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Blocco psicologico ereditario
Non so neppure quale titolo dare a questo problema che mi assilla.
Immagino sia IP ma non capisco da dove derivi ma non è solo questo il punto ma il fatto che sento di averlo ereditato e di averlo trasmesso. Qui potrei iniziare a compiangermi ma non voglio più, raccontanto quanti limiti mi ha portato questa cosa. martello.: Ora però la vedo in mio figlio, prima la vedevo in mia madre. Mia madre quando doveva parlare con qualcuno che fosse un medico, un negoziante un estraneo insomma le veniva un blocco alla gola e se parlava le si strazzavano le parole tanto che se continuava si tramutava in pianto. Non riusciva a gestire questa emozione al contatto con persone con le quali non aveva un rapporto famigliare o di amicizia. Questa cosa è passata a me ho vissuto le stesse cose forzandomi un poco di più ma non riuscendo ad eliminarla. Chiaro altri tempi altri modi ma il problema alla base lo stesso. Oggi mio figlio lo vedo con la stessa difficoltà se deve telefonare o parlare con qualcuno che per lui è un'incognita ha le stesse reazioni. Ora io su di me sto lavorando con forza e determinazione per affrontare questo problema e se mi perdo di vista mi ritrovo automaticamente a ricomportarmi in quel modo scansandolo o delegandolo agli altri perchè a me costa una fatica enorme. Quello che voglio dire è che nonostante io gli vada contro non si è mai risolto ma ora ho un altro motivo in più per oppormici. Ho provato a tornare al passato quando lo vedevo in mia madre forse mi vergognavo per lei in quel momento ed è per questo che ora mi vergogno di me per lo stesso motivo e mio figlio uguale? Sotto credo ci sia altro ma non riesco a vederlo. martello.: Quando si ha questo problema ci si vergogna a dirlo, anche solo ad ammetterlo, non lo si accetta ora dirlo a voi mi pare un modo di accettarlo e farlo fare a pezzi anche da voi. Grazie abbraccio: |
prova a concentrarti sull'azione dimenticando chi hai di fronte per un attimo cercando di affrontare la paura di "importi" silenziando la mente.
prova a mettere ben a fuoco quello che devi dire e dillo. Magari inizia dalle piccole cose. non a quei livelli di "blocco" ma ho anch'io una sorta di paura in certe situazioni |
Citazione:
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Quando ero bambina appena cercavo di dire qualunque cosa che potesse mettermi in difficoltà emozionale scoppiavo a piangere, e appena ricevevo una reazione esterna ancora peggio, piangere per me era l'unica maniera in cui potevo parlare. Quel corpicino minuto non poteva sopportare una simile emozione ma anche voleva esprimersi, perciò lacrime, moccolo e parole.. e poi sniff sniff... e il tutto sotto gli occhi ottoniti dei miei che non si spiegavano la cosa.
Beh, oggi la rivedo quella bimba e capisco perchè faceva così.. ma c'è voluto un pò per ritrovare quella voglia di esprimere invece che rinunciare e così oggi non piango ma esplodo.. e quindi probabilmente quel pianto si chiamava rabbia... che dici Gris, la rabbia ci può stare? abbraccio: |
rabbia di non riuscire a comunicare quanto voluto?
come se si faticasse a tradurre in parole il turbinio di sensazioni e emozioni di quel momento? quello che in altre situazioni porta allo sfogo seguito da tremolio? |
Citazione:
Ovvio che dietro ci sono situazioni scatenanti, ma un blocco è spesso qualcosa di represso e la rabbia non espressa fà chiudere. |
già. con i tuoi genitori ti trattenevi inconsapevolmente?
se vado a ritroso vedo che a suo tempo in casa mia mi caricavo di calore a seguito dei continui battibecchi tra i miei. calore che poi faticavo a smaltire e finivo per sfogare |
Non mi piace neppure la mia voce, ma cantare canto se non c'è nessuno e sono intonata, ma se c'è qualcuno non esce niente. Anche mio figlio fa fatica a cantare da piccolo quando cantava era intonato ed aveva una bella voce ora si vergogna e si lamenta che la sua voce è brutta.
Se qualcuno mi aggredisce non parlo proprio sto zitta e subisco tutto neppure una reazione oppure se mi forzo viene fuori una reazione spropositata non contengo la rabbia che straripa e forse proprio per non vedermi così evito, evito di perdere le staffe la ragione e l'intelletto. Difficilmente alzo la voce se lo faccio la trovo faticoso, ma si alza se e quando lascio partire la rabbia. Credo che ci sia anche il giudizio degli altri ma quello viene dopo a seguito dell'apparire pazza per aver pianto senza ragione apparente. fiori.gif |
Queste emozioni forti quanti grattacapi danno eh...magari mi sbaglio, ma quello che mi è risaltato Gri è che forse tuo figlio non riesce a controllarle,nel suo piccolo il calore lo scalda,sale velocemente ed i pensieri vanno in tilt,le idee a zig zag e si ritrova quasi "paralizzato" al telefono per chiedere l'assegno per la scuola...abbraccio: questo perchè (sempre secondo la mia teoria eh) non riesce a far fluire tutto naturalmente,liberamente e quindi dal blocco può tanto partire il pianto di sfogo,quanto la frustrazione di non capire perchè gli succede così...lo immagino mentre cerca di trattenere tutto dentro e mi ricorda qualcuno...
Chissà se gli potrebbe essere utile un ancora di salvataggio a misura di bambino? mi fermo prima di far troppi danni.icon_mrgr: Ma una cosa la aggiungo per esperienza personale,forse anche un pò più di fiducia in se stesso non guasterebbe ed in questo tu puoi aiutarlo tanto...come?facendogli superare a poco a poco le sue resistenze,spronandolo fin dove senti che puoi ed incoraggiandolo giorno dopo giorno... bacini.gif |
Ecco scusate ci ho messo un casino a scrivere e ora ho letto quanto avete detto sopra.
Si anche mio figlio ha una carica di rabbia pazzesca, tanto che se non riesce a far fare ad un gioco quello che vuole lo rompe.:U Lui almeno la scarica io la reprimo tanto che poi straripo. Ma c'è qualcosa che manca... Ricordo da bambina i miei genitori che litigavano ed io ci stavo talmente male che intervenivo per sedare la lite, non ce la facevo a sopportare quella tensione...quella stanza intrisa di rabbia e rancore, avrei fatto qualcunque cosa per farli smettere. Ancora oggi se ci sono dei battibecchi che possono essere anche qui in forum ci sto male, inizio ad agitarmi dentro, come allora entro in tensione. Non accetto ne la mia rabbia ne quella degli altri è come se scottasse. :C: |
"SCOTTA" perchè consciamente o no la colleghi a situazioni per te negative, a shock subiti nell'infanzia (e perchè effettivamente scotta dato che è calore non sfogato)
come vedi anch'io subivo i battibecchi in casa mi scaldavo inconsapevolmente, trattenevo e finivo per esplodere sottoposto a pressioni esterne. prova a osservarti quando quel calore sale , a fermarti un attimo e a rompere il meccanismo che si crea. |
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La tendenza ad evitare di telefonare per esempio, puo' portare a nascondersi il problema.. evito e così non vedo (pero' poi sto male perchè non riesco a farlo), e credo che sia connessa al blocco alla gola (anche se parlavi di tua madre) che dicevi nel primo post . Piuttosto che sentire quel blocco in gola si evita... e se proprio non si puo' evitare si spera che finisca presto.. penso che anche in questo caso l'unica cosa sia forzarsi per cambiare direzione, e smettere di sperare che quella sofferenza che senti quando telefoni sparisca.. |
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Potrebbe essere rabbia che fa il non potersi esprimere, o rabbia provocata dalla "vergogna" di questa situazione, ho virgolettato la parola per cercare di descrivere il groppo che si sente dentro e che è bloccante.... Penso che alla base ci sia il raffrontarsi con persone estranee o che investono una certa autorità e di cui ci si sente inferiori.... Penso che su questo si debba lavorare.... sulla fiducia in se stessi. Io non ho molta esperienza in questo campo, ma conosco una ragazza che non riusciva a parlare se non balbettando, e al telefono poi era una frana, ma pian pianino, acquistando più fiducia in sè, balbetta di meno e riesce a farsi capire al telefono.... anche con persone estranee... Ogni tanto però regredisce, e questo succede quando si sente piccola piccola e il mondo le sembra una massa di gente pronta ad aggredirla.... allora non riesce a parlare e ricomincia a balbettare.... e succede soprattutto quando ha cose importanti da dire.... mentre per le cose poco importanti comunica con facilità... ma alla prima difficoltà da affrontare, si difende balbettando... bacini.gif |
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Ma ti posso assicurare che piangere davanti al tizio dell'ufficio postale con nessuna ragione apparente da mandar giù è dura senza farsi un po schifo da se. E questo vale anche per mio figlio... Oggi l'ho quasi obbligato a telefonare al dentista, la voce andava sempre più in basso sino a che stava per mettersi a piangere ed ha concluso velocemente per poi nascondersi anche da me... provava vergogna. Poi è scoppiato in lacrime e ha scaricato la sua rabbia sul divano odiandosi e sputando tutto il veleno che aveva dentro. A quel punto gli ho detto che ero orgogliosa di lui che cmq anche a me succede e che siamo stupendi ugualmente anche se ci capita questa cosa, che non dobbiamo mollare e forzarci ogni volta come quando si allena nello sport che fa. nonso.gif |
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Rabbia di non essere grandi e paura di diventarlo. Le due cose agiscono in/da direzioni opposte e quindi bloccano. Poi in ognuno si manifestano in un modo o nell'altro e questi modi ce li tramandiamo ereditariamente, con predisposizioni e con gli esempi. Poi cresciamo e, anche se in realtà non siamo diventati grandi, siamo un po' più grandi di prima. E questo meccanismo, lungi dallo scomparire, si sposta più in la. In quella nuova zona che per noi è "essere grandi"... dove si ripresenta la frustrazione di non esserlo già e la paura di diventarlo. Bella quella cosa dell'allenamento Gris... per analogia usare le nostre forze sulle debolezze... a me sembra un bell'insegnamento. |
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Proprio grazie a questo 3d ho dato una nuova visuale a quello che era il mio modo di comunicare e devo ringraziarti tanto Gris. Ho capito, spero presto di comprenderlo, proprio quello che ha detto Ray. Il desiderio che poi è anche paura, di essere capiti per quei bimbi che siamo ancora dentro.. e il bisogno di apparire e sentirci grandi.. fa un disastro, vien fuori di tutto e di più. Dentro può esserci una grossa percentuale di orgoglio e vergogna per quei bambini ma allo stesso tempo non possiamo fare a meno di esserlo e nasconderlo il più possibile, perchè vogliamo farlo vedere ma allo stesso non vogliamo ammetterlo. Sebbene possa sembrare una scissione è necessario amare e coccolare quel bimbo che grida farlo anche vergognare volendo e prenderlo in giro perchè si vergonga di vergognarsi.. o forse è l'adulto quello? Oh si.. è il finto adulto che si vergogna di vergognarsi e fa di tutto per nascondere l'essenza anche piccolina e poco confortata e così entrano in conflitto due io/realtà che non comunicano.. bisognerebbe riuscire a trovare un canale.. fiori.gif |
Credo di averne visto vari aspetti negli episodi che hanno contraddistinto la mia vita di questi due io che si alternano. Dovrei raccontare ma non è questo il luogo, comunque io le ho viste distintamente queste due grii. Una si vergogna dell'altra. Ma dei risultati alla quale arriva l'altra. Non so se va bene parlarne così. E' come se mancasse qualcosa in mezzo a queste due. O bambina o adulta manca la via di mezzo. Una è tutta cuore ed ingenuità, l'altra è quella che la sgrida e non apprezza mai quello che fa.
Una usa il cuore e l'altra la mente e il mio corpo in mezzo non ci capisce niente. L'adulta esce per sgridare per redarguire per litigare vien fuori tramite la rabbia e fa la dura ma poi quando se ne va (perchè qualcuno la fa scappare, sempre la rabbia credo) la bambina e li con tutti i cocci e non sa che farsene e piange disperata. Allora improvvisa abbraccia bacia consola ma l'altra là non ne vuol sentire ragione si stringe nelle spalle e non consola non abbraccia è arida e senza sentimenti per lei esistono solo bianchi e neri senza sfumature. Si son divise il campo ed io che ci faccio con ste due s..... ? Ora analizzando quanto scritto sopra mi rendo conto che forse uso solo la mia parte femminile a lei il compito sia di fare la mamma e anche il papà perchè mia madre incarnava entrambe i ruoli avendo un padre assente nell'educazione anzi la sua presenza non presenza era infantile e rabbiosa. I miei genitori maschio e femmina che comunicano tramite la rabbia. Ma a me bambina la rabbia non piace come non mi piacciono loro che litigano invece di amarsi e mi fanno sentire insicura e allora vivo in un mondo tutto mio pieno di fantasia ed amore un mondo tutto inventato che nulla a che vedere con la realtà. Anche ora scrivendo se devo usare il cuore e come viene viene funziona ma se devo fermarmi a tirare due conti di ciò che ho detto vado in crisi, perchè subentra l'altra parte quella dei bianchi e neri a cui non va mai bene niente. Se rileggo non posto non rileggo chiudo gli occhi e pigio. nonso.gif |
Ed è qui che subentra il nostro giudizio di ciò che pensano gli altri. Tenerli in considerazione (mamma e papà che oggi sono la società) porta ad aver paura di esprimere noi stesse.
Potrei citarti frasi che in questi giorni non a caso, lo vedo e mi commuove, girano nel forum dove si dice di parlare senza pensare di piacere o di dare immagine per cercare conferme, oppure dove si dice che son proprio le persone che non ci han dato quel che pretendevamo che poi ci condizionano e sono proprio quelli che abbiamo amato spesso disperatamente perchè soffrivamo di più. Spostiamo il problema su non sopportare tizio e poi caio.. poi chiamiamo in causa anche sempronio ma tutto gira nell'accettare che possiamo anche odiare o essere mostruosamente arrabbiate con la persona da cui pretendiamo amore subito! Accettare di provare certi sentimenti potrebbe portare ad una sofferenza enorme perchè presuppone che abbandoniamo l'idea di pretendere amore così come lo vogliamo noi. Quindi non ci sarà nessuna rivincita, nessuna vittoria, nessuna gratificazione e nessun tipo di condizione. Insomma smettere di amare la nostra sofferenza ed iniziare ad amare quella bimba. Potrei continuare ma per ora mi fermo.. |
Citazione:
mamma severa e autoritaria che si sobbarca il compito di educare e crescere..sisi..papà che fa una specie di supervisione (ma che nel mio caso svanisce proprio ad un certo punto) non so se mi perdo in elucubrazioni inutili ma pensa a queste donne, magari molto tenere ma che si devono assumere pesi e responsabilità e che non possono cedere, o sentono di non poter cedere..questa è una lettura che posso fare solo ora, ora che mi ritrovo nella stessa posizione di mamma sola, e la coccola viene vissuta come una debolezza,erroneamente, ma se ciò che hai visto e vissuto è una "forza" di tua madre che fa anche il padre come fai a comprendere che si può essere teneri e bruschi a seconda dei momenti...è quello che diceva Ray nel post dei genitori, nel dividere la punizione, che va data, dal dispiacere, quindi la tenerezza, che va comunque bene. come vedi sono anch'io ancora nella nebbia...icon_mrgr: ma riuscire a parlarne è già qualcosa,io mi sono accorta che pensarci è un passo, ma è ben diverso dal scriverlo e ancora più complesso è verbalizzarlo. Ci va un passo alla volta. Oggi non sto più guardando ai miei genitori con rabbia, più con curiosità perchè più mi soffermo sul passato e più mi accorgo di quanti particolari ho omesso trattenendo un giudizio finale..non so se riesco a spiegarmi..e inoltre il mio occhio di (quasi) adulto mi fa vedere le azioni e le situazioni in un altro modo... capisco benissimo l'altalena che vivi, la forza che hai e che ti urla che sei grande (e ti fa arrabbiare) e la paura che vivi allo stesso tempo di non riuscire a farcela (il piangere e tornare bambina). beh chiaro che è solo un'interpretazione ma chissà..magari qualcosa di vero c'è... fiori.gif |
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Per quanto riguarda ifilm...come hai ragione...ad esempio io se vedo un film come mi pare fosse un ponte per Terrabitia, dove un bambino vive nell'incomprensione degli adulti in quel caso del padre, sto male mi sale una tristezza ed una rabbia per poi sfociare in un pianto assurdo, quando poi il padre si accorge dei suoi sentimenti per il figlio e dei suoi sbagli il cuore esonda......non riesco a non piangere e a chiedermi perchè piango mentre mi osservo. La stessa cosa quando cerco di educare mio figlio, lotto tra l'amore per il figlio e ciò che è giusto fare, perchè è inrisolto dentro di me. Accettare di dare una punizione senza sentirsi in colpa. Questa divisione è davvero lacerante. Grazie Sole di darmi la possibilità di parlarne. abbraccio: Di tirare fuori questo bubbone che mi tormenta.fiori.gif |
io sono arrivato a una mia spiegazione:
quello che non va riguarda la non capacità di dialogo aperto tra padre (o madre) e figlio. l'incapacità di sapersi "denudare" l'uno di fronte all'altro dimenticando in quel "momento" i "ruoli" supposti e fittizi. è l'identificazione in un ruolo preconfezionato e troppo "rigoroso" (a scapito dell'affetto o grazia) a rendere "chiusi". dimenticando chi è padre e chi è figlio. due anime che si parlano. quello che più volte vado dicendo con quella parola "paritetico". dato che i figli portano dietro gli stessi blocchi dei genitori è a mio avviso solo in questo modo possibile il loro superamento. |
Citazione:
Si, gli altri sono specchi ma ci dimentichiamo sempre una cosa ovvia, tanto ovvia che non l'abbiamo mai detta: sono specchi vivi. Quasi quasi ci sta bene anche nel discorso di Uno sulla necessità di socializzare per la Ricerca... |
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Credo anche di dover imparare ora imparare a fermarmi un attimo sempre prima di... lasciare andare in automatico ciò che invece devo controllare e modificare. Partire da punti fermi razionalmente per poi sentirli miei nel cuore con il tempo. Non so se mi riuscirà a spiegare qualcosa che sto cercando di mettere in atto e che non è ancora mio del tutto. Ma per rimanere ferma in un ruolo non devo saltare di qua e di là disorientando oltre che me stessa anche chi mi sta vicino. Devo secondo me crearmi dei paletti ai quali appoggiarmi nei momenti critici e a cui fare riferimento per non perdermi. Faccio il meglio che posso e come posso devo dirmi ogni volta con la massima sincerità e amore, amore che devo costruire per me giorno per giorno. abbraccio: :C: |
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Ma ho visto recentemente che talvolta per passare all'ordine bisogna prima passare per il caos. bacini.gif Ti dirò la verità sono stanca di nascondermi. Sono stanca di condannarmi. Sono stanca di giudicarmi. Fino adesso ho fatto quello che ho potuto ho fatto delle scelte giuste o sbagliate che furono ma come ha detto giustamente Era le scelte le ho fatte; a volte sono meglio del fuggire girando a vuoto, nella scelta almeno si vedono le conseguenze si impara e si cresce. Ho scelto di mostrarmi e mostrarmi ha delle conseguenze che faranno crescere. Ho tanto da imparare e voglio smettere di dimostrare che lo so già fare quando non è la realtà. Se la bambina piange e fa i capricci le soffieremo il naso aspettando che cresca e si prenda le sue responsabilità e amandola quando fa anche lei il meglio che può. E la grande "giudice dell'eresia" faccia un po' di silenzio ed impari pure lei l'umiltà dell'imparare per crescere. Sto parlando a me stessa spero si capisca. Grazie abbraccio: :C: |
abbraccio:
sai Gri, io un pò quest'altalena la sto superando, me ne sono resa conto leggendoti e mi ha stupito moltissimo rendermi conto che mi pensavo ancora in questa fase mentre in realtà avevo già fatto un passetto più in là, solo un passrtto eh ma l'ho fatto...è curiosissima sta cosa, facci caso anche in te nei prossimi giorni...siamo così "abituate" a viverci a conoscerci in un certo modo che non realizziamo subito che qualcosa è cambiato in noi...chissà se si arriva al punto che quel tale atteggiamento neanche lo riconosciamo come nostro.. C'è un'altra cosa che volevo raccontare, la vedo in me per cui non lo so se è anche in te cmq..tutto aiuta Tutto sto caos, tutta sta confusione, questo non contenere le emozioni è un "non dire" che alla lunga non riusciamo più a sopportare e magari (ma parlo a me quindi non è un'accusa) questa emotività incontrollata è un pò un ricattino che facciamo agli altri, agli altri perchè non siamo riuscite a prendercela con chi dovevamo, con mamma e papà, perchè in fondo non è colpa loro, (o perchè li temiano come bambini? mah)perchè magari nella testolina di bimbo si è formato quel pensierino malefico, di non essere abbastanza , e ci sentiamo soli, ma non lo siamo (diavolo.g: cattivella questa...), però quel vuoto c'è eccome e quindi...via coi sensi di colpa, che iniziano a ballare il walzer nello stomaco e poi aumentano il ritmo fino a scombinare tutto... Ho visto anch'io quel film sai? Un ponte per Teracosia (icon_mrgr: ) anch'io mi sono sentita stretta in una morsa...ma cos'è che non è stato compreso in noi? Te lo sei chiesto? Al di là del papà che non apprezza e coccola il figlio, in cosa il bimbo non veniva valorizzato? Cosa che invece ha fatto la ragazzina...cambiare punto di vista alle volte può fare molto ti chiedo scusa se ho detto cose in cui non ti ci ritrovi (così mi faccio una dose di approvazione quando mi rispondi ;) ) ma non lasciarti travolgere dal dolore, ci ho sguazzato per anni, fidati, non serve...facile dirlo adesso ma, siamo qui no? fiori.gif |
molto bello quanto hai scritto.
fare "luce" significa scendere nelle profondità e farle emergere. Un abbraccio |
Citazione:
In effetti alcuni atteggiamenti sono cambiati, quando ho raccontato all'inizio descrivevo proprio l'inizio ora va meglio sempre che non mi lascio andare ma devo mantenermi "osservata". Citazione:
Io ad esempio mi chiudevo perchè anche se parlavo non venivo compresa. Provavo rabbia e scappavo. Con il tempo è divenuto più facile scappare che affrontare, tanto trovavo la via di fuga altrove in altre cose, ma me la raccontavo e non lo vedevo. Il piangere poi per me o il manifestare le mie emozioni l'ho sempre vissuto come una forma di debolezza da cui scappare. Non accettare questo mio modo di essere e relegarlo in qualche recondito anfratto faceva si che poi scoppiassi senza un'apparente ragione. A chi stavo di fronte dovevo apparire fuori di melone.icon_mrgr: Ora ci sto provando a dire a mostrare che sono umana e non supergirl, mostrandolo agli altri lo vedo anche io. Per quanto riguarda la solitudine ho provato ad indagare dentro di me. Mio padre da bambina mi ha viziato tantissimo non tenendo conto dell'opinione di mia madre. Poi per varie vicessitudini questa cosa è stata troncata di netto. Basta cocca di papà, basta vizi e proiettata ancora bambina nello spazio senza riferimenti. Con solo la mamma arida di sentimenti. La mia pare diventata una ricerca ossessiva di quel periodo in cui tutto veniva scusato, i miei comportamenti, le mie marachelle venivano coperte da mio padre. Io ero il "genio" di famiglia fino a al momento prima dell' "abbandono" Mi sento come se avessi vagato per un certo periodo della mia vita alla ricerca di quel paradiso perduto dimenticandomi della realtà e di crescere. Come a voler ricreare in qualche modo un qualcosa che non c'era più e mai più ci sarebbe stato se non lo avessi io creato al mio interno e non fuori. E quando non lo trovavo fuori piangevo come allora per l'abbandono e la solitudine invece che tirarmi su le maniche e dirmi: we ciccia puoi fare da sola ora sei grande fuori è ora che cresci anche dentro. Papino che ti copre il culo non ci sta più ora alzanti e cammina con le tue bambine sante. diavolo.g: Chissà se ci ho preso mah :@@ abbraccio::C: |
Citazione:
GLAP anche mio padre mi definiva un genio...anche se però a coccole...non c'era mica tanto...stile orsacchiotto hai presente? icon_mrgr: bah forse come dici era comunque un tempo dorato, in cui ero comunque al centro di un mondo...tutto per me (eppure la facevo a letto..mah) ma oggi? comincio a intravedere certi meccanismi perversi che mi scattano con gli uomini (me li scelgo sempre stronzi icon_mrgr: icon_mrgr: ) ma che cosa ci blocca nell'esprimerci? che cosa scatena il tracimare delle emozioni?è come se avessimo preso per abitudine il direzionare l'energia nel modo sbagliato..ok...ma qual'è la strada giusta? (bestia come sono costruttiva stasera...una sfilza di domande...nessuna risposta..) ce penso abbraccio: non è che sti papà che ci han definite geni ci han messo su un vestito di aspettative un pò strettino? (e in conflitto con la madre..) boh (comunicazione pro-attiva risata.gif ) |
Raddoppio le domande. diavolo.g:
La pipì a letto la facevo pure io icon_mrgr: Si si tipo orsacchiotto....icon_mrgr: Per gli uomini stronzi non è che cerchiamo lo stereotipo del papà unopocostronzopurelui?diavolo.g: Come vedi a risposte non ci sto neppure io. abbraccio: :C: |
posso inserirmi?
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avete osservato la ripetizione di un'esperienza mi pare di capire.
beh a mio tempo osservai come io nelle donne ricercassi fondamentalmente mia madre nel senso che inconsapevolmente finivo per trovare persone che fossero autoritarie nel rapporto. una volta osservato questo ho cercato di capire cosa di mia madre non mi andasse. ho scavato e riscavato sino un giorno a capire che dovevo parlarci di persona. ho tirato fuori con amore le cose che non mi piacevano di lei a mio modo di vedere. le ho detto qualcosa come "mamma io sono diverso per certi punti di vista da te. non puoi continuare a imbrigliarmi per paura che io scappi da qualche parte perchè così facendo non fai altro che tenermi sotto una campana di vetro" Da li l'esperienza è cambiata. Un saluto |
Forse un'altro pezzo di puzzle e devo qui ringraziare Turi che me lo ha riportato alla mente parlando di sè fiori.gif
Da bambina avevo una sorta di sentimenti contrastanti, non comprendevo gli adulti, logico a quell'età come si fa? Si ha solo una visione parziale delle cose legate al vissuto. Non potevo comprendere l'essere genitore, non comprendevo gli sfoghi di rabbia di mio padre e i pianti assurdi di mia madre. La mia impossibilità di poter rendere quello che provavo e vedevo diverso creava in me una rabbia calda e palpabile che cresceva dentro come in una pentola a pressione. Con il crescere delle incomprensioni famigliari cresceva la rabbia e alla fine non la contenni più. Entrai in una spirale dove tutto si poteva risolvere ( immaginavo così) con la rabbia e la forza sino a che non ci sbattei il naso cadendo da una grande altezza. A quel punto la rabbia era quella cosa che faceva più male della repressione e non risolveva i problemi. Quindi mi ritrovai da capo e reiniziai a reprimere trovando via di fuga in altro ma non più nella rabbia manifesta, ma nella rabbia nascosta e infida che porta a nascondersi e a fare ad reagire di nascosto. Del tipo: (ero ragazzina) non vuoi che faccia questo? Ok non mi arrabbio più con te, faccio tutto quello che mi vieti di nascosto per vendicarmi. Il risultato è farsi ancora più male e nascondere a se stessi la verità di cosa si desidera veramente oppiandosi con qualcosa che ci pare di volere, anche se quel volere era solo una reazione. Ommamma mi sa che non sto spiegando bene come vorrei. Mi fermo un'attimo. abbraccio: |
Ho trovato altro
I bambini si sa hanno molta fantasia, che spesso i genitori scambiano per menzogne e poi non credono più loro, ma non solo i genitori gli adulti in generale, non si sforzano di ascoltare cosa c’è dietro la “menzogna”.
Ora che ho un figlio posso comprenderlo. Perché vedo che ha moltissima fantasia e gioca in continuazione, inventa storie, per vedere le reazioni dell’altro insomma un modo di prendere le misure su cosa è possibile fare e non fare e capire le varie conseguenze del caso. Perché dico queste cose? Perché da bambina ho vissuto parecchi episodi in cui non sono stata creduta dagli adulti. Ho ricordato alcuni episodi in cui mi sentivo frustrata dalla incredulità degli adulti, mi vergognavo io per quello che pensavano di me, tanto da non avere più il coraggio di controbattere ogni volta che qualcuno si opponeva alla mia verità. Da adulta mi sono rimasti dei retaggi di questo modus di pensare ed agire anzi di non agire. Sono sostanzialmente una persona sincera e onesta, chi mi conosce lo sa, ma nonostante tutto capita che non venga creduta, bon credo come a tutti del resto. In quei momenti mi si solleva un rabbia cieca che non facendola uscire si trasforma in impotenza, in frustrazione sino a portarmi all’immobilismo. Se poi già immagino di non essere creduta perché ci sono già dei precedenti evito proprio di affrontarla anche a costo di rimetterci. In quei momenti vorrei a disposizione una macchina futuristica per dimostrare la mia verità ma non avendola mi arrotolo su me stessa senza fare nulla. :@@ |
Ti capisco molto Gris.
Io durante l'adolescenza non riuscivo in genere mai ad oppormi od esprimermi bene. Adesso ho il problema contrario: quando c'è da mandare giu un rospo, il mio corpo si rifiuta, e rispondo sempre. A volte può creare problemi, ma almeno non mi reprimo, rispondo un po' secco, però poi non mi rimane rancore per quelle persone. Nel tuo caso essendo un blocco, sicuramente non dipenderà sa un solo fattore, ma da tanti fattori messi insieme. La paura del giudizio degli altri l'abbiamo tutti, e si manifesta in forme diverse: a volte magari la superi per certi aspetti, ma non ti rendi conto che per tanti altri ti condiziona. fiori.gif bacini.gif |
Tiro su questa discussione perchè oggi, di fronte ad una ennesima situazione in cui mi ritrovo a muovermi impacciata e insicura, pur non avendone apparentemente motivi, ho dovuto ammettere un pò di cosette
Sì, sono piena di vergogna e arrabbiata. Non sono capace di farmi le mie ragioni, incasso silenziosa e ingoio. Davanti alle difficoltà scappo. E poi mi racconto che sono una persona che ama il quieto vivere: nono, semplicemente sono una vigliacca. Davanti ai "potenti" scatta in me una componente fantozziana, divento accondiscendente, pure un pò servile e do sempre loro ragione, anche quando dicono cose assurde o sciocche. Sembra mi si blocchi il ben dell'intelletto, mi impapero e divento decisamente impacciata Vivo in costante tensione, ho paura di non farcela, di non essere in grado, all'altezza. E in effetti è così, i miei blocchi fanno sì che mi faccio mettere i piedi addosso spessissimo. Mi dico tra me e me che non è poi così importante. E ingoio Se le vedessi in un'altra persona tutte queste caratteristiche non mi piacerebbe nemmeno un pò... però sono io Ecco... leggere che anche altre persone che scrivono qui hanno vissuto questo genere di situazione, ha sciolto in me un pochino di vergogna Anche io avrei da scrivere di mio padre e mia madre. Ma non stasera, devo... metabolizzare un pò, ho la sensazione fisica di avere un chiodo conficcato nel cuore Per il momento semplicemente grazie Città fiori.gif |
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