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Immortalità
E' una delle grandi Domande dell'uomo, che l'accompagna da sempre.
Cosa c'è dopo la morte? Già in tempi preistorici si possono ritrovare testimonianze di questa questione, come il culto dei morti introdotto dall'Uomo di Neandethal, che in qualche modo tentava di dare un senso alla vita futura del defunto. Questi riti funerari però, nati nel Paleolitico medio, sembravano essere più frutto di un'intuizione profonda che accompagnava la coscienza umana riguardo la vita dopo la morte, che un' idea bislacca partorita da cervelli ancora poco sviluppati. In altre parole, come potevano ominidi di quel tipo "arrivare" a pensieri così elevati, se non fossero scaturiti da un qualcosa dentro di essi? Da lì in avanti poi questa idea della vita dopo la morte non solo non è morta, ma anzi ha continuato a svilupparsi nei popoli sempre più evoluti, finchè il culto dei morti è diventato oggi stesso un termine fondamentale per determinare il grado di civiltà di un popolo. Nella mitologia classica greca, fatta di déi immortali e uomini mortali, entrano ad un certo punto in scena i semi-déi, frutto dell'unione di un dio con un mortale (metafora interessante...) e, fra le varie facoltà da essi possedute, c'era proprio quella dell'immortalità. L'uomo che si unisce col divino, è in grado di vincere la morte... Ma che significa esattamente la parola immortale? Ed esiste solo un tipo di immortalità, o ce ne sono di diversi e a vari livelli? Certo, per l'uomo la cui coscienza riconosce il suo essere solo ed esclusivamente materiale, ben poche speranze di sopravvivere alla morte del suo corpo fisico avrà... Polvere eravate e polvere tornerete... L'immortalità è una potenzialità che l'uomo ha da sempre in sé... ma questo non basta. Fintanto che resta a livello potenziale, nessuno potrà mai sperimentarla. Prima di continuare, sentiamo un po' di pareri... |
Credo che il concetto di immortalità non sia oggi della stessa sostanza di cui si denotavano i caratteri, come hai giustamente riportato in linee generali, storicamente accertati.
L'immortalità oggi assume un significato diverso o quanto meno trova la sua proiezione nella vita di tutti i giorni attraverso pratiche estetiche, aggiustamenti del corpo per " allontanare " sempre di più quello che l'uomo ha cercato di combattere ad oggi con scarsi risultati: la vecchiaia. D'un lato la ricerca per certi versi va anche assunta come positiva ( vedi i vari studi sulle cellule staminali ad esempio ) ma ovviamente mi riferisco al cattivo riflesso - in altri termini l'acccorgimento per il " solo " materiale - il quale ci fa capire quanto " l'animale uomo" sia scaduto col passare dei secoli o in conclusione come, la non considerazione per il " concetto immortale " sia stato prevaricante - ma non solo in questo caso - col fine ultimo di spostare l'attenzione all' " esterno " del corpo. Utile quindi sarebbe il caso di analizzarne i risvolti che nell'arco dei secoli, come su accennato, ha modificato la sua reale valutazione. Prescindendo dal discorso ( solo )religioso anche tenendo in debita considerazione cio che la tradizione ideologico religiosa contiene, vorrei fare un accenno, continuando sulla scia di Kael ma forse complementare, alla considerazione che fino a poco tempo fa -l'immortalità - era presente anche nel Cristianesimo, poi eliminata, se non erro dal Concilio di Nicea per evitare che altre " correnti " di voga in quel tempo potessero prendere il sopravvento su quella che sarebbe poi divenuta la via principale da seguire e da espandere anche con la forza. Nessuna vena polemica certamente in quel che dico quanto il fatto non singolare che i vari " aggiustamenti " come ad esempio della storia o dell'archeologia abbiano eliminato prima e bollato poi il concetto di immortalità come il meno importante da evidenziare e presente soltanto in quelle popolazioni " poco istruite " rispetto allo standard e di quel tempo e dei giorni nostri. Trasformata quindi in credenza " popolare " è stao ovvio il risultato strutturatosi sempre di più, almeno per quel che riguarda l'occidente, nel modo di pensare o concepire la vita. Questo forse con la continuazione del discorso di Kael c'entra poco ma mi sembrava doveroso fare un accenno anche alla innegabile attenzione dell'uomo il quale anzicchè fare tesoro delle tradizioni e " studiarle " semplicemente le ha accantonate e nel calderone anche l'immortalità, nel suo aspetto essenziale, ha trovato un posto. |
Una piccola puntualizzazione; il cristianesimo delle origini non riconosceva l'immortalità fisica, ma piuttosto sapeva bene della reincarnazione. La differenza è importante perchè il Cristinesimo attuale riconosce l'immortalità dell'anima ma non la reincarnazione!
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Morte fisica; Morte cerebrale .... costante dell'uomo moderno ( si, lo so .. è polemico) Morte spirituale; Morte/cambiamento. Morte come opposto alla nascita. (per ora non me ne vengono altre) Non c'è nessuna immortalità se si intende la morte come fine fisica e basta. Non può esservene. La Morte cerebrale è l'assenza di coscienza nel corpo. La morte spirituale la vedo come una assenza di speranza e gioia. Come cambiamento, il cambiamento di uno stato, un passaggio. infine ... la signora Morte opposta alla signora Nascita che rende dunque la Vita un valore Assoluto senza opposti. La Vita è la Vita, dunque nella Vita non vi è Morte. Dunque immortale potrebbe non significare semplicemente non morire, ma semplicisticamente aver scoperto la Vita. E' possibile però dire che tutti i valori che diamo alla Morte possono essere riuniti in uno solo ed è l'immortalità Fisica. Come può essere che ciò accada !? Teoricamente il corpo di un Uomo è sottoposto alla sua Volontà. ( dovremmo approfondire il potere della Volontà .... questo discorso si amplia a dismisura) e più è elevato lo spirito, più la coscienza si riconosce in un un'unico spirito ( correggetemi i termini se son sbagliati) più essa è in grado di disconoscersi dal proprio corpo ed utilizzarlo come veicolo o mezzo. Quando il corpo diventa il mezzo e non la fonte di vita, automaticamente tale fonte viene alimentata da una (fonte) energetica diversa che l'immagazzinamento del cibo, combustibile consumabile e deteriorabile che consuma il corpo ... (ma che è ovvio che serve). Così Così tale fonte diversa e naturale mantiene le cellule del corpo ad unlivello sempre costante ... mantiene sotto la propria volontà pulito e sano il corpo. Così ... per chi ha scoperto questa fonte ... si paral di immortalità. E' chiaro ed evidente che sto parlando per iduzione .. non per conoscenza. Così alla fine tutte le concezioni di morte .... sono ritrovabili nella stessa immortalità. vabbè .... si capisce qualcosa ???? icon_mrgr: |
Certo si capisce. Mi pare che tu ti riferisca anche all'aspetto immortale ( per cui non appartenente alla mortalità ) del corpo.
Questo secondo me è pure un fatto importante poichè complementare al concetto dell' " oltre la vita " . E' vero ciò che che hai puntualizzato; è anche vero che il Cristianesimo ( degli ultimi tempi diciamo )prende come esempio la " resurrezione " alla quale attribuisce un valore particolare. Lasciando perdere i teologi e di conseguenza i loro discorsi sulla questione, che da un certo punto di vista contribuiscono - ma anche no - alla giusta definizione degli interrogativi che la religione pone , possiamo scendere ancora di più nel discorso. Partendo da ciò che ha posto Kael, in un primo momento, si parla di cosa c'è dopo la morte; l'immortalità puo essere assunta come punto di collegamento tra le varie dottrine nonchè tra le varie correnti filosofiche. Come dice Kael il culto dei morti è una pratica che segna un percorso. Ad esempio religioni come la shintoista se non sbaglio, praticano questo culto poichè per loro è di fondamentale importanza richiamare " l'antenato " affinchè questo aiuti e indirizzi nel normale cammino quotidiano il discendente. Si fa riferimento, secondo me, ad una Saggezza in questo caso, che potrà essere d'aiuto illuminando gli appartenenti di quella particolare casata. Quello a cui si da importanza quindi è l'aspetto incorporeo. Iniziamo col distinguere quindi una immortalità " fisica " da una " immateriale ". Per la prima sono per linee generali d'accordo con Te poi se c'è da fare altri riferimenti " tecnici " io sono la persona meno adatta. Per il secondo a mio avviso, immortale è colui che è sottratto alla mortalità, sottratto alla fine della materia ovvero quel qualcosa che si " innalza " da ciò che fino a quel momento era l'involucro fisico e credo altresi che ce ne siano vari di livelli. Da questo per spiegarli tutti, cosa che al momento data la mia ignoranza non sono capace di fare, posso solo dire che la manifestazione dottrinale della religione ( in generale ) indirizza la sua attenzione soltanto su una generale visione. Come è ovvio che sia non accetta, la dottrina almeno per la maggior, parte, la classificazione in " corpi sottili " da cui potrebbe diramarsi un discorso ancora più strutturato ai fini della comprensione. Si potrebbe fare il discorso per spaziare ancora di più della considerazione di vari livelli e quindi vari " involucri " ( ma solo a livello concettuale ) che uniti al fisico formano un tutt'uno con esso ma questo richiama in gioco una concezione filosofica dalla quale, tornando al discorso che facevo sugli aggiustamenti, col passare del tempo ci si è totalmente divisi. La morte, collegandomi al tuo discorso Sole, è per me un passaggio, una transizione dalla quale non si puo prescindere; fa parte del naturale corso al quale si è soggetti ed è conseguenziale che si attribuisca una fine a quello che non più si vede o si tocca poichè rispetto a quei fenomeni e di questi non si puo avere una percezione oggettiva se non studiandoli. Al momento la considerazione che se ne puo fare è di tipo soggettivo in base, certamente, alle credenze che ognuno possiede ma qui sappiamo che vogliamo andare anche oltre. |
Sole ha introdotto un concetto importante.
Per la maggior parte della gente il contrario della vita si chiama morte. Ma questo è uno sbaglio grossolano, perchè è la nascita ad essere il contrario della morte. Nascita e morte sono soltanto due aspetti della Vita. La morte rappresenta la fine di un cerchio, ma sappiamo che gli estremi in un cerchio coincidono, e ad ogni fine corrisponde un nuovo inizio. La morte non è altro che la nascita di una nuova rotazione, così come l'Omega non è altro che l'Alfa di un nuovo alfabeto... Il contrario della vita è la non-vita. Ma non serve morire per questo. Quante persone "vive" vediamo ogni giorno che camminano e si muovono ma in realtà la loro è una non-vita? Automi ambulanti che non sanno quello che fanno, che si muovono meccanicamente sottomessi alle forze Universali che li dominano... La Vita risiede nella Coscienza. Possiamo definire vivo un individuo privo di coscienza? |
e cosa significa "non avere una coscienza" ?
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Allora, procediamo per gradi.
Ammesso che dopo la morte del corpo fisico esista qualcosa che viva ancora per un certo tempo, conservando la sua coscienza, questa può essere chiamata immortalità? In altre parole, per quanto tempo questo qualcosa dovrebbe sopravvivere per essere considerato immortale? Già in pochi post abbiamo visto come il termine "immortale" sia vago e differente a seconda delle nostre singole concezioni, e rischi quindi di confonderci. Procediamo quindi sostituendo la parola "immortalità" con "esistenza dopo la morte". Ora, appurato che la morte di cui stiamo parlando è una morte fisica, ciò che potrebbe continuare ad esistere è un qualcosa di non fisico. A questo proposito però occorre studiare attentamente l'Uomo e comprendere di che cosa sia realmente fatto. Tutte le grandi Tradizioni riconoscono che l'uomo sia composto da 4 corpi differenti, ognuno costituito da "materia" di diversa fattezza e di sostanze sempre più sottili. La religione Cristiana li denomina: Corpo carnale Corpo naturale Corpo spirituale Corpo divino Analogamente molti insegnamenti orientali li chiamano: Carrozza (corpo) Cavallo (sentimenti, emozioni) Cocchiere (pensiero) Padrone (Io, Coscienza, Volontà) Infine, le discipline esoteriche li chiamano: Corpo fisico Corpo astrale Corpo mentale Corpo causale Questi 4 corpi si compenetrano uno nell'altro, dando forma all'Uomo. Badate che non stiamo parlando di corpi immateriali, sono tutti materiali esattamente come il corpo fisico, ma la loro materia è più sottile e "scivola" negli interstizi della materia più grande del corpo fisico. Porto un esempio: Il maestro davanti alla classe riempie un vasetto di vetro con dei sassi, fino all'orlo, e chiede: "E' pieno il vasetto secondi voi?" La classe risponde di si. Allora il maestro tira fuori dei sassolini più piccoli, e versandoli nel vasetto scivolano negli spazi lasciati dai sassi grandi. Poi guarda la classe: "Ora è pieno?" La classe risponde di si. A questo punto il maestro tira fuori della sabbia e la versa dentro. Il vasetto riesce a contenerla. Infine, il maestro prende dell'acqua, che scivola negli ultimi interstizi vuoti e va a riempire veramente il vasetto. Poi si rivolge alla classe attonita, e dice: "Ora è pieno!" Questo è importante per capire come questi 4 corpi si compenetrino uno nell'altro, formando 4 organismi indipendenti aventi una relazione fra di essi, ma capaci di azione indipendente. Ovviamente, per la scienza che usa strumenti composti dalla materia del primo corpo, risulta impossibile scoprire l'esistenza dei corpi formati da una materia più sottile. Per lavorare in ambienti differenti, servono strumenti differenti. Non posso usare materia del primo corpo per lavorare nel secondo o nel terzo... Continua... |
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seguire la corrente senza mai chiedersi se è la nostra corrente o se stiamo seguendo una corrente precostituita da altri... eppure anche le pecore hanno una sorta di coscienza.. così come le api ecc...una coscienza di gruppo o di razza...o non so come chiamarla..... è l' uomo...che dovrebbe essere Uomo...diventa "pecora" senza una coscienza individuale.... vado anch' io a ruota libera...la vita dopo la morte... la morte antagonista della vita... hai ragione Kael: "Nascita e morte sono soltanto due aspetti della Vita." allora questo terrore della morte? mentre gli antichi avevano il culto della morte... i moderni hanno il tabù della morte....non c'è la cultura della morte... non ci si pensa mai..ai bambini viene nascosta questa verità.. unica cosa certa alla nascita di ogni uomo...è che ci sarà per certo questo passaggio... potrai essere fortunato o meno...ricco o meno....felice o meno... ma sicuramente e per tutti c'è questa realtà.... "Nascita e morte sono soltanto due aspetti della vita" a questo proposito una parola sulla morte fisica... anche qui vedo una sorta di immortalità...in fin dei conti se il corpo non venisse sotterrato dentro sti cassoni di castagno noce...rovere...comunque in massello....ma in terra come ai tempi che furono...deconponendosi...andrebbe a fertilizzare (rivivendo in altra forma) i vegetali ..che a loro volta nutrono gli erbivori ed il cerchio continua.... Vita dopo la morte si...morte come fine di un ciclo ed inizio di un altro si.. e mi fermo prima di intortolarmi:@@ |
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Diceva bene Socrate: "Infatti, cittadini, aver paura della morte non è nient'altro che sembrare sapiente senza esserlo, cioè credere di sapere quello che non si sa". Socrate stesso che, morente, non ha dimostrato la minima paura verso la morte e, anzi, ha fatto vedere ai suoi discepoli come fosse in grado di affrontarla serenamente. Come tutti i grandi maestri del passato... |
Effettivamente si ritorna sempre agli antichi ma pur sempre " attuali ".
Quello che naturalmente è la causa della non comprensione di determinati fattori sicuramente è da cercarsi all'interno di tutto ciò che è stato " occultato " storicamente; ma questo sicuramente è un altro discorso che poco interessa al nostro. Rispondendo a Sole, secondo me, non avere una coscienza significa non possedere la capacità di discernere ovvero di fare una cernita di ciò che è vero da ciò che non lo è. Siamo sempre portati ad operare una tale scelta basandoci su quello che sappiamo e nella presunzione di sapere tutto ci dimentichiamo di ciò che non è alla nostra portata, in altri termini, crediamo di sapere quando invece non sappiamo nulla. E questo è tanto quanto basta per rendere l'incognita Vita difficile da comprendere anche nella pseudo interruzione che è rappresentata dalla morte fisica, in questo caso. |
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Alla fine son giuste tutte .. dipende dalla coscienza stessa. No? |
A.S.
hemm .. mi è stato fatto gentilmente notare che ho sintetizzato troppo .. e non si capisce perchè abbia quotato un maschile singolare e rispondo con un femminile plurale .... Pignolo!!! Cmq, intendevo che per ogni risposta alla mia domanda .. ritengo che possano essere vere tutte. Dipende infatti dallo stato di coscienza. |
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L'immortalità, è stato chiesto all'inizio che cosa è per noi... io questa risposta ancora non ce l'ho Kael.. la intravedo... ma ancora non vedo bene la risposta ... |
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Salve, Secondo me esiste solo un tipo di immortalità, siamo sempre esistiti e sempre esisteremo, siamo una scintilla del Tutto e solo quando la nostra comprensione ci permetterà di accorgerci di questo potremmo anche sentirci immortali oltre che saperlo. |
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L'accorgersi di qualcosa è in funzione di un avvenuto stadio che esula dalle parole. Mi pare che, pur sapendo di essere potenzialmente immortali, non ci si possa limitare a questo, non credi?icon_mrgr: Comunque concordo con quello che dici, almeno nel contenuto. Una domanda per Kael: La divisione in corpi, da alcuni è solo concettuale mentre da altri viene avallata come oggettivamente plausibile. Ecco...una volta che il " fisico " è andato e coesistono gli altri " corpi " che tu sappia, si puo immaginare una funzione di questi in altri piani o sono " mezzzi " ( ancora ) per contenere un Qualcosa? In altri termini anche questi hanno un ego o lo si perde col fisico?:C: |
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Om Mani Padme |
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Certo che non andiamo in giro a dire di essere immortali e non ci importa farlo capire alla massa, ognuno lo capirà quando sarà il suo momento secondo la Sua Volontà, finchè saremo attaccati a questo mondo illusorio e crederemo di poter controllarlo, non vedremo mai la nostra immortalità, che però già esiste. Ciao |
Dicevamo di questi corpi.
Per capire come facciano ad essere 'materiali al pari del fisico', ma scivolarvi in esso, dovremmo analizzare un atomo fisico. Esso non è affatto indivisibile come si pensa, ma anzi, è composto da sotto-atomi sempre più piccoli. Nella generazione dei mondi, com’è ben esposto in questo link http://ermopoli.org/forum/showthread.php?t=74 (volendo cmq si può parlarne nuovamente) dall'Assoluto si propaga un raggio di creazione, che genera mondi dentro ai mondi. Ad ogni mondo, gli atomi si agglomerano dando origine ad un atomo più grosso. Dall’Assoluto, in cui troviamo gli atomi primordiali che sono la più piccola vera parte di materia, si passa al primo mondo manifesto, i cui atomi sono composti da 3 atomi primordiali. Da qui si passa poi al secondo gradino dei mondi manifesti, i cui atomi sono composti da 6 atomi primordiali, e via via fino alla Terra, ossia il mondo fisico, i cui atomi pensate sono composti da ben 48 atomi primordiali. Gli atomi del corpo astrale invece sono composti da 24 atomi primordiali, gli atomi del corpo mentale da 12 e gli atomi del corpo causale da 6. Ci troviamo quindi nella condizione che in ogni atomo del corpo fisico siano presenti ‘anche’ 2 atomi del corpo astrale, ossia ‘anche’ 4 atomi del corpo mentale, ossia ‘anche’ 8 atomi del corpo causale. Questa è la ragione per cui i corpi si compenetrano. Ora però, è altrettanto importante prendere in considerazione il fatto che l’uomo non nasce con questi corpi sottili sviluppati. Essi sono in lui potenziali, ancora in uno stato embrionale, e non è assolutamente detto che essi si svilupperanno. Potrà capitare in seguito ad una serie di condizioni favorevoli, ma il corpo fisico non necessita di questi corpi, in quanto possiede già di per sé tutte le funzioni necessarie alla vita. E’ altrettanto vero però che un uomo può sembrare molto intelligente e anche molto spirituale, pur non avendo il corpo astrale, ossia il primo dei corpi sottili. Questo è dovuto fondamentalmente ad una ragione, e cioè il fatto che il corpo fisico ‘lavora’ con le stesse sostanze degli altri corpi (non dimentichiamo infatti, come su detto, che ogni atomo fisico ha in sé i sotto-atomi degli altri corpi, di essi quindi ne è composto). La differenza sostanziale fra un uomo che possiede il corpo astrale, e un uomo che non lo possiede, sta nel fatto che nel primo caso queste sostanze si sono in lui cristallizzate, assumendo una forma ben definita e costante, mentre nel secondo caso sono ‘mobili’ e quindi prive di controllo. Immaginando l’uomo come un contenitore di 4 diversi tipi di polveri metalliche, è facile notare come ogni accidente esterno possa modificarne la posizione. Una spinta, una scossa, un urto, e le polveri all’interno dell’uomo si mischiano, assumono una collocazione del tutto diversa da quella che ne avevano prima. Questa è una grande metafora di quella che è l’esistenza di un uomo ordinario. La sua vita psichica, le sue emozioni e i suoi sentimenti, tutto è in balia degli eventi esterni e basta un minimo ‘urto’ per stravolgere la posizione delle polveri al suo interno, perciò un giorno sarà nervoso, un giorno rilassato, un giorno meticoloso ecc, il tutto senza ovviamente saperne il perché. Ma le proprietà metalliche di queste polveri, rendono possibile un’operazione: possono essere fuse. Utilizzando un fuoco speciale, questa miscela instabile può fondere e raffreddarsi in un composto chimico compatto, non più modificabile da eventi accidentali ordinari. Ora il contenuto del vaso è diventato indivisibile, ‘individuale’. E’ questa un’immagine della formazione del corpo astrale. Il fuoco che permette la fusione, è la risultante dell’attrito che la lotta fra il si e il no genera nell’uomo. Per l’uomo che non sa resistere ai suoi desideri e li asseconda sempre, nessun fuoco potrà generarsi. Ma se per raggiungere uno scopo che si era prefissato è in grado di lottare contro questi desideri che lo ostacolano, creerà allora un fuoco che trasformerà il suo mondo interiore in un Tutto, indivisibile e permanente. Non avrà certo ancora raggiunto l'immortalità, in quanto anche il corpo astrale è 'mortale', però è indubbiamente più longevo del corpo fisico in quanto sottomesso a meno Leggi che lo governano. Continua... |
Citazione:
Se è 'tutto già come deve essere', che ci stiamo a fare noi qui? Sembra che invece di tentare di svegliarci, dovremmo darci una bella "martellata soporifera"? :C: |
Citazione:
Siamo immortali potenzialmente ma non possiamo dimostralo a noi stessi perchè per ognuno c'è " un momento "( anche questo potenziale suppongo ) nel quale si è pronti. Ma ti chiedo basta la Sua Volontà potenziale che gli permette di fare un salto dal mondo illusorio alla consapevolezza, oppure c'è bisogno di una " Azione " che sostanzi il tutto?icon_mrgr: Se gia so che è tutto " velato " allora ho capito tutto, no? Mi collego a cio che Kael ha lasciato: Citazione:
pertanto le emozioni in un certo senso potrebbero essere " quantificate" ma al contempo possono non essere definite immortali? |
Citazione:
Citazione:
Non so se tu hai capito tutto, solo tu puoi saperlo, comunque non c'è bisogno di nessuna azione, agire è ancora illusorio, essere nella Sua quiete è l'arrivo in porto. Ciao |
Citazione:
Entrambe queste tue citazioni corrispondono ad una visione del risveglio dettato da una via discendente. Mistica se si vuole! Esse sono comunque affermazioni che concordano con una via ascendente. Si intende misticamente la comprensione del SE in noi, in modo che questo discenda e che ci dia la capacità di comprendere l'immortalità attraverso la passiva ricezione; Si intende per "azione" in se il processo con il quale si raggiunge il contatto con il SE attraverso l'azione/volontà cosciente ed individuale. Non c'è abbandono a fonti esterni perchè si venga penetrati ma c'è ricerca della fonte interiore. Sono due lavori che differiscono nella forma ... Entrambe le strade sono meritevoli di successo, sarebbe da discutere i tempi, ma non importa ai fini di questa discussione. Siamo OT ? |
Citazione:
Mi riferivo comunque alla possibilità di venire a conoscenza di ciò che prima non avevo chiaro o addirittura non sapevo potesse esserci una " considerazione ". Mi sa che non ho capito tutto ma ben venga chi anche in minima parte ha sostanziato l'Azione; anche quello è " muoversi " non credi? Ma mi pare che stiamo andando OT. Dando per scontato che gia si sappia di essere immortali con piena coscienza ( cosa di cui dubito soprattutto per me ovvio ), si potrebbe anche descrivere il pensiero o meglio ciò che si sa dal proprio punto di vista, in merito alla discussione. Per tornare IT io, viste le domande che pongo, non so nulla anzi leggo con attenzione al fine di riuscire ( forse ) a capirci qualcosa. Cosa pensi invece te, Aresh? concordi con ciò che ha detto Kael nella divisione su riportata?:C: |
Citazione:
Se questo cavallo non è ancora diventato adulto ed è rimasto puledro, non riuscirà mai a trainare la pesante carrozza, che resterà pertanto ferma in mezzo alla strada a farsi schiacciare in balia di tutto ciò che le sfreccia intorno. Allo stesso modo, il cocchiere (pensiero) ha il controllo sul cavallo, lo guida, sotto gli ordini del padrone (Io, Coscienza, Volontà). A questo proposito occorre dire che non basta però avere questi 4 corpi sviluppati, ma devono anche avere le giuste relazioni fra loro. Ossia, il cavallo, per quanto adulto e forte, non trainerà mai la carrozza se essa non è predisposta ad avere delle staffe a cui legarlo; il cocchiere, per quanto esperto, non potrà mai guidare il cavallo, se esso non ha le redini con cui domarlo; e il padrone non potrà mai dare ordini al cocchiere circa la direzione in cui andare, se quest’ultimo è sordo o se non comprende la sua lingua. Ora, tornando al corpo astrale, possiamo dire che si raggiunge il pieno controllo su di un corpo soltanto quando si sviluppa quello successivo. Ossia con la nascita del corpo astrale nell’uomo si raggiunge il controllo del corpo fisico, ma per avere il controllo anche sulle emozioni e sentimenti, bisogna sviluppare il pensiero (cocchiere che guida il cavallo) Questo cosa significa? Che nell’uomo ordinario, sprovvisto di corpo astrale, l’unico corpo attivo è il corpo fisico. Gli altri 3 corpi, embrionali, sono passivi. Analizziamo ora, prestando molta attenzione, la differenza fra un uomo di questo tipo e un uomo con tutti e 4 i corpi sviluppati. Uomo ordinario: il corpo fisico, attivo rispetto agli altri corpi, riceve le spinte cui è sottoposto stando fermo in mezzo alla strada, e queste determinano il nascere di un certo tipo di emozioni. A loro volta, questi stati d’animo, determinano dei pensieri meccanici. Pensieri che non è stato l’Io a generare attivamente, ma che si trova costretto a “subire” passivamente. Come si può vedere, tutto è accidentale in questo tipo di uomo, tutto dipende dall’accidente che, essendo esterno, non si può controllare. Non si può prevedere che genere di colpo si riceverà stando fermi in mezzo alla strada. Uomo con i 4 corpi sviluppati: il corpo causale, l’Io, è diventato attivo e ha sottomesso gli altri corpi a se stesso, ed è ora libero di dirigere la Coscienza e la Volontà nel pensiero, che a sua volta comanderà le emozioni che spingeranno poi il corpo fisico. Per quanto questi due tipi di uomo si rassomiglino, in quanto entrambi capaci di provare sentimenti ed emozioni, notiamo che in essi il procedere è del tutto inverso. Nell’uomo ordinario tutto è condizionato. L’Io è intrappolato all’interno di una carrozza che lo porta a caso. E’ il corpo fisico ad essere attivo e a determinare le reazioni negli altri corpi. Esempio, scena classica: due uomini discutono. Ad un tratto, uno dei due offende l’altro, e questo genera istantaneamente un’emozione in quella persona… (il cavallo non è stato fatto partire dalle redini del cocchiere ma da una pacca ricevuta da un estraneo). Arrabbiato, quest’uomo inizia a “subire” tutta una serie di pensieri: “quest’uomo è un cafone, un maleducato, vorrei mettergli le mani addosso, ma che mondo è questo? etc” perdendo del tutto di vista il motivo della loro discussione (il cocchiere non guida più ascoltando gli ordini del padrone ma fa di testa sua). Infine, questi pensieri continueranno per tutta la giornata e forse anche per giorni, andando a condizionare tutta la sua vita. Quella sera magari, tornando a casa, quell’uomo non potrà salutare con affetto la sua bambina perché ancora “alterato” da quello che gli è successo prima…(il padrone non ha più alcun controllo sulla carrozza). Nell’uomo con i 4 corpi sviluppati, invece, tutto condiziona. E’ l’Io ad essere attivo e a determinare le azioni degli altri corpi. Nel primo caso quindi, l’uomo reagisce. Nel secondo caso, l’uomo agisce. Nel disegno vediamo, in alto, un corpo fisico attivo che condiziona gli altri corpi sottili. Sotto invece è il corpo causale ad essere attivo, e sottomette secondo Volontà gli altri 3 corpi. ![]() Iniziamo a comprendere ora perché, per l’uomo che è attivo solamente nel corpo fisico, alla morte del corpo fisico per lui non ci saranno altre possibilità di esistenza dopo la morte. I corpi sottili, ad esso sottomessi, moriranno con lui. Continua… |
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Plz....abbraccio: scusa.gif |
Scusa Jez hai ragione... Stasera però sono di fretta e continuerò magari domani.
Si parlava comunque delle Leggi che governano i vari corpi, e abbiamo visto che più i corpi si fanno sottili e più libertà di movimento hanno... Facciamo un esempio: se prendiamo fisicamente due persone e le portiamo agli estremi del mondo, il tempo e lo spazio per i loro corpi fisici saranno un ostacolo insormontabile per rivedersi ancora. Niente però potrà impedir loro di pensarsi, e di visualizzare mentalmente l'immagine dell'altro... Questo ti da qualche indicazione? |
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Ovviamente il fisico " avrà " problemi a spostarsi mentre l'ostacolo, pur presente, è differente al piano superiore. Per certi livelli potrebbe anche intendersi il cosi detto " sdoppiamento "( anche verificabile nel " piano " nel quale siamo immersi ) ma qui mi pare di andare oltre la trattazione nel senso di prematuro... |
Stavo pensando che il Movimento di Creazione, è particolarmente attinente al discorso che stiamo qua affrontando. Lo cito direttamente per chi non lo avesse letto:
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Se l'uomo dunque nel suo corpo fisico non è altro che un punto nell'Universo, ecco che esso "diventa" retta grazie alle emozioni. Sono proprio esse (il cavallo) che trainano i veicoli fisici, e non permettono in questo modo la staticità nell'Universo, per un discorso di attrazione e repulsione... lo dice la parola stessa: e-mozioni. L'uomo divenuto retta a questo punto si muove grazie alla mente, "immaginando" e formando cioè il "piano delle possibilità". Il corpo mentale gli serve a concepire tutte le possibili alternative derivanti da ogni singola scelta. Infine, l'uomo nel suo corpo mentale si muove divenendo il "solido dell'eternità" grazie al corpo causale ("solido" comunque è un termine improprio, sarebbe più corretto chiamarlo "spazio" dell'eternità, in quanto il piano è infinito e genera uno spazio non delimitato... ossia l'Universo stesso). L'Io compie deliberatamente qualsiasi scelta possibile e immaginabile. L'Io diventa onniscente, ossia Egli è il Tutto stesso, l'Universo, l'Uno. Un Tutto che il punto invece può sperimentare in uno e uno solo stato d'Essere per volta, spostandosi continuamente di punto in punto... ecco la Legge del Tempo! Il punto può muoversi all'interno dello spazio dell'eternità in qualsivoglia direzione, su qualsiasi retta, ma in quanto punto egli ricoprirà sempre e solo lo spazio di punto... Questo spiega anche bene perchè per l'uomo ordinario è facile illudersi di possedere i corpi sottili sviluppati... in quanto il punto può credere di rassomigliare all'Universo poichè può ricoprire i suoi stessi spazi. Ma uno solo per volta... Solo quando esso diventa retta entra in una nuova Dimensione dell'Essere. Ora egli è un insieme infinito di punti allo stesso tempo, egli è insieme caldo, freddo, tiepido e tutte le sfumature intermedie, che invece il punto deve sperimentare una per volta. E questo via via fino allo Spazio-Tempo dell'Eternità, in cui l'Io è Uno solo, inscindibile, che Tutto comprende e da Tutto è compreso. Ecco quindi il discorso sulle Leggi. Il punto è la parte più piccola, infinitesimale, quella che però ha anche più possibilità di movimento. Questa facilità di movimento del punto comporta tutta una serie di Leggi che lo controllino attentamente e severamente, affinchè il sistema resti in equilibrio perfetto. Già la retta ha invece una capacità di movimento più ristretta, occupando al tempo stesso più punti per volta, e questo comporta meno Leggi in quanto "più stabile per sua natura". Discorso che prosegue fino all'Assoluto... Immobile in se stesso, privo di spazi di movimento, ossia spazi vuoti in quanto Tutto, non necessita di Leggi poichè Egli stesso è l'Equilibrio perfetto delle cose. |
La condizione dello "Spazio dell'eternità" è l' Essere.
La condizione del punto è l'avere, in quanto occupa uno spazio che poi, muovendosi, perde di volta in volta... "A chi ha sarà dato, e a chi non ha, sarà tolto anche quel poco che ha" |
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