se non fossimo in grado, anche potenzialmente di farlo, non saremmo nemmeno in grado, potenzialmente, di far incarnare lo Spirito penso.
Mi fermo, rileggo, ripenso, rielaboro vediamo se ne esce qualcosa di buono
