Discussione: Sofferenza
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Vecchio 14-06-2006, 11.58.51   #29
Uno
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Originalmente inviato da lupa
non so quanto ho capito, ma come si fà a regolare il flusso,?io ci provo ma quando arriva il sovvracarico (parlando di elettricità) vado in tilt un abbraccio
Cambiamo esempio, la corrente la riprendo al prossimo post, che va bene per ElleBi

Mettiamo che tu sia un bel giardino, un giardino di tot metri quadri confinato da un bel recinto, la terra che tu "possiedi" ha un certo potenziale di nutrimento che è il risultato degli elementi chimici e minerali distribuiti in questo terreno, ed altro che arriva tramite la pioggia ed il vento etc.
Sopra ci piantiamo delle belle piante, fiori, anche alberi se la superficie è sufficiente, "ci" perchè tu terreno/giardino dai l'imput alle tue risorse ma poi è l'interazione con il resto del mondo che da frutti.
In mezzo ci sono anche le erbacce, erbacce viste dal punto di vista estetico, di quello che ci piace, queste tolgono nutrimento finchè sono vive ma allo stesso tempo poi decomponendosi diverrano nuovo concime e doneranno spesso (non con i secondi, ma con i milleni) nuove varietà alla flora possibile.
Quindi le erbacce servono per rafforzare alla lunga il giardino, però alla breve rompono perchè tolgono bellezza alla vista di questo giardino.
Facciamo qualche ovvia sostituzione, le erbacce sono le sofferenze, il giardino fiorito sono le gioie, il terreno/giardino è la vita.
Come facciamo allora tornando alla tua domanda?
Un pò estirpiamo le erbacce, sapendo che una gramigna è tenace... si insinuerà costantemente, quindi la dobbiamo tenere sotto controllo, un pò rafforziamo i fiori dando loro un buon concime, concime che in parte si formerà anche con la decomposizione delle erbacce, ed in parte alimenterà anche nuove erbacce.... poi possiamo seminare molti bei fiori... più spazio occuperanno questi meno spazio rimarrà alle erbacce, e comunque lavoro costante... pulizia... pulizia... pulizia....

Dopo potremmo allargare i confini (o toglierli completamente) di questo nostro giardino, arrivare a toccare altri giardini (ma questo solo dopo aver un certo controllo del lavoro), potremmo scambiarci consigli con altri, capire perchè certe zone sono più fertili al bello e certe la brutto.


Uscendo da tutte le metafore, il dolore è necessario per poter sperimentare la vita, senza dolore non ci potrebbe essere la gioia... non va "annullato" alienandosi perchè sotto sotto coverebbe per quanto potremmo lavarci il cervello, il famoso pensiero positivo così lavora , ci si autoconvince senza sapere cosa si fa, aprendo una serie di altri interminabili problemi, d'altro canto non ci si può e non si deve crogiularsi nel dolore, quell'autocompiacimento (non mi sto riferendo a nessuno in particolare, ma lo vedo spesso in giro) e desiderio di attirare l'attenzione perchè "ne abbiamo diritto in quanto sofferenti" ci impedisce di rafforzarci.
Dobbiamo comprendere cosa ci porta il dolore, non ho scritto capire, non serve a nulla analizzare razionalmente: "mi succede questa cosa perchè....." quel razionalmente potrà folgorarci dopo... ma prima non lo troveremo mai... l'importante è far nostra l'esperienza viverla senza chiudere gli occhi, vedendo lati brutti e belli che in tutto ci sono, sapendo che un domani saremo in qualche modo a causa o grazie (e questo dipende solo da noi) a quella esperienza.

Vabbeh il tempo stringe, inoltre sono stato troppo lungo, LB torno sul discorso elettrico.... intanto prepara una risposta su come fai a far diventare un cavo di rame superconduttore senza sostituire il filo e sulla convenienza di raffreddare l'intero impianto elettrico di una casa per far passare 6 kw dove ne potrebbero passare 3 poi ripasso per bene, prometto.
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