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Nascere con la camicia
Nel titolo intendo una cosa ben precisa, ma volevo parlare anche a livello generale, di tutte quelle volte cioè che nel piccolo la fortuna sembra assisterci. Ad esempio non so, mi dimentico di comprare i biglietti che avevo promesso a qualcuno e poi mi arriva un amico che mi regala proprio quei biglietti lì.. E' un esempio, però cerco sempre di ripagare prontamente tutto quello che arriva, dal momento che nulla è gratis a questo mondo. Così se un giorno che vado di fretta trovo tante persone gentili in macchina che si fermano per farmi passare all'incrocio, il giorno dopo ripagherò senza dubbio il favore..
Il "problema" nasce però quando otteniamo qualcosa che in realtà abbiamo già pagato tempo addietro ma del quale non abbiamo ancora piena consapevolezza, in questo caso nulla mi vieta di pagarlo ancora, in realtà però se è già pagato il mio pagamento di adesso sarà un nuovo credito per altro, e così via.. Come regolarizzare i conti? |
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Se non sbaglio ricordo di aver letto in una vecchia discussione qui su Ermopoli che nascere con la camicia, cioè con la placenta addosso, voleva dire avere una situazione "energetica" particolare che predisponeva meglio a certe cose. Sono d'accordo che ciò che si ottiene vada pagato, prima o dopo, il fatto è che non è facile in questi casi fare i "ragionieri" , riuscendo a tenere il conto di come stiamo messi, se siamo in debito o se possiamo riscuotere uno o più crediti. Magari tendiamo ad esigere subito i crediti ed a scordarci qualche debito accumulato... Per la domanda di Kael, credo che non si debba per forza seguire un ordine preciso, ho pagato, ora riscuoto, poi ripago, poi ri-riscuoto ecc, per coma la vedo io potremmo pure effettuare per un periodo anche piuttosto lungo solo pagamenti, e poi "incassare" una tantum. Però, almeno per me, il problema è capire quando realmente stiamo incassando, se e quando stiamo maturando un credito o se invece stimo pagando per errori commessi ancora prima; oltretutto osservare gli altri per capire come funziona questo tipo di contabilità mi ha sempre portato fuori strada, evidentemente a ciascuno viene assegnato un sisteme di misura diverso.... |
Anch'io credo che la vita non sia un registro con le colonne del dare e avere che si possono riempire man mano ovvero che ad ogni entrata vi debba essere la corrispondente uscita. Come nella gestione di una ordinaria contabilità si possono riempire per molti giorni le sole colonne delle uscite con il conseguente bilancio provvisorio in rosso , così la vita mi può presentare solo conti da pagare per un bel po' di tempo .
Quello che nella gestione della mia vita/azienda mi lascia perplessa (con una sensazione di profonda paura) è il non conoscere la situazione debitoria iniziale . Da quanto si è detto in forum la mia vita /azienda non nasce con me , non si inizia una gestione contabile ex novo , non rispondo solo dei debiti che ho contratto io , mi trovo nella situazione di chi ha rilevato un'azienda che è stata di altri con a bilancio debiti ( e crediti ) delle precedenti gestioni . E mentre attraverso una buona analisi contabile un ragioniere è in grado di illustrarmi l'esatta situazione così da permettere il riempimento dei righi a "riporto" tanto dei crediti quanto dei debiti.... nella vita questo non avviene , posso anche impegnarmi per operare diligentemente in modo da cercare di non avere troppi debiti o comunque di provvedere a pagarli prima possibile ma dietro l'angolo ( e neanche tanto) ci sono/ possono essere i disavanzi accomulati dagli altri ....ci possono essere anche grosse partite di crediti , ricchezze che mi arrivano gratuitamente , è vero ... In questo momento della mia vita percepisco in maniera molto negativa la mancanza della figura dell'eredità beneficiata alla quale ricorrerei senza alcuna esitazione . |
secondo me se ci si mette a fare i ragionieri non è detto che sia il modus migliore.
se uno nasce con la camicia avrà possibilità più elevate. se rimane umile e comprende che ciò non è una cosa "solo per se stesso" ma per l'universo ecco che a mio avviso senza "calcoli" sa che dare ciò che è sia la cosa più utile all'universo (che lo ha generato a questo fine a mio avviso) se così non farà o si dimenticherà di fare prima o poi pagherà il conto. per rispondere alla domanda di Kael. secondo me con l'universo volenti o nolenti siamo spesso in debito o al massimo alla pari. difficilmente in credito. e se anche dovessimo essere a credito che problema c'è? meglio abbondare che deficiere come diceva qualcuno. Almeno io la sento e penso così. non faccio "Calcoli" e trovo alquanto pericoloso e anche Animicamente "bruttino" il farli di fronte all'universo. se si inizia a ragionare in questi termini si rischia (a mio parere) di chiudersi nel guscio del proprio ego e senza rendersene davvero conto diventare aridi. |
Non mi sono spiegato bene, per regolarizzare non intendevo avere un immediato dare/avere in modo da essere sempre in equilibrio (l'importante è ricordarsi se si ha un debito, etc..) quanto iniziare ad attribuire a dato bene dato pagamento.. Iniziare cioè a prendere reale coscienza che tale pagamento corrisponde a tale bene (avuto in passato, ora, o in futuro, non conta) e non pagare inconsapevolmente due volte per la stessa cosa (anche se poi come detto non è mai sprecato perchè andrà utile per altro, etc..)
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che dirti? questo discorso pagamento ecc. ecc. non so non lo sento particolarmente armonioso.
ma non so spiegarti ora come ora il perchè. a me non interessa pensare a crediti-debiti prima di agire. cerco (quando ci riesco) di dare senza pormi tale (per me finto) problema. se poi sbaglio, amen. ma preferisco sbagliare per eccesso di amore che per il contrario. mi sentirei ancora di più in difetto al contrario. cmq di fondo penso che se ciascuno abbondasse di certo vivremmo tutti nell'abbondanza. al contrario se si comincia a pensare di essere in credito (e non è per me quasi mai così) vivremmo in un mondo molto arido. come a me pare di fondo la società in cui viviamo. |
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Però permettimi di voler capire, se ad esempio mi arriva una mela, penso di pagare per quella mela e invece mi sto comprando una banana, poi più avanti mi voglio comprare un ananas ma invece sto pagando la mela di prima, etc.. Questa non è una gran consapevolezza.. |
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Dai stefano, se hai piacere dì la tua ma ti sarei grato se evitassi le frasi fatte. Altrimenti in tutto il forum potremmo chiudere ogni discorso dicendo che alla fin fine è un processo di autoanalisi. :) |
la mia potrebbe essere che mi lascio (o cerco di lasciare) guidare dall'intuito collegato al cuore.
mi verrebbe da dire da un puro sentire che nasce da dentro ma che non saprei spiegare mentalmente (anzi se lascio che sia la mente a fare mi sono accorto spesso di come mi porti fuori strada) ma so anche che una risposta del genere non è molto soddisfacente. non saprei spiegarla in maniera più plausibile. insomma è come dire che più riesco a essere il più "Naturale possibile" più tutto va bene. ma non so dirti se questo nasce da una mia predisposizione naturale, da un mio lavoro successivo o altro. so che questo è, per me funziona così e cerco di agire così. e in base a questo so anche capire (non sempre ma ci provo) quando sbaglio invece. ossia quando non lo faccio. quando sono in quella situazione è come se fossi "sciolto" libero armonioso e tutto fluisce liberamente. capisco quando non lo sono perchè a qualche livello c'è o paura o trattenimento di qualcosa o interferenze |
riassumendo un pò per quanto mi riguarda (poi non so se sia così per tutti ma sinceramente penso sia già buono quando si riesce ad agire in pieno accordo con se stessi) è come se nel momento in cui riesco a essere naturale tutto avviene nel miglior modo possibile.
come se ci fosse un rilevatore interno che sa perfettamente cosa deve fare. l'unica cosa da fare (per me) è lasciarlo libero di essere il comandante delle operazioni e per fare questo è come se dovessi "ascoltarmi" dentro in quel momento e non dare spazio alle interferenze mentali che tentano in tutti i modi di non cedere il comando delle operazioni. non è una cosa "calcolata" nasce così. per me funziona così. mi scuso se questo non sarà ne soddisfacente ne positivo |
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in sostanza essere amore e non lasciar dipendere questo modo di essere da altro. a me sinceramente non frega nulla di sapere come e se l'universo fa questi conti, li fa amen. quello che cerco di fare è essere me stesso pienamente ascoltando questa voce interiore che nel silenzio (mentale) parla e sa più della mia mente come agire, cosa fare e cosa dire nelle situazioni. senza star li a fare calcoli che non riguardano questo. ma ripeto questo è il mio modo, poi non è detto ne che sia corretto (per tutti) ne altro. è quanto per ora di meglio riesco (e non sempre sia chiaro) a fare io e che ho visto essere la migliore cosa. essere naturali,senza sovrastrutture inutili estranei a calcoli ecc. ecc. molto "umani" (e spesso di bassa lega e collegati a paure di chissà che) |
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o rubo al supermercato ..., mi pento e mi dolgo , comprendo la gravità dell'azione che ho commesso che viene accompagnata da una grande sofferenza interna . Il dolore non basta a rimediare , il debito che ho contratto è grande come una casa .....premesso che ne ho consapevolezza ... come comincio a pagare? e come sono in grado di attribuire questo pagamento proprio a questa pecca? |
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ti spiego... io cerco di fare quello che sento mettendo a tacere la mente, ma è come seguire un'intuito, riesco a fare la cosa giusta quando c'è il vuoto totale dentro me, quando tutto tace, e invece spesso sento invece parlare di voce interiore che io proprio non riesco a sentirenonso.gif |
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Interesserebbe anche a me poter avere qualche elemento in più per capire come stanno le cose, se cioè quello che paghiamo è a titolo di saldo o a titolo di acconto, oltre a poter avere una sorta di "bilancio di apertura" per capire quale sia la situazione iniziale, perchè magari penso di stare pagando in vista di una riscossione futura, mentre invece sto semplicemente saldando i debiti che avevo all'inizio e che qualcun altro ha lascato in sospeso.... Personalmentestarei anche attento al rischio di accumulare un bel credito che però poi "brucio" un pò per volta con tanti piccoli errori e stupidaggini. Infine credo che l'universo sia un bel revisore dei conti, che dal suo punto di vista troverà sempre il modo per chiudere in pareggio, i singoli individui, in genere, qualche partita aperta rischiano sempre di lasciarla... |
quando tutto tace (esattamente) quando c'è "vuoto mentale" ecco che c'è quella cosa che non mi viene altro che definire l'intuito, ispirazione
che per me è come una voce (ma ha una vibrazione talmente bassa che è assai arduo nel nostro rumore normale sentire) in situazioni ove tutto il mio essere è silente è come una melodia soave che senti con tutto te stesso. per me è così, per te può essere diverso. ma sento stiamo dicendo la stessa identica cosa. mi capita ad esempio quando sto suonando. è come se il mio essere (in situazione di silenzio mentale) avesse una vibrazione e che a volte mi viene da tradurre anche in musica. |
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Per le cose in più, quelle prese durante la vita, o le paghiamo prima o comunque dobbiamo dare un notevole acconto e poi un saldo a tempo debito, ma ho l'idea che possiamo fare sti debiti se qualcuno garantisce per noi. Questo grossomodo quel che mi arriva per il momento, comunque è un discorso che mi interessa a livello di comprensione, perchè al di là del fatto che comunque il "registro" dare/avere va avanti di suo, una maggiore consapevolezza forse può permettere di interagire con il meccanismo e iniziare ad essere anche un minimo attivi e non solo totalmente passivi. |
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Possiamo fare del nostro meglio e poi quando arriva il pagamento accoglierlo tanto altro non possiamo fare.
Anche se girano.....eccome se girano.diavolo.g: |
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Ma quello di cui volevo parlare soprattutto erano le varie fortune che ci capitano (di un fortunato si dice appunto "nato con la camicia"). Io non mi ritengo una persona più fortunata di altre, però devo riconoscere che nella vita molte cose mi sono andate fin troppo bene, certi errori commessi in gioventù che sicuramente ho pagato, ma la sensazione è stata di aver avuto una notevole riduzione sulla "pena".. Aiutati che il ciel t'aiuta si dice, mi sta bene, ma ritengo doveroso non sfidare mai la fortuna più di quanto sia consentito, cercando per quanto possibile di saldare eventuali crediti che essa ci abbia concesso... |
credo che si possono saldare crediti e debiti dando se stessi continuamente, senza pensare di dover saldare qualcosa, ma come diceva Stefano basando la nostra vita sull'amore sempre e comunque e soprattutto verso chiunque
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se si da se stessi continuamente tutti questi discorsi cadono automaticamente a mio avviso.
se ciò che comanda è ciò che è intuito e ispirazione (amore che nasce spontaneamente da dentro) tutte queste domande svaniscono e nemmeno si pongono a mio parere. è un qualcosa che si "sente" e che non è spiegabile a posteriori ne a priori. credito o debito che differenza fa? per me messo in questi termini alla fin fine è un discorso di "tornaconto" davvero brutto animicamente parlando per quanto mi concerne e non penso nemmeno le cose stiano messe così tutto quanto si fa per tornaconto prima o poi si paga. ed è questa la cosa peggiore. quella di pensare di agire al meglio e di non accorgersi di essere schiavi dello stesso meccanismo. |
E fintanto che non ci danno la chiave del paradiso come facciamo ad amare, dare tutti noi stessi etc?
Che sia giusto tendere a questo è palese, ma lo è altrettanto che nel frattempo sarà meglio farsi due conti (si fa per dire, intendo chiedersi come funzionano le cose) piuttosto che vivere nell'illusione di poter dare tutti se stessi tanto facilmente. Mica so se quei 100 euro di quel lavoro che faccio a Tizio saranno proprio i 100 euro che userò per pagare la bolletta del telefono. Però quando capita Tizio devo usare la mia arte per fargli capire che potrò fargli un buon lavoro, che me lo faccia fare etc... So che anche grazie a quei cento euro potrò pagare quella bolletta e/o altro. So che se ho due di quelle bollette devo fare almeno due di quei lavori etc... Non è che posso stare sul lavoro per la serie chi se ne frega, faccio il meglio che posso e sono contento così senza curare le relazioni, poi mi arrabbio magari se non lavoro abbastanza. Le relazioni, questa è la parola magica. Posso anche amare incondizionatamente stando isolato dentro una caverna, ma se non lo faccio mettendomi in relazione con la gente è una bella superbia altro che amore. Chi si ritira in una caverna infatti lo fa per se stesso (serve a volte) non per gli altri. Sappiamo anche che uno può essere in una caverna anche camminando e parlando con tutti. |
Io non sono tanto convinta che sia tutta una questione di crediti e di debiti, mi viene in mente un brano del vangelo di Luca, Cap. 13, in cui Gesù commentava alcune disgrazie accadute in quel periodo, come l'uccisione di alcuni ebrei da parte dei soldati romani e il crollo della torre di Siloe, sotto cui erano morte 18 persone, per sfatare la credenza diffusa che quegi accadimenti erano un castigo di Dio e che quelli che erano morti se lo meritassero per chissà quale peccato commesso, come se così saldassero il loro debito. Invece Gesù disse che quelli che lo ascoltavano non erano migliori di coloro che erano morti, e li ha esortati a convertirsi se non volevano un giorno perire come quelli.
Questo brano non l'ho mai capito fino in fondo, a parte il fatto che sembra chiaro che i peccatori non vengono puniti in questo modo, può benissimo darsi che quelli morti erano migliori di loro. nonso.gif |
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Gesù puntava sul fatto che quelli che dicevano quelle cose volevano porsi in una posizione giudicante superiore, cosa che non era nella realtà |
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In questo preciso istante non sono attrezzato per parlare della differenza tra le varie sofferenze (merita discorso a se poi) ma c'è modo e modo di soffrire, tant'è che qualcuno soffre tutta la vita proprio perchè soffre nel modo sbagliato, un altro sistema le cose e vive (non che non soffra più, ma in confronto del primo esempio è in pace). |
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comprendo tutto il tuo ragionamento e non posso che concordare. prima ho detto ciò che sento io, la cosa verso cui tendo, il chiamiamolo metodo che per quel che riguarda me ho visto essere la cosa che più di tutte reputo migliore sino ad ora. e che so anche quando non la raggiungo e non vi sosto. ecco li vedo la mancanza, l'errore, li sta il mio pentimento (quando non sono lacrime di coccodrillo) derivante dal prendere coscienza della colpa (che nel 99% dei casi si lega a ego non incanalato, paure ecc. ecc.) cerco di non rimanerne invischiato, di capirlo e nei miei limiti di andare oltre superando in piccola parte un qualcosa di me stesso. non sempre ci riesco sia chiaro ma il quadro per quanto mi riguarda sento sia questo. e assicuro che non è cosa facile da farsi, superare ogni volta se stessi. spesso mi chiudo, e qui sbaglio. a volte mi viene da piangere, mi sento inetto, incapace. A volte mi danno per tutto questo, mi danno per non essere in grado di dare ciò che sento essere. mi danno per la mia incapacità nel non riuscire a farlo costantemente, nel perdermi in distrazioni, nel cadere in errori banali, stupidi solo e unicamente per il mio ego capriccioso, infantile, non capace di darsi, timoroso, sapientino ecc. ecc. nel cedere alle visioni altrui e nel ritrovarmi invischiato in esse pur sapendo che non sono quanto sento, che non sono quanto "dovrebbe essere" e che così cado, scendo di vibrazione e finisco inevitabilmente per ritrovarmi di nuovo in situazioni che non sento mie, che reputo sbagliate o cmq non complete. perchè in cuor mio so cosa significa essere oltre tali cose e ricaderci fa sempre più male ogni volta che passa. ma che posso farci? così è il mio cammino, il mio percorso, la mia vita se ne prendo atto e ad esso mi abbandono senza metterci di mezzo i piccoli io tutto semplicemente è. se non lo faccio, pago dazio tutte le volte che succede. Scusate questo O.T. sono commosso. |
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E' chiaro che dovremmo dare a tutti incondizionatamente, ma non nascendo ricchi (a meno di nascere con la camicia..) è necessario pianificare qualche investimento (sano egoismo...) per poi sperare di avvicinarsi al Santo. |
più che un santo direi un cristiano nel senso più profondo e completo del termine (come in teoria è un santo)
almeno questo sento io. |
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Se sto chiuso in casa, una volta effettuato un dato pagamento non ho più coscienza di dove vanno a finire effettivamente quei soldi. Così come quando mi arriva un regalo, mi limito a ritirarlo dal postino che me lo consegna, ma ignoro chi e perchè me lo mandi, ignoro perfino se è un regalo o qualcosa che mi sono meritato pagandolo in passato. Uscendo invece (dalla caverna metaforica interna) si inizia a prendere coscienza della fitta rete nella quale siamo tutti immersi, delle intricate trame di cui sono tessute le nostre vite. Vedo quel mio dato pagamento andare a Tizio, poi da questo a Caio, da Caio a Sempronio e dopo altri numerosi giri tornare anni dopo a me, quando se non avessi visto tutti i passaggi sarei totalmente all'oscuro se sia un regalo o se sia qualcosa che mi sono meritato pagando o che devo ancora pagare. Intendevi una cosa del genere? |
certo che può esserlo.
ma qui parlavo per persone nate e cresciute nel Cristianesimo. e senza scomodare i santi essere cristiano in senso profondo a mio avviso significa già essere "simili a cristo". che poi chiamalo come vuoi sia presente in tutte le Tradizioni meglio:) Cristiano, buddhista induista ecc ecc. sono solo classificazioni. alla fine conducono allo stesso posto. e a un certo punto del cammino perdono pure di significato. p.s. non è che hai qualche sassolino contro la Chiesa cattolica? |
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Non andava bene parlare in generale di Santità come ho semplicemente fatto io? |
ma il contesto in cui ne ho parlato era chiaro?
intendevo dire che senza scomodare i santi vivere da cristiano (equivalente a vivere da buddhista induista ecc. ecc.) completamente e pienamente implica quello a mio sentire. tutto qua. quindi sinceramente non ho compreso molto della tua risposta successiva. o quantomeno mi è sembrato ci fosse da parte tua un problema a considerarsi cristiano. se questo è errato chiedo venia. |
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Invece il cristiano qui non c'entra nulla, uno può benissimo essere cristiano nel senso più profondo del termine e non essere santo. Anzi, da un certo punto di vista, quello religioso, il Santo è una specie di anomalia. Infatti pochissimi lo diventano, mentre cristiani veri ce ne può essere tanti. |
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abbraccio: sai che scherzo eh, ti ho fatto la battuta perchè mi stavo interrogando anche io sulla questione della fortuna, più o meno palese. Di situazioni che non sono magari andate bene ma neanche assolutamente male. L'immagina di Ray mi piace, quel vedere a certi incroci una sorta di bilancio e trovare in quello poi il saldo da cui partire per il successivo. Non sono sicura che sia possibile essere a zero, in qualche modo già nascendo siamo a debito, debito per la vita che raccogliamo in noi. Pensavo ai sorrisi, quando sorridi a qualcuno vai a credito, in un certo senso, di un sorriso, se l'altro non ricambia avrai comunque accumulato un credito mentre chi non lo da dovrà recuperare..sorridendo due volte? icon_mrgr: Cioè anche quando magari non vorrebbe. Però non riesco ad immaginare la possibilità di verificare ogni cosa cercando di capire se è un credito o un debito, sarebbe impossibile perchè comunque non sai mai fino in fondo se hai fatto del bene davvero, puoi solo sperarlo (si faceva altrove il discorso sul "è per il tuo bene" dei genitori ad esempio che non sempre funziona) La cosa bella invece sarebbe riuscire ad avere netta percezione dell'incrocio, riuscire a capire a che punto stai della strada e lasciare aperta la possibilità di rimettere in sesto i conti. Perchè la naturale compensazione porta a poter sistemare le cose penso.. Insomma, quel rimetti a noi i nostri debiti potrebbe essere questo, dimmi che devo pagare (senza scomodare Dio, ma con una buona introspezione) e dammi l'occasione per farlo. Probabilmente l'aver avuto fortuna in passato (anche se credo che in fase di giovinezza e di innocenza ci sia una sorta di cuscinetto attutitore) ci prepara a poter dare, quando sarà, con maggior comprensione nonso.gif |
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cosa intendi per appuntino?
perchè forse non mi è chiaro cosa intendi con quel termine. la mia impressione è che tu te la sia presa sul personale quando io non stavo sinceramente riferendomi a te. quindi se è così te lo sto chiarendo. |
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capisco cosa intendi ma non sono completamente d'accordo. pochissimi lo diventano, perchè pochissimi sperimentano e vivono l'amore. ma questo vale in tutte le confessioni. essere cristiano in senso profondo significa sperimentare quell'amore. pertanto il cristiano vero e completo (così come il buddhista vero così come l'induista vero) per me è il santo. |
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