Ermopoli

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gibbi 20-09-2009 02.16.03

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 74130)
I casi sono così vari e così diversi che credo che sia impossibile generare una convinzione che valga per tutti, penso.
...................
Una vita davanti da trascorrere in quel modo era impraticabile, invivibile, persino impensabile (pur con eventuali Calipso in pantaloni a portata 8-) ) io ero sempre tesa, il piccolo aveva scatti d'isteria e il grande era sommerso di tic...
...................
Io sono di parte quindi, per come la vedo io quando qulacosa si rompe nella coppia non c'è da lasciarsi subito e buonanotte, soprattutto se ci sono figli di mezzo bisogna doverosamente tentare di salvare il salvabile, ma fino a quando ciò è possibile poi per onesta, verso se stessi certo ma anche verso i bimbi di adesso che saranno gli adulti di domani, bisogna saper dire basta.

E accettare, ovviamente, le conseguenze della scelta.

:C:

Mi pare che la vediamo nello stesso modo abbraccio:

nikelise 20-09-2009 14.35.15

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 74132)
Il fatto che puoi nell'infinito pescare sempre cose nuove (in qualsiasi campo) non significa aver un senso di incompletezza, che del resto non si sposerebbe con la realizzazione in un campo.

p.s. chi sono il Zeus o il fiore bianco (di Ermes) che aiutano Ulisse a vincere l'affascinamento? :sornione:

Zeus dovrebbe essere la sintesi di tutti gli dei olimpici e dunque se questi non sono altro che modalita' dell'essere conscie ,opposte alle divinita' terrestri ( neppure Dioniso e' un Dio Olimpico e percio' sta agli inferi nell'inconscio),
Zeus rappresenta le capacita' dell'uomo di rientrare nella propria realta' dopo il viaggio nel centro del mondo dove sta Calipso e ricomporre le proprie lacerazioni cioe' l'individuazione.
Non per niente Calipso sta in un'isola che simbolicamente e' proprio l'uscita dalla realta' l'illusione del paradiso perduto.
Ma Zeus per far tornare Ulisse si serve di Ermes e' lui che vola sino ai confini del mondo reale nell'isola e ordina a Calipso di lasciar andare Ulisse.
Ermes e' il mago , il Dio dell'inganno , il Dio dei confini che sta al margine delle cose ,al loro confine .
Non per portar acqua al mio mulino ma che Ermes sia il Dio dell'inganno , cioe' che ci sia una divinita' per qualcosa che invece condanniamo secondo la morale convenzionale ha un suo preciso significato .
E non e' un inganno l'esoterismo stesso che e' la verita' coperta dal velo ?
Allora fuori di metafora l'inganno serve a svelare il vero piu' che non quello che emerge nell'immediato e che sembra vero .
l'INGANNO E' FORSE QUEL PRENDER TEMPO CHE SERVE A CAPIRE A FONDO LE COSE , uno stratagemma che si oppone all'altro inganno che Calipso usa per trattenere Ulisse .
Mi fermo senno' dite che la giro come fa comodo a me ma proviamo ad approfondire al di la' della morale corrente l'utilita' dell'inganno , per i Greci addirittura una Divinita' ( se non e' ot)

Il fiore bianco dovrebbe rappresentare la purezza mentre la radice nera al suo opposto la caduta , la magia del fiore dovrebbe consentire la congiunzione di questi opposti cioe' l'individuazione.

Ray 20-09-2009 15.44.25

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 74149)
Zeus dovrebbe essere la sintesi di tutti gli dei olimpici e dunque se questi non sono altro che modalita' dell'essere conscie ,opposte alle divinita' terrestri ( neppure Dioniso e' un Dio Olimpico e percio' sta agli inferi nell'inconscio),
Zeus rappresenta le capacita' dell'uomo di rientrare nella propria realta' dopo il viaggio nel centro del mondo dove sta Calipso e ricomporre le proprie lacerazioni cioe' l'individuazione.
Non per niente Calipso sta in un'isola che simbolicamente e' proprio l'uscita dalla realta' l'illusione del paradiso perduto.
Ma Zeus per far tornare Ulisse si serve di Ermes e' lui che vola sino ai confini del mondo reale nell'isola e ordina a Calipso di lasciar andare Ulisse.
Ermes e' il mago , il Dio dell'inganno , il Dio dei confini che sta al margine delle cose ,al loro confine .
Non per portar acqua al mio mulino ma che Ermes sia il Dio dell'inganno , cioe' che ci sia una divinita' per qualcosa che invece condanniamo secondo la morale convenzionale ha un suo preciso significato .
E non e' un inganno l'esoterismo stesso che e' la verita' coperta dal velo ?
Allora fuori di metafora l'inganno serve a svelare il vero piu' che non quello che emerge nell'immediato e che sembra vero .
l'INGANNO E' FORSE QUEL PRENDER TEMPO CHE SERVE A CAPIRE A FONDO LE COSE , uno stratagemma che si oppone all'altro inganno che Calipso usa per trattenere Ulisse .
Mi fermo senno' dite che la giro come fa comodo a me ma proviamo ad approfondire al di la' della morale corrente l'utilita' dell'inganno , per i Greci addirittura una Divinita' ( se non e' ot)

Il fiore bianco dovrebbe rappresentare la purezza mentre la radice nera al suo opposto la caduta , la magia del fiore dovrebbe consentire la congiunzione di questi opposti cioe' l'individuazione.

Zeus è una rappresentazione del Se, ma è interessante quantyo dici su Hermes ingannatore. Hermes non è solo il dio dell'inganno, è soprattutto il messaggero... il messaggero del Se verso il conscio, ma anche verso gli altri dei che popolano il cosmo. In un altro mit, interessantissimo da studiare (prima o poi...) è mandato da Zeus a far rinsavire Demetra e poi a trattare con Ade la parziale liberazione di Kore, ormai diventata Persefone.
Come conciliamo messaggi e inganno?

Proprio col discorso che fai sull'esoterismo... per veicolare un messaggio lo devo velare, perchè velare è dargli forma e la forma è necessaria per la manifestazione su questo piano. Quindi quando comunico qualcosa, inganno sempre... o meglio sempre produco illusione. D'altra parte, questo piano è illusione.
E' quindi illusione, come dici, la fascinazione degli archetipi, Lattaia o Circe che sia la forma, è illusione il messaggio liberatorio, è illusione l'esoterismo, ma non è illusione il risultato.

La fascinazione di cui si può restare vittime è, come ho già cercato di dire, assai potente. Sempre come ho detto, anche se non concordo con te su tutto quello che dici a proposito di questa particolare fascinazione, ti capisco. Credo anche che non tutti ti capiscano, forse hanno subito altre fascinazioni, ma non tutti conoscono quella di cui parli, per l'idea che mi son fatto leggendo le risposte, che per altro approvo.

Ma ciò che più conta è a mio avviso altro. L'intervento di Zeus, tramite Hermes, lo si stimola con la lotta, con il cercare di non cedere all'illusione, di resistere alla fascinazione anche se più forte di noi. La battaglia è improba, il successo personale contro ogni logica, come Davide, ma la resistenza nonostante tutto rpovoca l'intervento di Zeus. Questo (circa) cercavo di veicolare con quella "certezza del miracolo" che deve essere atteggiamento interiore in questi casi.
Aggiungo anche, e so che molti non saranno d'accordo, che il comportamento specifico che il signolo uomo onesto in crisi proporrà è secondario. Primaria è l'intenzione di rimanere onesto nonostante tutto... qualche errore lo farà comunque. Ma deve restare in sintonia con Hermes, l'ingannatore onesto.

Kael 20-09-2009 16.56.52

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 74151)
Primaria è l'intenzione di rimanere onesto nonostante tutto... qualche errore lo farà comunque. Ma deve restare in sintonia con Hermes, l'ingannatore onesto.

E' quello che cercavo di dire io, anche se da come è andato avanti il discorso non penso di essermi spiegato bene. Partivo infatti dal presupposto di aver fatto chiarezza dentro se stessi, non di agire impulsivamente senza criterio e senza tener conto di eventuali figli.

Comunque... Zeus o il fiore bianco secondo me sono i liberatori, il primo discendendo dall'alto e che "spezza" le catene della materia, mentre il secondo, elevandosi dalla terra, permette la sublimazione dai vincoli della stessa.

griselda 28-03-2011 01.13.02

la dipendenza
 
Mi sento come uno di quei bambini mal nutriti dell'Africa che venivano mostrati una volta alla tv, quando parlavano della fame nel mondo, ne ho fisicamente le caratteristiche.
Parlando mi hanno detto: ma chi ha il ventre grande è perchè ha tanto amore. Basta guardare le statue orientali degli Illuminati.
Naaaaaa ho detto io, non ci siamo affatto almeno non è il mio caso. Al massimo è energia non consumata e che dovrebbe forse trasformarsi in quel fuoco… ma non so dico una serie di cose che mi passano per la testa chissà di chi sono?

Vivo senza amore, a minuscola, da tanto tempo e mi sono trasformata nella strega bacheca fisicamente.
La mia immagine fisica è quella che ha subito la sorte peggiore. Ma poi credo anche il resto di me non sia al massimo tant'è che ho i demoni in subbuglio e nonostante io sia forte sono quasi allo stremo.
Ho deciso per la mia vita che non voglio amore dagli altri, ma sono talmente affamata che evidentemente gli altri lo sentono e lo percepiscono, ma sono anche piena di questa cosa che nascondo, che manifesto come gentilezza e apertura restando pulita. Tant'è che se non metto in chiaro cosa voglio mi trovo a dover gestire situazioni che non mi interessano.
(perché faccio così perché cerco amore approvazione = nutrimento, calore e affetto – disapprovazione = fame, abbandono, rigidità e morte) questo è quello che è registrato in me. La difficoltà a reperire questo tipo di nutrimento ha fatto si che io quando ne trovassi decidessi di farne indigestione con le conseguenze del caso. Abuso di ogni sostanza si trasforma in dipendenza.
Impressa nel mio imprinting è rimasta la convinzione se non piaccio non mi nutrono che ho imparato da bambina e poi constatato da grande. Avendo vissuto nella negazione di una bellezza in se ho sempre cercato di trovarla attraverso lo sguardo altrui a costo di una fatica immensa, ma questo sguardo mi trasformava da brutto anatroccolo in cigno ogni volta. Ma il non tenere in considerazione, il dispendio energetico di ciò e la dipendenza che creava non sono riuscita primo a non farne più a meno e poi a subirne le conseguenze quando l’ho perpetrato anche quando non avrebbe avuto più ragione di esistere. Questo però sarebbe successo se io fossi stata nutrita come avevo necessità. Mentre nonostante la fatica di piacere non ricevevo niente in cambio, questo però è avvenuto dopo che i dadi erano tratti, dopo che la corrente era stata creata e che ci avrebbe condotto alla coppia di nome ma non di fatto.

griselda 28-03-2011 01.29.36

Inizialmente feci di tutto ma proprio tutto per ricevere quel nutrimento di cui ho bisogno per vivere, non per sopravvivere come faccio ora.

Ma nel frattempo le parole lesive che ricevevo lavoravano nel buio dentro di me ed io perdevo quel poco di indipendenza che piaceva tanto a lui quando mi aveva conosciuta.
Poi quell'indipendenza piano, piano me l'ha strappata via.
Cercando di crearmi a sua immagine e somiglianza, altrimenti subivo, come quando ero piccola: liti, musi, male parole e la sensazione di imminente abbandono che seguiva le parole.

Non mi sono accorta che io ubbidivo, cercavo di stare alle regole, perchè volevo l'amore, volevo un matrimonio, ma io non sapendo bene cosa dovevo fare mi affidavo alle richieste che mi snaturavano. Sino a che ho iniziato per non morire a nutrirmi al di fuori del matrimonio.
Nel cercare il nutrimento ma non affrontando il problema che non vedevo, perchè poi spiegherò quali altre conseguenze mi ha portato non essere nutrita decentemente, ho peggiorato la mia vita, perchè sì mi nutrivo, ma non sapendo ne il perchè ne il per come, ero come il tizio che ha bisogno di sballare e non sa perchè, o quello che si ubriaca il sabato sera per liberari dalle tensioni ma non dal problema.
E ho preso un paio di "sbornie" in 25 anni. L'ho fatto proprio quando ero al clmine del morir di fame per salvarmi la vita. Non l'ho mai fatto tutte le volte che avrei potuto. Ma non è importante.
Il guaio è che scappando prima da ragazza dalla mia crecita, dalle mi responsabilità perchè senza un adeguata preparazione ad affrontare il mondo vieni sopraffatto oppure ti crei una simbiosi che possa farti immaginare di vivere ma vivi di luce riflessa e vivi in funzione dell'altro perdendoti ogni anno sempre di più tanto che è bastato che un nutrimento sbagliato mi facesse rigettare tutto quello che avevo ingerito prima.
Il mio Essere evidentemente era stanco e voleva che mi svegliassi ma io ho continuato a dormire perchè non vedevo alternativa.

Penso che una delle cose più brutte che ti possano succedere è vedere davanti a te una porta che si potrebbe aprire alla libertà ma non avere le mani per girare la maniglia perchè attrofizzate dal non uso e vergognarsene al punto di volerlo nascondere perchè mancante di coraggio per provare a muoverle senza un esperto in riabilitazione.
Sono arrivata ad un livello che non uscivo più di casa, non freguentavo più nessuno e stavo morendo sempre più di fame .

griselda 28-03-2011 01.34.47

La depressione
 
Il passo verso la depressione è stato facile, ma anche qui è stato uno scappare da tutto pur rimanendo immobile a prendere umiliazioni continue.
La morale e l'educazione mi hanno inculcato che non bisogna fare del male e che chi lo fa è passibile di pene. Beh me le sono inflitte tutte ora posso dire che l'inferno in cui ho sempre creduto l'ho vissuto qui sulla terra. Me lo sono fatta infliggere perchè pensavo di meritarlo, bene ho scontato la mia pena ora basta.

griselda 28-03-2011 01.43.42

Uscire dal buco e controllo
 
Ora vorrei uscire dal buco, vorrei le mani per aprire le porte e vedere che bello è la libertà interiore, ma ancora non sono sufficientemente forte per farlo ma non dispero ho bisogno di vita e di tempo e per questo me lo auguro.

Io volevo questo tenendo conto che sono sposata che ho un marito che vorrei che fosse il mio compagno fino alla fine dei miei giorni perchè lo avevo scelto, non perchè sono testarda ma perchè volevo una famiglia diversa da quella che avevo avuto e lui mi sembrava che avendola avuta potesse aiutarmi a creala. Ma lo è stato ma in modo errato.
Lui controlal tutto.
Oggi una discussione assurda, dove mi domandava con insistenza quasi da ghestapo, che cosa avessi speso in farmacia, erano 24 euro e io dovevo dirglielo.
Mi sono impuntata e nonostante odio litigare, non gliel'ho detto e gli ho anche dettoche non ho intensione dis ubire interrogatori che lui deve fidarsi di me come io di lui che ai fini del conto della spesa none ra necessario che lui sapesse cosa avevo comprato, che se non gli andava bene che la facesse lui, anzi no che non glielo concedevo più perchè ne avrei pagato ancora come prima le conseguenze.

Muoversi dalle proprie posizioni, fa si che l'altro rimanga spiazzato e che il suo controllo teso perda consistenza e che generi in lui la paura inconsapevole di cosa la scaturisca e che perda le staffe in modo esagerato.
Gli ho detto che d'ora in poi non comprerò più nulla in farmacia con i suoi soldi, ma solo con quello che passa a me e poi non ci siamo più visti per il resto della giornata ognuno chiuso nella propria stanza.
Ho percepito la sua paura e la sua rabbia ma niente amore mai niente!

griselda 28-03-2011 01.47.26

la prossima pagina
 
Ho imparato la paura e quello che comoprta per me il suo arrivo, (negazione dle nutrimento) per non provarla appena sento la tensione alzarsi in casa tento in tutti i modi di sciglierla faccio di tutto perchè questo avvenga. E sono anche diventata esperta ma che esempio do?
E questa è un'altra pagina che per ora non ho voglia e la forza di aprire.

griselda 28-03-2011 01.50.45

anche se ci vorrà tempo
 
Giorni fa ho visto un bel film e poi un altro e poi ancora un altro.
In tutti questi film c'erano delle persone che sono morte per far valere un o tanti diritti in cui credevano, hanno dato il loro sangue per la lotta e nella lotta sono morti, nella realizzazione del loro ideale.
Vorrei avere un po' di quella forrza che me la trasmettessero in modo che io non abbia più paura di essere me stessa ma prima ancora che io possa riuscire a trovarmi e a capire chi sono, cosa sono, da dove vengo e dove vado

griselda 28-03-2011 01.58.57

Fame d'amore
 
Ho realizzato tante cose in questi anni, sono mentali per ora lo so, ma alcune si stanno trasformando in sentire, non so giudicare se sia un bene o un male vedremo.

La prima è che per fare figli bisogna che si conosca almeno l'Amore anche solo un assaggio, ma che se tornassi indietro pur amando il mio pargolo, non ne farei più.
Allo stesso tempo non mi sposerei neppure perchè da addormentati è una prigione assurda dalla quale poi doopo un certo numero di anni tutti tentano di ascppare senza mai prendere una decisione per intero.

Questo per dire che vorrei verametne tenermi il mio matrimonio perchè non vedo cose migliori a cui opportunamente tendere, ma però neppure che questo mi impedisca di vivere la mia vita, di crescere perchè l'altro si destabilizza.
Per stare insieme bisogna nutrirsi a vicenda se questo non accade qualcuno rischia di farsi maleo anche entrambi.
Ora domando chiedo ma non arriva ugualmente anzi ho scoperto che se ho richieste di un certo tipo generano ansia da prestazione con le consuenti perdite.
Mi domando se sono utopistica a credere ancora di poter vivere conq uesto minimo che mi tiene nutrito solo il corpo, la mente la nutro anche troppo ma la mi anima ha fame!

griselda 28-03-2011 02.17.12

Riassumendo presa d'atto
 
Riassumendo credo che la paura che ho sempre avuto di perdere l'amore sia qualcosa nato nel passato perchè qui di amore nemmeno l'ombra icon_mrgr:
Ci sono solo automatismi, imprinting, dipendenze più o meno varie ma l'Amore è tutta un'altra cosa!

Adesso che mi sono detta tante cose che era tempo che volevo dirmi mettendole in ordine sto meglio.
E' possibile che continui a dormire imperterrita ma è possibile che quello che non volevo vedere, ammettere, accettare mi serva almeno lo spero.

griselda 28-03-2011 09.11.37

Beh se il buongiorno si vede dal mattino.....
Stamattina entra a far parte dell'enneismo lunedì che mio figlio arriva alla fermata del pullman e o torna indietro perchè ha scordato qualcosa o perchè ha perso il pullman, oggi è stata la seconda opzione.
So cosa avrei dovuto fare e per metà l'ho fatto però ero arrabbiata e traspariva dalla voce: mi dispiace ma non ti accompagno ti arrangi!
Appena se ne andato ed ho sentito la porta chiedersi, sono andata in panico.
I pensieri: e adesso se bigia? E se si sente abbandonato? E se mi odierà?
Mi sono fermata ad odiera? E' bastato questo a farmi superare tutto il resto e a delegare poi il motivo del mio cambio di direzione al fatto che suo padre non tollera che perda la scuola.
La mia mente è andata a trovare la giustificazione per muovermi è stata una cosa velocissima questione di secondi e mi sono vestita ho preso le chiavi e il giubbotto che piove, e sono andata a cercarlo con l'animo di chi ha abbandoanto il figlio al suo destino, una madre senza cuore!
Lo stato d'animo era di paura, di timore di sensi di colpa e di disagio.
Mi sono rilassata quando l'ho visto davanti alla fermata e dopo averli suonato lui si è avvincinato e una volta salito siamo partiti.
E mentre lo accompagnavo lui era silenzioso, non c'è di peggio per me che so di aver fatto una stronzata stare in silenzio con la mia mente che me lo rammenta come un rumore ad intermittenza senza mai una sosta.
Ed ho aperto il rubinetto facendo secondo me anche peggio.
Ansia più ansia uguale a disastro.
Prima ho acceso la radio visto che lui ha sempre su le cuffiette e che già quando è così mi scatta una voglia di lanciargliele fuori dal finestrino la trovo una grave mancanza di rispetto ma è la moda di oggi...ma quale moda quando ti sei in auto con me sei pregato di toglierle mi verrebbe da urlargli, ma taccio perchè mi sentirei se lo facessi la stessa con la str. di prima. ( e al solito se sono cattiva non mi vogliono bene )
Allora ho iniziato a spiegare, credo che quando succedeno queste cose divento logorroica e chiaramente stancante. Ma almeno questo non posso non concedermelo ( anche se so che non serve a nulla ) e mentre lo metto in atto e lui tace mi altero perchè vorrei che mi dicesse: tranquilla mamma lo so che lo fai per il mio bene non ti preoccupare lo so che mi vuoi bene e te ne vorrò sempre)
E allora rincaro la dose dicendo che non mi interessa se ce l'ha con me che non mi parla perchè è arrabbiato ma che in ogni caso se la prossima volta succede che ha perso il pullman per colpa sua, o dimentica qualcosa di non tornare a casa a prderlo perchè non gli apro neppure la porta. (devo essere talmente tanto convincente che non è ancora avvenuto altro che molliccia....)
Davanti al suo tacere sono ancora più nervosa e gli domando se ha capito e lui dice che tace perchè tanto se si giustifica io gli comunque torto.
Peggioro la situazione ad ogni parola ma non so stare zitta, perchè vorrei io essere rassicurata di non perdere il suo amore.
Questa mia non autorevolezza lo lede e io devo metterci una pezza perchè non posso sempre minacciare e poi far cadere nel niente le mie parole solo per egoismo e per paura di perdere l'amore.
Mi sento uno straccio ed ho pianto tutto il viaggio di ritorno cosa che mi succede sempre quando vedo la mia nulliltà ora la metto qui sperando di trovare la forza per fare divesamente perchè fino a che non la guardo dritta negli occhi non la affronto.

Astral 28-03-2011 10.20.53

La domanda leggendo questo thread, è: quando veramente in realtà amiamo poco, e riceviamo amore di bassa qualità.
Sempre in pendenza tra come deve essere e come sono.

Io di sicuro penso che la mia fame d'amore, per esempio può anche essere data da come vorrei essere (ideale di perfezione) a come sono.
Di conseguenza sono io il primo a non accettarmi, il chè in alcuni casi è positivo, ma nella maggioranza questo crea non pochi conflitti.

Ma se io stesso non pretendo amore, non mi amo (e non sto parlando di esaltare il proprio ego) non ho cura di me stesso, e di mostrare sempre me stesso con tutte le forze, le grandi qualità che ho, ma anche i tanti difetti e mancanze.
Ma oggi (esempio il mondo del lavoro) siamo costretti a dover mostrare sempre un determinato aspetto. Anche se siamo arrabbiati con un cliente scortese tocca sorridere. Quando siamo dai parenti se ci annoiamo dobbiamo farci vedere divertiti etc. etc.
Quando ci innamoriamo o abbiamo un appuntamento? Guarda caso tutti perfetti, tutti buoni e bravi, per poi uscire una caterba di difetti i mesi dopo.
Comunque sono del parere che la fame d'amore, è derivata dal fatto che siamo stati poco amati.

stella 28-03-2011 14.07.44

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 97884)
Ho imparato la paura e quello che comoprta per me il suo arrivo, (negazione dle nutrimento) per non provarla appena sento la tensione alzarsi in casa tento in tutti i modi di sciglierla faccio di tutto perchè questo avvenga. E sono anche diventata esperta ma che esempio do?
E questa è un'altra pagina che per ora non ho voglia e la forza di aprire.

Anche a me succede così... quando aumenta la tensione in una discussione o in una situazione, cerco di allentarla, cercando sempre di accomodare tutto, senza che mi venga in mente di chiedermi perchè sempre io, vuol dire che è una mia necessità....
Certe situazioni di tensione si creano perchè se la realtà entra in contrasto con quello che vorrei e che ritengo giusto, agisco sempre come se dipendesse tutto da me, non mi passa neanche per la testa di fare l'offesa e lasciare che sia l'altro a scusarsi....
Forse è talmente sicuro che è tanta la mia paura di restare senza amore che questo gli permette di dirigere il gioco senza giustifcarsi più di tanto...
Insomma a mente fredda capisco che questa fame d'amore e di approvazione, diventa un sottile ricatto dell'altro più o meno consapevole, per tenerci sotto controllo.
Non mi riesce di spiegarlo meglio....
ma intuisco che la paura di perdere è il contrario dell'amore.

griselda 28-03-2011 14.51.21

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 97909)
Non mi riesce di spiegarlo meglio....
ma intuisco che la paura di perdere è il contrario dell'amore.

Eh non lo spiego bene neppure io ma hai ragione non è amore ne quello che diamo ne quello che riceviamo.
E' una sorta come dicevo di opportunismo lo faccio per me non per la persona con la quale mi comporto in modo gentile, accondiscedente etc lo so che non bello ma tant'è!
Muoversi per la paura di perdere poi qualcosa che non abbiamo comunque e non avremo.
Perchè ragionavo stamattina su sta cosa l'altro, inconsciamente lo percepisce, e non ci stima e se manca la stima....poi a me la mia oltre che cadere è persa in chissà quali meandri vabbeh!
Diceva Sole da qualche parte non mi ricordo dove che se noi abbiamo paura l'altro la percepisce, credo che avvenga anche in mancanza di consapevolezza e istintivamente lui si può nutrire in questo modo senza che ne sia cosciente.
Oppure come quando abbiamo invece rabbia e l'altro vibra con noi su quella frequenza, anche se la reprimiamo per paura, come se ci incendiassimo a vicenda.
Non è una bella situazione e voglio prendere delle misure all'inizio almeno di confini, non permettere più determinate cose che non mi vanno bene e se ho paura. Devo avere il coraggio di dire....e ci sto anche provando e ogni volta cambia umore e se gli chiedo cosa ha non lo sa. E' come se percepisse che perde terreno ma non sa ne come ne cosa lo fa sentire in quel modo e poi trova un motivo per esternare quel suo malessere.
Una volta aveva preso l'abitudine di urlare e litigare in auto ed io mi sentivo male ogni volta che ci salivo e restavo sola con lui. Tanto che mi sentivo soffocare appena salivo anche se non c'era motivo, come un'istinto di sopravvivenza che mi avvisava di stare allerta.
Ora se so che è in quella situazione glielo dico priama: se hai intenzionel di litigare dimmelo che sto a casa

Io lo so che non lo fa di proposito, che non se ne rende conto, perchè ha subito questo modus da sua madre e altri atteggimamenti da suo padre e ora lo perpetra a mie spese, ma io non ho più la voglia e la forza di sopportarlo per cui non sto più zitta. Se riesco trovando il modo migliore per dire le cose ma nel caso come ieri anche alzando la voce fino a che non troverò una strada migliore.
Amare una persona credo sia fargli notare che secondo noi sta sbagliando, non obbligarlo a non fare quel che vuole ma dirgli trasmettergli il nostro pensiero e il nostro sentire se si mantiene la calma e lo si fa nel modo giusto e la cosa giusta quel che diciamo entra il difficile per me è non sbarellare


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