Ermopoli

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stella 20-08-2010 09.45.45

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 88858)
Dio è un essere superiore, necessario, il solo per sè stesso in abbondanza e sufficienza.
Frase enigmatica, secondo me, con termini da decodificare, ens in latino non esiste e dunque si può solo ipotizzare la traduzione, aseità è un termine sconosciuto e non di facile comprensione.
Posso pensare che si voglia dire che Dio, nella sua assolutezza, nella sua completezza è l'unico che riesce ad "essere" senza il bisogno di altro, sufficiente e abbondante, i due termini sono quasi in contrapposizione...

Secondo me per il fatto di essere l'unico Ente che ha in se stesso la giustificazione e la ragione della sua esistenza (aseità) nella sua sufficienza è sovrabbondante e necessario.

Ray 19-09-2010 21.12.42

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Vado avanti.


Citazione:

DIO E' COLUI LA CUI VOLONTA' SI EGUAGLIA TANTO ALLA POTENZA QUANTO ALLA SAPIENZA DIVINE

(DEUS EST CUIUS VOLUNTAS DEIFICAE ET POTENTIAE ET SAPIENTIAE ADAEQUATUR.)



Citazione:

Nelle creature, la volontà, il sapere e il potere sono anteriori all'azione. Essi non sono uguali perchè la volontà è di forma più divina del sapere e del potere, così come, in verità, la natura ha limitato il potere, la caduta ha limitato il sapere, se la volontà non coatta perdura tanto quanto un'eco perpetua.

(Voluntas, scire et posse principia sunt actionis in creaturis. Non aequalia sunt qui a voluntas est deformior quam scire et posse. Mihi quidem natura coartavit posse, correptio vero scire, sed remanet voluntas non coacta usque ad elongationem perpetuam.)

A4L8 19-09-2010 21.27.28

se la volontà non coatta perdura tanto quanto un'eco perpetua.
__________________

va bhé oltre al latino non capisco neppure l'italiano, ma che avrebbe voluto dire? che anche la volontà è soltanto un eco?

Ray 20-10-2010 21.56.12

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Proseguo...

Citazione:

DIO E' L'ETERNITA' CHE AGISCE IN SE STESSA, SENZA DIVISIONE NE' MODO ACQUISITO DI ESSERE.

(DEUS EST SEMPITERNITAS AGENS IN SE, SINE DIVISIONE ET HABITU.)

Citazione:

Le cose create agiscono e acquisiscono un modo d'essere. Esse agiscono e sono prive di continuità perchè incontrano una resistenza e per questo la grande fatica disperde il vigore.
Non è così nel creatore. Infatti Egli non si trasmuta acquisendo un modo d'essere, così come chi è affaticato abbisogna d'ombra per trovare riposo.

(Agunt creata et acquirunt habitum. Agunt et deficiunt continuatione qui a inveniunt resistens. Unde fatigatio scindit vim.
Sic non est in creatore. Non transmutatur acquirendo habitum. Non indiget obumbratione ut quiescat fatigatus.)

Mi rendo conto che non tutte le frasi si possono rivelare immediatamente stimolo per la discussione, anche se a mio avviso lo sono comunque per la riflessione. Mi rendo anche conto, in ogni caso, che alcune sono più interessanti di altre, più facilmente comprensibili eccetera. Quindi, in effetti, non è per forza necessario discutere su ognuna.

Io però vorrei finire, anche affinchè resti qui l'opera completa, magari a disposizione di future riflessioni di futuri riflettitori icon_mrgr:

Quindi, se non avete nulla in contrario, io continuerei ad inserire anche un po' velocemente... poi se si vuole discutere di una qualunque frase, in qualsiasi momento la si può citare.

Ray 24-10-2010 23.42.49

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Ne metto un altro. Questo ci facci un po' fatica a capirlo... ci devo pensare, ma mi da l'idea di contenere un concetto parecchio importante, purtroppo espresso in questo linguaggio per noi un po' difficile.

Citazione:

DIO E' GLI OPPOSTI IN QUANTO MEDIAZIONE DELL'ESSENTE

(DEUS EST OPPOSITIO NIHIL MEDIATIONE ENTIS.)


Citazione:

Questa definizione fa immaginare Dio come una sfera, nel cui centro Egli sarebbe come incarcerato. E la sfera divina compie continuamente l'opera divina, con la quale Dio trattiene in qualche modo eternamente nel suo essere il nulla, del quale per la sovrabbondanza della sua bontà Egli ha chiamato le cose ad essere.
Siccome Egli si trova per così dire all'interno del centro, allora la sfera, in altri termini, se è condotta all'essere in atto, si manterrà, se all'essere possibile, ritornerà nel nulla.

(Haec definitio imaginari facit Deum esse sphaeram in cuius centro nihil incarceratur. Et est continue agens sphaera divina opus divinum quo detinet nihil in suo esse aeternaliter, a quo per exuberantiam suae bonitatis vocavit in esse rem quae est quasi circa centrum. Quae si ad esse actum attrahit, stabit semper, si ad esse possibile, redibit ad nihilum.)

stella 25-10-2010 09.13.19

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 91536)
Ne metto un altro. Questo ci facci un po' fatica a capirlo... ci devo pensare, ma mi da l'idea di contenere un concetto parecchio importante, purtroppo espresso in questo linguaggio per noi un po' difficile.

DIO E' GLI OPPOSTI IN QUANTO MEDIAZIONE DELL'ESSENTE

Dio essendo uno e non diviso in se stesso, è tutto ciò che noi viviamo come opposti in primis il bene e il male, la luce e le tenebre, e così via.
Che Dio sia la mediazione dell'Essente secondo me significa un equilibrio tra questi opposti che Dio ha in sè in quanto Essente, cioè al di fuori delle parti ma nello stesso tempo dentro tutte le parti, che esistono grazie a lui ma nessuna è Essente come Dio cioè non dipendente da null'altro.
Essente mi fa pensare ad essenziale e qualcosa di più che esistente che stà già un gradino più sotto, essendo Dio puro Essere, infatti di sè dice: Io sono Colui che è.

Ray 29-10-2010 23.57.59

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 91542)
Dio essendo uno e non diviso in se stesso, è tutto ciò che noi viviamo come opposti in primis il bene e il male, la luce e le tenebre, e così via.
Che Dio sia la mediazione dell'Essente secondo me significa un equilibrio tra questi opposti che Dio ha in sè in quanto Essente, cioè al di fuori delle parti ma nello stesso tempo dentro tutte le parti, che esistono grazie a lui ma nessuna è Essente come Dio cioè non dipendente da null'altro.
Essente mi fa pensare ad essenziale e qualcosa di più che esistente che stà già un gradino più sotto, essendo Dio puro Essere, infatti di sè dice: Io sono Colui che è.

A me sembrava voler dire che Dio media l'esistente, trattenendo in se il non esistente e/o che, contenendo gli opposti, permette tra essi la manifestazione.
Ma ripeto, non mi è chiaro, però l'impressione che ci sia qualcosa di fondamentale mi resta.

Ray 30-10-2010 00.03.01

Comunque sia ne metto un altro. Ovviamente nulla toglie si possa intervenire su precedenti.

Citazione:

DIO E' LA VITA, LA CUI VIA VERSO LA FORMA E' L'UNITA' E, VERSO L'UNITA', LA BONTA'.

(DEUS EST VITA CUIUS VIA IN FORMAM EST VERITAS, IN UNITATEM BONITAS.)

Citazione:

La bontà è un movimento dal centro verso il centro. In primo luogo, essa dona l'essere; in secondo luogo, dà il vivere.
In Dio, dapprima, il movimento è grande: è la via, con l'essere, del generante verso il generato; poi, per la via contraria, è la bontà.

(Est motus a medio et ad medium: primus dat esse, secundus dat vivere. In Deo primus motus est via generantis ad genitum cum esse; secundus, id est via conversa, est bonitas.)

stella 05-11-2010 11.59.26

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 91707)
DIO E' LA VITA, LA CUI VIA VERSO LA FORMA E' L'UNITA' E, VERSO L'UNITA', LA BONTA'.

Io la interpreto così: Dio è la vita, e la via per arrivare alla forma di questa vita piena è l'Unità con Dio, o comunione, ma nello stesso tempo questa unità con Dio si può raggiungere solo con la bontà, quindi attraverso la bontà si arriva all'unità con Dio e si partecipa della sua vita piena.

Ray 05-11-2010 22.40.38

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 91996)
Io la interpreto così: Dio è la vita, e la via per arrivare alla forma di questa vita piena è l'Unità con Dio, o comunione, ma nello stesso tempo questa unità con Dio si può raggiungere solo con la bontà, quindi attraverso la bontà si arriva all'unità con Dio e si partecipa della sua vita piena.

Qui volendo si apre un discorso su cosa sia davvero la bontà (non buonismo). So che c'è qualcosa in forum da qualche parte, ma non farebbe male riprendere, anche altrove.

Ray 05-11-2010 22.45.56

16
 
Intanto proseguo...


Citazione:

DIO E' LA SOLA COSA CHE, A CAUSA DELLA SUA ECCELLENZA, LE PAROLE NON SIGNIFICANO E CHE, A CAUSA DELLA SUA DISSIMIGLIANZA, LE MENTI NON COMPRENDONO.

(DEUS EST QUOD SOLUM VOCES NON SIGNIFICANT PROPTER EXCELLENTIAM, NEC MENTES INTELLIGUNT PROPTER DISSIMILITUDINEM.)

Citazione:

Il compito della parola è di significare i concetti della mente, e non altro. L'anima non trova in se stessa la sfera come modello di Dio, perchè questi stessi modelli si trovano nel fondo di Lui stesso, non secondo ciò che si troverebbe nelle cose.
Egli è dunque da lei dissimile secondo tutto se stesso, e non compreso nè, di conseguenza, significato.

(Officium vocis est significare intellectus mentis, et non aliud.
Anima non invenit in se speciem vel exemplar Dei, qui a ipsa sunt penitus ipse, non secundum quod sit in rebus. Ergo dissimilis est ei secundum se totum, et non intellectus, igitur nec significatus.)

Ray 18-02-2011 23.20.00

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ogni tanto ne metto uno...

Citazione:

DIO E' L'INTELLIGENZA DI SE STESSO, CHE NON AMMETTE LA PROPRIETA' DELLA DENOMINAZIONE

(DEUS EST INTELLECTUS SUI SOLUM, PRAEDICATIONEM NON RECIPIENS.)

Citazione:

Il nocciolo non si conosce attraverso la relazione del nocciolo, ma perchè, nelle cose, è necessario che sia spiegato attraverso diverse ragioni ciò che è contenuto in una sola.
Come dunque in Dio non vi è per Lui - come per la ragione che procede secondo il prima e il poi - qualcosa che perocede secondo il più e il meno -, così Egli non ammette una denominazione, ma sempre conosce se stesso, perchè genera se stesso a se stesso.

(Non cognoscitur nodus per relationem nodi.
Praedicatio in rebus est ut diversis rationibus explicetur quod unica includitur. Igitur cum in Deo non sint diversae rationes secundum prius et posterius, perficientes quid eius secundum magis et minus, non recipit praedicationem, sed se ipsum ipse intelligit qui a ipsum ad ipsum generat.)


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