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Una conoscenza di se così approfondita credo (ma sono disposto a ricredermi) porti a tutto meno il desiderio di sposarsi. Almeno per quanto riguarda il senso soliito che diamo al rapporto che ne consegue, soprattutto riguardo al sesso. Quando scegliamo l'atto di coraggio di cui parla Edera e decidiamo per un rapporto a due per sempre, è impossibile essere sicuri, altrimenti a che servirebbe la promessa? Sarebbe scontata. Invece quando lo facciamo, se siamoo onesti e non lo facciamo tanto per fare, siamo abbastanza sicuri, decidiamo di volere ciò e ci impostiamo per mantenerlo anche quando si presenteranno difficoltà serie. Qui la promessa. Questa situazione implica che, se l'individuo continua a crescere, prima o poi si presenterà l'archetipo a domandare il conto, o mettere alla prova, o come volete vederla. E allora arriva la crisi, all'inizio solo interiore. Se la si riconosce subito, o meglio se la si ammette subito con se stessi, può restare interiore e riguardare solo il singolo. Ma Davide deve affrontare Golia. se non lo fa o se perde, allora la crisi si espande e riguarda anche l'altro/a. Di fronte a questa crisi siamo sempre Davide e l'avversario è sempre Golia, molto più forte e grosso. Se così non fosse, il discorso non avrebbe senso, si tratterebbe di qualcosa di dominabile che quindi, se non viene dominato è per comodo. Golia va sconfitto, per poter restare fedeli a se stessi. Con ogni mezzo e ad ogni costo. |
Il momento di crisi nell'arco del tempo è un fatto umano e fisiologico, alcune vicende interpersonali possono determinare un grado di stanchezza nella vita a due, non è importante se sia un matrimonio o una vita di coppia, l'importante è capire come si reagisce, io non sopporterei un marito che mi dicesse di essere innamorato di un'altra, non sarei capace di continuare a stare con lui, ammirerei la sua sincerità, la sua onestà...ma lo lascerei andare icon_mrgr:
Certo sto parlando teoricamente, la vita a volte ci fa rinnegare le idee! Per quanto mi riguarda ho scelto di formare una famiglia, ad essa ho scientemente sacrificato alcuni sogni, mea sponte, e anche se mi è capitato il momento di crisi, l'ho superato recuperando quanto di buono c'è nel rapporto a due costruito negli anni, non ho buttato alle ortiche un bene consolidato nel tempo, cementato con i sacrifici fatti, con l'amicizia che è nata tra noi e non mi è stato difficile accantonare pensieri diversi. |
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e se l'evoluzione che uno cerca... è personale o di coppia... |
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Secondo te quali sono i mezzi per affrontare Golia? Grazie |
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Nel percorso di individuazione, in vari punti, tocca aver a che fare con queste forze, che sono impersonali, anche se ad ognuno si presentano sootto qualche forma. Se non si fa prima del matrimonio e si continua a crescere, tocca poi. I mezzi per affrontare Golia sono quelli umani, ma tutti insieme, come fa Davide. La forza in se non basta, ma lui comunque la usa... poi usa l'intelligenza per aumentarla, la deciisione, la volontà, il coraggio... insomma tutto quel di cui dispone concentrato verso un unico risultato. In più, secondo me, serve un'altra cosa, che è una specie di disposizione d'animo. Non so bene descriverla, anche perchè le mie esperienze in merito sono molto parziali, ma mi viene una frase di Nietzsche con cui definisce l'opposto di speranza: certezza del miracolo (su questa quasi quasi apro un tread). |
Lattaie e idraulici, una rovinaicon_mrgr:
Apparte gli scherzi ora ho capito, grazie:) |
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Sarei tutto meno che orgogliosa di avere un marito così. Ma siccome non sono tua moglie... icon_mrgr: capisco anche la tua difficoltà di gestire la situazione. Hai paura di rovinare tutto per un fuoco passeggero (anche se per te dev'essere un'incendio terribile se arrivi a parlare di "energie cosmiche") quindi l'unica cosa sensata da fare è chiarirti con te stesso, tu sai cosa è importante per te e se il rapporto con tua moglie può ancora darti dei frutti. Se la risposta è no, la cosa più onesta che farei io è lasciarla, non serve a niente mantenere la facciata quando l'interno ormai è rovinato.. Ma se invece una piccola parte ancora c'è, possono essere proprio questi fuochi passeggeri ad essere usati per riaccendere la fiamma, facendo resistenza come diceva Edera... Il vento può dare vigore alla fiamma o spegnerla definitivamente, dipende da come viene usato il soffietto e se c'è ancora legna nel camino... |
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Per la mia personale esperienza posso dire che non c'è altro modo di rispettare l'altro e se stessi che essere onesti prima di tutto con se stessi e ricercare le movitazioni reali che portano ad evadere. Ho già sentito quella della forza interiore pazzesca ed eccessivamente violenta contro la quale non si può in nessun modo combattere pena la pazzia (addirittura) e ci credevo... poi però ho dovuto capitolare davanti ai fatti. Si combatte con la volontà, si combatte con le scelte consapevoli. Se si decide di rimanere si rimane, se ricapita più o meno periodicamente allora non si era scelto e non si sceglie. Facciamo così: prova ad immaginare che tua moglie abbia tutto questo cataclisma dentro circa ogni 4 mesi e che ti dica che ogni tanto ha bisogno di aria fresca e novità, di romanticismo. Tu che le consiglieresti? |
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Uno degli errori piu' grossi e' pensare che al rapporto manca qualcosa , al rapporto prima o poi manca sempre qualcosa , non e' questo il punto. Il vero problema e' quando scarichi il problema sulla coppia , allora non affronti il tuo problema. Superato quello , se sei in equilibrio, i problemi normali della coppia diventano acqua fresca a confronto del tuo problema. La volonta' non puo' aiutare , la volonta' ti fa diventare un triste coerente che non serve a niente , buono solo a rompere le palle agli altri in famiglia, aiuta , te lo assicuro , quello che ho detto piu' su : non prenderti troppo sul serio , non avere troppa stima di te e delle tue valutazioni quasi sempre errate , aver voglia di capire quello che ti accade e capire come ti ho detto che il problema non e' della coppia ma solo ed esclusivamente tuo. Anzi quasi sempre alla coppia non manca proprio nulla . Oltre a non giocare al casino' , io sono felicemente sposato e assolutamente sereno ma ti posso assicurare che non conta nulla proprio perche' la crisi non e' mai della coppia ma sempre personale e dipende dalla capacita' che si ha di affrontare se stessi. Io la mia crisi l'ho superata con le mie forze e da tempo e' solo per questo che sono convinto di quello che ti scrivo. Un'altra cosa: in una crisi personale entra di tutto e a questo tutto volta per volta attribuisci la causa del tuo malessere , pensa quanta capacita' di giudizio hai in quei momenti. |
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certo ma quando fai una Scelta la prima in teoria deve essere già stata fatta o quantomeno portata avanti sino a un certo punto. Idem dall'altra parte e a quel punto "unendosi" la coppia evolve insieme (e non singolarmente e solo per se stessi) se così non è ciò è l'inizio della fine di qualsiasi rapporto. quindi sarà anche vero che per l'evoluzione di coppia serve l'evoluzione personale ma è altrettanto vero che in coppia l'evoluzione (in teoria) dovrebbe andare di comune passo. se tanto per dire si sta in coppia e si vive da single... con la scusante dell'evoluzione personale... beh... ciao ciao rapporto tanto per dire. |
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In ogni caso vedo parecchio improbabile un'evoluzioine dei due componenti di pari passo, invece è plausibile una risonanza dei tratti percorsi... il che implica che comunque ognuno farà la sua strada anche stando insieme, senza per forza seguire gli stessi passi. Non sono neanche d'accordo sul fatto che se uno evolve e l'altro no la coppia finisce. Anzi. Se uno evolve e l'altro no è più facile che la coppia resti unita piuttosto che se nessuno dei due evolve. Poi ovviamente ci son quelli che se la raccontano che si deve evolvere insieme, così han la scusa per star fermi... risultato addormentante di tanti librettini paceamoreluce. |
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io non ho parlato di questo. ho parlato di chi in coppia fa vita a se (da single) con la barzellettina dell'evoluzione spirituale. tanto per intenderci (e per rispondere al tuo "pizzico" successivo) è lo stesso Raccontarsela che tu vedi nel "dormire" di coppia (alias distorsione) Solo che qui non è dormire. è I.P. mi sembrava chiaro che tra Individui si cresce ciascuno facendo la propria strada... quello che intendevo sottolineare è che in coppia quella "strada" (che poi si può vedere anche come risonanza tra tratti percorsi) dovrebbe essere comune o quantomeno condivisa. altrimenti non ha proprio nessun senso lo sposarsi. |
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Sulla tua ultima frase non sono d'accordo per nulla. E' dormire e anche IP... le due cose non vanno separate. (prima che modificassi era l'ultima frase... ) |
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dalla mia poca esperienza, così a mio sentire personale credo sia molto improbabile che i due componenti della coppia siano allo stesso livello. Anzi a me sembra l'opposto e cioè che in genere si sia su livelli diversi e che questa diversità sia il motore con cui ci si traina a vicenda. Certo deve esserci predisposizione e apertura altrimenti si parlano lingue troppo diverse. |
ma il fatto è che io non ho parlato di "stesso livello".
ho parlato di "crescita comune o quantomeno condivisa". se poi si ragiona su livelli. beh (non parlo di te) ma qui secondo me si entra in un campo dove l'I.P. spesso la fa da padrone. |
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Altrimenti si dorme ...:) e ce la si racconta sullo stile "mal comune mezzo gaudio" (p.s. il "pizzico" era inteso al discorso non a me) |
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Ritornando un attimo al discorso tradimento , io non sono così brava da riuscire a perdonarlo se per prima ho lavorato per tenerlo lontano. Vorrei avere la capacità del perdono ma so che dentro di me la cosa lascerebbe una ferita difficilmente riemarginabile e che se continuassi il rapporto ad ogni pretesto riemergerebbe. Magari più avanti migliorerò.icon_mrgr: |
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La coppia è costituita da due elementi distinti, con la loro storia personale, con la loro crescita sicuramente diversa e in momenti diversi, tuttavia la coppia è coppia quando realmente riesce a capire cosa succede all'altro, altrimenti sono rette parallele destinate a non incontrarsi mai! Quando uno dei due ha la crisi, secondo me deve affrontare se stesso inserito nella vita di coppia, non avulso da essa, non è un singolo...fa parte di uno dei due! Per uscire dalla crisi tu dici che la volontà ti rende "un triste coerente", non riesco a vedere come ne vieni a capo, come potrai capire te stesso e soprattutto star bene con te stesso e in coppia se ti piacciono due persone in contemporanea...qualsiasi conoscenza farai di te stesso ti porterà ad una scelta dettata dalla volontà e, in ogni caso, sarai un triste coerente!!!! |
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La volonta' non serve in alcun modo a conoscere . La conoscenza e' sempre personale e non puo' essere di coppia . |
Condivido in pieno i post di Sole e Kael.
Io non sono mica tanto convinta che "capiti", "il diavolo viene invitato ad entrare altrimenti non si arrischia". La prima parte da cui facciamo entrare sono gli occhi che è anche la parte che arriva diretta al cuore. Ma già abbiamo una lacuna nella mente e da li il gioco prima o poi sarà fatto e sino a che non si risolve si è a rischio. Poi al di là di tutto dobbiamo imparare anche a perdonare, e anche se sembra che lo dobbiamo fare per l'altro fa molto più bene a noi stessi. |
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Anche io sostengo che la conoscenza di sè è un percorso individuale, di sicuro però, se vivi in coppia, l'altro avverte il travaglio che attraversi, altrimenti che coppia sei? |
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Abbastanza riguarda anche quando dici che è un errore pensare che al rapporto manca qualcosa... beh sem anca il rispetto e l'amore manca tanto e se si arriva a pensare di tradire, manca decisamente una fetta enorme nella coppia. O l'uno o l'altra pecca, manca, in qualcosa. La volontà è necessaria nella scelta di risolvere, nella scelta di cambiare direzione, nel tempo necessario a risolvere la questione che è certametne con te stesso. Triste coerente un uomo che usa la volontà per onestà sua? Dipende da cosa intendi per coerente e per uomo di volontà. Magari esserlo per parte mia. L'unico modo che sono convinta serva, non per teoria ma per pratica, è onestà intellettuale e pochi fiori romnatici intorno. Di mezzo non ci siamo solo noi ma c'è un'altra persona che di noi, delle nostre azioni, dei nostri pensieri, delle nostre parole si fida ed è oltremodo ingiusto non condergli di poterlo fare. Certo che può accadere di perdersi ma non oltre un certo limite altrimenti ti fai un viaggio e le/gli dici che vai a pensare. Sinceramente Nike, io dal bus, son stata investita, travolta e frantumata e sapevo benissimo cosa stava accadendo e perchè, solo che non volevo vederlo... in fondo è tutto lì l'inghippo. |
Credo che ciascuno di noi dal momento in cui apre il portone di casa al mattino e fino quando se lo richiude alle spalle la sera possa essere preda di quello che definisco "il canto delle sirene" ... uno sguardo incrociato per caso , un tono di voce che vibra più o meglio di altri , una simpatica andatura , un interessante discorso captato al banco del bar mentre sorseggi un caffè....mille occasioni per risuonare .
Ora se il mio personale canto , quello che mi risuona all'interno , è forte chiaro limpido e dolce e ne percepisco consapevolmente la melodia , l' ulteriore suono che proviene dall'esterno , pur se apprezzato , difficilmente prenderà il posto della melodia che mi accompagna . Diverso quando il tono del suono interno è basso o stonato o stridente ( a tacere di quando c'è silenzio) . Ecco che allora il canto esterno , quello delle sirene, colpisce per la sua melodia , giunge in profondità e fa vibrare cuore e non solo. E' quando il suono esterno viene percepito così intensamente , che sorge , a mio avviso , l'immediato dovere per ogni adulto che ha scelto di camminare a fianco e per mano di altra persona , di fermarsi per valutare e guardare bene in faccia tutta la scala musicale. Dico immediato perchè ciò che ritengo imperdonabile e fonte di grande responsabilità all'interno di una coppia non è la percezione del suono , ma abbandonarsi a questo , lasciarsi cullare incuranti delle conseguenze. L'aver risuonato mi deve far scattare il campanello d'allarme , devo prestare tutta la dovuta attenzione a questo segnale , mantenere il distacco e impedire che la melodia mi prenda anche parzialmente , valutare attentamente la situazione cercando di comprendere se il tono interno può essere recuperato , migliorato , raffinato . Mi devo concedere il tempo necessario e solo quello , per realizzare se sono in grado di fare il musicista da solo e se necessito dell'aiuto dell'altro strumento che dovrò allora obbligatoriamente informare. Quello che non è stato ancora affrontato in questa discussione è il problema figli . Si è parlato in vari modi di onestà nel dire , di necessità di affrontare la situazione e anche di allontarsi quando si è compreso che il rapporto è finito ,responsabilità di uno verso l'altro , ma quella verso i figli , quando ci sono? |
secondo me si risuona a prescindere dal fattore esterno.
se non si risuona e si guarda fuori quel qualcosa che stride va osservato in se stessi. e nella maggior parte dei casi è solo per un fattore "fuga" da se stessi e non risoluzione di problematiche che spinge a guardare fuori al "solutore" (con grande immaginazione e grande raccontarsela spesso) a mio parere si intende |
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Essere un buon genitore e fare il bene del figlio non vuol dire necessariamente che mamma e papà vivano insieme se questo non è più armonioso o non ha più basi solide per essere, perchè a meno che non si sia su un piano molto elevato di evoluzione, inevitabilmente un sacrificio per il figlio ricade come una spada sui figli, il sacrificio viene usato come arma, anche se non viene detto, il genitore che soffre la costrizione, passa la sensazione ai figli che l'assorbono tanto, tanto, tanto. |
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sul fatto del "tutte le famiglie sono così" avviene anche in misura sebbene inferiore pure in situazioni di "felicità" apparente o meno della famiglia. se c'è Amore tutto si supera, non c'è sacrificio (vissuto come tale in maniera pesante) ma tutto viene fatto in funzione di ciò su cui il rapporto è fondato (base solida per me è solo e unicamente l'Amore) |
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La responsabilità verso i figli cui facevo cenno è quella che imporrebbe al genitore qualche riflessione in più prima di comunicare certe cose all'altro , non si tratta solo della coppia e del loro rapporto che una volta sciolto ognuno gestirà come potrà , credo che in presenza di figli sia doverosa una quanto più possibile oggettiva valutazione della situazione , una previsione di come l'altro prenderà la cosa e di come potrebbe/saprebbe gestirla ( o non gestire) . Insomma valutare attentamente i contro e non è escluso che si renda opportuno rinviare , tergiversare e attendere anche sacrificando quell'onestà nel rapporto che vorrebbe una comunicazione in tempi più brevi possibili. |
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a parte quanto hai gia' detto e cioe' che tua moglie non la lasceresti all'istante ma prima che si verificasse qualcosa? '' No , non farei cosi' , andrei da mia moglie e le direi che ho perso la testa ma che so che poi passa e che spero anzi sono sicuro che mi capisca perche' si tratta di un momento di smarrimento. E che quando esco di casa per andare in ufficio deve stare tranquilla perche' resistero' a qualsiasi tentazione ed anzi deve essere contenta di avere un marito cosi' sincero . Anzi magari comincerei a chiederle di chiedersi se questa situazione non dipenda dal suo ultimo comportamento piu' distaccato nei miei confronti sempre con figli ,scuola casa ed altro . Le direi che se capita qualcosa la lascerei all'istante sempre per massima sincerita' cosi che possa essere orgogliosa di un tal corretto marito. Ma che anche sarei sorpreso se a tempesta finita passati 6 8 10 mesi d'inferno ,non mi riprendesse in casa dopo un simile comportamento.'' |
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Dico allora che se mi trovo a cercare fortemente qualcosa fuori dalla coppia è un campanello d'allarme che nella coppia qualcosa non va più. Non aspetterei di vedere che questo "qualcosa" si concretizzi nei nomi di Gina, Pinca, o Pallina, ma cercherei di risolvere all'interno di me stesso e anche della coppia. Quindi, per rispondere alla tua domanda, non realizzerei le tue ipotesi per il semplice fatto che mi attiverei prima, cercherei, se possibile (dato che dipende anche dall'altro), di riaccendere nella coppia quel fuoco che scalda e nutre entrambi. Se non ci riuscissimo, la lascerei, non avrebbe senso continuare. Ma finchè sto in coppia, sono troppo impegnato ad alimentare ogni giorno quel fuoco per aver tempo e voglia di pensare ad altro... Il chè non nego che a volte può essere una faticaccia, ma mantenere il fuoco anche sotto le tempeste è l'unico modo per avere qualcosa di caldo da mangiare... |
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ti lascia con un senso di incompletezza cosi lo stesso potra' accadere quando realizzerai , come ti meriti ,il meglio a cui tendi sia in campo affetivo che professionale e che a quel punto tutta la realta' acquisita sara' data per scontata e come l'inflazione per un eccesso di liquidita' sul mercato annienta il valore del denaro cosi' tutta l'abbondanza di ogni specie materiale e non materiale raggiunta si riduce di colpo a poca cosa a poco significato . e a quel punto tutto e' possibile quando il certo diventa scontato e l'indegno sara' seducente e a portata di mano . D'altra parte che tutto e' doppio come il bene non esiste senza il male l'abbiamo detto tante volte e purtroppo vale per tutto per ogni situazione anche la piu' nobile . Pero' una cosa te la auguro di cuore : che tu non debba mai incontrare in quel frangente una Calipso ( Ulisse impiego' 7 anni a decidersi a tornare da sua moglie e solo grazie all'intervento di Zeus) o una Circe (dalla quale sempre Ulisse si salvo' solo grazie ad un fiore magico consegnatogli da Ermes contenente sia il bianco dei petali che il nero della radice simbolo degli inferi ) o una Salome' o una Dalila o un'altra Belle Dame dallo stesso valore simbolico . |
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Te l'ho già detto e lo ripeto, volendo in una coppia si trova sempre qualcosa per crescere come individui e per nutrirsi, ma nei rari casi in cui veramente sia finito tutto e l'unione non sia più utile per nessuno allora sarebbe meglio cambiare strada. Non si può voler avere la botte piena e la moglie ubriaca... |
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So di cosa parlo . E non e' necessario che ti convinca . |
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Io ho scelto la separazione con due bimbi molto piccoli, il piccolo faceva il secondo anno di asilo...ci ho messo moltissimo a decidermi e, in tuta onestà, l'ho fatto nel momento preciso in cui ho pensato a me e lasciato un momentino a lato loro. Una vita davanti da trascorrere in quel modo era impraticabile, invivibile, persino impensabile (pur con eventuali Calipso in pantaloni a portata 8-) ) io ero sempre tesa, il piccolo aveva scatti d'isteria e il grande era sommerso di tic... Credo che una delle questioni principali sia, resti, che facciamo i figli da egoisti, pensando solo a noi stessi, mai valutanto il significato del generare una nuova vita..nuova appunto, non la nostra..e poi dobbiamo arrenderci al fatto che rimaniamo egoisti e che le decisioni prese in seguito, la maggior parte perlomeno, provengono e agiscono in funzione di questo. Io sono di parte quindi, per come la vedo io quando qulacosa si rompe nella coppia non c'è da lasciarsi subito e buonanotte, soprattutto se ci sono figli di mezzo bisogna doverosamente tentare di salvare il salvabile, ma fino a quando ciò è possibile poi per onesta, verso se stessi certo ma anche verso i bimbi di adesso che saranno gli adulti di domani, bisogna saper dire basta. E accettare, ovviamente, le conseguenze della scelta. :C: |
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p.s. chi sono il Zeus o il fiore bianco (di Ermes) che aiutano Ulisse a vincere l'affascinamento? :sornione: |
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