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...e se puoi approfondire... :sornione: |
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Intendevo esattamente questo. |
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Non dimentichiamo però che se i pantaloni sono di tessuto leggero d'inverno avrò freddo e viceversa se sono pesanti d'estate avrò caldo...... non si muovono da soli ma influiscono su di me.... Voglio dire che il corpo è costruito/mosso etc etc da qualcosa al di sopra di lui però allo stesso tempo... mente sana in corpo sano.... e per mente possiamo anche intendere altro.... |
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non ho mica detto che per amor di spiritualità vado in giro in mutande... 5censored: apprezzo moltisimo la funzione dei pantaloni.
Mi riferivo solo alla loro eventuale pretesa (convizione) di muoversi. Poi, restando in metafora, è vero che influiscono... così come il corpo... come una specie di freno però... |
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Io ero rimasto nella metafora, tu non sei tipo da saio.... anzi... 8-)
Freno? Uhum spunto interessante.... forse andiamo fuori tema.... ma da bastian contrario qual sono vorrei anche in questo togliere la connotazione puramente negativa del freno che di solito si da in questo ambito. Senza il freno della materia la creazione non esisterebbe... e visto che essa è nei Piani Divini ha sicuramente un suo motivo di essere..... quindi per tornare in discorso... essere troppo e solo attenti alla materia impedisce (frena) una Ricerca seria e costruttiva.... ma come ho scritto sopra diventare mistici con la testa fra le nuvole, non interessarsi per niente dell'involucro dove ci porta? Torneremo a Dio... ma come? Siamo sicuri che abbia messo su tutto questo teatrino tanto per farci fare un giro e poi riassorbirci in Lui e basta? Questo è quello che noto nel filone di ricerca (minuscolo per evidenziare) moderna orientale... la ricerca del Nirvana... che è una possibilità ma non la migliore.... non l'unica. Ok torniamo a terra... la mia Ricerca mi porta anche a Comprendere (o tentare di...) come il corpo può adeguarsi per un lavoro sopra-naturale (non in senso di magico, o meglio non solo, in senso di comune) Trovo corretto l'approccio di Kael, e allo stesso tempo lo invito a non fermarsi al mentale o meglio a non considerare il mentale qualcosa che sta dentro il cervello, la mente è tutto il nostro apparato manifesto, il corpo è la manifestazione più evidente e tangibile, strettamente legato ad essa (mente). Mi si obietterà che comunque entrambi sono solo strumenti... che il comandante è al di sopra... ma avete mai provato a piantare un chiodo usando il manico del martello per battere invece del metallo? E se (altra ipotesi) il comandante è distratto.... esempio mentre pianto un chiodo sto pensando ad una ragazza vista due ore prima, che succede? Mi pesto un dito potrei anche renderlo inutilizzabile se il danno supera un certo limite. piango.gif |
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Condivido pienamente, Uno.
Nel mio post ho cercato di schematizzare un po', creando quella gerarchia d'importanza corpo-mente-spirito, ma solo per semplificare. Il fatto di considerare chi comanda più importante di chi è comandato può portare a pericolose conseguenze. Il capitano è responsabile della nave e il suo rappresentante, certo, ma cosa farebbe se non avesse i rematori che fanno il lavoro "sporco"? Mi viene in mente una simpatica allegoria su come funzionano le cose in Italia... :@@ Allora, per festeggiare i 100 anni di attività le ferrovie italiane decisero di fare una gara di canotaggio sfidando il Ruanda. Per 3 mesi gli italiani si allenarono duramente, ma poi arrivato il momento della sfida persero arrivando al traguardo con oltre un minuto di ritardo. Allora i vertici delle ferrovie si riunirono per capire cos'era successo, possibile che 4 ruandesi in mutande gli avessero battuti? Si organizzo così la rivincita, l'Italia studiò un piano infallibile per non perdere... Stavolta però persero con oltre 2 minuti di ritardo. Le ferrovie andarono su tutte le furie e ingaggiarono un equipe di esperti per capire come il Ruanda fosse così forte. Dai loro studi emerse questo: la barca del Ruanda era organizzata nel seguente modo: 1 timoniere 7 rematori la barca italiana invece era organizzata così: 1 capo timoniere 1 vice timoniere 2 timonieri in seconda 4 ispettori di navigazione ...1 rematore Indignati allora della sconfitta decidero di licenziare il rematore che non aveva fatto il suo lavoro a dovere... :R Scusa per l'OT ma questa barzelletta esprime perfettamente il concetto sul fattore "importanza". Poi, tornando alla metafora usata da te e Ray, i pantaloni possono costituire un freno vero, ma posso anche farmi soffrire meno il freddo in inverno. Potrei star molto male se non me li mettessi quando fa freddo... però potrei star altrettanto male se in estate non me li levassi per il caldo... Insomma, devo stare attento che il corpo non costituisca un freno per la mia mente, ma devo stare altrettanto attento che la mia mente non costituisca un freno per il mio corpo... Credo bisgna raggiungere un certo grado di equilibrio e poi portarlo avanti uniformemente, non perdendo di vista che alla fine è l'unità dei miei strumenti e del mio essere, la mia vera forza. |
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vabbè, io non ho specificato, come è mio solito fare e martellate riceveremartello.: , il significato con cui usavo il termine "freno", però da li a connotarlo negativamente ce ne corre.
Restavo nella metafora del movimento, che è metafora fino ad un certo punto. In effetti non è il corpo fisico che si muove nello spazio ma è mosso da quello sottile (a sua volta "impulsato" superiormente ma questo ora non centra). Il corpo "frena" (fa attrito) ma protegge e supporta la consapevolezza del movimento... che però resta reale ad un livello superiore. Non mi sognerei mai di montare su un auto priva di freni. Figuriamoci se il teatrino della fisicità esiste solo a mo di giostra e ribadisco la mia condivisione con Uno a riguardo di quelle discipline che la disprezzano... resta la gerarchia che, se ristabilita, com-porta crescita. Ma, come ho già detto altrove, crescere "solo" animicamente "abbandonando" il corpo equivale a pretendere di andare in un'altra città "abbandonando" che so una mano o un piede. Si va monchi, posto che si vada... |
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Specificavo proprio per cercare, almeno in questo sito, di bilanciare la mancata comprensione del concetto di freno, o meglio la comprensione di un solo lato |
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fiori.gif fiori.gif |
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Dopo aver esposto la "direzione" della mia ricerca, vorrei anche capire meglio il "come" condurla. Il come cercare insomma...
"Chi non è come questo fanciullo, non potrà entrare nel regno dei cieli" disse Gesù. Io penso che intendesse l'atteggiamento con cui il bambino si pone alla vita: quello di una scoperta continua. Il bambino vede maestri in tutti, sia nei genitori, che nei compagni, che negli amici, addirittura negli animali... Osserva ed ascolta come se ognuno intorno a lui fosse un dio in terra. Si pone perciò nella condizione di poter apprendere da chiunque, agevolato forse anche dal suo "essere piccolo" altresì sul piano fisico. Poi crescendo (parimenti nel fisico) inizia a perdere la sua facoltà di vedere il mondo attraverso gli occhi di tutti, limitandosi ai propri, perdendo così una buona dose di consapevolezza (ma acquistando coscienza). Questo processo è necessario e vede la sua massima manifestazione nell'adolescenza, dove il ragazzo critica tutto e tutti per poter formare così la sua personalità, combattendo battaglie illusorie per evidenziare il concetto di IO diverso da TU. Poi, avendo ascquisito questa prima coscienza di IO, egli può nuovamente espandersi per arrivare ad avere la più grande prospettiva e punti di vista (questa votla però coscientemente) che gli permettono a questo punto la vera entrata nel regno dei cieli... Da tutti possiamo imparare, non è utopia, perchè anche laddove una persona stia dicendo una benemerita cavolata, noi ascoltandola, com-prendendola, facciamo tesoro di una nuova esperienza. Ci viene data la possibilità di riflettere su un lato della stessa medaglia sul quale non avevamo riflettuto in precedenza. Un maestro in fondo non è soltanto chi ci indica la via giusta... Anche chi ci indica la via sbagliata è un maestro, perchè cmq ci mette nella condizione di trovare un ulteriore motivo (a noi sicuramente sfuggito in quanto ogni esperienza/manifestazione è unica e irripetibile) per cui quella via possa essere sbagliata. Personalmente, sono state molte le volte che mi è capitato, e pertanto mi sforzo sempre di "essere bambino" e "ascoltare" anche chi espone un concetto che, per pregiudizi consolidati, la gente normale tende a catalogare come "sbagliato" e pertanto non meritevole di attenzione... Essere come un fanciullo quindi... e a tal proposito dedico a tutti noi questa poesia di Maurizio Giordano: "Sono giovane come la mia speranza, vecchio come il mio scoraggiamento. Sono giovane come la mia fede, vecchio come il mio dubbio. Sono giovane come le mie aspirazioni, vecchio come le mie lagne. Sono giovane come il mio sorriso, vecchio come il mio broncio. Sono giovane come le mie conquiste, vecchio come le mie abitudini. Sono giovane come il mio amore, vecchio come il mio rancore. Sono giovane come la mia dolcezza, vecchio come la mia durezza. Sono giovane come la mia gioia, vecchio come la mia noia." Semplice e concisa, come piace a me, ogni volta riesce a suscitare in me una splendida sensazione... fiori.gif |
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