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abbraccio:
sai Gri, io un pò quest'altalena la sto superando, me ne sono resa conto leggendoti e mi ha stupito moltissimo rendermi conto che mi pensavo ancora in questa fase mentre in realtà avevo già fatto un passetto più in là, solo un passrtto eh ma l'ho fatto...è curiosissima sta cosa, facci caso anche in te nei prossimi giorni...siamo così "abituate" a viverci a conoscerci in un certo modo che non realizziamo subito che qualcosa è cambiato in noi...chissà se si arriva al punto che quel tale atteggiamento neanche lo riconosciamo come nostro.. C'è un'altra cosa che volevo raccontare, la vedo in me per cui non lo so se è anche in te cmq..tutto aiuta Tutto sto caos, tutta sta confusione, questo non contenere le emozioni è un "non dire" che alla lunga non riusciamo più a sopportare e magari (ma parlo a me quindi non è un'accusa) questa emotività incontrollata è un pò un ricattino che facciamo agli altri, agli altri perchè non siamo riuscite a prendercela con chi dovevamo, con mamma e papà, perchè in fondo non è colpa loro, (o perchè li temiano come bambini? mah)perchè magari nella testolina di bimbo si è formato quel pensierino malefico, di non essere abbastanza , e ci sentiamo soli, ma non lo siamo (diavolo.g: cattivella questa...), però quel vuoto c'è eccome e quindi...via coi sensi di colpa, che iniziano a ballare il walzer nello stomaco e poi aumentano il ritmo fino a scombinare tutto... Ho visto anch'io quel film sai? Un ponte per Teracosia (icon_mrgr: ) anch'io mi sono sentita stretta in una morsa...ma cos'è che non è stato compreso in noi? Te lo sei chiesto? Al di là del papà che non apprezza e coccola il figlio, in cosa il bimbo non veniva valorizzato? Cosa che invece ha fatto la ragazzina...cambiare punto di vista alle volte può fare molto ti chiedo scusa se ho detto cose in cui non ti ci ritrovi (così mi faccio una dose di approvazione quando mi rispondi ;) ) ma non lasciarti travolgere dal dolore, ci ho sguazzato per anni, fidati, non serve...facile dirlo adesso ma, siamo qui no? fiori.gif |
molto bello quanto hai scritto.
fare "luce" significa scendere nelle profondità e farle emergere. Un abbraccio |
Citazione:
In effetti alcuni atteggiamenti sono cambiati, quando ho raccontato all'inizio descrivevo proprio l'inizio ora va meglio sempre che non mi lascio andare ma devo mantenermi "osservata". Citazione:
Io ad esempio mi chiudevo perchè anche se parlavo non venivo compresa. Provavo rabbia e scappavo. Con il tempo è divenuto più facile scappare che affrontare, tanto trovavo la via di fuga altrove in altre cose, ma me la raccontavo e non lo vedevo. Il piangere poi per me o il manifestare le mie emozioni l'ho sempre vissuto come una forma di debolezza da cui scappare. Non accettare questo mio modo di essere e relegarlo in qualche recondito anfratto faceva si che poi scoppiassi senza un'apparente ragione. A chi stavo di fronte dovevo apparire fuori di melone.icon_mrgr: Ora ci sto provando a dire a mostrare che sono umana e non supergirl, mostrandolo agli altri lo vedo anche io. Per quanto riguarda la solitudine ho provato ad indagare dentro di me. Mio padre da bambina mi ha viziato tantissimo non tenendo conto dell'opinione di mia madre. Poi per varie vicessitudini questa cosa è stata troncata di netto. Basta cocca di papà, basta vizi e proiettata ancora bambina nello spazio senza riferimenti. Con solo la mamma arida di sentimenti. La mia pare diventata una ricerca ossessiva di quel periodo in cui tutto veniva scusato, i miei comportamenti, le mie marachelle venivano coperte da mio padre. Io ero il "genio" di famiglia fino a al momento prima dell' "abbandono" Mi sento come se avessi vagato per un certo periodo della mia vita alla ricerca di quel paradiso perduto dimenticandomi della realtà e di crescere. Come a voler ricreare in qualche modo un qualcosa che non c'era più e mai più ci sarebbe stato se non lo avessi io creato al mio interno e non fuori. E quando non lo trovavo fuori piangevo come allora per l'abbandono e la solitudine invece che tirarmi su le maniche e dirmi: we ciccia puoi fare da sola ora sei grande fuori è ora che cresci anche dentro. Papino che ti copre il culo non ci sta più ora alzanti e cammina con le tue bambine sante. diavolo.g: Chissà se ci ho preso mah :@@ abbraccio::C: |
Citazione:
GLAP anche mio padre mi definiva un genio...anche se però a coccole...non c'era mica tanto...stile orsacchiotto hai presente? icon_mrgr: bah forse come dici era comunque un tempo dorato, in cui ero comunque al centro di un mondo...tutto per me (eppure la facevo a letto..mah) ma oggi? comincio a intravedere certi meccanismi perversi che mi scattano con gli uomini (me li scelgo sempre stronzi icon_mrgr: icon_mrgr: ) ma che cosa ci blocca nell'esprimerci? che cosa scatena il tracimare delle emozioni?è come se avessimo preso per abitudine il direzionare l'energia nel modo sbagliato..ok...ma qual'è la strada giusta? (bestia come sono costruttiva stasera...una sfilza di domande...nessuna risposta..) ce penso abbraccio: non è che sti papà che ci han definite geni ci han messo su un vestito di aspettative un pò strettino? (e in conflitto con la madre..) boh (comunicazione pro-attiva risata.gif ) |
Raddoppio le domande. diavolo.g:
La pipì a letto la facevo pure io icon_mrgr: Si si tipo orsacchiotto....icon_mrgr: Per gli uomini stronzi non è che cerchiamo lo stereotipo del papà unopocostronzopurelui?diavolo.g: Come vedi a risposte non ci sto neppure io. abbraccio: :C: |
posso inserirmi?
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avete osservato la ripetizione di un'esperienza mi pare di capire.
beh a mio tempo osservai come io nelle donne ricercassi fondamentalmente mia madre nel senso che inconsapevolmente finivo per trovare persone che fossero autoritarie nel rapporto. una volta osservato questo ho cercato di capire cosa di mia madre non mi andasse. ho scavato e riscavato sino un giorno a capire che dovevo parlarci di persona. ho tirato fuori con amore le cose che non mi piacevano di lei a mio modo di vedere. le ho detto qualcosa come "mamma io sono diverso per certi punti di vista da te. non puoi continuare a imbrigliarmi per paura che io scappi da qualche parte perchè così facendo non fai altro che tenermi sotto una campana di vetro" Da li l'esperienza è cambiata. Un saluto |
Forse un'altro pezzo di puzzle e devo qui ringraziare Turi che me lo ha riportato alla mente parlando di sè fiori.gif
Da bambina avevo una sorta di sentimenti contrastanti, non comprendevo gli adulti, logico a quell'età come si fa? Si ha solo una visione parziale delle cose legate al vissuto. Non potevo comprendere l'essere genitore, non comprendevo gli sfoghi di rabbia di mio padre e i pianti assurdi di mia madre. La mia impossibilità di poter rendere quello che provavo e vedevo diverso creava in me una rabbia calda e palpabile che cresceva dentro come in una pentola a pressione. Con il crescere delle incomprensioni famigliari cresceva la rabbia e alla fine non la contenni più. Entrai in una spirale dove tutto si poteva risolvere ( immaginavo così) con la rabbia e la forza sino a che non ci sbattei il naso cadendo da una grande altezza. A quel punto la rabbia era quella cosa che faceva più male della repressione e non risolveva i problemi. Quindi mi ritrovai da capo e reiniziai a reprimere trovando via di fuga in altro ma non più nella rabbia manifesta, ma nella rabbia nascosta e infida che porta a nascondersi e a fare ad reagire di nascosto. Del tipo: (ero ragazzina) non vuoi che faccia questo? Ok non mi arrabbio più con te, faccio tutto quello che mi vieti di nascosto per vendicarmi. Il risultato è farsi ancora più male e nascondere a se stessi la verità di cosa si desidera veramente oppiandosi con qualcosa che ci pare di volere, anche se quel volere era solo una reazione. Ommamma mi sa che non sto spiegando bene come vorrei. Mi fermo un'attimo. abbraccio: |
Ho trovato altro
I bambini si sa hanno molta fantasia, che spesso i genitori scambiano per menzogne e poi non credono più loro, ma non solo i genitori gli adulti in generale, non si sforzano di ascoltare cosa c’è dietro la “menzogna”.
Ora che ho un figlio posso comprenderlo. Perché vedo che ha moltissima fantasia e gioca in continuazione, inventa storie, per vedere le reazioni dell’altro insomma un modo di prendere le misure su cosa è possibile fare e non fare e capire le varie conseguenze del caso. Perché dico queste cose? Perché da bambina ho vissuto parecchi episodi in cui non sono stata creduta dagli adulti. Ho ricordato alcuni episodi in cui mi sentivo frustrata dalla incredulità degli adulti, mi vergognavo io per quello che pensavano di me, tanto da non avere più il coraggio di controbattere ogni volta che qualcuno si opponeva alla mia verità. Da adulta mi sono rimasti dei retaggi di questo modus di pensare ed agire anzi di non agire. Sono sostanzialmente una persona sincera e onesta, chi mi conosce lo sa, ma nonostante tutto capita che non venga creduta, bon credo come a tutti del resto. In quei momenti mi si solleva un rabbia cieca che non facendola uscire si trasforma in impotenza, in frustrazione sino a portarmi all’immobilismo. Se poi già immagino di non essere creduta perché ci sono già dei precedenti evito proprio di affrontarla anche a costo di rimetterci. In quei momenti vorrei a disposizione una macchina futuristica per dimostrare la mia verità ma non avendola mi arrotolo su me stessa senza fare nulla. :@@ |
Ti capisco molto Gris.
Io durante l'adolescenza non riuscivo in genere mai ad oppormi od esprimermi bene. Adesso ho il problema contrario: quando c'è da mandare giu un rospo, il mio corpo si rifiuta, e rispondo sempre. A volte può creare problemi, ma almeno non mi reprimo, rispondo un po' secco, però poi non mi rimane rancore per quelle persone. Nel tuo caso essendo un blocco, sicuramente non dipenderà sa un solo fattore, ma da tanti fattori messi insieme. La paura del giudizio degli altri l'abbiamo tutti, e si manifesta in forme diverse: a volte magari la superi per certi aspetti, ma non ti rendi conto che per tanti altri ti condiziona. fiori.gif bacini.gif |
Tiro su questa discussione perchè oggi, di fronte ad una ennesima situazione in cui mi ritrovo a muovermi impacciata e insicura, pur non avendone apparentemente motivi, ho dovuto ammettere un pò di cosette
Sì, sono piena di vergogna e arrabbiata. Non sono capace di farmi le mie ragioni, incasso silenziosa e ingoio. Davanti alle difficoltà scappo. E poi mi racconto che sono una persona che ama il quieto vivere: nono, semplicemente sono una vigliacca. Davanti ai "potenti" scatta in me una componente fantozziana, divento accondiscendente, pure un pò servile e do sempre loro ragione, anche quando dicono cose assurde o sciocche. Sembra mi si blocchi il ben dell'intelletto, mi impapero e divento decisamente impacciata Vivo in costante tensione, ho paura di non farcela, di non essere in grado, all'altezza. E in effetti è così, i miei blocchi fanno sì che mi faccio mettere i piedi addosso spessissimo. Mi dico tra me e me che non è poi così importante. E ingoio Se le vedessi in un'altra persona tutte queste caratteristiche non mi piacerebbe nemmeno un pò... però sono io Ecco... leggere che anche altre persone che scrivono qui hanno vissuto questo genere di situazione, ha sciolto in me un pochino di vergogna Anche io avrei da scrivere di mio padre e mia madre. Ma non stasera, devo... metabolizzare un pò, ho la sensazione fisica di avere un chiodo conficcato nel cuore Per il momento semplicemente grazie Città fiori.gif |
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