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Gesù puntava sul fatto che quelli che dicevano quelle cose volevano porsi in una posizione giudicante superiore, cosa che non era nella realtà |
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In questo preciso istante non sono attrezzato per parlare della differenza tra le varie sofferenze (merita discorso a se poi) ma c'è modo e modo di soffrire, tant'è che qualcuno soffre tutta la vita proprio perchè soffre nel modo sbagliato, un altro sistema le cose e vive (non che non soffra più, ma in confronto del primo esempio è in pace). |
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comprendo tutto il tuo ragionamento e non posso che concordare. prima ho detto ciò che sento io, la cosa verso cui tendo, il chiamiamolo metodo che per quel che riguarda me ho visto essere la cosa che più di tutte reputo migliore sino ad ora. e che so anche quando non la raggiungo e non vi sosto. ecco li vedo la mancanza, l'errore, li sta il mio pentimento (quando non sono lacrime di coccodrillo) derivante dal prendere coscienza della colpa (che nel 99% dei casi si lega a ego non incanalato, paure ecc. ecc.) cerco di non rimanerne invischiato, di capirlo e nei miei limiti di andare oltre superando in piccola parte un qualcosa di me stesso. non sempre ci riesco sia chiaro ma il quadro per quanto mi riguarda sento sia questo. e assicuro che non è cosa facile da farsi, superare ogni volta se stessi. spesso mi chiudo, e qui sbaglio. a volte mi viene da piangere, mi sento inetto, incapace. A volte mi danno per tutto questo, mi danno per non essere in grado di dare ciò che sento essere. mi danno per la mia incapacità nel non riuscire a farlo costantemente, nel perdermi in distrazioni, nel cadere in errori banali, stupidi solo e unicamente per il mio ego capriccioso, infantile, non capace di darsi, timoroso, sapientino ecc. ecc. nel cedere alle visioni altrui e nel ritrovarmi invischiato in esse pur sapendo che non sono quanto sento, che non sono quanto "dovrebbe essere" e che così cado, scendo di vibrazione e finisco inevitabilmente per ritrovarmi di nuovo in situazioni che non sento mie, che reputo sbagliate o cmq non complete. perchè in cuor mio so cosa significa essere oltre tali cose e ricaderci fa sempre più male ogni volta che passa. ma che posso farci? così è il mio cammino, il mio percorso, la mia vita se ne prendo atto e ad esso mi abbandono senza metterci di mezzo i piccoli io tutto semplicemente è. se non lo faccio, pago dazio tutte le volte che succede. Scusate questo O.T. sono commosso. |
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E' chiaro che dovremmo dare a tutti incondizionatamente, ma non nascendo ricchi (a meno di nascere con la camicia..) è necessario pianificare qualche investimento (sano egoismo...) per poi sperare di avvicinarsi al Santo. |
più che un santo direi un cristiano nel senso più profondo e completo del termine (come in teoria è un santo)
almeno questo sento io. |
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Se sto chiuso in casa, una volta effettuato un dato pagamento non ho più coscienza di dove vanno a finire effettivamente quei soldi. Così come quando mi arriva un regalo, mi limito a ritirarlo dal postino che me lo consegna, ma ignoro chi e perchè me lo mandi, ignoro perfino se è un regalo o qualcosa che mi sono meritato pagandolo in passato. Uscendo invece (dalla caverna metaforica interna) si inizia a prendere coscienza della fitta rete nella quale siamo tutti immersi, delle intricate trame di cui sono tessute le nostre vite. Vedo quel mio dato pagamento andare a Tizio, poi da questo a Caio, da Caio a Sempronio e dopo altri numerosi giri tornare anni dopo a me, quando se non avessi visto tutti i passaggi sarei totalmente all'oscuro se sia un regalo o se sia qualcosa che mi sono meritato pagando o che devo ancora pagare. Intendevi una cosa del genere? |
certo che può esserlo.
ma qui parlavo per persone nate e cresciute nel Cristianesimo. e senza scomodare i santi essere cristiano in senso profondo a mio avviso significa già essere "simili a cristo". che poi chiamalo come vuoi sia presente in tutte le Tradizioni meglio:) Cristiano, buddhista induista ecc ecc. sono solo classificazioni. alla fine conducono allo stesso posto. e a un certo punto del cammino perdono pure di significato. p.s. non è che hai qualche sassolino contro la Chiesa cattolica? |
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Non andava bene parlare in generale di Santità come ho semplicemente fatto io? |
ma il contesto in cui ne ho parlato era chiaro?
intendevo dire che senza scomodare i santi vivere da cristiano (equivalente a vivere da buddhista induista ecc. ecc.) completamente e pienamente implica quello a mio sentire. tutto qua. quindi sinceramente non ho compreso molto della tua risposta successiva. o quantomeno mi è sembrato ci fosse da parte tua un problema a considerarsi cristiano. se questo è errato chiedo venia. |
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Invece il cristiano qui non c'entra nulla, uno può benissimo essere cristiano nel senso più profondo del termine e non essere santo. Anzi, da un certo punto di vista, quello religioso, il Santo è una specie di anomalia. Infatti pochissimi lo diventano, mentre cristiani veri ce ne può essere tanti. |
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abbraccio: sai che scherzo eh, ti ho fatto la battuta perchè mi stavo interrogando anche io sulla questione della fortuna, più o meno palese. Di situazioni che non sono magari andate bene ma neanche assolutamente male. L'immagina di Ray mi piace, quel vedere a certi incroci una sorta di bilancio e trovare in quello poi il saldo da cui partire per il successivo. Non sono sicura che sia possibile essere a zero, in qualche modo già nascendo siamo a debito, debito per la vita che raccogliamo in noi. Pensavo ai sorrisi, quando sorridi a qualcuno vai a credito, in un certo senso, di un sorriso, se l'altro non ricambia avrai comunque accumulato un credito mentre chi non lo da dovrà recuperare..sorridendo due volte? icon_mrgr: Cioè anche quando magari non vorrebbe. Però non riesco ad immaginare la possibilità di verificare ogni cosa cercando di capire se è un credito o un debito, sarebbe impossibile perchè comunque non sai mai fino in fondo se hai fatto del bene davvero, puoi solo sperarlo (si faceva altrove il discorso sul "è per il tuo bene" dei genitori ad esempio che non sempre funziona) La cosa bella invece sarebbe riuscire ad avere netta percezione dell'incrocio, riuscire a capire a che punto stai della strada e lasciare aperta la possibilità di rimettere in sesto i conti. Perchè la naturale compensazione porta a poter sistemare le cose penso.. Insomma, quel rimetti a noi i nostri debiti potrebbe essere questo, dimmi che devo pagare (senza scomodare Dio, ma con una buona introspezione) e dammi l'occasione per farlo. Probabilmente l'aver avuto fortuna in passato (anche se credo che in fase di giovinezza e di innocenza ci sia una sorta di cuscinetto attutitore) ci prepara a poter dare, quando sarà, con maggior comprensione nonso.gif |
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cosa intendi per appuntino?
perchè forse non mi è chiaro cosa intendi con quel termine. la mia impressione è che tu te la sia presa sul personale quando io non stavo sinceramente riferendomi a te. quindi se è così te lo sto chiarendo. |
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capisco cosa intendi ma non sono completamente d'accordo. pochissimi lo diventano, perchè pochissimi sperimentano e vivono l'amore. ma questo vale in tutte le confessioni. essere cristiano in senso profondo significa sperimentare quell'amore. pertanto il cristiano vero e completo (così come il buddhista vero così come l'induista vero) per me è il santo. |
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E' chiaro che questa definizione non appartiene e non può apppartenere o corrispondere a quella che una religione come il cristianesimo da al "cristiano nel profondo" ossia a colui che vive, che riesce a vivere, secondo i dettami della dottrina. Non è chiesto all'uomo, per salvarsi, di diventare Santo, di operare miracoli eccetera, tanto che i salvi, i beati e così via sono meno di santi. Se vero cristiano fosse solo il santo andrebbero molto male le cose. Invece essere vero cristiano è la condizio sine qua non, la base, per poter poi forse, molto forse, diventare santo, ma occorrono molte altre cose. E' chiaro che non possiamo fare una frittata di tutte le definizioni. Come dicevo se vuoi chiama santi la brava gente, confondi la punto con la ferrari, ma se fai apppunti sui termini poi devi anche accettare le definizioni che la tradizione da. |
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Adesso, per la millesima volta, restiamo in argomento ed evitiamo di entrare nel personale ad ogni occasione reale o immaginata? |
mi sta bene questa "classificazione" (dato che serve per comunicare) Tradizionale.
per il resto non ritengo "divino" ossia sopra l'umano un Santo se anche è inteso così dalle Tradizioni. e a mio avviso un limite del non diventarlo sta appunto nel considerarlo "sopra l'umano" però questa può essere una mia impressione e pure scorretta. |
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la frase successiva non è la prima e l'ho usata proprio perchè non ho capito il concetto di appuntino (che ho specificato) per il resto la chiudo qua. anche perchè noto il "solito" tuo e di altri atteggiamento. che quando si modificherà (forse) consentirà un approccio differente che ora non c'è. atteggiamento che vede pizzicori ove non ce ne sono. |
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bene.
posso dire comunque che per quanto mi concerne conosco poco Gurdjieff ne i "termini" tradizionali. pertanto può anche essere che il mio modo di parlare non sia gradito o consono a un orecchio tradizionale. penso ci siamo intesi comunque |
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Se è uguale allora perchè dire "io direi" facendo intendere che sia meglio come dici tu? Allora visto che ci si confronta (o almeno quella dovrebbe essere l'idea) provano a fartelo notare. ----------------------------- Anche rimanendo solo nella tradizione Cristiana (Cattolica o meno) ci sono le definizioni di buon cristiano e Santo, se fosse la stessa cosa non vi sarebbero due definizioni no? |
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E ti domandavo per l'ennesima volta si smetterla di entrare nel personale ad ogni piè sospinto, cosa che "i soliti" con te non fanno proprio. Te lo richiedo ancora: resta per favore nei discorsi e lascia stare il personale quando non richiesto. |
aridaje il p.s. è successivo a quanto scritto da Kael
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